(AGENPARL) - Roma, 14 Aprile 2026 - «Il decreto sicurezza che il Parlamento si appresta a convertire in legge codifica la stessa logica che sabato a Roma ha portato la polizia a sequestrare lo striscione di Pax Christi e a contestare a un’attivista una maglietta con l’articolo 11 della Costituzione, mentre si recava alla veglia per la pace convocata da Papa Leone XIV», dichiara Sergio Costa, Vicepresidente della Camera dei deputati e deputato del MoVimento 5 Stelle.
«A quei cittadini è stato detto che si andava a pregare, non a fare politica. Citare la Costituzione è diventato un gesto sovversivo agli occhi di agenti che quella stessa Costituzione hanno giurato di difendere. È il clima che questo governo ha costruito decreto dopo decreto, e che il provvedimento in discussione ora cristallizza in norma, equiparando il dissenso pacifico a una minaccia per l’ordine pubblico», prosegue Costa.
«Chiedo al governo di spiegare ai cittadini con quale criterio l’articolo 11 della Carta fondamentale possa essere trattato come un simbolo politico da sequestrare, e chiedo al Parlamento di non rendersi complice di un provvedimento che trasforma la piazza in un luogo di sospetto anziché di partecipazione democratica», conclude Costa.