(AGENPARL) - Roma, 12 Maggio 2026 - I lavori sui tetti di Cascina Frutteto, nel Parco di Monza, sono entrati nella fase finale. Ricordiamo che prevedono la riqualificazione delle tre coperture dell’edificio centrale rivolta alla rimozione delle lastre ondulate in fibro cemento contenenti amianto. L’intervento ha un valore di oltre seicentomila euro.
Dopo la fase di allestimento del cantiere, è stata tolta la stratigrafia esistente del manto di copertura: travetti, listelli, lastra ondulata in fibro-cemento e coppi. Le coperture sono state protette provvisoriamente con ondulina trasparente al fine di eseguire il rinforzo strutturale dell’orditura del tetto e il suo restauro.
Queste sono le opere già compiute:
– bonifica degli ambienti interni del sottotetto;
– rimozione dei materassini in lana minerale presenti a pavimento nei sottotetti;
– restauro degli elementi strutturali in legno delle tre coperture (in corso per la copertura ovest);
– affiancamento di nuove terzere alle terzere esistenti (in corso per la copertura ovest);
Per la copertura centrale e il tetto del corpo est è stata messa in opera la nuova stratigrafia costituita da travetti, assito in legno e telo impermeabile traspirante.
Queste sono le opere ancora da eseguire per completare i lavori:
– montaggio doppia listellatura in legno e nuovo manto di copertura, che sarà costituito da corsi verticali in coppi storici recuperati alternati a corsi in nuovi coppi;
– ripristino delle porzioni in laterizio negli spazi tra travetti e ripristino dell’intonaco esterno sottogronda;
– realizzazione di dispositivo anticaduta sulla nuova copertura;
– sostituzione dei canali di gronda, pluviali e lattonerie varie.
L’intervento, che si chiuderà entro l’estate, comprende anche il restauro conservativo della Torretta Belvedere posta alla sommità della parte centrale della Cascina, con lavori su intonaci, pietre della scala esterna e del piano di calpestio, parapetto in ferro e la realizzazione della nuova stratigrafia di copertura mediante il recupero, se possibile, dei coppi esistenti.
I lavori sono appaltati all’impresa Indovino S.r.l. con sede a Montecatini Terme. Direttore tecnico del cantiere è il geometra Donato Laudicina. Progettista e coordinatore per la sicurezza è l’architetto Marco Scamporrino; direttore dei lavori e progettista delle strutture è l’ingegnere Paolo Saluzzi di MPM Engineering S.r.l. L’architetto Fabio Berti coordina l’intervento per conto del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza.
Nota storica su Cascina Frutteto. Sul luogo dove sorge Cascina Frutteto, fino al 1819 si trovava un edificio chiamato Cascina Michelona. Nei primi anni della Restaurazione, l’architetto Luigi Canonica elabora il progetto per la Frutteto, funzionale alla suddivisione del Parco in colonie agricole. Nel disegno definitivo, riferibile al 1820, la nuova cascina è posta al centro di una circonferenza delineata da una roggia e dal sistema degli orti che si dispongono a raggiera. Dalla circonferenza, otto viali disegnano l’intorno alberato con filari di piante fruttifere, componendo il disegno romboidale riconoscibile in varie planimetrie.
Il nuovo fabbricato segue uno schema frequente: il corpo centrale, con funzione residenziale, è accompagnato da un porticato con archi su pilastri; le ali laterali, di minore altezza, accolgono i fabbricati rurali, le stalle e i fienili. Le ali sono raccordate con il blocco mediano da portici coperti e sorretti da colonne di ordine dorico con trabeazioni lignee.
La costruzione è seguita da Giacomo Tazzini, assistente del Canonica fin dai primi anni dell’Ottocento e suo successore, dal 1821 con il ruolo di Architetto dei Reali e Imperiali Fabbricati di Corte.
Dal 1956 il complesso ospita la Scuola di Agraria del Parco di Monza. L’istituto affonda le radici nel 1902, anno in cui Aurelia Josz istituisce presso la settecentesca Villa Clerici, a Niguarda, la Scuola pratica agricola femminile. La Josz all’epoca è un’insegnante di Lettere con uno spiccato senso della modernità, come rivela l’idea di fondare un collegio rurale dedicato all’istruzione delle donne in tempi in cui l’agricoltura è esercitata quasi esclusivamente da uomini. Di origine ebraica, nel 1944 viene arrestata; detenuta nel carcere di Genova, in seguito è inviata al campo di concentramento di Fossoli e quindi al campo di sterminino di Auschwitz-Birkenau, dove muore.
Oggi la Scuola di Agraria del Parco di Monza, presieduta da Paola Martinelli e diretta da Ciro Zeno, è un riferimento per tutta la filiera dedita alla salvaguardia e alla manutenzione del verde, noto su scala nazionale per l’erogazione di percorsi formativi rivolti a tecnici, giardinieri, arboricoltori, forestali, fioristi e progettisti.
Cascina Frutteto ospita anche un Punto Ristoro.



