(AGENPARL) - Roma, 27 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Fri 27 February 2026 Community Longevity+
Fare dell’Italia il Paese leader
nell’innovazione per la longevità
1a edizione
FOUNDING PARTNER
INDICE
PREFAZIONI
INTRODUZIONE
O SCENARIO DI RIFERIMENTO
1.1 La transizione demografica e l’allungamento della vita: evidenze e
impatti
1.2 La pressione sul welfare, sulla sanità e sui sistemi di protezione
sociale
1.3 Impatti economici: consumi, servizi e modelli di offerta
A TECNOLOGIA COME LEVA ABILITANTE DELLA
LONGEVITÀ
2.1 Il ruolo dell’innovazione nel rispondere alle principali sfide della
longevità
2.2 Le tecnologie che stanno guidando l’innovazione in longevità: il
modello TEHA sull’ecosistema AgeTech
LI HUB DI INNOVAZIONE PER LA LONGEVITÀ
3.1 Le condizioni abilitanti per lo sviluppo di di hub di innovazione
per la longevità
3.2 Modelli internazionali di riferimento: esperienze e approcci
ROPOSTE STRATEGICHE PER L’ITALIA
4.1 Direzioni strategiche per la costruzione di un ecosistema
nazionale della longevità
PREFAZIONI
Corrado Panzeri
Partner & Head of Innovation and Technology Hub, TEHA Group
La longevità rappresenta oggi una delle
trasformazioni strutturali più profonde che
interessano le economie avanzate. Non si
tratta semplicemente di vivere più a lungo,
ma di vivere quanti più anni possibile in
condizioni di pieno benessere, ripensando in
modo sistemico il rapporto tra età, salute,
produttività, partecipazione sociale e
creazione di valore.
La longevità è quindi, simultaneamente, una
pressione sui sistemi esistenti e una
piattaforma di creazione di nuovo valore. La
domanda strategica per il nostro Paese è
chiara: l’Italia intende limitarsi a gestire gli
effetti della transizione demografica o
ambisce a guidare la costruzione di un
ecosistema nazionale capace di coglierne
sfide e opportunità? Il contesto italiano
presenta elementi di forza rilevanti – qualità
della
ricerca,
sistema
sanitario
universalistico,
propensione
all’imprenditorialità – ma anche fragilità
strutturali: ritardi nella valorizzazione dei
dati, limitata integrazione tra ricerca e
impresa, difficoltà nell’attrarre capitali
orientati al lungo periodo. Senza un salto di
scala nelle politiche pubbliche e nella
capacità di coordinamento, il rischio è che il
Paese rimanga consumatore di innovazione
sviluppata altrove, anziché produttore di
soluzioni nuove e scalabili. È da questa
consapevolezza che nasce il presente Position
Paper, che non si limita a descrivere il
fenomeno, ma individua tre priorità
operative per il sistema-Paese.
Non è una questione che riguarda
esclusivamente la popolazione anziana: è una
traiettoria che attraversa l’intero ciclo di
vita. Prepararsi alla longevità significa
investire fin da giovani in salute,
competenze, stabilità economica e relazioni
sociali, per arrivare alle età avanzate
pienamente preparati, con un grado sempre
maggiore di autonomia e partecipazione
attiva.
In Italia, l’aspettativa di vita ha infatti
superato gli 83 anni e raggiungerà, secondo le
proiezioni, gli 87,2 anni entro il 2050. Nello
stesso arco temporale, l’old-age dependency
ratio – cioè il rapporto tra persone non attive
e persone in età lavorativa attiva – è destinato
ad aumentare fino al 74,4%, con un impatto
diretto sulla base contributiva e sulla capacità
di finanziamento dei servizi pubblici. Si tratta
di una trasformazione irreversibile, che
modifica in profondità il rapporto tra
popolazione attiva e popolazione anziana e
che impone una revisione dei modelli
economici e istituzionali consolidati.
La prima è la definizione di una Strategia
Nazionale per la Longevità, che superi
l’approccio settoriale e integri politiche
sanitarie, industriali, del lavoro, formative e
finanziarie in una cornice unitaria. La
longevità deve essere riconosciuta come asse
trasversale di programmazione pubblica e
come leva di competitività, non come tema
circoscritto
dimensione
assistenziale.
Parallelamente, la longevità sta ridefinendo la
domanda di beni e servizi e aprendo spazi di
mercato di dimensioni senza precedenti. La
Silver Economy europea ha già raggiunto un
valore stimato di 5,7 trilioni di Euro e continua
a espandersi. Le evidenze mostrano inoltre
intervenire
processi
invecchiamento può generare benefici
economici sistemici: un solo anno aggiuntivo
di aspettativa di vita in buona salute può
valere 38 trilioni di Dollari a livello globale.
La seconda priorità riguarda il capitale
umano. La transizione demografica richiede
nuove competenze tecniche, manageriali e
tecnologiche, ma anche una maggiore
consapevolezza diffusa sui temi della
prevenzione, della pianificazione finanziaria e
dell’invecchiamento attivo.
Per questo proponiamo la creazione di una
piattaforma nazionale per le longevity
skills, capace di accompagnare l’intero ciclo
di vita: dall’università alla formazione
continua, dal supporto ai caregiver fino ai
percorsi dedicati ai senior che desiderano
rimanere
attivi
professionalmente
socialmente. Investire nelle competenze
significa ridurre i costi futuri e ampliare la
capacità di generare innovazione.
come longevity hub a livello internazionale.
Attraverso questo Position Paper, intendiamo
offrire una base analitica e propositiva per
avviare un confronto maturo tra imprese,
istituzioni, sistema finanziario e mondo della
ricerca. Governare la longevità significa
anticipare le trasformazioni, non inseguirle.
