(AGENPARL) - Roma, 11 Maggio 2026 - stipendi degli italiani al palo
«Questa è l'immagine plastica del governo dei privilegi: Roberto Cingolani
lascia Leonardo con un'indennità lorda da 4,48 milioni di euro, mentre
milioni di lavoratrici e lavoratori italiani hanno stipendi tra i più bassi
d'Europa e non vengono nemmeno adeguati all'inflazione. È una vergogna
sociale e politica. In Italia chi vive di stipendio ha perso potere
d'acquisto, fatica a pagare affitti, mutui, bollette e spesa, mentre ai
vertici delle grandi aziende a partecipazione pubblica si continuano a
riconoscere buonuscite milionarie.
Il governo Meloni non trova le risorse per aumentare salari, pensioni
minime, sanità e scuola, ma il sistema dei super-compensi e delle indennità
d'oro resta intatto. È questa la loro idea di Paese: sacrifici per chi
lavora, privilegi per i soliti noti.
Dopo il caso Di Foggia-Terna, con una buonuscita da oltre 7 milioni di euro
ritirata solo dopo lo scandalo politico, e dopo le polemiche sulla
richiesta di aumento dello stipendio dell'amministratore delegato di Eni,
Claudio Descalzi da 8,9 milioni di euro a 15 milioni di euro anno, arriva
il caso Cingolani-Leonardo. È una catena di privilegi che va spezzata: le
aziende dello Stato devono servire l'interesse pubblico, non garantire
rendite d'oro ai vertici».
