(AGENPARL) - Roma, 1 Marzo 2026 -
In un momento in cui il dibattito sulla giustizia e sulla tutela delle famiglie è al centro dell’attenzione pubblica, con il referendum sulla giustizia all’orizzonte, è essenziale fare chiarezza sulle riforme che hanno realmente migliorato la protezione dei minori e delle famiglie, distinguendole da quelle che rappresentano mera propaganda. Ricordo il contributo della Riforma Cartabia, approvata quando Fratelli d’Italia era all’opposizione, che ha rivoluzionato il processo civile in materia di persone, minorenni e famiglie. Questa riforma, entrata in vigore progressivamente dal 2022, ha posto al centro l’interesse superiore del minore, introducendo obblighi come l’ascolto del bambino in tutti i procedimenti che lo riguardano, garantendogli informazione e considerazione delle sue opinioni. Ha semplificato le procedure per separazioni, divorzi e affidamenti, promuovendo l’affidamento paritetico tra genitori e misure urgenti in casi di violenza o pregiudizio. Inoltre, ha unificato i riti processuali, riducendo la frammentazione tra tribunali ordinari e per i minorenni, e ha introdotto la nomina obbligatoria del curatore speciale per il minore in casi di conflitto di interessi, limitando abusi nell’affidamento ai servizi sociali e rafforzando il contraddittorio per le famiglie. Queste innovazioni hanno migliorato concretamente la tutela delle famiglie, prevenendo errori giudiziari e ponendo fine a provvedimenti generici che in passato hanno leso i diritti familiari, come denunciato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Al contrario, la legge Roccella Nordio, presentata come Disposizioni in materia di tutela dei minori in affidamento, si rivela inconcludente e lontana dal risolvere i problemi strutturali del sistema. Approvata dalla Camera il 21 ottobre 2025 e ancora in fase di approvazione al Senato, dove ha concluso l’esame in commissione il 4 febbraio 2026 senza un voto definitivo, si limita a istituire un Registro nazionale delle famiglie affidatarie e un Osservatorio, senza affrontare le cause profonde come la povertà che porta all’allontanamento dei minori. Non prevede sostegni finanziari adeguati alle famiglie in difficoltà, né risarcimenti retroattivi per chi ha subito errori giudiziari, con la perdita definitiva dei figli attraverso adozioni da parte delle famiglie affidatarie. È un provvedimento che non interviene sul sostegno economico e lavorativo, lasciando le famiglie biologiche esposte a decisioni irreversibili basate su condizioni economiche precarie, senza un vero impegno per la riunificazione familiare. Questa è l’ennesima dimostrazione di come la maggioranza utilizzi temi sensibili per mantenere il potere, senza benefici reali per i cittadini. Motivo in più per votare NO al referendum sulla giustizia e giudicare inadatto questo governo. Per colmare queste lacune, annuncio che è in atto la formulazione di un mio progetto di legge, volto a introdurre la retroattività delle decisioni giudiziarie nei casi in cui la povertà ha reso la famiglia inadeguata. Invece di allontanare i minori con affidi e adozioni, lo Stato deve fornire lavoro, casa e sostegni concreti. Resta al figlio maggiorenne scegliere direttamente come vivere e con chi, garantendo il rispetto della sua autonomia e dei legami familiari originari. Invito associazioni, famiglie e cittadini a sostenere questa iniziativa per una giustizia familiare davvero equa e umana. Dichiarazione dell’Onorevole Marinella Pacifico, già Senatrice della Repubblica.