Con questa ambizione, vogliamo contribuire a
rendere
l’Italia
Paese
leader
dell’innovazione in longevità.
La terza priorità riguarda l’architettura
regolatoria. Molte delle tecnologie abilitanti
della longevità – dall’intelligenza artificiale
alla medicina di precisione, fino ai modelli
finanziari e assicurativi data-driven –
richiedono ambienti normativi flessibili e
controllati per essere sperimentate in
sicurezza. L’introduzione di sandbox
regolatorie dedicate all’innovazione e alla
sperimentazione in longevità consentirebbe
di accelerare il trasferimento tecnologico e
attrarre nuovi investimenti in un ambito
destinato a crescere in modo strutturale.
Prima di lasciarvi alla lettura del documento,
desidero ringraziare la collega Daniela
Bianco, Partner e Responsabile Area
Healthcare, e il gruppo di lavoro TEHA Group
che ha condotto le attività della I edizione
della Community Longevity+ con grande
ambizione: Davide Skenderi, Arianna Basso,
Matteo Mistretta, Barbara Lazzaretti, Silvia
Della Giovanna, Fabiola Gnocchi e Erika
Panuccio. Un sentito ringraziamento, infine,
ai Founding Partner di AXA Italia per la
fiducia e la collaborazione in questa iniziativa,
al nostro Advisor Scientifico, Prof. Ennio
Tasciotti, per averci stimolato con contributi
di altissimo livello, e a tutti gli stakeholder
coinvolti che hanno partecipato ai nostri
incontri contribuendo con slancio ed
entusiasmo.
La longevità, in definitiva, non è solo un tema
sanitario o sociale: è una questione sistemica
che necessita di politiche integrate per
supportare ricerca, innovazione e industria,
contribuendo al posizionamento del Paese
Ennio Tasciotti
Professore Ordinario di Biotecnologie, Università San Raffaele Roma;
Direttore Human Longevity Program, IRCCS San Raffaele Roma
La creazione della Community Longevity+
nasce da una constatazione semplice, ma
ormai ineludibile: la longevità non è più una
questione che riguarda il futuro, né un tema
confinato alla sanità o all’assistenza degli
anziani. È una trasformazione strutturale che
attraversa simultaneamente demografia,
economia, lavoro, finanza, tecnologia, ricerca
scientifica e organizzazione sociale. E questa
trasformazione non è all’orizzonte: è già in
atto. Ignorarla significherebbe subirla;
comprenderla e governarla permetterebbe
invece di trasformarla in un fattore di
resilienza e di crescita per il sistema paese.
troverete una mappa dei principali driver del
cambiamento: il ruolo crescente delle
imprese come attori di salute pubblica,
l’evoluzione delle assicurazioni e della finanza
da semplici strumenti di copertura a
piattaforme di servizi, la centralità del dato
come collante dell’ecosistema, la necessità di
nuove competenze – per i professionisti ma
anche per i cittadini – e il passaggio ormai
irreversibile dalla logica della life span a
quella della health span.
Questo rapporto si fonda su un processo di
ascolto e confronto multidisciplinare che ha
coinvolto mondo della ricerca, clinici,
operatori tecnologici, fondazioni, esperti di
politiche pubbliche ma anche esponenti del
mondo
aziendale
facenti
assicurazioni, grandi provider cloud, start-up,
imprese del welfare e del fitness. La ricchezza
delle prospettive emerse ha confermato una
verità di fondo: la longevità non può essere
affrontata per silos. È un ecosistema
complesso, che richiede interoperabilità – dei
dati, delle competenze, delle responsabilità –
e una capacità di orchestrazione tra questi
domini, che oggi forse rappresenta la vera
sfida e la grande opportunità per chi opera in
questo settore.
La scintilla che ha dato origine alla
Community Longevity+ non è stata una nuova
tecnologia o un singolo avanzamento
scientifico, ma l’evidenza, emersa con forza
nel confronto con i diversi stakeholder
mappati, che oggi disponiamo di strumenti
senza precedenti per ripensare l’intero arco
della vita. L’accelerazione tecnologica degli
ultimi anni – dall’intelligenza artificiale alla
sensoristica ambientale, dal cloud sanitario
alla medicina dei dati, fino alle nuove
frontiere della biologia e della rigenerazione –
ha reso possibile ciò che fino a poco tempo fa
era solo teorico: passare da modelli reattivi di
cura a modelli proattivi di prevenzione e
mantenimento della funzione, fisica e
cognitiva, lungo tutto il corso della vita.
Nel corso degli incontri avvenuti nel 2025 è
emerso con chiarezza come la prevenzione
sia il filo rosso che unisce tutti questi ambiti.
Dalla neuroscienza alla riabilitazione, dalla
salute mentale al movimento, dalla medicina
di genere alla gestione dello stress, la ricerca
dimostra che una quota significativa delle
patologie croniche e neurodegenerative è
modificabile. L’invecchiamento non è un
destino biologico immutabile, ma un
processo su cui è possibile intervenire in
modo misurabile, a condizione di agire
precocemente e in modo continuativo.
Il valore della Community risiede proprio in
questa visione integrata. Non si tratta di un
mero esercizio accademico, né di uno sterile
catalogo di tecnologie, ma di una fotografia
ragionata dello stato dell’arte della
rivoluzione della longevity, letta attraverso le
esperienze concrete di chi oggi sta
costruendo servizi, soluzioni, infrastrutture,
prodotti e modelli operativi destinati ad
occupare questa crescente nicchia di
mercato. All’interno di questo rapporto
Questo implica un cambio culturale
profondo, che va ben oltre l’adozione di
nuove tecnologie.
l’impatto
dell’invecchiamento
sulla
performance e sul benessere organizzativo. I
sistemi di welfare sono chiamati a ripensarsi
in un contesto di inverno demografico. La
longevity, in questo scenario, diventa una
vera infrastruttura di Paese: fatta di
conoscenza,
tecnologia,
investimenti,
politiche e cultura. La Community Longevity+
intende offrire una base di partenza solida per
questo percorso: non ambiamo a proporre
risposte definitive, ma a disegnare un quadro
condiviso da cui partire per costruire,
insieme, modelli sostenibili e scalabili. Perché
la vera sfida, oggi, non è dimostrare che la
longevità è possibile. È dimostrare che può
essere equa, accessibile e trasformativa per
l’intera società.
