(AGENPARL) - Roma, 24 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Tue 24 February 2026 Consiglio di Indirizzo e Vigilanza
CIV – Rendiconto di genere 2024
Rendiconto di genere 2025
Consiglio di Indirizzo e Vigilanza
Rendiconto di Genere 2025
Introduzione e nota metodologica
Il presente documento intende offrire un quadro articolato e aggiornato sulla condizione delle donne in
Italia, attraverso l’analisi dei dati che rappresentano le opportunità e le criticità nei diversi contesti sociali
ed economici, ripercorrendo le principali fasi del ciclo di vita delle persone.
L’approccio adottato consente di analizzare, in modo coerente e sistematico, dimensioni fondamentali
come l’istruzione, il mercato del lavoro, la sfera familiare, gli ammortizzatori sociali, la violenza di genere e
il sistema pensionistico, evidenziando progressi significativi e sfide persistenti.
Seguendo l’approccio descritto, il documento punta ad esaminare le sfide e le opportunità che si
presentano in ogni fase del percorso personale e professionale delle donne, offrendo una visione che rende
più comprensibile e immediata la complessità dei fenomeni trattati.
La metodologia adottata per la redazione del Rendiconto di Genere 2025 si basa su un approccio integrato
che combina l’analisi quantitativa dei dati statistici con una lettura qualitativa dei fenomeni osservati,
offrendo una visione complessiva e articolata delle dinamiche di genere presenti nella società italiana.
Evidenziando trend, correlazioni e fenomeni emergenti, tale punto di vista permette di comprendere come
le disuguaglianze di genere si manifestino e si accumulino nel tempo, influenzando in maniera strutturale
sia il benessere personale sia la partecipazione sociale ed economica degli individui appartenenti al genere
femminile.
La raccolta dei dati si è avvalsa di fonti istituzionali autorevoli selezionate per rappresentatività: l’Istituto
Nazionale di Statistica (ISTAT) ha fornito informazioni demografiche e socioeconomiche fondamentali per
la comprensione delle condizioni di vita delle donne; l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) ha
contribuito con dati dettagliati sul mercato del lavoro e il sistema pensionistico, inclusi i congedi parentali
(maternità e paternità), i bonus per la genitorialità e le misure di sostegno alla conciliazione vita-lavoro,
offrendo una prospettiva sulla partecipazione economica e la sicurezza sociale delle donne; le informazioni
provenienti dai database di AlmaLaurea, AlmaDiploma e Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) hanno
consentito di analizzare il percorso formativo delle donne, delineando un quadro chiaro sulle scelte
educative e sulle potenziali opportunità professionali successive; le elaborazioni della Commissione
Europea, dell’Unione Europea ed Eurostat hanno fornito un importante riferimento comparativo per
comprendere la posizione dell’Italia nel contesto internazionale, e i dati estratti dai report della Polizia di
Stato hanno permesso di delineare un quadro dettagliato e aggiornato del fenomeno della violenza di
genere, mettendo in evidenza le dinamiche più frequenti.
L’analisi quantitativa attraverso l’elaborazione di tavole e grafici per ciascuna area tematica, si è posta
l’obiettivo di misurare il livello di parità raggiunto, e individuare eventuali punti da attenzionare. I dati
utilizzati si riferiscono prevalentemente al triennio 2022-2024, con l’integrazione di serie storiche ove
rilevanti per l’analisi, e l’utilizzo di dati aggiornati al 2025, laddove disponibili. L’analisi qualitativa ha
integrato i dati numerici con elementi descrittivi e contestuali.
Tra gli aspetti più rilevanti considerati figurano il tasso di occupazione femminile, il divario retributivo di
genere, il livello di istruzione e la partecipazione delle donne alle posizioni di vertice nel mondo del lavoro.
Il Rendiconto di Genere 2025 redatto dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza intende configurarsi, pertanto,
come uno strumento di analisi utile a stimolare una riflessione consapevole e ad orientare politiche
pubbliche efficaci, volte a ridurre le disuguaglianze di genere e garantire alle donne pari opportunità in ogni
ambito della vita sociale ed economica, in linea con gli obiettivi sanciti dalle normative nazionali ed
europee, in particolare l’Obiettivo 5 “Raggiungere l’uguaglianza di genere e l’autodeterminazione di tutte
le donne e ragazze” dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.
Sommario
Composizione demografica ……………………………………………………………….10
1. Grafico 1 – Popolazione Paesi UE – 2024 ………………………………………………………………………………….10
Popolazione per genere ed età …………………………………………………………………………..11
Tavola 1 – Popolazione italiana 2025 …………………………………………………………………………….11
Grafico 2 – Popolazione italiana per regione ……………………………………………………………….12
Composizione delle famiglie ………………………………………………………………………………13
Tavola 2 – Composizione delle famiglie anno 2024 …………………………………………………….13
Andamento saldo naturale – natalità…………………………………………………………………14
Grafico 3 – Andamento del saldo naturale ……………………………………………………………………14
Tavola 3 – Saldo naturale …………………………………………………………………………………………………14
Età media donne con figli …………………………………………………………………………………..15
Tavola 4 – Età media al parto per anno di evento e ordine di nascita ………………………15
Grafico 4 – Età media della donna al parto del primo figlio ……………………………………….15
Indice di longevità per genere ……………………………………………………………………………16
Tavola 5 – Speranza di vita ……………………………………………………………………………………………….16
Grafico 5 – Indice di longevità …………………………………………………………………………………………16
Migrazioni ………………………………………………………………………………………………………….17
Tavola 6 – Emigrati per genere e fasce d’età ………………………………………………………………..17
Tavola 7 – Immigrati per genere e fasce d’età ………………………………………………………………17
Istruzione …………………………………………………………………………………………19
Istruzione e formazione – Competenza alfabetica e numerica ……………………………19
Tavola 8 – Competenza alfabetica non adeguata ………………………………………………………..19
Tavola 9 – Competenza numerica non adeguata …………………………………………………………19
Dati sul numero di studenti per genere in base alla tipologia di scuola ……………..20
Tavola 10 – Numero di studenti nel 2024 – Licei …………………………………………………………21
Tavola 11 – Numero di studenti nel 2024 – Istituti tecnici ……………………………………….21
Tavola 12 – Numero di studenti nel 2024 – Istituti professionali ……………………………21
Diplomati a.s. 24/25 per genere ………………………………………………………………………..22
Tasso di abbandono scolastico …………………………………………………………………………..23
Grafico 6 – Diplomati nell’a.s. 2024/2025 ……………………………………………………………………22
Grafico 7 – Tasso di abbandono scolastico – Confronto tra Italia e UE …………………..23
Percentuale di laureati a.a. 24/25 per genere e tipologia di laurea ……………………24
Tavola 13 – Percentuale di laureati a.a. 24/25 – Laurea di primo livello ……………….24
Tavola 14 – Percentuale di laureati a.a. 24/25 – Laurea magistrale ……………………….24
Tavola 15 – Percentuale di laureati a.a. 24/25 – Laurea magistrale a ciclo unico ..24
