(AGENPARL) - Roma, 5 Marzo 2026 - CAMERA DEI DEPUTATI
VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici
Audizione del Direttore dell’Agenzia del Demanio
Dott.ssa Alessandra dal Verme
Roma, 4 marzo 2026
Illustre Presidente, Onorevoli Deputati,
ddesidero anzitutto ringraziare la Commissione per l’opportunità concessa all’Agenzia del Demanio con la presente audizione.
Il progetto delle Saline riguarda il compendio demaniale, Borgo delle Saline di Tarquinia, ricompreso nella Riserva Naturale Statale “Saline di Tarquinia”, area umida retrodunale di circa 170 ettari, inserita nella Rete Natura 2000 e riconosciuta per il valore degli habitat umidi costieri e dell’avifauna migratoria.
La salina del Lazio – già attiva in età preistorica villanoviana (IX-VIII sec. A.C.), scelta nel 1802 da Papa Pio VII come alternativa alle saline di Ostia, colpite dalle alluvioni – comprende il sistema delle vasche e dei canali e, dalla fine del 1800, il borgo storico del sale: un paesaggio culturale e naturale unico in cui si intrecciano storia produttiva, biodiversità e memoria collettiva.
La dismissione della produzione, avvenuta nel 1997, ha comportato un primo abbandono del Borgo delle Saline cui si è aggiunta una fragilità complessiva del sistema naturale con un territorio costiero esposto a erosione e cambiamenti climatici. Si tratta di un sistema ad alto potenziale: un mosaico di ambienti umidi di interesse comunitario per l’avifauna migratoria, un borgo industriale, memoria di attività economiche e di sviluppo, ora in parte in abbandono, un’area circostante ricca di cultura etrusca fortemente identitaria per i luoghi del Lazio.
COLLABORAZIONE E CONDIVISIONE CON UN’AMPIA RETE DI AMMINISTRAZIONI ED ENTI
Proprio partendo dalla necessità di mettere in sicurezza il Borgo, l’Agenzia del Demanio, secondo la visione di dare centralità al territorio ha interpretato l’intervento di riqualificazione come un’opportunità, un volano di rigenerazione e sviluppo, proiettando il compendio come attrattore, che evoca l’identità del territorio per il cittadino e il turista.
In tal senso l’Agenzia, ha promosso, un Protocollo d’Intesa con il Comune di Tarquinia, la Regione Lazio, la Direzione regionale Musei nazionali Lazio del Ministero della Cultura, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, il Raggruppamento Biodiversità dell’Arma dei Carabinieri, l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale, l’Università degli Studi della Tuscia, l’Università degli Studi di Perugia, la Fondazione Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici (CMCC), l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), tutto certamente coinvolgendo il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Il Protocollo stringe una comunione di intenti tra le Parti, ciascuna nell’ambito delle rispettive attribuzioni, per lo sviluppo di un progetto unitario di recupero ecosistemico e culturale del compendio demaniale che realizzi un connubio tra ambiente e paesaggio, arte e cultura, storia e archeologia, ricerca e sviluppo economico, così da rendere il sito un punto di riferimento per la rigenerazione sostenibile della costa tirrenica centro-settentrionale. Al centro l’uomo e la sua capacità di leggere l’ambiente circostante e di integrarsi con le sue diverse componenti.
Tra gli obiettivi anche la realizzazione di un polo museale con aree espositive, di laboratori per la ricerca, la didattica e la formazione. Progettare servizi differenti, scegliere quante e quali strutture realizzare in una visione unitaria serve a rispondere alle esigenze della collettività e a valorizzare in maniera organica e unitaria il compendio delle Saline anche in relazione a un territorio ricco di percorsi culturali, storici, artistici e archeologici.
Già condiviso e allegato al Protocollo un concept che analizza il contesto territoriale e ambientale, individua criticità e potenzialità dell’area fino a delineare la visione di valorizzazione dell’area, base per un lavoro comune del tavolo tecnico, all’uopo istituito, che porterà alla condivisione di un masterplan complessivo.
Il Masterplan nasce per ricomporre il sistema della Riserva in una visione unitaria e multiscalare e leggere le relazioni tra scala territoriale, scala locale e borgo, trasformando la tutela in motore di valorizzazione. Obiettivo cardine è la definizione di un progetto identitario, culturale, ambientale e formativo che unisca conservazione degli habitat e fruizione pubblica regolata.
Il Masterplan mira a: ricomporre in una visione ecosistemica coerente l’insieme borgo–saline–costa–mare; coniugare ambiente, paesaggio, arte, storia e archeologia, mantenendo il valore identitario legato alla “civiltà del sale”; promuovere ricerca, formazione e divulgazione, in rete con istituzioni accademiche e museali; favorire l’accessibilità green e un turismo sostenibile basato su fruizione lenta, controllata e compatibile.
Tali obiettivi sono costruiti a valle, come detto, di una prima analisi inter-scalare e di approfondimenti tematici mirati, che hanno indagato il sistema antropico, il sistema culturale e dei servizi e il sistema ambientale e microclimatico, costituendo la base conoscitiva per la definizione delle strategie di progetto.
