(AGENPARL) - Roma, 12 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Thu 12 March 2026 ISTAT, M5S: ALTRO CHE RULLO TAMBURI, E’ LAVORO VECCHIO, POVERO E ZEPPO DI SQUILIBRI
*ISTAT, M5S: ALTRO CHE RULLO TAMBURI, E’ LAVORO VECCHIO, POVERO E ZEPPO DI SQUILIBRI*
Roma, 12 marzo. “I dati Istat sul lavoro nel 2025 evidenziano per l’ennesima volta in modo netto il carattere profondamente disfunzionale del presunto boom occupazionale tanto decantato dal Governo Meloni. Siamo di fronte a una progressiva esclusione dei giovani dal mercato del lavoro e a un invecchiamento forzato degli occupati. I +185.000 occupati, infatti, sono trainati dagli over 50 (+409.000), mentre crollano le fasce 15-34 anni (-109.000) e 35-49 (-115.000). E perché accade tutto questo? Per ragioni che dovrebbero consigliare alla premier Meloni al centrodestra un po’ di pudore prima di far rullare i tamburi. Abbiamo una questione demografica, con lavoratori con età più elevata che restano al lavoro perché le pensioni sono basse o vengono continuamente ritardate dalle stringenti regole di una Legge Fornero più viva e vegeta che mai, alla faccia delle promesse elettorali di abrogazione fatte dell’attuale maggioranza. Nella stessa questione demografica rientrano la bassa natalità e la fuga di cervelli, con conseguente minor ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. Abbiamo un collasso di ricambio generazionale, con imprese che trattengono o richiamano over 50 spesso a costi inferiori, mentre assumono pochissimi under 35 a tempo indeterminato. Tutto questo comporta: un calo strutturale dell’occupazione under 35; un tasso molto alto di inattività giovanile, ovvero degli scoraggiati che neanche cercano un lavoro; una perdita di produttività potenziale, visto che vengono esclusi dal mercato proprio quei giovani che portano maggiore innovazione, digitalizzazione e propensione al rischio. Infine siamo di fronte a uno squilibrio previdenziale aggravato, visto che il sistema si trova a incassare più contributi brevi da parte dei lavoratori ‘anziani’ e a perdere più contributi lunghi da parte dei più giovani. E visto che i lavoratori più anziani andranno in pensione a più breve termine, per un sistema a ripartizione come il nostro questo significa che le entrate contributive crescono meno delle uscite previste. In ultimo, certo non per ordine di importanza, abbiamo un’occupazione che non incide su consumi e crescita del Pil, che con Meloni è stata letteralmente azzerata, indice di un lavoro povero e scarsamente innovativo. Da festeggiare non c’è niente”. Lo comunicano in una nota i parlamentari M5S delle Commissioni bilancio e finanze di Camera e Senato.
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Ufficio Stampa Parlamento
Movimento 5 Stelle
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