Il contesto italiano rende questa riflessione
ancora più urgente. Da un lato, il Paese
dispone di asset straordinari: un sistema
sanitario
universalistico,
cultura
alimentare e relazionale favorevole alla
salute, eccellenze scientifiche riconosciute a
livello internazionale. Dall’altro, persistono
ritardi strutturali nella valorizzazione del
dato, nel trasferimento tecnologico, nella
creazione di capitali pazienti e nella
costruzione di partnership pubblico–private
realmente operative. La nostra analisi non
elude queste criticità, ma le affronta come
parte integrante della discussione, nella
convinzione che una valutazione lucidità
dello stato dell’arte del settore sia il primo
passo per costruire soluzioni credibili.
Infine, le nostre attività vanno collocate in un
momento storico in cui la domanda di
longevità non è più astratta. Le persone
chiedono di vivere più a lungo, ma
soprattutto di vivere meglio, restando attive,
autonome,
socialmente
integrate
produttive. Le imprese iniziano a misurare
INTRODUZIONE
INTRODUZIONE
La Community Longevity+ di TEHA Group è
nata nel 2025 con la missione di “posizionare
l’Italia come leader globale nel mercato della
longevità, abilitando la creazione di policy
innovative e modelli di business scalabili
attraverso
dialogo
strategico
intersettoriale, trasformando l’invecchiamento
in un vantaggio competitivo per il Paese”
(Figura 1).
l’intero ecosistema agetech.
In particolare, la Community Longevity+ si
propone di:
La Community Longevity+ opera con l’intento
essere
piattaforma
multistakeholder,
attori
industriali,
istituzionali, del mondo della ricerca,
dell’università e della finanza possano:
interagire all’interno di un contesto
riservato e di alto livello;
condividere le proprie
valorizzandole con un
network di top executive;
costruire partnership di valore con lo
scopo
valorizzare
ricerca,
l’innovazione e lo sviluppo di nuove
soluzioni nei principali settori connessi
alla longevità;
individuare le sfide e le opportunità
derivanti dalla transizione demografica;
supportare il posizionamento dell’Italia
come Paese leader nell’innovazione in
longevità;
valorizzare le eccellenze nazionali e
aumentare nel Paese la consapevolezza
dell’importanza degli investimenti in
ricerca e innovazione per cogliere le
opportunità derivanti dalla transizione
demografica e affrontare le sfide correlate;
rafforzare l’interazione diretta tra le
Istituzioni, i policy maker nazionali e
regionali, l’accademia, il mondo della
ricerca, dell’impresa e della finanza;
elaborare proposte e progettualità e
favorire
l’implementazione
concretizzazione di proposte di policy;
esperienze,
selezionato
La visione di lungo termine dell’iniziativa è
quella di posizionare la Community
Longevity+ come piattaforma di riferimento
a livello nazionale per l’innovazione e le
tecnologie dedicate alla longevità.
sviluppare
progettualità
rappresentino una fonte di sviluppo e
crescita per la singola organizzazione e
Figura 1. Missione e network della Community Longevity+ di TEHA Group.
INTRODUZIONE
Per il raggiungimento di tali obiettivi, l’attività
annuale della Community è progettata e
articolata su più livelli legati tra loro:
L’attività della Community Longevity+ 2025 è
resa dinamica grazie al supporto del
Founding Partner, AXA Italia.
organizzazione di tavole rotonde di
approfondimento e confronto, con
cadenza periodica durante l’anno, volte a
discutere i temi chiave per lo sviluppo di
un ecosistema nazionale sulla longevità e
a coinvolgere i principali stakeholder dei
settori impattati dal cambiamento
demografico,
l’obiettivo
condividere e approfondire best practice
nazionali e internazionali ed elaborare
riflessioni
concrete
portare
all’attenzione dei decision maker;
realizzazione di contenuti originali e
distintivi e stesura del Position Paper
annuale “Fare dell’Italia il Paese leader
nell’innovazione della longevità”, che
illustra le analisi aggiornate sui principali
trend di innovazione, ricerca e sviluppo
tecnologico per la longevità;
Il progetto è curato dal gruppo di lavoro TEHA
Group composto da:
• Corrado Panzeri (Partner e Responsabile
InnoTech Hub)
• Davide Skenderi (Consultant e Project
Leader)
• Arianna Basso (Program Manager)
• Matteo Mistretta (Analyst)
• Barbara
Lazzaretti
(Area
Manager
Lombardia)
• Silvia Della Giovanna (Project Assistant)
• Fabiola Gnocchi (Communication Manager)
• Erika Panuccio (Communication Manager)
progettazione e realizzazione della Tavola
Rotonda
finale,
intesa
l’appuntamento annuale di riferimento
per l’ecosistema della longevità in Italia,
caratterizzato da un dibattito di alto livello
tra i protagonisti del mondo industriale,
accademico e istituzionale;
realizzazione e gestione di attività di
comunicazione e media durante tutto il
percorso annuale della Community.
