(AGENPARL) - Roma, 11 Maggio 2026 - Cari Colleghi, Onorevole Ministro della Difesa, Onorevole Presidente dell’Assemblea Parlamentare della NATO, Ambasciatori, gentili relatori ed ospiti, vi do il benvenuto qui a Roma, nella Nuova Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati. Quest’anno ricorre il trentesimo anniversario del Gruppo Speciale Mediterraneo e Medio Oriente dell’Assemblea parlamentare della NATO. Ancora una volta l’Italia ha l’onore di ospitare questo importante consesso, che riunisce parlamentari dei Paesi membri della NATO, nonché dei Paesi dei Partenariati per la sicurezza globale e per la stabilità, inclusi colleghi parlamentari provenienti da Paesi candidati ad entrare alla NATO. L’ampia e qualificata presenza parlamentare dei Paesi partner costituisce il vero valore aggiunto dell’odierno seminario. Occasioni come questa, con una platea così ampia e di così alto livello, rappresentano motivo di orgoglio per noi Membri dell’Assemblea della NATO, perché riflettono il lavoro che portiamo avanti con tenacia, attraverso un intenso sforzo di diplomazia parlamentare. Il nostro obiettivo è quello di affrontare le sfide che emergono nello scenario globale, cercando di tenere sempre fede ai nostri valori e avvicinando la Comunità euro-atlantica ai suoi vicini partner, al fine di dar vita ad alleanze e sinergie costruttive per la pace e la prosperità. Viviamo infatti una fase congiunturale difficile. Il contesto internazionale è drammaticamente incerto. Assistiamo a continui attacchi alle democrazie, allo Stato di diritto, alle regole del diritto internazionale. Le nostre economie soffrono l’instabilità scatenata dai conflitti e dalle rotture del sistema multilaterale. La paura è tornata a definire il nostro presente, lasciando i nostri popoli in balìa di un futuro costellato da incognite. Ma noi non dobbiamo arrenderci alla paura. Sul fianco orientale della NATO la guerra miete vittime innocenti da più di quattro anni, mentre sul fianco meridionale si riacutizzano le tensioni in Medio Oriente e in particolare nel Golfo. In Terra Santa, nonostante il cessate-il-fuoco mediato dagli Stati Uniti, continuano le difficoltà, nel quadro di una più vasta cornice che include l’Iran e la sua persistente e intollerabile minaccia nucleare. Dopo i terribili attentati del 7 ottobre e la conseguente risposta israeliana nella Striscia di Gaza, le operazioni militari hanno riguardato anche il Libano, coinvolgendo la missione UNIFIL a cui contribuiscono vari paesi dell’Alleanza, Italia inclusa. Occorre adoperarsi in ogni modo per scongiurare l’ulteriore escalation del conflitto e permettetemi di esprimere la nostra solidarietà e vicinanza ai soldati impegnati in questa missione di pace. In questo quadro il Gruppo Speciale Mediterraneo e Medio Oriente costituisce una piattaforma di dialogo e di cooperazione per tutti coloro che hanno la volontà di intraprendere un percorso di pace. Bisogna fare della NATO un baluardo per la sicurezza non solo dei Paesi che ne fanno parte, ma di tutta la comunità dei Paesi che rientrano nella vasta area del Mediterraneo allargato. Oggi ci troviamo in un mondo interconnesso, in cui non è possibile pensare alla stabilità e alla sicurezza, se non si garantisce la stabilità e la sicurezza dei nostri vicini. La Comunità euro-atlantica sta attraversando una fase critica, in cui l’unità dell’Alleanza è messa in pericolo dalla regionalizzazione dei conflitti. È doveroso reagire contro questa frammentazione. Bisogna comprendere che le sfide che attendono il Mediterraneo non riguardano solo i Paesi che appartengono geograficamente al Mare Nostrum, ma all’intera Comunità atlantica, così come le sfide relative all’Artico non riguardano solo la regione scandinava ma tutti noi. L’agenda della NATO deve essere improntata maggiormente alla definizione di azioni comuni volte a garantire la sicurezza marittima, la tutela delle rotte strategiche, il contrasto al terrorismo e alle reti criminali transnazionali, la difesa dalle minacce ibride, l’attuazione di una governance dell’intelligenza artificiale improntata alla collaborazione reciproca e ai valori della persona umana, che deve rimanere centrale. Si tratta di sfide globali che richiedono uno sforzo collettivo. È necessario lavorare tutti insieme, ricomponendo gli interessi e privilegiando i fattori di convergenza. Il nostro contributo, non solo come Membri dell’Assemblea parlamentare della NATO, ma come membri di una Comunità più vasta, quella che dall’Atlantico si riconnette con il Mediterraneo nella sua dimensione allargata, deve essere saldamente ancorato ai nostri valori, che sono anzitutto valori fondati sui principi di democrazia e di libertà. Gli esiti dei conflitti in atto in Ucraina, in Medio Oriente e nel Sahel sono imprevedibili. È nostro preciso compito allora favorire un clima di distensione, promuovendo la pace e la giustizia fra i popoli. In questo contesto e, soprattutto, in una prospettiva futura, il quadrante del Mediterraneo rappresenta il più sfidante banco di prova per l’affermazione di un rinnovamento del Patto Atlantico. L’azione della NATO deve dunque essere intesa non più come difesa di una sola parte del mondo in opposizione a un blocco antagonista, ma si deve immergere in una logica quanto più autenticamente globale che includa anche l’Indo-Pacifico. È necessario aprire canali di dialogo con i nostri più vicini partner e promuovere insieme ad essi i valori di pace, uguaglianza e libertà che hanno sempre caratterizzato la Comunità euro-atlantica e con i quali intendiamo strutturare le nostre relazioni nell’ambito del Mediterraneo allargato. I Parlamenti sono la sede naturale per costruire questi processi di pace, perché sono le uniche istituzioni in grado di racchiudere il pluralismo politico, sociale e generazionale su cui deve essere costruito il futuro dei nostri popoli. Noi parlamentari siamo dunque chiamati a rispondere a una precisa chiamata di responsabilità, mettendoci al servizio delle nostre comunità non solo all’interno dei nostri Stati nazionali, ma anche sul piano internazionale, costruendo reti in grado di far affermare i principi democratici anche nella dimensione globale. Sono certo che gli interventi con cui si aprirà questa prima giornata di riunione del Gruppo Speciale Mediterraneo e Medio Oriente arricchiranno di contenuti e informazioni in maniera significativa i nostri lavori. Desidero infine ringraziare i Presidenti dei due rami del Parlamento italiano, che sostengono entrambi convintamente l’azione della nostra Delegazione. Il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, oggi impossibilitato d’intervenire per concomitanti impegni istituzionali, presenzierà domani mattina all’apertura dei nostri lavori rivolgendoci un indirizzo di saluto. Il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, ci ha inviato un messaggio che mi accingo a leggere prima di dare la parola al Ministro della Difesa
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