2.6 Tasso di occupazione post-laurea ………………………………………………………………………….25
Grafico 8 – Tasso di occupazione dopo 1 anno dalla laurea per genere ………………….25
Grafico 9 – Tasso di occupazione dopo 3 anni dalla laurea per genere…………………….27
Specializzazioni post-laurea per genere …………………………………………………………….28
Tavola 16 – Specializzazioni post-laurea – Dottorati di ricerca ………………………………..28
Tavola 17 – Specializzazioni post-laurea – Master di 1° livello………………………………..28
Tavola 18 – Specializzazioni post-laurea – Master di 2° livello………………………………..28
Il mercato del lavoro …………………………………………………………………………30
Quadro Generale ………………………………………………………………………………………………..30
Tavola 19 – Lavoratori per genere, nazionalità e posizione prevalente –
anno 2024 …………………………………………………………………………………………………………………………………………..31
Tavola 20 – Dipendenti assicurati per genere e tipologia contrattuale –
anni 2023 e 2024 ……………………………………………………………………………………………………………………………..32
Tasso di occupazione per genere ed età …………………………………………………………….34
Tasso di disoccupazione per genere …………………………………………………………………..35
Tavola 23 – tasso di inattività ………………………………………………………………………………………….36
Tavola 24 – Tasso di mancata partecipazione al lavoro per classi di età ………………..37
NEET ………………………………………………………………………………………………………………….38
Tavola 25 – NEET per genere ……………………………………………………………………………………………38
Assunzioni/cessazioni per genere e tipologia contrattuale ………………………………..39
Tavola 26 – Assunzioni ………………………………………………………………………………………………………39
Tavola 27 – Cessazioni ………………………………………………………………………………………………………41
Percorso SFL per genere…………………………………………………………………………………….41
Tavola 22 – tasso di disoccupazione……………………………………………………………………………….35
Tasso di inattività per genere …………………………………………………………………………….36
Tavola 21 – tasso di occupazione…………………………………………………………………………………….34
Tavola 28 – Percorso SFL ………………………………………………………………………………………………….41
Lavoratori per genere, tipologia di contratto e settore ………………………………………42
Tavola 29 – Lavoratori dipendenti del settore privato ……………………………………………….42
Tavola 30 – Artigiani …………………………………………………………………………………………………………43
Tavola 31 – Commercianti………………………………………………………………………………………………..43
Tavola 32 – Lavoratori Agricoli autonomi ……………………………………………………………………..44
Tavola 33 – Operai agricoli ………………………………………………………………………………………………44
Tavola 34 – Lavoratori domestici ……………………………………………………………………………………45
Tavola 35 – Lavoratori pubblici ……………………………………………………………………………………….45
Tavola 36 – Lavoratori dipendenti pubblici – INPS ……………………………………………………….46
Retribuzioni medie giornaliere per genere e settore di attività ………………………….47
Tavola 37 – Retribuzioni medie giornaliere – dipendenti privati ……………………………….47
Tavola 38 – Retribuzioni medie giornaliere – dipendenti pubblici …………………………….48
Istruzione e formazione – Partecipazione alla formazione continua …………………48
Lavoro e conciliazione dei tempi di vita ……………………………………………………………49
Ammortizzatori sociali …………………………………………………………………………………….51
Famiglie …………………………………………………………………………………………..54
Numero bambini 0-2 anni ………………………………………………………………………………….54
Tavola 45 – Popolazione italiana 0-2 anni …………………………………………………………………….54
Numero di posti nido, capienza totale, costo medio mensile ……………………………..54
Grafico 10 – Posti autorizzati per 100 bambini 0-2 anni – Serie storica …………………55
Grafico 11 – Posti autorizzati servizi educativi per la prima infanzia –
anno 2023 …………………………………………………………………………………………………………………………………………..56
Grafico 12– Spesa media per utente di nidi e sezioni primavera – anno 2023 ……..57
Congedi per genere ……………………………………………………………………………………………58
Tavola 46 – Maternità INPS per tipologia di lavoro ……………………………………………………..58
Tavola 47 – Maternità INPS per fasce d’età ………………………………………………………………….59
Tavola 48 – Paternità INPS per fasce d’età ……………………………………………………………………60
Tavola 49 – Paternità INPS per tipologia di congedo …………………………………………………..60
Tavola 50 – Paternità INPS per tipologia di contratto …………………………………………………61
Tavola 51 – Congedi parentali per genere – Numero di beneficiari ………………………….62
Tavola 52 – Congedi parentali per genere – Giornate autorizzate ……………………………63
Bonus asilo nido ………………………………………………………………………………………………..64
Grafico 13- Andamento beneficiari bonus nido ……………………………………………………………64
Grafico 14 – Andamento importi medi bonus nido ………………………………………………………64
Grafico 15 – Fruizione bonus asilo nido pubblico/privato…………………………………………..65
Sostegni alla famiglia ………………………………………………………………………………………..66
Tavola 53 – Assegni di maternità dello Stato ………………………………………………………………..66
Tavola 54 – Assegni di maternità concessi dai Comuni ………………………………………………67
Tavola 55 – Assegno Unico per regione – anni 2023 e 2024 ……………………………………..68
Violenza di genere…………………………………………………………………………….70
Reati spia in Italia ………………………………………………………………………………………………70
Tavola 56 – Reati spia in Italia …………………………………………………………………………………………70
Reati spia su donne con disabilità ……………………………………………………………………..71
Omicidi volontari in Italia – Incidenza sul genere femminile ………………………………71
Tavola 57 – Omicidi volontari in Italia …………………………………………………………………………….71
Tavola 58 – Omicidi volontari in Italia – Ambito familiare/affettivo ………………………..72
Tavola 59 – Omicidi volontari in Italia –Ad opera di partner o ex partner ……………….72
Grafico 17 – Violenza sessuale per età della vittima ………………………………………………….73
Tavola 60 Donne vittime di violenza dai 16 ai 70 anni – Area Geografica ………………73
Reddito di libertà ……………………………………………………………………………………………….74
Grafico 16 – Reati spia su donne con disabilità …………………………………………………………….71
Tavola 61 – Dati sul reddito di libertà – domande accolte …………………………………………75
Congedo indennizzato dall’Inps per le donne vittime di violenza di genere ………..75
Tavola 62 – Congedo indennizzato dall’Inps per le donne vittime
di violenze di genere ………………………………………………………………………………………………………………………..76
Prestazioni pensionistiche e previdenziali …………………………………………78
Numero di pensioni per genere ………………………………………………………………………….78
Tavola 63 – Pensionati INPS per genere e tipologia …………………………………………………….78
Tavola 64 – Pensioni IVS vigenti per genere …………………………………………………………………80
Tavola 65 – Pensioni IVS liquidate per genere ……………………………………………………………..82
Importi medi per gestioni e genere …………………………………………………………………….83
Tavola 66 – Importi medi IVS vigenti per genere ………………………………………………………….83
Tavola 67 – Importi medi IVS liquidate per genere ………………………………………………………84
Anticipazioni pensionistiche ………………………………………………………………………………85
Tavola 68 – Opzione donna ………………………………………………………………………………………………85
Tavola 69 – Quota 100-102-103 …………………………………………………………………………………….87
Conclusioni ……………………………………………………………………………………………….89
CAPITOLO 1
Composizione demografica
1. Composizione demografica
Nel capitolo dedicato alla composizione demografica dell’Italia sono stati analizzati i dati relativi a diverse
tematiche. In particolare, questa prima sezione del documento illustra le dinamiche di genere riferite alla
popolazione, alla struttura delle famiglie, alla natalità, alla longevità e ai flussi migratori.
