Gruppo Mediocredito Centrale, approvati i risultati consolidati al 31 marzo 202
(AGENPARL) - Roma, 6 Maggio 2026 - Gruppo Mediocredito Centrale, approvati i risultati consolidati al 31 marzo 2026
- Utile netto a 21,1 milioni, in linea con l’utile medio dei trimestri 2025 nonostante il calo dei tassi (30,2 milioni al 31 marzo 2025).
- Oltre 650 milioni di finanziamenti erogati a imprese e famiglie.
- Margine di interesse resiliente[1] pari a euro 68,6 milioni rispetto a euro 72,8 milioni al 31 marzo 2025. Se si confronta il dato con quello del IV trimestre 2025 è sostanzialmente in linea[2]. La crescita dei volumi compensa in parte l’evoluzione dei tassi di interesse.
- Salgono le Commissioni nette[3] a 46,9 milioni rispetto a 45,4 milioni al 31 marzo 2025 (+3,3%), anche grazie alla crescita delle commissioni da attività agevolativa (+10%) e da attività bancaria (+0,7%).
- Altri proventi e oneri finanziari in calo di 9,9 milioni rispetto allo stesso periodo del 2025, principalmente per la flessione degli utili da cessione di attività finanziarie per effetto delle dinamiche dei mercati. Il primo trimestre del 2025 aveva beneficiato di una ripresa di valore straordinaria relativa ad un OICR in portafoglio.
- Rettifiche di valore nette su crediti pari a -13,6 milioni di euro con un costo del credito di 55 bps in miglioramento rispetto al primo trimestre 2025 di 41bps, sostanzialmente stabile al netto della legacy e delle attività di derisking (9,6 milioni nel primo trimestre 2025).
· Aumentano gli impieghi netti a clientela che sfiorano i 10 miliardi (9,99 miliardi) rispetto a 9,60 miliardi al 31 dicembre 2025 (+4%).
- Grado di copertura dei crediti deteriorati su base aggregata[4] in crescita al 42,9% (42,5% a fine 2025) grazie all’incremento degli accantonamenti. NPL ratio lordo e netto pari rispettivamente al 4,2% e 2,5% rispetto al 4% e al 2,4% del 31 dicembre 2025. Il 71,8% di tali crediti è collateralizzato.
- Cost/income al 71% (61,2% al 31 marzo 2025).
· Solida posizione di liquidità, LCR pari a 158%, NSFR > 100%.
- Confermata la solidità dei coefficienti patrimoniali: CET1/Tier1 15,70% e Total capital ratio 16,79% (rispetto a 15,96% e 17,04% al 31 dicembre 2025, in cui beneficiavano del trattamento temporaneo “quick fix”) con importanti buffer rispetto ai requisiti SREP.
Il Consiglio di Amministrazione di Mediocredito Centrale, riunitosi oggi, ha approvato il Resoconto intermedio di gestione individuale e consolidato di Mediocredito Centrale al 31 marzo 2026.
Il Gruppo MCC ha chiuso i primi tre mesi dell’esercizio 2026 con un utile consolidato pari a 21,1 milioni di euro, in linea con l’utile medio dei trimestri 2025 nonostante il calo dei tassi (rispetto ai 30,2 milioni al 31 marzo 2025). In particolare, Mediocredito Centrale ha conseguito un utile di 11,7 milioni (rispetto 9,1 milioni al 31 marzo 2025), Cassa di Risparmio di Orvieto un utile di 2,9 milioni (rispetto ai 2,3 milioni al 31 marzo 2025) e BdM Banca un utile di 5,58 milioni (rispetto ai 15,02 milioni al 31 marzo 2025). Rientrano nel consolidato anche i risultati di Artigiancassa, che contribuisce per la prima volta al risultato economico di Gruppo e chiude il primo trimestre con una perdita di 0,4 milioni, essendo in fase di start up come da programma. Ottimo il sostegno ai territori con oltre 650 milioni di finanziamenti alle famiglie e alle imprese erogati nel primo trimestre dell’anno. Il risultato aggregato delle legal entities ammonta a 19,8 milioni a cui si aggiunge l’effetto positivo delle scritture di consolidamento per 1,3 milioni. Collocata dalla Capogruppo a marzo una operazione “private placement” di 125 milioni nell’ambito del rinnovato programma EMTN di 2 miliardi.
