(AGENPARL) - Roma, 8 Marzo 2026 - L’economia cinese non ha raggiunto il suo picco e continua a muoversi lungo un percorso di sviluppo di alta qualità. È questa la tesi centrale di un editoriale pubblicato dal quotidiano cinese Global Times, che critica le narrazioni diffuse in alcuni media occidentali secondo cui la crescita della Cina sarebbe entrata in una fase di declino strutturale.
Secondo il giornale, tali interpretazioni derivano da incomprensioni o da pregiudizi nei confronti del modello economico cinese. In un contesto internazionale segnato da instabilità e da una ripresa globale debole, alcuni Paesi occidentali starebbero interpretando gli aggiustamenti strutturali dell’economia cinese come segnali di stagnazione, mentre in realtà si tratterebbe di una trasformazione verso uno sviluppo più sostenibile e qualitativo.
L’editoriale sottolinea che gli obiettivi di crescita di Pechino sono stabiliti in base alle fondamenta economiche del Paese, al suo potenziale di sviluppo e alla strategia di lungo periodo delineata per il 2035. In questa prospettiva, mantenere un tasso medio annuo di crescita di almeno il 4,17% durante il prossimo ciclo di pianificazione economica permetterebbe alla Cina di raggiungere entro quella data un livello di reddito pro capite paragonabile a quello dei Paesi moderatamente sviluppati.
Il giornale richiama anche il prossimo 15° Piano Quinquennale della Cina, che dovrebbe consolidare la trasformazione dell’economia verso settori tecnologicamente avanzati e ad alto valore aggiunto. Tra questi figurano la bio-produzione, la tecnologia quantistica e l’intelligenza artificiale, considerati pilastri delle nuove “forze produttive di qualità”.
Secondo il Global Times, la competitività economica della Cina si manifesta sempre più nell’innovazione tecnologica e nella capacità industriale. Esempi citati includono la missione spaziale Tianwen-2 e l’espansione del sistema satellitare BeiDou Navigation Satellite System, oltre allo sviluppo di grandi modelli di intelligenza artificiale open source a livello nazionale.
Un altro motore di crescita individuato dall’editoriale è la trasformazione delle aree rurali. Dopo la vittoria dichiarata nella lotta alla povertà, la Cina punta a ridurre progressivamente il divario di reddito tra città e campagne attraverso innovazioni agricole e integrazione tra sviluppo urbano e rurale.
Sul fronte dei consumi interni, il giornale respinge le critiche su una presunta debolezza della domanda. L’espansione del turismo culturale, dell’economia della neve e del ghiaccio e dei servizi per la popolazione anziana dimostrerebbe invece l’emergere di nuovi modelli di consumo.
Parallelamente, alcuni marchi cinesi stanno guadagnando crescente popolarità anche nei mercati occidentali. L’editoriale cita aziende come Mixue Ice Cream & Tea, così come prodotti tradizionali di marchi storici quali Kweichow Moutai e Yunnan Baiyao.
In conclusione, secondo il Global Times la narrativa del “picco della Cina” rappresenta solo una nuova versione della precedente teoria del “crollo della Cina”, più volte smentita negli ultimi decenni. L’economia del Paese, afferma l’editoriale, resta invece un sistema dinamico che continua a evolversi e a rafforzarsi, nonostante le sfide interne ed esterne.