che colloca il Paese al terzo posto nell’Unione Europea per numero di residenti. L’UE, con oltre 450 milioni
di abitanti, rappresenta il 5,6% della popolazione mondiale. Circa 43 milioni di residenti nell’Unione sono
cittadini stranieri: tra questi, circa 14 milioni sono cittadini di uno Stato membro diverso da quello di
residenza, mentre i restanti provengono da Paesi non appartenenti all’UE. In media, il 3,1% delle persone
che vivono in un Paese dell’Unione è originario di un altro Stato membro e il 6,1% possiede la cittadinanza
di un Paese extra‑UE.
1. Grafico 1 – Popolazione Paesi UE – 2024
Fonte: Eurostat
ITALIA
In Italia la popolazione femminile (51,1%) supera di poco quella maschile (48,9%) seguendo la
tendenza europea che si attesta attorno al 52% per le donne e 48% circa per gli uomini.
1.1 Popolazione per genere ed età
Popolazione 2025
Regione
Genere
Femmine
Maschi
Totale
15-64
65 e oltre
Totale
Abruzzo
645.906
623.212
144.705
793.204
331.209
Basilicata
267.499
262.505
530.004
57.386
334.919
137.699
530.004
Calabria
740.274
Campania
933.889
900.757
228.171
448.848
Emilia-Romagna
526.663
Friuli-Venezia Giulia
609.114
584.170
129.842
735.122
328.320
Lazio
681.028
Liguria
778.702
731.441
155.675
913.432
441.036
Lombardia
Marche
754.330
726.215
167.292
919.382
393.871
Molise
144.924
142.890
287.814
29.995
179.258
78.561
287.814
Piemonte
475.765
Puglia
458.186
959.615
Sardegna
151.862
981.462
429.057
Sicilia
794.486
767.895
615.437
Toscana
403.512
978.574
Trentino-Alto Adige
547.842
538.410
151.042
690.270
244.940
Umbria
437.901
413.572
851.473
94.305
523.868
233.300
851.473
Valle d’Aosta
62.370
60.162
122.532
13.938
76.944
31.650
122.532
Veneto
570.440
Italia
Fonte: CIV Inps – Rendiconto sociale 2024
Dal grafico di seguito possiamo notare come la popolazione femminile sia superiore a quella maschile in
tutte le regioni d’Italia al 1° gennaio 2025.
Femmine
Veneto
Valle d’Aosta
Umbria
Trentino-Alto Adige
Toscana
Sicilia
Sardegna
Puglia
Piemonte
Molise
Marche
Lombardia
Liguria
Lazio
Friuli-Venezia Giulia
Emilia-Romagna
Campania
Calabria
Basilicata
Abruzzo
Maschi
Fonte: Istat
Composizione per fasce d’età
La composizione per fasce d’età evidenzia una forte erosione alla base della
piramide delle età portando ad un invecchiamento della popolazione, fenomeno
derivante dalla progressiva diminuzione delle nascite e dal contemporaneo
aumento della speranza di vita. Si può notare come la fascia 0-14 ha circa la
metà della popolazione della fascia oltre 65.
1.2 Composizione delle famiglie
Composizione delle famiglie – coppie (valori in migliaia) anno 2024
Centro
Sud e isole
Totale
3.585
1.516
2.772
7.873
1.794
1.293
3.845
1.469
1.184
3.283
tre o più
Coppie senza figli
2.809
1.081
1.647
5.537
Totale
6.394
2.597
4.419
13.410
Coppie con figli
Fonte: Istat
Composizione delle famiglie (valori in migliaia) anno 2024
Femmine
Maschi
Totale
Giovani che vivono in famiglia (18-34 anni)
2.920
3.565
6.485
Monogenitori
2.423
3.023
Persone singole
5.188
4.374
9.562
Totale
10.531
8.539
19.070
Fonte: Istat
Nell’anno preso in analisi, in Italia, sono presenti circa 13 milioni e mezzo di coppie, di cui il 58,7% con figli.
Andamento saldo naturale – natalità
Saldo naturale della popolazione
Il grafico di seguito mostra l’andamento del saldo naturale della popolazione,
facendo un confronto tra decenni. Dopo il boom demografico degli anni
Sessanta comincia un costante calo delle nascite, che da 923.000 del 1960 si
riducono a 369.944 nel 2024. Complice un rallentamento dei decessi,
l’andamento del saldo naturale subisce una continua riduzione.
500.000
442.000
400.000
389.000
300.000
200.000
98.000
100.000
-26.000
36.000
-17.000
-100.000
-200.000
-291.097
-300.000
-326.218
-400.000
-280.824 -272.468
-311.875
-500.000
Fonte: Istat
Saldo Naturale
Nascite
Decessi
Saldo naturale
923.000
481.000
442.000
917.000
529.000
389.000
657.000
559.000
98.000
581.000
544.000
36.000
543.000
560.000
-17.000
562.000
587.000
-26.000
404.892
731.110
-326.218
400.249
691.346
-291.097
393.333
705.208
-311.875
379.890
660.714
-280.824
369.944
642.412
-272.468
Fonte: CIV Inps – Rendiconto sociale 2024
1.4 Età media donne con figli
Età media al parto per anno di evento e ordine di nascita
Primo
Secondo
Terzo e oltre
Totale
Fonte: Istat
Il grafico di seguito mostra l’età media al parto della donna al primo figlio. Il confronto è stato fatto su
diversi decenni. Dal 1954 l’età media è aumentata di circa 6 anni.
Fonte: Istat
1.5 Indice di longevità per genere
Speranza di vita
ALLA NASCITA
Femmine
Maschi
Femmine
Maschi
Femmine
Maschi
Nota 1) I dati relativi alla speranza di vita ad 85 anni per il 2024 non sono disponibili
Fonte: Istat
Come mostrato dal grafico seguente la speranza di vita delle donne è superiore a quella degli uomini in
tutti i casi presi in considerazione. Nel 2024, alla nascita, le donne hanno circa 4 anni in più in termini di
speranza di vita. Negli anni il differenziale della speranza di vita tra generi tende gradualmente a ridursi.
