(AGENPARL) - Roma, 13 Maggio 2026 - visione strategica*
*Reticenza grave sulle responsabilità della crisi*
"L'audizione dei ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto di questa mattina
sulla crisi dello Stretto di Hormuz è apparsa lacunosa, soprattutto
nell'attribuzione delle responsabilità politiche dell'attuale escalation.
Il Governo continua a trattare come inevitabile una spirale che inevitabile
non era, evitando accuratamente di affrontare il costo strategico delle
scelte compiute dagli Stati Uniti e il ruolo dell'amministrazione Trump –
che sembra quasi esserci timore a nominare – così come quello di Israele e
del governo Netanyahu, nella destabilizzazione degli equilibri regionali e
internazionali. Una reticenza grave, che finisce per indebolire anche la
credibilità della posizione italiana".
Lo dichiara Federica Onori, deputata di Azione e segretaria della
Commissione Affari esteri, a margine dell'audizione dei ministri degli
Esteri e della Difesa presso le Commissioni Esteri e Difesa di Camera e
Senato.
"Esiste però un'alternativa al silenzio e alla passività. Al Governo –
prosegue Onori – manca una visione fondata sul rafforzamento della
collaborazione tra medie potenze, a partire da una più stretta cooperazione
europea, necessaria per affrontare questa fase critica senza subirla. In un
contesto in cui la sicurezza energetica, commerciale e marittima europea è
direttamente coinvolta, l'Italia dovrebbe contribuire a costruire
iniziative diplomatiche comuni invece di limitarsi a inseguire gli eventi e
ad allinearsi senza alcuna autonomia politica. Il Governo sceglie invece di
ignorare gli spazi di azione diplomatica disponibili, accettando una
postura puramente passiva: una miopia nella lettura degli equilibri
internazionali che rischiamo di pagare molto cara", conclude Onori.