In particolare, il risultato economico evidenzia:
· Il margine di interesse si attesta a 68,6 milioni (rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, pari a 72,8 milioni, -5,7%). Il dato al netto delle poste non commerciali sarebbe 67,7 milioni[5]; in particolare gli interessi attivi si riducono di 7,4 milioni (109,8 milioni rispetto ai 117,3 milioni al 31 marzo 2025), nonostante un incremento del portafoglio creditizio per oltre un miliardo (9.984,9 milioni al 31 marzo 2026 rispetto a 8.807,1 milioni a marzo 2025); la revisione al ribasso dei tassi ha determinato pertanto un’erosione degli interessi attivi, compensata parzialmente da minori interessi passivi per 3,3 milioni di euro (41,2 milioni al 31 marzo 2026 rispetto a 44,5 milioni al 31 marzo 2025).
· Le commissioni nette sono pari a 46,9 milioni (+3,3% rispetto a 45,4 milioni al 31 marzo 2025)[6]. In crescita anche le commissioni sia per le attività agevolative pari a 13,8 milioni di euro (+10%) sia per le attività bancarie 33,1 milioni (+0,7%). Rilevante il contributo delle commissioni sul margine di intermediazione (39,8% rispetto a 34,8% al 31 marzo 2025) in linea con i best performer di mercato.
- Gli altri proventi e oneri finanziari risultano positivi per 2,26 milioni, ma in calo rispetto al dato del 31 marzo 2025, pari a 12,2 milioni. In particolare, la contrazione è imputabile (i) a minori utili derivanti da cessione di attività finanziarie, per effetto delle crescenti pressioni belliche e relativi impatti sui mercati finanziari, determinando forte volatilità sulla valutazione dei portafogli e conseguentemente sulla dinamica della riserva di fair value; (ii) alla valutazione degli OICR del Gruppo in calo di 4,3 milioni (-0,7 milioni al 31 marzo 2026 rispetto a 3,7 milioni al 31 marzo 2025).
· Il margine di intermediazione è pari a 117,8 milioni rispetto a 130,4 milioni al 31 marzo 2025.
- Le rettifiche per rischio di credito ammontano a 13,6 milioni, in miglioramento rispetto a 21,1 milioni al 31 marzo 2025. Il costo del rischio, dato dal rapporto tra rettifiche nette per rischio di credito (dato annualizzato) e crediti verso clientela, migliora sensibilmente attestandosi allo 0,55% (0,96% al 31 marzo 2025).
- I costi operativi ammontano a 85,1 milioni (81 milioni al 31 marzo 2025). Il cost/income ratio, conseguentemente, sale al 71% rispetto al 61,2% al 31 marzo 2025. In dettaglio la macrovoce rileva:
o +3,9 milioni di spese per il personale, per effetto principalmente dell’aumento del costo del lavoro, dell’incremento degli accantonamenti per il sistema incentivante e dell’aumento della polizza sanitaria a favore dei dipendenti;
o -1,1 milioni di altre spese amministrative, a riprova del focus del Gruppo sul contenimento dei costi;
o +0,4 milioni di maggiori accantonamenti ai fondi rischi e oneri, come effetto netto del rilascio di accantonamenti su crediti di firma per circa 3 milioni, e dei maggiori accantonamenti per l’andamento del contenzioso;
o minori altri proventi netti di gestione per 1 milione.
Da un punto di vista patrimoniale, la situazione consolidata al 31 marzo 2026 evidenzia i seguenti principali aggregati.
· Il portafoglio titoli HTCS, costituito per la quasi totalità da Titoli di Stato della Repubblica Italiana, è pari a 2.561,7 milioni (2.785,1 milioni al 31 dicembre 2025).
· I crediti netti verso clientela sono pari a 9.985,3 milioni (rispetto a 9.598,6 milioni al 31 dicembre 2025, +4%). A livello aggregato, prima dell’applicazione degli effetti di PPA, i crediti deteriorati verso clientela, esclusi quelli di CR Orvieto, presentano un saldo contabile netto pari a 227,8 milioni (214,5 milioni a fine 2025), con un grado di copertura pari al 42,9% (42,5% al 31 dicembre 2025). L’NPL lordo e netto di Gruppo – escludendo i titoli classificati nella voce 40.b – risulta rispettivamente pari a 4,2% (rispetto a 4% al 31 dicembre 2025) e a 2,5% (rispetto a 2,4% al 31 dicembre 2025); includendo i suddetti titoli, il ratio in termini lordi è pari a 6,8% (rispetto a 6,6% al 31 dicembre 2025) ed in termini netti a 5,1% (rispetto a 5% al 31 dicembre 2025). Il 71,8% dei crediti deteriorati è collateralizzato.