Fonte: Istat
1.6 Migrazioni
Emigrati
Femmine
Maschi
Totale
18-39 40-64 oltre 65
Totale
18-39 40-64 oltre 65
Totale
2.639
8.293
4.220
1.732
16.884
2.867
11.427
6.206
1.771
22.271
39.155
8.210
19.661
7.892
2.171
37.934
8.678
25.413
14.278
2.556
50.925
88.859
7.740
41.397
12.674
2.607
64.418
8.163
46.627
18.577
3.271
76.638
141.056
Nota 1) La tavola fa riferimento agli emigrati verso l’estero
Fonte: Istat
Immigrati
Femmine
Maschi
Totale
18-39 40-64 oltre 65
Totale
18-39 40-64 oltre 65
Totale
7.877
45.178
16.976
2.679
72.710
8.721
58.552
19.776
1.772
88.821
161.531
2014 20.929
63.638
42.192
2.762
129.521
22.255
61.237
25.217
1.189
109.898
239.419
2024 18.684
46.252
42.027
7.304
114.267
20.607
73.795
36.074
2.531
133.007
247.274
Nota 1) La tavola fa riferimento agli immigrati provenienti dall’estero
Fonte: CIV Inps – Rendiconto sociale 2024
Nel periodo 2004‑2024 i flussi migratori mostrano un incremento complessivo, accompagnato da
differenze di genere significative. Nel caso delle emigrazioni, gli uomini risultano costantemente più
numerosi: nel 2024 rappresentano circa il 54% degli emigrati, con un picco nelle fasce centrali (la sola
classe 18‑39 anni maschile cresce del +83% rispetto al 2014). Le donne emigrano anch’esse in modo
crescente, ma con volumi inferiori: nel 2024 costituiscono circa il 46% del totale, con un aumento
particolarmente marcato nella fascia 18‑39 anni (+110% rispetto al 2014), segnale di una crescente
mobilità femminile legata a motivazioni formative o professionali.
Per quanto riguarda gli immigrati, si conferma una prevalenza maschile: nel 2024 gli uomini rappresentano
53,8% degli ingressi, concentrati soprattutto nella classe 18‑39 anni (che da sola pesa per il circa 30% del
totale degli immigrati). Le donne, pur meno numerose (46,2%), mostrano una presenza più equilibrata nelle
diverse classi d’età e costituiscono il 36,7% degli arrivi nelle fasce adulte (40‑64 anni), evidenziando
dinamiche migratorie più legate alla stabilizzazione e ai ricongiungimenti familiari.
I dati, dunque, confermano una mobilità in crescita per entrambi i generi, ma con una maggiore incidenza
maschile nei movimenti legati al lavoro, soprattutto nelle età centrali, e una presenza femminile più stabile
e articolata nelle diverse fasi del ciclo di vita migratorio.
CAPITOLO 2
Istruzione
2. Istruzione
In questo capitolo, riguardante il tema dell’istruzione, sono stati presi in considerazione i dati relativi alle
scuole secondarie di I e II grado e quelli riguardanti gli studenti delle università senza trascurare i percorsi
post-laurea. Per l’analisi sono stati utilizzati i database di AlmaLaurea e AlmaDiploma, nonché quello del
Ministero dell’Istruzione e del Merito. Nel 2024 hanno participato al Progetto AlmaDiploma 144 Istituti
scolastici che hanno coinvolto 26.063 diplomati; Le regioni con il maggior numero di Istituti inseriti nel
profilo dei Diplomati sono la Lombardia e il Lazio con 33 istituti, seguite dall’Emilia-Romagna (23), dalla
Toscana (11), dalla Liguria (7), dalla Puglia (7), dal Trentino-Alto Adige (7), dal Veneto (7) e da altre regioni
(16). L’80% dei diplomati analizzati nel 2024 appartiene a sei regioni, pertanto, la popolazione analizzata
nel rapporto potrebbe non rispettare il sistema scolastico italiano1.
2.1 Istruzione e formazione – Competenza alfabetica e numerica
Le tavole sottostanti riportano la percentuale di studenti delle classi III della scuola secondaria di primo
grado che non raggiungono un livello sufficiente di competenza alfabetica.
Competenza alfabetica non adeguata (studenti classi III scuola secondaria primo grado)
Femmine
Maschi
Femmine
Maschi
Femmine
Maschi
33,9%
42,9%
35,1%
44,4%
36,7%
45,9%
Totale
Fonte: Istat – BES
Competenza numerica non adeguata (studenti classi III scuola secondaria primo grado)
Totale
Femmine
Maschi
Femmine
Maschi
Femmine
Maschi
46,9%
41,5%
47,0%
41,2%
47,3%
41,4%
Fonte: Istat – BES
Nota metodologica di AlmaDiploma.
Dati sul numero di studenti per genere in base alla tipologia di scuola
Percentuale di femmine e maschi negli istituti
L’indagine svolta sulle scuole secondarie di secondo grado in Italia, in base alle
differenti tipologie di istituti, evidenzia come gli studenti non siano suddivisi
equamente tra maschi e femmine. Nei licei la maggioranza è femminile mentre
negli istituti tecnici e professionali maschile.
N. Studenti – Licei
Femmine
Maschi
Totale
Scuola statale
796.231
500.089
Scuola paritaria
38.914
37.499
76.413
Totale
835.145
537.588
Fonte 1: Ministero dell’Istruzione e del Merito
N. Studenti – Istituti Tecnici
Femmine
Maschi
Totale
Scuola statale
250.875
540.328
791.203
Scuola paritaria
11.045
27.614
38.659
Totale
261.920
567.942
829.862
Fonte 1: Ministero dell’Istruzione e del Merito
N. Studenti – Istituti Professionali
Femmine
Maschi
Totale
Scuola statale
185.912
239.412
425.324
Scuola paritaria
5.860
6.059
11.919
Totale
191.772
245.471
437.243
Fonte 1: Ministero dell’Istruzione e del Merito
2.3 Diplomati a.s. 24/25 per genere
I dati in merito ai diplomati nell’anno scolastico 2024/2025 seguono il trend degli iscritti nelle differenti
tipologie di scuole secondarie di secondo grado, per i licei e gli istituti tecnici mentre il grafico relativo agli
Istituti Professionali mostra come in maggioranza siano state le donne a conseguire il diploma nel periodo
in questione, raggiungendo il 57,9% del totale a fronte di una percentuale femminile di iscrizioni del 44%.