Il presente documento ha il principale
obiettivo di fornire agli attori dell’ecosistema
allargato della longevità un documento di
alto livello per l’elaborazione di riflessioni
strategiche e come stimolo alla ricerca
scientifica e alle azioni imprenditoriali,
industriali e di investimento nei settori
impattati dalla longevità. I contenuti elaborati
sono frutto di un percorso continuo di
scambio con il network della Community,
supervisionato dall’Advisor Scientifico, Prof.
Ennio Tasciotti (Professore Ordinario di
Biotecnologie, Università San Raffaele Roma;
Direttore Human Longevity Program, IRCCS
San Raffaele Roma).
Le trasformazioni demografiche in atto generano pressioni sulla spesa pubblica e sull’equità di accesso
ai servizi sanitari, assistenziali e di welfare, e rappresentano un rischio sistemico che richiede una
risposta condivisa, un nuovo patto tra settore pubblico e attori privati, capace di valorizzare
competenze, investimenti e strumenti complementari di protezione. Con 154.000 collaboratori e 95
milioni di clienti in 50 Paesi, il Gruppo AXA è tra i leader mondiali della protezione. In Italia, oltre 4 milioni
di persone si affidano ad AXA, forte di una rete altamente professionale di circa 650 agenzie, della
compagnia digitale QUIXA Assicurazioni, di Nobis Danni, Nobis Vita, e primario partner bancassicurativo.
Coniugando capacità di innovazione e prodotti e servizi orientati ai bisogni reali, AXA Italia, in qualità di
assicuratore e investitore di lungo periodo, mira a sostenere sistemi più inclusivi e sostenibili,
trasformando la longevità in una leva strategica per la prosperità economica e sociale del Paese.
AXA Italia – Founding Partner
INTRODUZIONE
Il primo anno di attività della Community
Longevity+ si è sviluppato lungo un percorso
strutturato, volto a costruire una base di
conoscenza condivisa, attivare un confronto
qualificato tra stakeholder e orientare la
definizione di priorità strategiche per il Paese
(Figura 2). Le attività hanno preso avvio nel
mese di luglio 2025 con 2 riunioni di kickoff
che hanno coinvolto complessivamente 48
partecipanti tra top executive aziendali,
rappresentanti di centri di ricerca, esperti
di longevità e rappresentanti istituzionali.
Gli incontri hanno avuto l’obiettivo di lanciare
formalmente l’iniziativa, condividere la
visione strategica della Community e avviare
un primo confronto sui settori maggiormente
impattati dalla transizione demografica,
identificando
ambiti
prioritari
approfondimento e potenziali direttrici di
intervento.
scalabili e le opportunità di integrazione tra
ricerca, industria e finanza per accompagnare
la trasformazione demografica. Inoltre, le
attività della Community Longevity+ hanno
potuto contare su un dialogo qualificato con
le istituzioni, in particolare attraverso il
confronto con l’On. Elena Bonetti,
Presidente della Commissione parlamentare
d’inchiesta sugli effetti economici e sociali
derivanti dalla transizione demografica in
atto ed ex Ministra per le Pari Opportunità e la
Famiglia, a cui va un sentito ringraziamento.
A partire dagli spunti emersi nella fase
iniziale, il lavoro è proseguito con un focus
specifico sul ruolo delle tecnologie e
dell’innovazione come leve abilitanti per
una longevità sana, attiva e sostenibile. In
tale ambito, il 5 dicembre 2025 è stato
organizzato un Tavolo di Lavoro dedicato,
che ha visto la partecipazione di 31 tech
leader provenienti da imprese consolidate e
startup innovative. Il confronto ha consentito
di approfondire le principali soluzioni
tecnologiche emergenti, i modelli di business
Infine, i risultati della prima edizione sono
stati sistematizzati e approfonditi nel
presente Position Paper, che raccoglie le
principali evidenze emerse, le priorità
identificate e le proposte sviluppate nel corso
dell’anno. Il documento è stato presentato in
occasione della Tavola Rotonda finale del 26
febbraio 2026, configurandosi come punto di
sintesi del lavoro svolto e come base di
partenza per l’evoluzione futura della
Community Longevity+.
A sostegno dell’iniziativa, sono state
realizzate attività di comunicazione e
valorizzazione dei contenuti prodotti,
attraverso campagne social dedicate e uscite
su testate giornalistiche, con l’obiettivo di
ampliare la platea dei soggetti coinvolti e
accrescere la consapevolezza sull’importanza
strategica del tema.
Figura 2.
Percorso di
lavoro del I anno
di attività della
Community
Longevity+
LO SCENARIO DI RIFERIMENTO
Il primo capitolo presenta il quadro demografico, economico e sociale di
riferimento, partendo dall’analisi attuale per evidenziare in prospettiva le
tendenze di medio-lungo periodo. Vengono ricostruiti i principali trend
legati alla longevità e i conseguenti impatti sul sistema socio-economico,
adottando una prospettiva di analisi sia internazionale che nazionale. Lo
scenario evidenzia da un lato i rischi e le sfide per la sostenibilità del
sistema, dall’altro le opportunità legate alla valorizzazione economica e ai
benefici sociali della longevità, in primis attraverso l’evoluzione di prodotti e
servizi verso nuovi modelli di innovazione. Emerge così la necessità per le
imprese di ideare nuovi modelli di business e di rinnovare la propria offerta
commerciale, adattandola ai bisogni emergenti di una società dalle
caratteristiche demografiche nuove e inedite.
CAPITOLO 1. LO SCENARIO DI RIFERIMENTO
1.1 LA TRANSIZIONE DEMOGRAFICA E L’ALLUNGAMENTO DELLA VITA: EVIDENZE E IMPATTI
La longevità rappresenta oggi una delle
trasformazioni strutturali più rilevanti che
interessano le società avanzate. Non si
tratta esclusivamente dell’allungamento della
vita media, ma di una ridefinizione profonda
del rapporto tra età anagrafica, stato di
salute,
benessere
individuale
partecipazione economica e sociale lungo
l’intero arco della vita.
