(AGENPARL) - Roma, 25 Febbraio 2026 -
Il ministro degli Esteri e del Commercio ungherese, Péter Szijjártó, ha denunciato come una “vergogna” il fatto che l’Unione Europea non abbia ancora completato le indagini sul sabotaggio dei gasdotti Nord Stream, definendolo un atto di “terrorismo di Stato”
Durante un incontro con i cittadini a Kiskunlacháza, nella contea di Pest, il ministro ha dichiarato che le forniture di petrolio russo verso l’Ungheria attraverso l’oleodotto Druzhba sarebbero attualmente bloccate dall’Ucraina, sostenendo che le stesse persone coinvolte nell’attacco del 2022 ai gasdotti Nord Stream sarebbero responsabili anche delle recenti interruzioni.
Szijjártó ha criticato alcuni leader europei, accusandoli non solo di ignorare la questione, ma anche di “onorare i criminali come eroi”. Ha sottolineato l’importanza di proteggere le infrastrutture energetiche ungheresi da possibili attacchi, affermando che il governo ha adottato misure preventive per garantire la sicurezza di oleodotti e gasdotti nel Paese.
Nel frattempo, il primo ministro Viktor Orbán ha ordinato un rafforzamento della protezione delle infrastrutture energetiche nazionali. Le misure includono il dispiegamento di personale e attrezzature militari presso le strutture sensibili, il potenziamento delle pattuglie di polizia e restrizioni all’uso di droni in alcune aree strategiche, in particolare nella regione nord-orientale al confine con l’Ucraina.
Le esplosioni sui gasdotti Nord Stream e Nord Stream 2 si sono verificate il 26 settembre 2022. Le indagini sono ancora in corso in diversi Paesi europei. Secondo precedenti dichiarazioni della Corte Suprema Federale tedesca, le esplosioni sarebbero state molto probabilmente effettuate “per conto di uno Stato straniero”, con riferimenti all’Ucraina.