Diplomati 2024 – Istituti Tecnici
Diplomati 2024 – Licei
35,0%
35,7%
65,0%
64,3%
Femmine
Femmine
Maschi
Diplomati 2024 – Istituti Professionali
42,1%
57,9%
Femmine
Fonte: AlmaDiploma
Maschi
Maschi
2.4 Tasso di abbandono scolastico
Tasso di abbandono scolastico
Fonte: Education and Training Monitor 2025 (Commissione Europea)
Tasso di abbandono scolastico – Italia-UE
I dati dell’Education and Training monitor 2024 (Commissione Europea) mostrano la serie
storica dal 2014 al 2024 del tasso di abbandono scolastico, comparando il dato europeo
con quello italiano. Nonostante l’andamento positivamente decrescente dell’Italia, il
grafico mostra come il nostro Paese abbia ancora un tasso di abbandono scolastico
leggermente più elevato della media dell’Unione Europea.
2.5 Percentuale di laureati a.a. 24/25 per genere e tipologia di laurea
Nelle tavole successive sono riportati i dati relativi alla percentuale di laureati uomini e donne nell’anno
accademico 2024/25, in base al tipo di laurea conseguita e al settore disciplinare di competenza. Nelle tre
tipologie di lauree la percentuale maggiore di laureati si ritrova nel genere femminile, raggiungendo il
69,4% nelle magistrali a ciclo unico. Un dato interessante è quello delle lauree STEM: nell’ambito delle
triennali la maggioranza di laureati è costituita da uomini mentre nelle magistrali a ciclo unico il dato si
inverte con una prevalenza di donne.
Laureati 2024 – Laurea di primo livello
Settore disciplinare
Femmine
Maschi
Totale
Artistica, Letteraria ed Educazione
37.425
Economica, Giuridica e Sociale
57.074
Sanitaria e Agro-Veterinaria
32.068
44.376
Totale
59,40%
40,60%
170.943
Fonte: AlmaLaurea
Laureati 2024 – Laurea magistrale
Settore disciplinare
Femmine
Maschi
Totale
Artistica, Letteraria ed Educazione
20.583
Economica, Giuridica e Sociale
34.460
Sanitaria e Agro-Veterinaria
9.698
37.683
Totale
57,80%
42,20%
102.424
Fonte: AlmaLaurea
unico
Laureati 2024 – Laurea magistrale a ciclo unico
Settore disciplinare
Femmine
Maschi
Totale
Artistica, Letteraria ed Educazione
5.539
Economica, Giuridica e Sociale
9.150
Sanitaria e Agro-Veterinaria
15.474
1.726
Totale
69,40%
30,60%
31.889
Fonte: AlmaLaurea
2.6 Tasso di occupazione post-laurea
I dati sul tasso di occupazione, a seguito del conseguimento di una laurea, mostrano l’andamento
occupazionale per donne e uomini dopo uno e tre anni dal completamento degli studi. Nel primo caso (a
un anno dalla laurea magistrale) si evidenzia che per la maggior parte delle aree disciplinari gli uomini
hanno tassi di occupazione maggiori, raggiungendo il picco dell’90.4% nelle discipline STEM rispetto al 85%
circa delle donne. A distanza di tre anni i dati non migliorano per le lauree magistrali a ciclo unico nelle quali
gli uomini raggiungono tassi occupazionali di poco più elevati delle donne nella maggioranza delle aree.
Nonostante la differenza tra uomini e donne sia evidente, si registrano comunque tassi occupazionali
elevati negli individui con laurea magistrale o laurea magistrale a ciclo unico. I dati peggiori si riscontrano
nel caso dei percorsi brevi per entrambi i generi.
Tasso di occupazione (1 anno dalla laurea)
Laurea primo livello
25,9%
35,1%
66,7%
74,0%
Sanitaria e Agro-Veterinaria
45,7%
41,2%
Economica, Giuridica e Sociale
37,8%
42,3%
Artistica, Letteraria ed Educazione
Maschi
Fonte: AlmaLaurea
Femmine
Tasso di occupazione (1 anno dalla laurea)
Laurea magistrale
90,4%
85,0%
Sanitaria e Agro-Veterinaria
83,4%
83,9%
Economica, Giuridica e Sociale
81,6%
75,0%
67,7%
69,4%
Artistica, Letteraria ed Educazione
Maschi
Femmine
Fonte: AlmaLaurea
Tasso di occupazione (1 anno dalla laurea)
Laurea magistrale ciclo unico
84,1%
79,5%
89,9%
88,4%
Sanitaria e Agro-Veterinaria
59,3%
56,3%
Economica, Giuridica e Sociale
81,4%
81,3%
Artistica, Letteraria ed Educazione
Maschi
Femmine
Fonte: AlmaLaurea
Tasso di occupazione (3 anni dalla laurea)
Laurea magistrale
95,0%
92,1%
Sanitaria e Agro-Veterinaria
91,6%
89,1%
Economica, Giuridica e Sociale
90,9%
88,2%
81,2%
81,2%
Artistica, Letteraria ed Educazione
Maschi
Femmine
Fonte: AlmaLaurea
Tasso di occupazione (3 anni dalla laurea)
Laurea magistrale ciclo unico
94,8%
93,3%
Sanitaria e Agro-Veterinaria
96,2%
95,1%
80,3%
74,0%
Economica, Giuridica e Sociale
90,7%
91,1%
Artistica, Letteraria ed Educazione
Maschi
Femmine
Fonte: AlmaLaurea
Specializzazioni post-laurea per genere
Nei percorsi post-laurea il genere femminile primeggia nei diplomi dei master di 1° e 2° livello,
raggiungendo il 66,9% e il 60% sul totale dei diplomati. Nel caso dei dottorati, invece, lo scenario risulta
bilanciato; infatti, i dati mostrano come a conseguire il dottorato sia il 49,7% delle donne del campione.
Dottorati di ricerca 2024
Settore disciplinare
Femmine
Maschi
Totale
Ingegneria
1.364
Scienze della vita
2.038
Scienze di base
1.502
Scienze economiche, giuridiche e sociali
Scienze umane
1.124
Totale
49,7%
50,3%
7.008
Fonte: AlmaLaurea
Diplomati Master di 1° livello – 2024
Settore disciplinare
Femmine
Maschi
Totale
Economica, Giuridica e Sociale
2.244
Medica
2.079
Scientifica e Tecnologica
Umanistica
1.026
Totale
66,9%
33,1%
5.813
Fonte: AlmaLaurea
Diplomati Master di 2° livello – 2024
Settore disciplinare
Femmine
Maschi
Totale
Economica, Giuridica e Sociale
1.898
Medica
2.869
Scientifica e Tecnologica
Umanistica
Totale
60,0%
40,0%
6.176
Fonte: AlmaLaurea
CAPITOLO 3
Il mercato del lavoro
3. Il mercato del lavoro
Il terzo capitolo di questo elaborato guida il lettore attraverso l’analisi di alcuni punti salienti delle
dinamiche del mercato del lavoro che ruotanno attorno al gender gap, in alcuni casi strettamente correlate
alle evidenze sull’istruzione esaminate precedentemente.
Verranno approfonditi i dati riguardanti i tassi occupazionali, il fenomeno dei NEET, le assunzioni e le
cessazioni, i numeri dei lavoratori per categorie e tipologie di contratto, le retribuzioni per settore e altri
dati utili alla disamina.