Questo cambiamento sta modificando in
modo duraturo gli equilibri demografici,
economici e istituzionali, incidendo sulla
composizione
della
popolazione,
sull’organizzazione dei sistemi di welfare e sui
modelli di produzione e consumo. In tale
contesto, l’invecchiamento della popolazione
non può più essere letto come una dinamica
transitoria, ma come un fattore strutturale
di trasformazione che richiede nuove chiavi
di interpretazione e di intervento.
Su scala globale, l’allungamento della vita ha
prodotto una trasformazione profonda della
struttura per età della popolazione. Le
proiezioni demografiche mostrano un
progressivo ridimensionamento delle classi di
età più giovani e un’espansione significativa
della componente anziana: entro il 2100, la
popolazione over 65 è destinata a
triplicare, arrivando a rappresentare quasi
un quarto della popolazione mondiale
(24%) (Figura 3). La progressiva inversione
della piramide demografica evidenzia la
natura strutturale e di lungo periodo del
processo di invecchiamento, che interessa,
con intensità differenti, tutte le principali aree
del mondo.
Questo allungamento della vita riflette una
combinazione di fattori strutturali: i progressi
della medicina e delle tecnologie sanitarie, la
riduzione dell’esposizione a rischi sanitari e
ambientali, l’innalzamento dei livelli di
istruzione e una maggiore diffusione di
comportamenti orientati alla prevenzione.
Figura 3. Distribuzione della popolazione mondiale per fasce d’età, 1950 vs 2024 vs 2100
Fonte: elaborazione TEHA Group su dati Nazioni Unite, 2026
CAPITOLO 1. LO SCENARIO DI RIFERIMENTO
Italia
Europa
Mondo
Figura 4. Aspettativa di vita alla nascita in Italia vs media europea vs media mondiale, (valori
assoluti) 1950 – 2024
Fonte: elaborazione TEHA Group su dati Nazioni Unite, 2026
All’interno di questo quadro globale, l’Italia si
colloca stabilmente tra i Paesi più longevi al
mondo, al di sopra della media europea e in
linea con le economie più avanzate. Dal
secondo dopoguerra a oggi, l’aspettativa di
vita alla nascita nel nostro Paese è aumentata
di oltre 18 anni, con un ritmo medio di un
anno di vita in più ogni quattro anni. Il
confronto di lungo periodo tra Italia, Unione
Europea e media mondiale mostra come tra il
1950 e il 2024 l’incremento più marcato si
registri a livello globale, a fronte di livelli più
elevati ma di una crescita più graduale in
Italia e in Europa (Figura 4).
Nel caso italiano, la longevità si inserisce in
un contesto di condizioni socio-economiche
complessivamente favorevoli, di sistemi di
prevenzione strutturati e di un accesso alle
cure ampiamente garantito sul piano
istituzionale, che contribuiscono a sostenere
valori di aspettativa di vita stabilmente
elevati nel tempo. La letteratura medicoscientifica mostra infatti come gli outcome di
salute seguano un chiaro gradiente sociale:
in Italia, il 78,8% delle persone appartenenti
al quintile di reddito più elevato dichiara di
godere di buona salute, a fronte del 70,2%
nel quintile più basso, con analoghe
correlazioni che emergono anche in termini di
mortalità per le principali patologie e di salute
mentale.. Tuttavia, la dinamica di crescita
della vita media non si esaurisce nella
dimensione storica, ma prosegue anche nelle
traiettorie prospettiche.
Le proiezioni indicano infatti un ulteriore
aumento dell’aspettativa di vita della
popolazione italiana, che passerà da 83,9
anni nel 2024 a 87,2 anni nel 2050,
rafforzando ulteriormente il peso della
popolazione anziana e accentuando il
processo di trasformazione della struttura per
età del Paese (Figura 5). Parallelamente, si
osserva una progressiva riduzione delle classi
di età più giovani e di quelle in età attiva,
configurando un mutamento strutturale del
profilo demografico nazionale.
Tuttavia, l’allungamento della vita media
non si traduce automaticamente in un
equivalente miglioramento della qualità
della vita in età avanzata.
CAPITOLO 1. LO SCENARIO DI RIFERIMENTO
Accanto all’aumento dell’aspettativa di vita,
si osserva infatti un incremento degli anni
vissuti in condizioni di cattiva salute.
Tra il 2004 e il 2023, gli anni vissuti in cattiva
salute sono aumentati di circa 4,9 anni,
mentre la distanza tra aspettativa di vita
complessiva e aspettativa di vita in buona
salute tende ad ampliarsi nel tempo (Figura
Questa evidenza introduce un elemento
centrale nel dibattito sulla longevità:
l’invecchiamento non è un fenomeno
omogeneo, ma si accompagna a una
crescente eterogeneità delle condizioni di
salute e dei livelli di autonomia nella
popolazione anziana.
Ne deriva un quadro in cui l’aumento della
durata della vita convive con bisogni sanitari
e assistenziali più articolati, con implicazioni
rilevanti per la programmazione dei servizi e
per la progettazione delle risposte pubbliche
e private.
Nel loro insieme, queste dinamiche delineano
uno scenario in cui la longevità rappresenta
una delle principali variabili strutturali di
trasformazione dell’Italia, con impatti che
vanno oltre la sfera sanitaria e investono
l’intero assetto socio-economico.
Comprendere la portata di tale cambiamento
costituisce il presupposto per analizzare, nel
paragrafo successivo, le pressioni crescenti
sui sistemi di welfare, sanità e protezione
sociale, chiamati a rispondere a bisogni
sempre più complessi in un contesto di
risorse limitate.
