(AGENPARL) - Roma, 26 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Thu 26 February 2026 GUARDIA DI FINANZA
Comando Provinciale Messina
COMUNICATO STAMPA
26/02/2026
GdiF MESSINA: MAXI FRODE LEGATA AL SUPERBONUS EDILIZIO. DENUNCIATI CINQUE
SOGGETTI ED UNA SOCIETA’ DI CAPITALI E DISPOSTO IL SEQUESTRO PREVENTIVO
DI BENI PER OLTRE 1,8 MILIONI DI EURO.
I Finanzieri del Comando Provinciale di Messina hanno concluso un’attività d’indagine nei confronti di un
sodalizio criminale operante nel comprensorio Pattese, beneficiario di crediti di imposta non spettanti connessi al
“Superbonus 110%” ammontanti a circa 1,8 milioni di euro, scaturiti da irregolari interventi di riqualificazione
edilizia eseguiti su un complesso condominiale con l’asserito intento di migliorare la staticità dell’edificio e le
sue prestazioni energetiche.
Le Fiamme Gialle della Tenenza di Patti, coordinate e dirette dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale
di Patti hanno denunciato cinque persone fisiche ed una persona giuridica, responsabili dei reati di indebita
percezione di erogazioni pubbliche ed autoriciclaggio. Di qui l’odierno provvedimento del sequestro preventivo
delle disponibilità liquide e, per equivalente, dei beni mobili ed immobili per un valore di oltre 1,8 milioni di
euro, corrispondente al profitto delle fattispecie delittuose contestate.
I crediti di imposta non spettanti, riferiti agli incentivi del “Sismabonus” ed “Ecobonus”, sono stati generati
grazie alla complicità dei professionisti intervenuti (due ingegneri, un architetto ed un dottore commercialista),
che hanno falsamente attestato la regolare esecuzione dei lavori edili, in realtà mai avvenuti o avvenuti solo in
parte.
I crediti di imposta indebitamente maturati sono stati interamente ceduti dai proprietari degli appartamenti
condominiali attraverso la “cessione del credito” e lo “sconto in fattura” applicato dalla compagine societaria che
ha effettuato gli interventi e dai professionisti ad essa collegati. Parte di questi crediti sono stati poi monetizzati
dai responsabili delle condotte truffaldine, dietro corrispettivo incamerato mediante successive cessioni a istituti
di credito e a soggetti terzi.
Le indagini, eseguite mediante il ricorso ai molteplici e trasversali strumenti investigativi attribuiti alla Guardia
di Finanza quale polizia economico-finanziaria, quali riscontri documentali e contabili, sopralluoghi con tecnici
abilitati, analisi dei rapporti economici e finanziari intercorsi tra i principali soggetti coinvolti, esecuzione di
approfondito controllo fiscale, hanno consentito di disvelare l’articolato sistema di frode posto in essere, anche,
mediante il ricorso all’utilizzo di documenti fiscali irregolari rilasciati dall’impresa esecutrice dei lavori, false
asseverazioni ed attestazioni da parte dei tecnici-professionisti nonché mendaci dichiarazioni sullo stato di
avanzamento lavori e computi metrici estimativi.
In sintesi, i soggetti coinvolti, al fine di ottenere l’indebito riconoscimento del credito di imposta, attraverso l’uso
strumentale di documentazione non veritiera (tecnica, amministrativa e fiscale), hanno rappresentato il
sostenimento di costi per lavori di riduzione del rischio sismico e di efficientamento energetico, in realtà eseguiti
solo in parte e per importi sovrafatturati o non corrispondenti al vero, su un complesso condominiale ricadente
nel Comune di Patti.
In considerazione degli elementi raccolti, salvo diverse valutazioni nei successivi gradi di giudizio e fermo
restando il principio di non colpevolezza sino a sentenza passata in giudicato, su richiesta della Procura della
Repubblica di Patti, il GIP del Tribunale di Patti ha emesso il provvedimento di sequestro preventivo, diretto e
per equivalente, che riguarda liquidità e beni rinvenuti nella disponibilità degli indagati per l’ammontare di €
In fase di esecuzione, la somma oggetto della misura ablativa è stata raggiunta mediante il sequestro di somme
liquide rinvenute, quali saldi attivi dei conti correnti intestati agli indagati, per l’importo complessivo di €
territorio siculo, per il restante ammontare pari ad € 721.653,23.
L’odierna attività dimostra come la Guardia di Finanza sia orientata a contrastare le frodi fiscali in tutte le loro
declinazioni, con particolare riferimento ai circuiti fraudolenti volti alle indebite compensazioni e altri illeciti
connessi alla circolazione dei crediti d’imposta fittizi.
Il presente comunicato viene diramato in ossequio ai principi sanciti dal D.Lgs. 106/2006, come modificato dal
d.lgs. 188/2021 – nel rispetto del diritto della persona sottoposta a indagini/imputato, da ritenersi non colpevole
fino a sentenza definitiva, in quanto ricorrono “specifiche ragioni di interesse pubblico che lo giustificano” per la
particolare rilevanza pubblica dei fatti oggetto degli accertamenti e per le esigenze costituzionalmente tutelate
connesse al diritto all’informazione, al fine di fornire notizie in modo trasparente e rispettoso dei diritti degli
indagati e delle parti offese.
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