3.1 Quadro Generale
Nel 2024 la distribuzione dei lavoratori per genere e nazionalità evidenzia un quadro coerente con le
principali dinamiche del mercato del lavoro. Tra i lavoratori comunitari permane una prevalenza maschile,
con una concentrazione significativa nei settori artigiano, commerciale e agricolo, mentre le lavoratrici
risultano maggiormente presenti nel lavoro domestico e nel settore pubblico. Anche tra i lavoratori
extracomunitari si conferma una marcata predominanza maschile nelle attività a più elevata intensità
manuale, in particolare agricoltura e artigianato, a fronte di una forte presenza femminile nel lavoro
domestico. Nel complesso, i dati confermano una persistente segmentazione settoriale di genere,
caratterizzata da una distribuzione non omogenea delle opportunità lavorative e da specializzazioni
professionali differenziate tra uomini e donne, sia tra la componente comunitaria sia tra quella
extracomunitaria.
– anno 2024
Lavoratori per genere, nazionalità e posizione prevalente – anno 2024
Comunitario -a
Posizione prevalente
Femmine
Maschi
Totale
valore
valore
47,13
52,87
privati
43,10
56,90
pubblici
61,03
38,97
agricoli
232.776
36,15
411.083
63,85
643.859
domestici
316.416
93,12
23.369
339.785
Artigiani
251.613
21,49
919.418
78,51
Commercianti
586.957
36,03
63,97
Agricoli autonomi
125.472
32,12
265.143
67,88
390.615
Gestione separata
501.433
41,45
708.423
58,55
Voucher/Lavoro occasionale
21.868
69,73
9.494
30,27
31.362
44,60
55,40
Lavoratori dipendenti
Totale
Fonte: Inps – Osservatorio Lavoratori dipendenti del settore privato non agricolo
Lavoratori per genere, nazionalità e posizione prevalente anno 2024
Extracomunitario-a
Posizione prevalente
Femmine
Maschi
Totale
valore
valore
38,61
61,39
privati
686.619
31,56
68,44
pubblici
17.571
77,93
4.977
22,07
22.548
agricoli
41.010
17,39
194.823
82,61
235.833
domestici
347.865
87,57
49.389
12,43
397.254
Artigiani
19.991
17,75
92.660
82,25
112.651
Commercianti
62.712
30,14
145.373
69,86
208.085
Agricoli autonomi
1.744
53,71
1.503
46,29
3.247
Gestione separata
32.374
50,29
31.996
49,71
64.370
Voucher/Lavoro occasionale
2.718
85,85
14,15
3.166
37,63
62,37
Lavoratori dipendenti
Totale
Fonte: CIV Inps – Osservatorio Lavoratori dipendenti del settore privato non agricolo
– anni 2023 e 2024
Dipendenti assicurati – 2023
Tipologia Contrattuale
Femmine
Maschi
Totale
valore
valore
Tempo indeterminato
40,2%
59,8%
Tempo determinato
48,3%
51,7%
Stagionale
169.303
49,9%
169.696
50,1%
338.999
41,8%
58,2%
Totale
Fonte: CIV Inps – Rendiconto sociale 2024
Dipendenti assicurati – 2024
Tipologia Contrattuale
Femmine
Maschi
Totale
valore
valore
Tempo indeterminato
40,4%
59,6%
Tempo determinato
47,6%
52,4%
Stagionale
175.129
49,7%
177.374
50,3%
352.502
41,9%
58,1%
Totale
Fonte: CIV Inps – Rendiconto sociale 2024
Nel 2024 i lavoratori dipendenti risultano in prevalenza uomini, una tendenza particolarmente evidente
nei contratti a tempo indeterminato, mentre nei contratti a termine e stagionali la distribuzione di genere
risulta più equilibrata.
3.2 Tasso di occupazione per genere ed età
Tasso di occupazione
Femmine
Regione
Maschi
Totale
15-24 25-34 35-49 50-64 15-64 15-24 25-34 35-49 50-64 15-64 15-64
Abruzzo
Basilicata
Calabria
Campania
Emilia-Romagna
Friuli-Venezia Giulia
Lazio
Liguria
Lombardia
Marche
Molise
Piemonte
Puglia
Sardegna
Sicilia
Toscana
Trentino-Alto Adige
Umbria
Valle d’Aosta
Veneto
Italia
Fonte: CIV Inps – Rendiconto sociale 2024
Come si evince dalla tavola sul tasso di occupazione, il divario resta significativo: a livello nazionale, nella
fascia d’età 35-49 anni, il 67,0% delle donne risulta occupato, contro l’87,4% degli uomini, a fronte di un
tasso di occupazione totale per l’Italia del 62,2%.
3.3 Tasso di disoccupazione per genere
Tasso di disoccupazione
Regione
Femmine
Maschi
Totale
15-24 25-34 35-49 50-74 15-74 15-24 25-34 35-49 50-74 15-74 15-74
Abruzzo
Basilicata
Calabria
Campania
Emilia-Romagna
Friuli-Venezia Giulia
Lazio
Liguria
Lombardia
Marche
Molise
Piemonte
Puglia
Sardegna
Sicilia
Toscana
Trentino-Alto Adige
Umbria
Valle d’Aosta
Veneto
Italia
Nota 1) Il range d’età preso in analisi per il tasso di disoccupazione è 15 -74, mentre per il tasso di occupazione e di inattività è 15-64,
coerentemente con le categorie analizzate.
Fonte: CIV Inps – Rendiconto sociale 2024
3.4 Tasso di inattività per genere
Tasso di inattività
Regione
Femmine
Maschi
Totale
15-24 25-34 35-49 50-64 15-64 15-24 25-34 35-49 50-64
15-64
15-64
Abruzzo
Basilicata
Calabria
Campania
Emilia-Romagna
Lazio
Liguria
Lombardia
Marche
Molise
Piemonte
Puglia
Sardegna
Sicilia
Toscana
Umbria
Valle d’Aosta
Veneto
Italia
Friuli-Venezia
Giulia
Trentino-Alto
Adige
Fonte: CIV Inps – Rendiconto sociale 2024
Il tasso di mancata partecipazione al lavoro è il rapporto tra la somma di disoccupati e inattivi “disponibili”
(persone che non hanno cercato lavoro nelle ultime quattro settimane ma sono disponibili a lavorare), e la
somma di forze lavoro (insieme di occupati e disoccupati) e inattivi. È un dato calcolato su un campione di
popolazione analizzato per il calcolo dei BES2 (indicatori di Benessere Equo e Sostenibile) ISTAT.
