(AGENPARL) - Roma, 3 Aprile 2026 - – “II bancari non chiedono soltanto un rinnovo contrattuale con una giusta rivendicazione salariale: chiedono rispetto, dignità e futuro. Con la piattaforma unitaria per il rinnovo del contratto nazionale del credito affermiamo una scelta chiara: rimettere al centro la persona, il lavoro e il suo valore sociale”. Così la segretaria generale della Fisac Cgil, Susy Esposito, sulla piattaforma licenziata oggi da Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin per il rinnovo del contratto nazionale Abi.
Per la dirigente sindacale, “in un settore attraversato da profonde trasformazioni, dall’innovazione tecnologica e dall’intelligenza artificiale, non accetteremo che il cambiamento venga scaricato sulle lavoratrici e sui lavoratori, né che il lavoro sia ridotto a un costo da comprimere o a una funzione da piegare alle logiche degli algoritmi. Per noi il lavoro resta uno strumento di emancipazione, di dignità e di cittadinanza. Questa piattaforma, infatti, non parla soltanto di contratto. Parla di qualità del lavoro, di salute, di tempi di vita, di formazione, di inclusione, di contrasto alle pressioni commerciali e di una diversa idea di banca: più giusta, più responsabile, più vicina alle persone e ai territori”.
Per queste ragioni, aggiunge Esposito, “vogliamo un contratto capace di governare il cambiamento e non di subirlo. Un contratto che abbia uno sguardo lungo, perché il prossimo triennio si annuncia tutt’altro che neutro e potrà essere segnato da nuove tensioni economiche e sociali a livello globale, con effetti che rischiano di pesare ancora una volta sul potere d’acquisto e sulle condizioni di vita delle lavoratrici e dei lavoratori. Proprio per questo, mettere oggi al centro la persona significa costruire tutele più forti anche per il futuro. In questa cornice si colloca anche la richiesta economica, pari a 518 euro medi nel triennio: una rivendicazione che non è solo salariale, ma una risposta concreta alla necessità di difendere il potere d’acquisto e dare valore al lavoro”.
“Serve un contratto che riaffermi il valore della contrattazione collettiva e con essa il ruolo primario e ineludibile delle lavoratrici e dei lavoratori. Un contratto che dica con chiarezza che l’innovazione ha senso solo se produce più diritti, più tutele e più qualità del lavoro. Ora questa piattaforma dovrà passare al vaglio della nostra Assemblea generale e poi essere sottoposta al giudizio delle lavoratrici e dei lavoratori. A loro chiederemo di sostenerla, perché nasce dall’ascolto, dal confronto e dal radicamento del sindacato nei luoghi di lavoro: è lì che prendono forma le rivendicazioni vere, ed è da lì che deve venire la forza per sostenerle”, conclude la segretaria generale della Fisac Cgil.