(AGENPARL) - Roma, 21 Aprile 2026 -
“Oggi la Corte di Giustizia dell’Unione europea smonta la propaganda di Orbàn e afferma un principio chiarissimo: nessuno Stato membro può usare la legge per discriminare o rendere invisibili le persone sulla base del loro orientamento sessuale o la loro identità di genere. E’ una vittoria dei diritti e dei valori fondamentali dell’Ue.
La sentenza riguarda la legge ungherese del 2021, costruita con il pretesto di ‘proteggere i minori’ ma in realtà usata per colpire le persone LGBTQIA+ . Una norma che oggi viene riconosciuta incompatibile con il diritto europeo violando l’articolo 2 del Trattato sull’Unione europea sui valori fondanti dell’Unione, nonché il rispetto della vita privata e familiare. La sentenza segna una svolta, e dà inizio ad una riflessione costituzionale dell’UE partendo proprio dai diritti LGBTQIA+. Ora il governo Mogyar dimostri di essere davvero europeista e rimuova le norme discriminatorie e la Commissione Ue monitori l’attuazione della sentenza”. Così Alessandro Zan, componente della segreteria nazionale Pd ed europarlamentare.
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