(AGENPARL) - Roma, 30 Aprile 2026 - Aree interne: Vaccari (Pd), rilancio questione strategica nazionale
"Con una risoluzione presentata in commissione Finanze alla Camera, che ho sottoscritto insieme ai colleghi emiliano romagnoli Merola, Gnassi, Rossi, De Maria, De Micheli, Bakkali, Malavasi e Guerra, poniamo con forza all'attenzione del governo la questione strategica del rilancio delle aree appenniniche e delle zone montane svantaggiate. Abbiamo raccolto un sollecito arrivato dalla commissione Bilancio della Regione Emilia Romagna che con un proprio atto chiede di dare corso celermente alla proposta di legge approvata dalla Regione che ha già avviato il suo iter in Commissione. Una proposta che si inserisce pienamente nel solco della proposta di legge del Pd sulle aree interne, a prima firma Elly Schlein, che mira a definire una strategia nazionale organica per il rilancio e la coesione di questi territori. Una proposta che ha avuto il merito di costruire prima un percorso serio, partecipato e innovativo con i diversi portatori di interesse dei territori a partire dagli enti locali. Una proposta che parla di strumenti concreti. Dai benefici fiscali per microimprese e PMI agli incentivi alla residenzialità, dal sostegno all'acquisto della prima casa alle misure dedicate per attrarre personale sanitario e scolastico, alla valorizzazione delle filiere locali e delle produzioni tipiche".
Così Stefano Vaccari, deputato dem e segretario di Presidenza della Camera.
"L'obiettivo – aggiunge – è rendere questi territori nuovamente attrattivi, sostenere chi già vive e lavora in montagna e creare le condizioni perché nuove famiglie e nuove imprese possano scegliere di insediarsi. Non parliamo di territori marginali ma di una parte fondamentale della Regione Emilia Romagna e dell'Italia, che coinvolge milioni di cittadini. Oggi queste aree vivono una condizione di crescente fragilità, segnata da spopolamento, invecchiamento, difficoltà di accesso ai servizi essenziali e progressiva perdita di opportunità economiche. Chiediamo al governo un cambio di passo chiaro. È necessario superare anche i criteri di classificazione troppo rigidi contenuti nella nuova legge sulla montagna, che non colgono la reale complessità delle fragilità territoriali e adottare un approccio più equo e aderente alla realtà dei comuni montani. La risoluzione afferma il diritto a vivere nei propri territori, ad accedere ai servizi, a non essere costretti ad abbandonare le proprie comunità. Ridurre le disuguaglianze territoriali e restituire centralità all'Appennino emiliano romagnolo – conclude – significa rendere la Regione e l'Italia più forte, più giusta e più competitiva".
Roma, 30 aprile 2026