(AGENPARL) - Roma, 6 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Fri 06 March 2026 43/2026
Roma, 6 marzo 2026
MIC – Misery Index Confcommercio
una valutazione macroeconomica del disagio sociale
A febbraio 2026, secondo le prime stime, il MIC si attesta a 8,6, invariato su gennaio, confermandosi ai minimi dall’inizio delle serie storiche.
Il dato dell’ultimo mese è sintesi di un marginale aumento dell’inflazione per i beni e i servizi ad alta frequenza d’acquisto (2,0% dall’1,9% di gennaio) e di una stabilizzazione della disoccupazione estesa al 5,7%.
La presenza di una situazione internazionale molto complicata rende le prospettive sull’evoluzione futura dell’indicatore particolarmente incerte, non tanto nell’immediato, ma per i possibili sviluppi nei prossimi mesi. Il protrarsi delle tensioni in Medio Oriente potrebbe, infatti, generare spinte sui prezzi degli energetici e contemporaneamente ridimensionare le prospettive di crescita determinando un duplice effetto negativo – prezzi in salita e occupazione in calo – sull’area del disagio sociale.
E’ opportuno sottolineare che, sebbene l’economia italiana all’inizio del 2026 sia contraddistinta da diversi segnali favorevoli, l’occupazione complessiva da quasi un anno cresce a tassi particolarmente ridotti.
Il MIC di febbraio 2026 si conferma a 8,6, lo stesso valore rilevato a gennaio, mese in cui dinamiche più favorevoli del mercato del lavoro e un’inflazione per i beni e servizi ad alta frequenza d’acquisto più contenuta ne hanno determinato un brusco ridimensionamento. La stima dell’ultimo mese è sintesi di un marginale aumento del tasso dell’inflazione per i beni e servizi ad alta frequenza d’acquisto (2,0% dall’1,9% di gennaio), e di una stabilizzazione del tasso di disoccupazione esteso sceso al 5,7% (tab. 1). Sul versante del mercato del lavoro nel mese di febbraio, dopo i positivi risultati di gennaio, si valuta una sostanziale stabilizzazione sia nel numero di occupati, sia delle persone in cerca d’occupazione. Dinamiche che lascerebbero il tasso di disoccupazione ufficiale al 5,1%, il dato più basso dall’inizio della rilevazione mensile. Sul versante delle unità di lavoro standard (Ula) destagionalizzate, interessate dalle diverse forme d’integrazione salariale (CIG e FIS), si stima il permanere di una situazione di scarsa dinamicità, con un tasso di disoccupazione esteso atteso confermarsi al 5,7%.
Secondo le prime indicazioni a febbraio 2026 l’inflazione dei beni e dei servizi ad alta frequenza d’acquisto si è attestata, su base annua, al 2,0% (1,9% il dato rivisto di gennaio), evidenziando una dinamica congiunturale più contenuta rispetto al dato generale. In termini prospettici, nell’immediato l’inflazione dovrebbe muoversi su un sentiero di crescita moderata. Il rialzo di febbraio è stato determinato da alcuni fattori occasionali (aumento delle accise sui tabacchi e gli effetti sulla filiera turistica delle Olimpiadi invernali) destinati a rientrare e la tendenza all’aumento di alcuni energetici potrebbe essere bilanciata da una dinamica più contenuta dei prezzi degli alimentari. Timori permangono sui possibili effetti che potrebbero avere, nei prossimi mesi, un prolungato aumento dei costi delle materie prime energetiche e delle restrizioni su alcune rotte commerciali su tutto il sistema dei prezzi. Allo stato attuale valutazioni sulle tempistiche e dimensioni di una possibile “bolla inflazionistica” appaiono, comunque, incerte e premature.
Minori timori sono legati alle prospettive del mercato del lavoro, da tempo in rallentamento. In considerazione dei segnali positivi che stanno emergendo in questo inizio del 2026 si stima che, anche nei prossimi mesi, l’occupazione si muova a ritmi molto deboli, ma, comunque, positivi. Il combinarsi di queste dinamiche dovrebbe contribuire a mantenere l’area del disagio sociale, al netto di piccole variazioni, ai minimi storici, favorendo quel recupero della fiducia delle famiglie necessario ad alimentare i segnali di moderata ripresa dei consumi emersi nei periodi più recenti.
La figura 1 mostra le due componenti del MIC (in rosso l’inflazione dei beni e servizi ad alta frequenza d’acquisto e in blu la disoccupazione estesa).
Tabella 1: Prezzi, disoccupazione e Misery Index Confcommercio (MIC) in Italia
anno disoccupazione ufficiale (%) disoccupazione estesa (%) * Δ% prezzi-alta frequenza di acquisto MIC*
2007 6,2 6,9 2,9 10,8
2013 12,3 15,1 1,6 20,3
2019 9,9 11,2 0,8 14,7
2020 9,3 13,8 0,2 17,6
2023 7,7 8,5 6,7 15,7
2024 6,6 7,3 2,0 10,6
2025 6,0 6,7 2,0 10,0
2025-III trim 5,9 6,6 2,4 10,1
2025-IV trim 5,6 6,2 2,1 9,4
2025-Maggio 6,5 7,3 1,5 10,3
2025-Giugno 6,2 6,9 2,0 10,1
2025-Luglio 6,0 6,6 2,3 10,1
2025-Agosto 5,9 6,5 2,3 10,0
2025-Settembre 6,0 6,6 2,6 10,3
2025-Ottobre 5,8 6,4 2,1 9,6
2025-Novembre 5,6 6,2 2,0 9,3
2025-Dicembre 5,5 6,1 2,2 9,4
2026-Gennaio 5,1 5,7 1,9 8,6
2026-Febbraio 5,1 5,7 2,0 8,6
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