(AGENPARL) - Roma, 11 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Wed 11 March 2026 DL SICUREZZA, CATALDI (M5S): GOVERNO AL QUARTO ANNO E SIAMO ANCORA QUI A PARLARNE, HA FALLITO
ROMA, 11 marzo – “Il governo Meloni è al suo quarto anno di lavoro. Se dopo tutto questo tempo siamo ancora qui a parlare di sicurezza, vuol dire che qualcosa non ha funzionato. Anzi, vuol dire che non ha funzionato nulla. Sulla sicurezza il governo Meloni ha fallito”.
Lo ha detto in commissione nel corso dell’esame del decreto Sicurezza il senatore M5S Roberto Cataldi, capogruppo in commissione Affari Costituzionali.
“Siamo all’ennesimo intervento su questa materia”, ha aggiunto. “Eppure i problemi sono sempre lì, identici, quando non peggiorati. E la ragione è semplice: questo governo non ha mai affrontato le cause dell’insicurezza. Ha solo rincorso la narrazione mediatica, rispondendo all’emergenza del giorno con la fretta della decretazione d’urgenza. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: ogni decreto certifica che il precedente è stato un fallimento. Si inaspriscono pene, si creano mostri giuridici, come la norma che punisce chi ha con sé un coltellino svizzero con blocco della lama con pene più severe di chi porta con sé un coltello con una lama lunga come un machete. È la conseguenza inevitabile di chi legifera sull’onda dell’emozione anziché sulla base di un disegno organico. Ma il problema più grave è il metodo. Trentatré articoli calati con la decretazione d’urgenza, senza che vi sia alcuna emergenza che lo giustifichi, senza coinvolgere il Parlamento. Il governo sceglie sistematicamente di scavalcare le Camere, preferendo il decreto al disegno di legge, la blindatura al confronto, la fiducia al dibattito. In Parlamento si sarebbe potuto affrontare un provvedimento unico e completo sul tema della sicurezza, con il contributo di tutte le forze politiche, di un ciclo completo di audizioni, del confronto con esperti e operatori. Invece no. Si interviene inseguendo il ciclo delle notizie e poi ci si ritrova a dover continuamente rimangiare le proprie regole. È un circolo vizioso che produce cattiva legislazione, incertezza giuridica e, alla fine, meno sicurezza, non di più. Questo decreto conferma l’approccio del governo Meloni: punire i più deboli. Si colpiscono i genitori con sanzioni amministrative per fatti commessi dai figli minori, si puniscono i cittadini che manifestano, ma non si spende una parola sulle cause profonde: le periferie abbandonate, la crisi abitativa, la mancanza di prospettive per i giovani. Il codice penale non può sostituire la politica sociale. La sicurezza vera non si costruisce con la paura. Si costruisce con la giustizia, con il lavoro, con servizi che funzionano, con una scuola che non abbandona nessuno. Noi chiediamo – ha concluso Cataldi – che il Parlamento faccia il suo mestiere: che questo decreto venga modificato radicalmente in sede di conversione e che il governo la smetta di usare la decretazione d’urgenza come una scorciatoia per evitare il confronto democratico”.
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Ufficio Stampa Parlamento
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