(AGENPARL) - Roma, 25 Aprile 2026 - Approvato il bilancio e confermato il CdA | Espansione nei settori della sanità, della pubblica amministrazione e dei servizi alla persona, rafforzamento del ruolo a livello nazionale, crescita delle attività operative e formative, sviluppo di soluzioni avanzate di intelligenza artificiale e apertura verso i mercati internazionali | Un percorso che consolida la capacità di accompagnare imprese e organizzazioni in trasformazioni sempre più complesse.
Il 2025 segna per LEF, l’azienda digitale modello fondata da Confindustria Alto Adriatico e altri partners territoriali, un passaggio di scala che ha consolidato durante l’anno un posizionamento che va oltre il perimetro dell’innovazione di sistema per affermarsi come operatore di riferimento nella trasformazione organizzativa a livello nazionale – con una proiezione internazionale in crescita strutturata.
L’Assemblea dei Soci, riunitasi per l’approvazione del bilancio, che ha chiuso con 2,5 milioni di ricavi, in linea con l’anno precedente, ha contestualmente confermato il Consiglio di Amministrazione uscente con Michelangelo Agrusti alla Presidenza e Sergio Farioli (McKinsey) alla Vicepresidenza; completano il board Paolo Candotti, Adriano Luci e Nicola Redi.
Un modello che cambia scala. I numeri del 2025 restituiscono la misura di un’organizzazione matura: i ricavi si attestano a 2,5 milioni di euro, trainati dalla crescita delle attività di affiancamento operativo – la componente a più alto valore aggiunto del portafoglio LEF – e da una politica di reinvestimento sistematico dei margini. Nel corso dell’anno sono stati sviluppati 70 progetti di affiancamento, erogati da un team di 25 esperti, per un totale di circa 1.200 giornate di supporto operativo sul campo e 150 giornate di formazione. La soddisfazione dei clienti si attesta al 90%, con una base che copre una decina di Paesi europei ed extraeuropei. Nel tempo, la piattaforma ha coinvolto oltre 1.200 aziende, formando ogni anno circa 700 tra imprenditori e manager – una scala che colloca LEF tra i soggetti con la più ampia capacità di penetrazione nel tessuto produttivo del Paese. I clienti tipici sono le PMI, ma non solo, sempre di più si avvinano al modello unico di LEF grandi aziende e gruppi internazionali; i settori industriali principali sono: metalmeccanica, legno-arredo, macchine e impianti, gomma-plastica, cosmetica e pharma
Dall’industria alla sanità, fino alla PA. L’evoluzione più significativa del 2025 riguarda la diversificazione settoriale: LEF ha sviluppato una presenza rilevante in ambiti ad alta complessità gestionale: sanità, scienze della vita, servizi alla persona e pubblica amministrazione; una diversificazione che non è opportunistica ma sistemica, costruita sulla trasferibilità del metodo. In ambito sanitario, LEF opera oggi con alcuni tra i principali player nazionali: l’IRCCS Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, l’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste, il Montecatone Rehabilitation Institute, l’Ausl di Imola e IRE Liguria, ma anche Insiel società in house, per non dimenticare le aziende di servizi alla persona. I percorsi sviluppati riguardano l’efficientamento e il miglioramento organizzativo in contesti ad alta regolazione e complessità procedurale – settori in cui la pressione sui costi e la necessità di innalzare la qualità dei processi rendono il metodo lean particolarmente rilevante. Sul fronte della pubblica amministrazione, impreziosita dalla visita ai vertici di INAIL a Roma, sono stati condotti interventi con la Camera di Commercio di Pordenone – Udine e con il Comune di Pordenone, che LEF accompagna nel percorso verso le tappe strategiche di Capitale Italiana della Cultura 2027.
Intelligenza artificiale: dal laboratorio ai processi. Il 2025 segna anche un’accelerazione sul fronte dell’intelligenza artificiale: LEF ha sviluppato per le imprese-clienti percorsi di costruzione di competenze interne e di creazione di agenti operativi, con un focus esplicito sull’integrazione nei processi produttivi e gestionali. «Nel 2025 abbiamo lavorato soprattutto sulla messa a terra dei modelli: non più dimostrazione, ma applicazione nei processi reali. L’intelligenza artificiale diventa uno strumento operativo che richiede metodo, progettazione e capacità di governo. Il nostro lavoro è rendere queste tecnologie utilizzabili e scalabili dentro le organizzazioni», spiega Marco Olivotto, Direttore Generale di LEF. Un posizionamento che intercetta una domanda in rapida crescita e su cui LEF intende costruire parte della propria traiettoria di sviluppo nel 2026.
Proiezione internazionale. Sul piano della visibilità internazionale, il 2025 consolida segnali già presenti: LEF è stata presente all’Expo di Osaka e ha accolto delegazioni da Regno Unito, Croazia, Francia e Finlandia, interessate a valutare la replicabilità del modello nei rispettivi contesti. Un interesse che, secondo il management, apre prospettive concrete di sviluppo strutturato nel corso del 2026. A supporto di questa traiettoria si colloca anche la crescita infrastrutturale: LEF dispone oggi di circa 3.000 metri quadrati di spazi integrati, in cui tecnologie, processi e competenze convergono in un ambiente pensato per la trasformazione delle organizzazioni.
«Il 2025 rappresenta un passaggio chiave: LEF ha dimostrato di poter operare non solo come luogo di innovazione, ma come infrastruttura capace di accompagnare sistemi complessi – dall’industria alla sanità fino alla pubblica amministrazione – dentro trasformazioni reali. Il 2026 sarà l’anno in cui questo modello consoliderà il proprio ruolo a livello nazionale e inizierà a sviluppare in modo strutturato la dimensione internazionale», ha detto Michelangelo Agrusti, Presidente di LEF e di Confindustria Alto Adriatico.