Figura 5. Aspettative di vita della popolazione
italiana (in anni), 1950, 2024 e 2050e
Figura 6. Anni vissuti in buona e cattiva salute
in Italia (in anni), 2004-2023
Fonte: elaborazione TEHA Group su dati UN,
Fonte: Rapporto Meridiano Sanità su dati Eurostat,
CAPITOLO 1. LO SCENARIO DI RIFERIMENTO
1.2 LA PRESSIONE SUL WELFARE, SULLA SANITÀ E SUI SISTEMI DI PROTEZIONE SOCIALE
Le dinamiche demografiche descritte nel
paragrafo precedente si traducono in una
crescente pressione sui sistemi di welfare,
sulla sanità pubblica e sui meccanismi di
protezione sociale, mettendo in discussione
la sostenibilità degli assetti attuali.
L’allungamento della vita, combinato con
l’invecchiamento della popolazione e con la
riduzione delle coorti in età attiva, agisce
simultaneamente sia sul lato della domanda
di servizi sia su quello delle risorse
disponibili per finanziarli.
Uno degli effetti più immediati riguarda il
sistema
sanitario.
L’aumento
della
popolazione anziana, in presenza di una
maggiore prevalenza di patologie croniche e
multi-morbilità, determina una crescita
strutturale della domanda di prestazioni
sanitarie, assistenziali e sociosanitarie. La
spesa sanitaria pubblica risulta fortemente
concentrata nelle fasce di età più avanzate e
questa concentrazione è destinata ad
accentuarsi nei prossimi decenni. Le
proiezioni indicano che entro il 2050 circa tre
quarti della spesa sanitaria pubblica sarà
assorbita dalla popolazione con più di 60
anni, rispetto a poco più del 60% registrato
oggi (Figura 7).
Questa dinamica si innesta in un contesto
caratterizzato da un progressivo calo della
popolazione in età lavorativa, che
rappresenta la base contributiva del sistema
di welfare. A parità di tasso di occupazione e
di assetto del sistema di finanziamento, la
riduzione del numero di occupati implica un
incremento significativo dell’onere pro capite
necessario a sostenere la spesa sanitaria e
sociale. Le stime mostrano come, tra il 2024 e
il 2050, il numero di occupati possa ridursi di
circa il 17%, mentre il contributo pro capite
richiesto a ciascun lavoratore per finanziare la
spesa sanitaria pubblica sia destinato quasi a
raddoppiare (Figura 8).
Figura 8. Occupati in Italia a parità di tasso di
occupazione (milioni e var.%), 2024 e 2050 a SX;
Contributo pro capite degli occupati alla spesa
sanitaria (euro pro capite e var.%), 2024 e 2050 a
Fonte: elaborazione TEHA Group su dati ISTAT,
Figura 7. Spesa sanitaria pubblica per fasce
d’età (miliardi di Euro), 2024 e 2050
Fonte: Rapporto Meridiano Sanità su dati ISTAT,
CAPITOLO 1. LO SCENARIO DI RIFERIMENTO
Il combinato disposto di una crescita
strutturale della domanda di servizi e di
una progressiva riduzione della capacità
contributiva della popolazione attiva
rappresenta oggi uno dei principali fattori di
stress per i sistemi di welfare. Non si tratta di
una tensione congiunturale, ma di una
dinamica
lungo
periodo
legata
all’evoluzione demografica. In Italia, l’old-age
dependency ratio – il rapporto tra persone
non attive e persone in età lavorativa attiva –
è passato dal 29,2% nel 2000 al 45,6% nel
2025 e potrebbe raggiungere il 74,4% entro
il 2050: un incremento di circa 2,5 volte in
mezzo secolo (Figura 9). Questo andamento
rende poco sostenibile un modello che si
regge principalmente sui contributi della
popolazione attiva per finanziare le
prestazioni sociali.
e personalizzati, che richiede maggiore
integrazione tra ambito sanitario e sociale. In
assenza di un’evoluzione dei modelli
organizzativi, il rischio è che un aumento
strutturale
della
spesa
accompagnato da un’offerta adeguata di
servizi. La sfida non riguarda solo il “quanto”
si spende, ma il “come”: prevenzione, presa in
carico e gestione della cronicità devono
essere ripensate in chiave sistemica.
La pressione non riguarda infatti solo la
sanità, ma l’intero sistema di protezione
sociale – pensioni, non autosufficienza, servizi
territoriali e supporto ai caregiver. Nel 2024, la
spesa per pensioni e rendite ha raggiunto
336 miliardi di Euro, oltre il 15% del PIL.
L’invecchiamento comporta inoltre una
domanda crescente di interventi continuativi
Accanto a queste sfide, ci sono tuttavia anche
grandi opportunità. La Silver Economy
europea – cioè la dimensione economica
della longevità – valeva 3,7 trilioni di Euro nel
2015 e, con una crescita del 5% annuo, ha
raggiunto il valore di 5,7 trilioni di Euro nel
2025, generando fino a 6,4 trilioni di Euro di
contributo al PIL europeo e 88 milioni di
posti di lavoro (rispettivamente, 32% del PIL
UE e 38% dell’occupazione complessiva)
(Figura 10). All’intersezione tra nuovi bisogni
sociali e vincoli di sostenibilità emergono
quindi nuovi mercati, che aprono spazi di
opportunità per ripensare servizi e modelli di
offerta,
stimolando
l’innovazione,
investimenti e la crescita complessiva dei
sistemi economici.
