(AGENPARL) - Roma, 13 Aprile 2026 - Qualcuno si sta chiedendo come mai non solo noi giornalisti della direzione Approfondimento, ma l’Usigrai, il circolo Pd della Rai, il rappresentante dei lavoratori in CdA Davide Di Pietro, e persino l’ex segretario del sindacato Unirai stanno denunciando un Approfondimento allo sbando, incapace di raccontare il Paese, dove il pluralismo è azzerato? Quale altro campanello d’allarme serve perché si abbia il coraggio di cambiare?
Il Cdr Approfondimento Rai chiede all’Azienda di rivedere i piani sulla futura programmazione informativa e dare uno spazio adeguato, in termini qualitativi e quantitativi, al racconto del Paese e della dimensione internazionale: ignorarli equivale a non rispettare il contratto di Servizio, non rispettare il pubblico, non valorizzare l’Azienda Rai.
Il Cdr negli scorsi mesi ha proposto al Coordinamento generi e alla Direzione un cambio di passo. Ha denunciato una povertà dei temi troppo spesso ridotti al caso Garlasco e alla famiglia nel bosco. Invano. Non sembra esserci lo spazio per fotografare e approfondire le trasformazioni in atto nella nostra società. Mentre si trovano magicamente le risorse per costosi monologhi quotidiani graditi al governo.
Approfondimento è – o dovrebbe essere – la sede naturale del racconto del Paese. E un racconto ridotto al lumicino o, dove presente, platealmente appiattito sulle istanze del governo, non fa bene a nessuno. Non fa bene alla democrazia. Non fa bene al pubblico né a chi ci lavora. E non fa bene nemmeno ai conti aziendali.