Tasso di mancata partecipazione al lavoro
Fascia d’età
Femmine
Maschi
Femmine
Maschi
Femmine
Maschi
15-19
20-24
25-34
35-44
45-54
55-74
Totale
Fonte: Istat – BES
I NEET (Not in Education, Employment or Training) sono giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non
lavorano e non seguono un percorso formativo. Rappresentano purtroppo un fenomeno importante nel
panorama nazionale con differenze significative per regione e genere. Il genere femminile risulta essere il
più colpito in quasi tutte le regioni d’Italia. Nello specifico, le percentuali peggiori si trovano in Calabria con
il 27,9% per le donne e in Campania con il 25,1% per gli uomini, a seguire troviamo Sicilia con il 27,4% per le
donne e Calabria con il 24,7% per gli uomini.
Questo fenomeno potrebbe essere legato a vari aspetti, il primo significativo potrebbe essere l’elevato
tasso di abbandono scolastico italiano che nel 2024 è stato del 9.8% (anche se preme sottolineare che
risulta comunque in calo rispetto al 2014 di circa 5 punti percentuali); il secondo potrebbe derivare dalla
difficoltà di trovare un lavoro adeguato alle proprie competenze e titoli.
Sistema di misurazione sviluppato da ISTAT per la valutazione della qualità della vita in Italia in modo più ampio rispetto al PIL.
3.5 NEET
% NEET – 2024
Regione
Femmine
Maschi
Abruzzo
Basilicata
Calabria
Campania
Emilia-Romagna
Friuli-Venezia Giulia
Lazio
Liguria
Lombardia
Marche
Molise
Piemonte
Puglia
Sardegna
Sicilia
Toscana
Trentino-Alto Adige
Umbria
Valle d’Aosta
Veneto
Italia
Fonte: Istat
3.6 Assunzioni/cessazioni per genere e tipologia contrattuale
Assunzioni per genere, nazionalità e tipologia contrattuale
Nazionalità
Genere
Femmine
Italiano-a
Maschi
Totale
Femmine
Straniero-a
Maschi
Totale
Femmine
Totale
Maschi
Totale
Tempo
Tempo
indeterminato determinato
Stagionale
somministrazione
contratto
intermittente
468.296
369.396
316.369
340.734
39,2%
44,0%
46,5%
48,5%
53,1%
727.292
424.414
336.455
301.316
60,8%
56,0%
53,5%
51,5%
46,9%
793.810
652.824
642.050
115.223
297.991
133.906
128.762
75.553
29,1%
29,2%
51,1%
41,3%
47,7%
281.128
721.565
128.036
182.863
82.990
70,9%
70,8%
48,9%
58,7%
52,3%
396.351
261.942
311.625
158.543
583.519
503.302
445.131
416.287
36,7%
40,0%
47,7%
46,2%
52,0%
552.450
519.318
384.306
63,3%
60,0%
52,3%
53,8%
48,0%
964.449
800.593
Fonte: CIV Inps – Rendiconto sociale 2024
Assunzioni part time – 2024
Fasce d’età
Femmine
Maschi
Totale
valore
valore
Fino a 29
646.081
52,0%
596.738
48,0%
30 – 50
752.715
60,8%
486.303
39,2%
51 ed oltre
328.284
59,4%
224.282
40,6%
552.566
56,9%
43,1%
Totale
Fonte: CIV Inps – Rendiconto sociale 2024
Come riportato nella infografica di seguito, nell’anno preso in esame, le assunzioni dimostrano ancora una
volta come il genere maschile sia più rappresentato, nonostante in Italia la popolazione femminile (sia
italiana sia straniera) sia più elevata della popolazione maschile. Nello specifico, sia per i contratti a tempo
indeterminato sia per i contratti a termine le donne hanno percentuali nettamente inferiori.
Nei contratti a tempo indeterminato il delta a favore degli uomini è di 26,6%, mentre nei contratti a termine
è del 12,8%; il gap di 13,8 punti percentuali tra le due tipologie contrattuali è determinato da una maggiore
presenza di donne occupate in attività discontinue in misura relativamente maggiore rispetto agli uomini.
Le assunzioni part‑time del 2024 mostrano una prevalenza femminile in tutte le fasce d’età (57% nel
totale), con un divario più marcato nelle età 30‑50 e 51+. Le fasce giovanili presentano invece una
distribuzione più equilibrata tra i generi. Nel complesso, il part‑time risulta quindi una forma contrattuale
utilizzata in misura maggiore dalle donne, soprattutto nelle età centrali della vita lavorativa.
Tavola 27 – Cessazioni
Cessazioni di rapporti di lavoro per genere, nazionalità e tipologia contrattuale
Nazionalità
Genere
Femmine
Italiano-a
Maschi
Totale
Femmine
Straniero-a
Maschi
Totale
Femmine
Totale
Maschi
Totale
Tempo
Tempo
indeterminato determinato
Stagionale
somministrazione
contratto
intermittente
607.941
954.113
364.361
318.390
327.831
23,6%
37,1%
14,2%
12,4%
12,7%
929.301
419.258
339.308
290.157
28,9%
38,6%
13,0%
10,5%
783.619
657.698
617.988
135.951
234.803
131.119
127.523
72.852
19,4%
33,4%
18,7%
18,2%
10,4%
331.113
563.263
123.468
178.094
77.630
26,0%
44,2%
14,0%
467.064
798.066
254.587
305.617
150.482
743.892
495.480
445.913
400.683
22,7%
36,3%
15,1%
13,6%
12,2%
542.726
517.402
367.787
28,1%
40,2%
12,1%
11,5%
963.315
768.470
Fonte: CIV Inps – Rendiconto sociale 2024
3.7 Percorso SFL per genere
Supporto Formazione Lavoro
Femmine
Maschi
Numero
Importo erogato
Numero
Importo erogato
42.176
32.551
411.633
308.741
535.406
346.817
Fonte: Inps – Osservatorio sull’Assegno di Inclusione e Supporto Formazione Lavoro
In coerenza con i dati occupazionali sopra riportati, che evidenziano uno svantaggio delle donne nel
mercato del lavoro, il genere femminile risulta anche il maggior utilizzatore del Supporto Formazione
Lavoro (SFL).
3.8 Lavoratori per genere, tipologia di contratto e settore
Lavoratori dipendenti – settore privato
Qualifica
Tempo indeterminato
Tempo determinato
Femmine Maschi
Totale
Operai
612.089
140.370
154.391
294.761
Impiegati
609.639
270.414
880.053
27.056
14.970
42.026
Quadri
172.336
348.730
521.066
1.687
2.474
Dirigenti
28.084
100.467
128.551
1.328
2.740
4.068
Apprendisti
223.060
326.806
549.866
8.379
8.579
16.958
Altro
14.704
17.168
31.872
4.150
1.000
5.150
175.887
178.125
354.012
Totale
Femmine Maschi
Stagionale
Totale
Femmine Maschi Totale
Nota 1: I valori indicati con asterisco si riferiscono a dati coperti da privacy
Fonte: Inps – Osservatorio Lavoratori dipendenti del settore privato non agricolo
Nel 2024, gli uomini lavoratori dipendenti privati per tutte le tipologie di contratti sono in maggior numero
rispetto alle donne. Nello specifico, i lavoratori con contratto a tempo indeterminato sono il 59,6% rispetto
alle lavoratrici che sono invece il 40,4%. Mentre per quanto concerne i contratti a tempo determinato, il
rapporto è quasi in equilibrio (47,9% donne rispetto a 52,1% maschi).
