(AGENPARL) - Roma, 27 Aprile 2026 - “Venezia è la Waterloo del governo Meloni. La forza e la dignità culturale di questa città stanno annientando l’arroganza e la pochezza delle politiche culturali della destra. Venezia è lo specchio poi delle enormi differenze che ci sono tra chi si occupa di cultura. Da un lato abbiamo Nicola Colabianchi, un burocrate piazzato da questo governo che fino a quando gli è stato ordinato ha difeso Beatrice Venezi, nonostante le rimostranze della lavoratrici, dei lavoratori e di un’intera città, salvo poi scaricarla come una Santanchè qualunque quando ha capito che il vento era cambiato. Dall’altro abbiamo Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia, dal quale siamo politicamente distantissimi, ma a cui riconosciamo il valore enorme della coerenza, della responsabilità e soprattutto della schiena dritta in ambito culturale mentre tanti altri si sarebbero limitati a obbedire. Peccato che Alessandro Giuli e questo governo abbiano piegato la cultura italiana verso il modello Colabianchi e abbiano abbandonato al suo destino Buttafuoco. Se il nostro ministro della cultura avesse anche lui un minimo di schiena dritta, avrebbe fatto il contrario, difendendo Buttafuoco e inchiodando alle sue responsabilità il pavido soprintendente”.
Così Il deputato M5S Gaetano Amato.