Figura 9. Evoluzione dell’Old-age dependency
ratio in Italia
Figura 10. Valore della Silver Economy nei Paesi
EU27 (valori in trilioni di Euro)
Fonte: elaborazione TEHA Group su dati OECD,
Fonte: elaborazione TEHA Group su dati Eurostat e
commissione Europea, 2026
CAPITOLO 1. LO SCENARIO DI RIFERIMENTO
1.3 IMPATTI ECONOMICI: CONSUMI, SERVIZI E MODELLI DI OFFERTA
L’allungamento della vita e l’invecchiamento
della popolazione stanno ridefinendo in
profondità la struttura della domanda, i
comportamenti di consumo e i modelli di
offerta in numerosi settori dell’economia. La
longevità non è dunque solo un trend
demografico, ma si accompagna a una
trasformazione del mercato di riferimento in
tutti i settori, con impatti trasversali che
interessano tanto i comparti tradizionali
quanto quelli a maggiore intensità di
innovazione.
Un primo elemento di discontinuità, di
natura quantitativa, riguarda la crescente
rilevanza economica della popolazione over
50. Nei prossimi 30 anni, infatti, su questa
fascia di popolazione si concentrerà una
quota sempre più ampia della spesa
complessiva per consumi, con trend di
crescita diffusi in tutti i settori. Le evidenze
mostrano come, in Italia, la quota di consumi
attribuibile agli over 50 sia destinata ad
aumentare in quasi tutti i comparti, non solo
in quelli tradizionalmente associati
all’invecchiamento – come salute (83%) e
housing (79,1%) – ma anche in settori in cui
oggi gli over 50 non rappresentano il
principale segmento di domanda, come
l’istruzione (57,9%) (Figura 11).
Figura 11. Quota attribuibile agli over50 della spesa in consumi per settore in Italia (percentuale su
spesa totale del settore), 2020 vs 2050
Fonte: elaborazione TEHA Group su dati AARP (American Association of Retired Persons), 2026
Questo mutamento qualitativo della
domanda sta già producendo effetti rilevanti
sui mercati e sui modelli di offerta. La
longevità non si traduce esclusivamente in
un aumento della spesa in alcuni comparti,
ma nell’emergere di nuovi pattern di
consumo e di una domanda crescente di
servizi continuativi, personalizzati e orientati
all’accompagnamento lungo il ciclo di vita.
Le implicazioni economiche di tali
dinamiche sono potenzialmente molto
rilevanti.
CAPITOLO 1. LO SCENARIO DI RIFERIMENTO
La letteratura scientifica evidenzia che
intervenire sui processi di invecchiamento
potrebbe generare benefici economici
potenzialmente
superiori
rispetto
all’eradicazione di singole patologie*.
Incrementare l’aspettativa di vita di un
solo anno genererebbe un valore
economico pari a 38 trilioni di Dollari,
mentre un incremento di dieci anni
arriverebbe a oltre 367 trilioni di Dollari. La
longevità si configura quindi non solo come
una sfida demografica, ma come una
variabile economica in grado di incidere
strutturalmente sulla creazione di valore.
Questo potenziale si riflette anche nella
domanda di beni e servizi ad alto contenuto
innovativo. Le stime indicano che la
popolazione over 50 spenderà oltre 120
miliardi di Dollari in tecnologie entro il
2030, segnalando una crescente propensione
al consumo di soluzioni che migliorano
autonomia,
benessere,
sicurezza
partecipazione sociale.
Tuttavia,
domanda risulta ancora in parte sotto servita,
aprendo spazi significativi per l’evoluzione dei
modelli di offerta.
Dal lato delle imprese, la longevità agisce
dunque come fattore di riconfigurazione dei
mercati, spingendo verso l’integrazione di
filiere tradizionalmente separate – sanità,
abitare, finanza, mobilità, nutrizione,
formazione – e favorendo lo sviluppo di servizi
ibridi e soluzioni personalizzate. Gli impatti
economici della longevità vanno quindi letti
come una trasformazione strutturale dei
modelli di consumo e di offerta, più che
come una semplice estensione della
domanda esistente.
In questo quadro, l’innovazione tecnologica
emerge come fattore abilitante cruciale nel
tradurre i nuovi bisogni legati alla longevità in
soluzioni scalabili, sostenibili e ad alto valore
aggiunto. Il ruolo della tecnologia nel
supportare questa trasformazione viene
approfondito nel capitolo successivo, con
un focus sulle principali direttrici di
innovazione.
*A.J. Scott, M. Ellison, D. A. Sinclair, “The economic value of
targeting aging”, National Library of Medicine.
LA TECNOLOGIA COME LEVA
ABILITANTE DELLA LONGEVITÀ
Il secondo capitolo verte sull’innovazione e sulle nuove tecnologie come
chiave di lettura per affrontare le sfide della longevità e coglierne appieno le
opportunità economiche e sociali. In particolare, viene presentato il
modello TEHA che individua i principali cluster tecnologici che stanno
guidando la crescita dell’ecosistema “Agetech”, evidenziando i trend di
ricerca, le tecnologie adottate e lo stato dell’arte nei diversi Paesi europei.
CAPITOLO 2. LA TECNOLOGIA COME LEVA ABILITANTE DELLA LONGEVITÀ
2.1 IL RUOLO DELL’INNOVAZIONE NEL RISPONDERE ALLE PRINCIPALI SFIDE DELLA LONGEVITÀ
L’allungamento della vita e l’invecchiamento
della popolazione rappresentano, come
evidenziato, dinamiche strutturali destinate a
incidere in modo profondo sugli assetti
sociali, economici e istituzionali dei prossimi
decenni. L’aumento della quota di
popolazione anziana e la crescita degli anni
vissuti con condizioni di fragilità pongono
sfide rilevanti ai sistemi sanitari, assistenziali
e di welfare, rendendo sempre più centrale
l’individuazione di soluzioni in grado di
rispondere a bisogni complessi e differenziati
lungo l’arco della vita.
questo
scenario,
l’innovazione
tecnologica emerge come una leva
trasversale per affrontare le principali sfide
associate alla longevità.
