(AGENPARL) - Roma, 5 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Thu 05 March 2026 Dispositivi medici, il Consiglio di Stato sospende la richiesta di payback fino a settembre
Il presidente Asfo Umbria Confcommercio: “Una boccata di ossigeno per le imprese, ma occorre superare il meccanismo”
Il Consiglio di Stato ha sospeso in via cautelare le prime sentenze del Tar che avevano respinto i ricorsi presentati dalle aziende fornitrici contro il cosiddetto payback sui dispositivi medici, ovvero il meccanismo che, in caso di superamento del tetto di spesa regionale, impone alle aziende stesse di contribuire a ripianare parte dello sforamento dei tetti che le Regioni stanziano per questi prodotti. Il payback resta dunque sospeso in attesa dell’udienza per la trattazione nel merito, fissata per il 24 settembre 2026.
Soddisfazione per questa pronuncia esprime Asfo Umbria, Associazione Fornitori Ospedalieri aderente a Confcommercio, che si sta battendo da mesi per la tutela delle piccole e medie imprese fornitrici di dispositivi sanitari – assolutamente prevalenti sia a livello umbro che nazionale – chiedendo una revisione del meccanismo del payback.
“Questa pronuncia introduce una misura cautelare che, sia pur temporanea, è una boccata di ossigeno per le pmi del settore che hanno ritenuto di non versare il payback relativo al periodo 2015-2018, in attesa di un chiarimento sul piano normativo e costituzionale”, commenta il presidente Asfo Confcommercio Paolo Palombi.
“Le Regioni non potranno emettere mandati di pagamento e di compensazione in questo periodo, ma rimane il problema delle aziende che hanno già provveduto al pagamento e soprattutto la necessità di superare il meccanismo del payback, come noi abbiamo chiesto ripetutamente nelle diverse sedi istituzionali. In nostro impegno in questo senso continua pressante, con la proposta di meccanismi alternativi, ugualmente efficaci ma sostenibili per le imprese. Se il payback fosse confermato così com’è per molte di esse ci sarebbe un concreto rischio di default, anche perché rimane aperta la partita relativa al periodo 2019-2025. Le ripercussioni economiche ed occupazionali sull’intera filiera e sulla garanzia delle forniture al sistema sanitario sarebbero gravissime”.
Perugia, 5 marzo 2026
