(AGENPARL) - Roma, 3 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Tue 03 March 2026 REFERENDUM, M5S: MELONI AVVELENA I POZZI, BUGIE GRAVI E INACCETTABILI
ROMA, 3 marzo – “Ieri sera la presidente del consiglio Meloni sulla riforma della magistratura ha detto delle evidenti bugie, molto gravi e inaccettabili. Affermare delle falsità nel momento in cui si dice che il fronte del No mente, significa avvelenare i pozzi ed imbrogliare i cittadini. Non è tollerabile che questo lo faccia il capo del governo italiano”.
Lo affermano i rappresentanti del M5S nelle commissioni Giustizia della Camera e del Senato Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D’Orso, Carla Giuliano, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato.
“Meloni – aggiungono – non può dire che la riforma toglie al Parlamento e ai partiti la facoltà di scegliere una parte del CSM. È vero l’esatto opposto: saranno i partiti in Parlamento, molto probabilmente solo quelli della maggioranza di turno, a compilare un ristretto elenco di persone scelte per appartenenza partitica e con un forte mandato politico, tra le quali estrarre quelle che andranno a comporre il CSM. È un sorteggio pilotato, farlocco. Meloni ci dica perché non ha voluto il sorteggio integrale per i laici così come ha previsto per i togati. Meloni ci dica anche perché ha rifiutato di inserire in Costituzione l’obbligo di una maggioranza parlamentare qualificata – che quindi imponga accordi tra maggioranza e opposizione – con cui indicare i membri laici, noi lo avevamo proposto ma ci hanno detto di no, perché hanno un piano di potere molto chiaro. Quanto al fatto che in Europa in tanti avrebbero la stessa separazione delle carriere che il governo propone al referendum, è un’altra bugia che dimostra che Meloni mente o non sa di cosa parla. In Europa ci sono sistemi diversi tra loro, ad esempio in alcuni ad un differente status tra Pm e giudici corrisponde la possibilità di cambiare da una funzione all’altra. Soprattutto, Meloni ci sta dicendo che vuole che anche in Italia, come in tanti paesi europei, il pubblico ministero sia sotto le direttive del governo? Sì ci sta dicendo questo e lo avevamo capito da tempo. La riforma del governo Meloni vuole indebolire la magistratura e mettere i pubblici ministeri sotto le scarpe del governo”.
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Ufficio Stampa Parlamento
Movimento 5 Stelle
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