(AGENPARL) - Roma, 13 Maggio 2026 - CONFINDUSTRIA CATANIA, CRISTINA BUSI: "SEMPLIFICARE SUBITO E ACCELERARE LE
PROCEDURE"*
Catania, maggio 2026 – "Le imprese siciliane non chiedono assistenza:
chiedono condizioni reali per investire e competere. Ma l'accesso agli
incentivi europei è ancora troppo complesso e lento. Alla burocrazia si
aggiunge una difficoltà culturale che genera diffidenza e allontana molte
aziende da strumenti che dovrebbero favorirne la crescita". Lo dichiara
Cristina Busi, presidente di Confindustria Catania, sul ritardo
nell'utilizzo dei fondi europei e delle risorse per la coesione.
La Sicilia è ultima in Italia per spesa certificata dei fondi Fesr (6,57%)
e 19ª su 21 per i Fondi di Sviluppo e Coesione, con appena il 5,06%
utilizzato. A fronte di oltre dieci miliardi disponibili, solo una parte è
stata effettivamente impiegata.
"Questi numeri – sottolinea Busi – non rappresentano solo un ritardo
amministrativo: sono un'occasione mancata. Le imprese devono programmare
investimenti, innovare, assumere. Ma non possono farlo se si confrontano
con bandi complessi e tempi incerti, che non garantiscono la rapidità
necessaria al mercato".
Un'indagine di Confindustria Catania conferma la difficoltà: il 60% delle
aziende del campione non utilizza gli incentivi pubblici, segno di un
dialogo ancora fragile con la Pubblica Amministrazione. "Non basta
annunciare le misure – aggiunge -. Serve un percorso trasparente e stabile.
Le imprese non possono rincorrere bandi con scadenze troppo brevi o tempi
incompatibili con le esigenze del mercato. Un investimento industriale
richiede pianificazione, certezza, rapidità. Quando questi elementi
mancano, l'incentivo perde efficacia".
Per la presidente, la priorità è duplice: semplificare i meccanismi
amministrativi e rafforzare la consapevolezza delle imprese nell'utilizzo
delle risorse disponibili. Da qui l'appello alle istituzioni regionali:
"Servono procedure chiare, tempi certi, comunicazione efficace e un
monitoraggio pubblico della spesa. Occorre uno sportello unico realmente
operativo, in grado di seguire le aziende dall'informazione alla gestione
delle domande. E serve una programmazione trasparente, che consenta alle
imprese di sapere in anticipo quali misure saranno attivate e con quali
criteri".
Confindustria Catania, conclude Busi, intensificherà le attività di
informazione e supporto: "Il nostro compito è anche culturale: ridurre la
distanza tra imprese e strumenti di finanziamento, spiegare le opportunità
e costruire fiducia".
*CONFINDUSTRIA CATANIA*