MACRO-INDIRIZZI TERRITORIALI
Il masterplan definisce: un sistema integrato di mobilità e cultura, basato su collegamenti sostenibili (navette elettriche, percorsi ciclo-pedonali), in grado di connettere le Saline alla rete dei poli culturali e archeologici (Tarquinia, Lido, Porto Clementino, area sacra di Gravisca, necropoli diffuse); un sistema ambientale adattivo che, in risposta all’evoluzione post-estrattiva e ai processi di erosione costiera, individua fasce di buffer da sottoporre a monitoraggio continuo e a interventi selettivi di ingegneria idraulica, e definisce le migliori modalità di sviluppo di un progetto di tutela della costa
MACRO-INDIRIZZI SISTEMA SALIN
Il masterplan si fonda su pochi principi chiave: miglioramento della leggibilità e dell’accessibilità controllata, riduzione dell’impatto della fruizione, gestione ecologica, rafforzamento della resilienza climatica. L’azione strategica agisce in modo integrato su sistemi dei percorsi, dispositivi di tutela ambientale e della costa nonché dispositivi culturali.
ACCESSIBILITÀ E PERCORSI
I percorsi carrabili esistenti vengono rifunzionalizzati come tracciati a bassa intensità. La rete dei percorsi interni è riorganizzata secondo una logica ecologica: tracciati perimetrali,
passerelle sopraelevate nei punti più sensibili, fondi drenanti naturali, schermature vegetali per limitare il disturbo all’avifauna nidificante e in sosta.
La valorizzazione culturale è affiancata da strumenti digitali e percorsi di fruizione virtuale, finalizzati alla riduzione del carico antropico diretto e al monitoraggio delle aree più sensibili.
TUTELA DELL’HABITAT
Le vasche sono trattate come infrastruttura ecologica attiva: aree di laminazione naturale delle acque meteoriche, manutenzione dei canali storici, monitoraggio idro-meteorologico continuo, gestione differenziata per favorire habitat diversificati e coerenti con gli obiettivi Natura 2000.
Le infrastrutture antropiche esistenti (tralicci e linee elettriche) sono oggetto di strategie di mitigazione e riqualificazione — rimozione, schermatura o interramento nei tratti critici — e reinterpretate come dispositivi ecologici a supporto della rinaturalizzazione e della continuità faunistica. Il canale circondariale è rifunzionalizzato come elemento portante del sistema idraulico e paesaggistico, contribuendo al ripristino dei deflussi naturali e alla gestione integrata delle acque.
Il cordone dunale diventa oggetto di un programma di rigenerazione (restauro dunale con specie psammofile autoctone, staccionate frangivento, riprofilature dolci, monitoraggio dell’erosione) integrato con le strategie di adattamento climatico per prevenire ingressioni marine.
MACRO-INDIRIZZI SISTEMA BORGO
Il borgo del sale è assunto come cuore culturale e operativo del sistema, luogo di accoglienza, ricerca, cultura e presidio, in relazione diretta con il paesaggio delle vasche.
Il masterplan interviene su due assi principali: riqualificazione degli accessi e degli spazi esterni, organizzati in rapporto visivo e funzionale con le saline, e definizione di un quadro coerente di funzioni compatibili, ispirate a multifunzionalità e bassa intensità d’uso.
Un sistema di accesso al borgo viene configurato come spazio di arrivo e smistamento dei flussi, da cui si articolano percorsi differenziati: un asse principale per i flussi misti e una rete di percorsi secondari più leggeri per ricerca, osservazione e fruizione controllata delle vasche.
All’interno degli spazi aperti si definiscono tre punti focali: l’ingresso, una piazza panoramica affacciata sulle vasche, una piazza centrale sull’asse della chiesa, in dialogo con la cisterna ottocentesca e pensata come dispositivo narrativo e identitario.
La strategia funzionale prevede il borgo come piattaforma multifunzionale: accoglienza, ricerca, cultura, ospitalità leggera e diffusa per ricercatori, fotografi naturalisti, artisti e volontari, con alloggi di servizio ripensati in chiave polifunzionale. L’ospitalità è concepita come presenza qualificata e continuativa che rafforza presidio e valore territoriale, evitando forme di ricettività ad alto impatto.
Negli spazi esterni sono previsti percorsi espositivi diffusi e installazioni artistiche integrate con punti di osservazione naturalistica, a sostegno di una narrazione immersiva della storia del sale e degli ecosistemi umidi.
In coerenza con gli obiettivi di sostenibilità, viene ipotizzata l’integrazione di sistemi di produzione energetica rinnovabile, come il fotovoltaico di ultima generazione, quale segnale-manifesto di transizione energetica senza compromissione dei valori paesaggistici e storico-industriali.
Le dimensioni dell’azione di riqualificazione dell’area permettono lo sviluppo di un progetto culturale museale-espositivo e di connessione con gli altri siti storici-archeologici, un progetto paesaggisticoambientale connesso con le saline, un progetto di tutela della costa, un progetto di formazione, ricerca e sviluppo da finalizzare alla tutela della costa, alla valorizzazione dell’ambiente e della biodiversità, alla valorizzazione del sistema culturale.
La stretta collaborazione tra gli Enti del territorio, le Istituzioni di ricerca e le Istituzioni centrali dovrebbe portare a progetti condivisi che possono essere finanziati dalle diverse Istituzioni e attrarre l’investimento di stakeholder del territorio e di settore.