Innanzitutto,
sfide
legate
all’invecchiamento sono diventate una
priorità crescente per la ricerca scientifica a
livello globale. Negli ultimi due decenni, il
numero di pubblicazioni dedicate allo studio
della longevità ha registrato un incremento
significativo, aumentando da 1.085 nel 2000,
ad arrivare a 9.360 nel 2025 (pari ad un x8,6),
segnalando un interesse strutturale e in
continua espansione da parte della comunità
scientifica (Figura 12).
L’interesse crescente della ricerca scientifica
verso questo fenomeno è ancora più evidente
se si considerano le pubblicazioni mondiali
dedicate all’uso di tecnologie per la
longevità, a conferma del ruolo sempre più
centrale dell’innovazione tecnologica nello
sviluppo di soluzioni applicative (Figura 13).
L’intensificazione dell’attività di ricerca in
questo ambito riflette la crescente attenzione
verso strumenti e tecnologie in grado di
supportare una vita più lunga e in migliori
condizioni di salute.
9.360
1.085
Figura 12. Numero di pubblicazioni scientifiche sulla longevità, (valori assoluti) 2000-2025
Fonte: elaborazione TEHA Group su dati PubMed, 2026
1.545
Figura 13. Numero di pubblicazioni scientifiche sulle tecnologie per la longevità, (valori assoluti)
2000-2025
Fonte: elaborazione TEHA Group su dati PubMed, 2026
CAPITOLO 2. LA TECNOLOGIA COME LEVA ABILITANTE DELLA LONGEVITÀ
Parallelamente alla crescita della ricerca,
l’innovazione tecnologica sta trovando
applicazione in un numero sempre maggiore
di ambiti connessi alla longevità. Le
tecnologie digitali e avanzate consentono lo
sviluppo di nuovi servizi e soluzioni orientati
alla prevenzione, alla diagnosi precoce, al
monitoraggio continuo e al supporto
all’assistenza, contribuendo a rispondere
alle esigenze di una popolazione che vive più
a lungo e che richiede strumenti adeguati per
preservare salute, autonomia e qualità della
vita. Le evidenze analizzate mostrano come
tali soluzioni facciano sempre più leva su
strumenti di analisi dei dati e su applicazioni
digitali per il monitoraggio e l’erogazione dei
servizi, che ricorrono in modo trasversale nei
diversi ambiti di intervento.
L’insieme delle soluzioni tecnologiche che
stanno emergendo in questo contesto può
essere ricondotto a tre principali direttrici,
che riflettono la multidimensionalità dei
bisogni associati all’allungamento della
vita. Una prima direttrice riguarda la salute
(Health) e comprende le tecnologie orientate
alla prevenzione, alla cura e al monitoraggio
delle condizioni fisiche e cognitive. Una
seconda direttrice è legata al benessere
economico (Wealth) e include le soluzioni
tecnologiche dedicate alla gestione, alla
protezione e alla pianificazione delle risorse
finanziarie lungo le diverse fasi della vita. La
terza direttrice, infine, è rappresentata dalla
realizzazione personale (Self) e comprende
le tecnologie che supportano mobilità,
apprendimento continuo, socializzazione,
tempo libero e qualità della vita quotidiana
(Figura 14).
Le tre direttrici non si configurano come
ambiti separati, ma come dimensioni
complementari che contribuiscono a
delineare l’ecosistema delle soluzioni per la
longevità, riflettendo la varietà e la
complessità delle esigenze che emergono
lungo l’arco della vita.
alute
enessere
ealizzazione ersonale
e nologie er render i
ura eglio di noi stessi e
dei nostri ari
e nologie er
guadagnare ris ar iare
gestire e roteggere le
risorse inanziarie
e nologie er vivere i
a lungo in odo ieno e
soddis a ente
Figura 14. Le direttrici guida per l’innovazione in longevità
Fonte: elaborazione TEHA Group, 2026
CAPITOLO 2. LA TECNOLOGIA COME LEVA ABILITANTE DELLA LONGEVITÀ
Esempi rilevanti di innovazioni per ciascun ambito
Health
Test Galleri (Multi cancer early detection)
1 prelievo di sangue per analisi multi-tumorale
Screening potenziale di >50 tipi di tumore
Testato su ~36.000 persone ≥50 anni (studio PATHFINDER)
Trending
- [Comune Palermo] Piazza Garraffello – Dichiarazione consigliera Calabrese (Prima Circoscrizione)
- CS – Turismo: Vietri sul Mare presente al TTG Travel Experience di Rimini
- Energia, Peluffo (PD): da Meloni solo alibi e propaganda su bollette e imprese. Ora risposte chiare su risorse UE
- Agenzia nr. 1707 – In III Commissione rassicurazioni sull’ospedale di Bisceglie: nessun ridimensionamento
- Premio Expol 2026 alla Polizia Locale di Pistoia: riconoscimento per l’attività professionale e l’impegno al servizio del territorio
- News – Menopausa Café: al Consultorio familiare di Treviglio due incontri per parlare di menopausa
- Ex Ilva, Rifondazione: “nessun lavoratore deve essere lasciato indietro. Serve una prospettiva occupazionale e industriale per tutti gli stabilimenti del Gruppo
- ?EX ILVA, TURCO (M5S): DA GOVERNO SOLO CASSA INTEGRAZIONE E ZERO PROSPETTIVE
- Stato di attuazione dei lavori di ricostruzione del ponte sulla SP 43 in corrispondenza del Rio Ciorlitto
- IL COMUNE COMUNICA – “Sport e inclusione: il diritto di essere in gioco”: al via il progetto di contrasto alle povertà educative attraverso la pratica gratuita di sport acquatici promosso dall’associazione Per Mare con Filippo in favore di 20 minori in condizioni di fragilità