· Le attività non correnti e gruppi di attività in dismissione sono pari a 1.629,1 milioni (1.675,2 milioni al 31 dicembre 2025) e comprendono principalmente gli attivi riferibili a CR Orvieto a seguito della classificazione secondo IFRS5. Al 31 dicembre 2025 erano presenti, per circa 36 milioni, anche crediti in via di cessione per effetto dell’operazione di derisking perfezionatasi a inizio 2026 con l’effettiva cessione delle posizioni.
· La raccolta diretta è sostanzialmente stabile, attestandosi a 12.762,9 milioni (12.801,2 milioni al 31 dicembre 2025), in particolare:
- la raccolta da banche risulta in contrazione, passando da 1.224,8 milioni a 507,4 milioni per il venir meno del ricorso al funding BCE;
- la raccolta da clientela è in crescita, pari a 10.194,3 milioni vs 10.043,8 milioni al 31 dicembre 2025;
o i titoli in circolazione si incrementano (passando a 2.061,2 milioni da 1.532,7 milioni), per effetto dell’emissione di un’operazione private placement per 125 milioni, nell’ambito del nuovo programma EMTN approvato lo scorso marzo dalla Borsa del Lussemburgo e al collocamento presso terzi di titoli senior della cartolarizzazione RMBS.
· I fondi per rischi e oneri ammontano a 149,4 milioni, rispetto a 160,7 milioni al 31 dicembre 2025, per effetto degli utilizzi per esborsi effettuati nel corso dei primi tre mesi del 2026.
· Le passività associate ad attività in via di dismissione sono pari a 1.258,4 milioni, rispetto a 1.246,6 milioni al 31 dicembre 2025, relative alle passività di CR Orvieto a seguito della classificazione secondo IFRS5.
· Il patrimonio netto consolidato ammonta a 1.125,9 milioni, rispetto a 1.125,0 milioni al 31 dicembre 2025; in particolare, l’effetto dell’utile periodo di pertinenza della capogruppo viene quasi completamente compensato dall’andamento della riserva OCI, che passa da -14,7 milioni al 31 dicembre 2025 a -33,6 milioni al 31 marzo 2026 (-19 milioni) risentendo delle fluttuazioni delle quotazioni, stante le tensioni e l’incertezza dell’attuale quadro geopolitico.
· In termini di adeguatezza patrimoniale a livello consolidato, considerato il computo nel CET1 dell’utile di periodo al 31 marzo 2026, i ratio patrimoniali si attestano al 15,70% (CET1/Tier1 ratio) e al 16,79% (Total capital ratio), rispettivamente 15,96% e 17,04% al 31 dicembre 2025 quando beneficiavano della sterilizzazione della riserva OCI sui titoli di Stato, cessata a fine 2025; in assenza di detta sterilizzazione, i coefficienti di dicembre 2025 sarebbero stati pari a 15,87% (CET1/Tier1 ratio) e 16,96% (Total capital ratio).
A corredo di quanto riportato nel presente comunicato, è disponibile sul sito internet della Banca (https://www.mcc.it/documenti-informativi/) e su 1Info.it anche la presentazione “Risultati consolidati al 31 Marzo 2026”.
[1] I dati esposti, ove non diversamente specificato, non comprendono il contributo della Cassa di Risparmio di Orvieto, che è riclassificata tra le attività in via di dismissione. Il principio contabile di riferimento IFRS 5 prevede che il contributo di CRO al conto economico consolidato non sia più rappresentato “linea per linea”, bensì in un’unica linea denominata “Utile (perdita) dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte”. I dati di stato patrimoniale, sempre in applicazione dell’IFRS 5, riportano il contributo di CRO nelle voci 120 dell’attivo e 70 del passivo, in analogia con quanto già fatto al 31 dicembre 2025.
[2] I due dati al netto di interessi attivi legati a poste contabili non commerciali sarebbero 67,7 per il I trimestre 2026 e 67,9 per il IV trimestre 2026.
[3] Dati comprensivi dei rappel. Il dato al netto dell’effetto dei rappel straordinari sarebbe stato +7,7%.
[4] Somma di MCC + BdM prima degli effetti di consolidamento, esclusi i titoli deteriorati.
[5] Vedi nota 2.
[6] Dati comprensivi dei rappel. Il dato al netto dell’effetto dei rappel straordinari sarebbe stato +7,7%.