Focus su Quadri e Dirigenti
Nei contratti a tempo indeterminato il divario di genere risulta particolarmente
marcato per quanto riguarda le posizioni di livello dirigenziale e quadro. I dati
evidenziano infatti che solo il 21,8% delle donne occupa ruoli dirigenziali, a fronte
del 78,2% dei colleghi uomini, delineando una distribuzione fortemente
sbilanciata a favore del genere maschile.
Anche nell’ambito dei contratti relativi ai quadri emerge una disparità
significativa, sebbene meno accentuata: le donne rappresentano il 33,1% del
totale, mentre gli uomini costituiscono il restante 66,9%. Tale configurazione
conferma che l’accesso alle posizioni apicali e di responsabilità manageriale in
Italia continua a essere prevalentemente appannaggio degli uomini,
evidenziando la persistenza di un modello professionale e organizzativo ancora
caratterizzato da una limitata presenza femminile nei ruoli di comando.
Artigiani
Fasce d’età
Titolari
Collaboratori
Femmine
Maschi
Totale
Femmine
Maschi
Totale
Fino a 19
1.442
20-24
4.281
5.074
1.235
5.645
6.880
25-34
19.595
60.564
80.159
4.180
12.800
16.980
35-44
49.323
179.179
228.502
7.368
10.363
17.731
45-54
76.608
322.090
398.698
13.772
9.816
23.588
55-64
68.761
335.037
403.798
13.508
8.523
22.031
65 e oltre
25.782
135.771
161.553
3.838
6.708
10.546
240.862
44.069
55.129
99.198
Totale
Fonte: Inps – Osservatorio Lavoratori autonomi
Commercianti
Fasce d’età
Titolari
Collaboratori
Femmine
Maschi
Totale
Femmine
Maschi
Totale
Fino a 19
1.693
1.254
20-24
9.876
21.654
31.530
2.667
4.000
6.667
25-34
65.177
132.428
197.605
8.286
11.007
19.293
35-44
123.696
238.080
361.776
13.258
11.113
24.371
45-54
176.388
347.293
523.681
23.523
13.326
36.849
55-64
160.908
349.252
510.160
25.241
12.924
38.165
65 e oltre
77.566
174.047
251.613
10.277
7.337
17.614
614.174
83.748
60.465
144.213
Totale
Fonte: Inps – Osservatorio Lavoratori autonomi
Il mondo degli Artigiani e dei Commercianti come si evince dai dati riportati nelle tavole precedenti risulta
essere ancora prettamente maschile con grosse differenze di genere tra i titolari.
Lavoratori Agricoli autonomi
Fasce d’età
Coltivatori Diretti
Imprenditori Agricoli
Femmine
Maschi
Totale
Femmine
Maschi
Totale
Fino a 19
20-24
1.742
6.572
8.314
1.188
25-34
8.534
26.570
35.104
2.586
4.400
6.986
35-44
15.033
35.712
50.745
4.129
6.037
10.166
45-54
25.714
51.050
76.764
4.947
5.753
10.700
55-64
36.210
66.101
102.311
3.918
4.945
8.863
65 e oltre
26.244
66.844
93.088
3.951
5.269
9.220
113.739
253.815
367.554
19.991
27.201
47.192
Totale
Fonte: Inps – Osservatorio Mondo Agricolo
Operai agricoli
Fasce d’età
Comunitari
Extracomunitari
Femmine
Maschi
Totale
Femmine
Maschi
Totale
Fino a 19
6.450
18.782
25.232
5.678
6.475
20-24
18.254
47.843
66.097
3.115
24.496
27.611
25-34
37.664
85.537
123.201
10.330
71.685
82.015
35-44
49.276
81.834
131.110
14.352
64.370
78.722
45-54
73.438
99.466
172.904
12.623
41.381
54.004
55-64
66.241
109.334
175.575
5.479
22.129
27.608
65 e oltre
9.615
34.146
43.761
4.270
4.862
260.938
476.942
737.880
47.288
234.009
281.297
Totale
Fonte: Inps – Osservatorio Mondo Agricolo
Anche per il mondo agricolo la prevalenza dei lavoratori è di genere maschile.
Lavoratori domestici
Fasce d’età
Italiani
Stranieri
Femmine
Maschi
Totale
Femmine
Maschi
Totale
Fino a 19
20-24
4.702
1.207
5.909
3.767
1.687
5.454
25-34
15.834
3.168
19.002
29.583
9.025
38.608
35-44
28.511
3.759
32.270
85.544
15.991
101.535
45-54
71.015
5.401
76.416
155.198
19.563
174.761
55-64
92.717
7.615
100.332
161.243
16.208
177.451
65 e oltre
19.954
2.563
22.517
57.839
4.257
62.096
233.181
23.886
257.067
493.408
66.928
560.336
Totale
Fonte: Inps – Osservatorio Lavoratori domestici
Le lavoratrici domestiche, sia italiane sia straniere, hanno numeri molto più alti dei colleghi uomini, ad
evidenziare ancora una volta come il lavoro di cura venga inteso come prettamente femminile.
Lavoratori pubblici
Gruppo contrattuale
Tempo indeterminato
Tempo determinato
Femmine Maschi
Totale
100.817
88.329
189.146
8.715
4.175
12.890
Amministrazioni locali (Regioni, Province, Comuni)
304.111
213.019
517.130
26.736
12.401
39.137
Forze Armate, Corpi di polizia e Vigili del Fuoco
44.237
427.216
471.453
10.280
38.822
49.102
Scuola
799.485
209.392
359.793
111.629
471.422
Servizio Sanitario
500.155
217.155
717.310
19.411
9.784
29.195
Università ed enti di ricerca
60.968
58.940
119.908
10.624
13.886
24.510
Altro
36.141
46.508
82.649
2.889
2.553
5.442
438.448
193.250
631.698
Amministrazioni Centrali, Magistratura e Autorità
Indipendenti
Totale
Femmine Maschi
Totale
Fonte: Inps – Osservatorio Lavoratori pubblici
Nel mondo del pubblico impiego vediamo un’inversione di tendenza rispetto al lavoro dipendente privato;
il numero di donne impiegate infatti è più alto rispetto agli uomini. Nello specifico bisogna evidenziare però
come nel settore delle Forze Armate, Corpi di polizia e Vigili del Fuoco solo il 9,4% sono donne con contratto
a tempo indeterminato. Nella Scuola e nel Servizio Sanitario avviene invece il contrario, con
rispettivamente, il 79,2% e il 69,7% di genere femminile.
Personale INPS per area e genere
Femmine
Maschi Totale
Femmine
Maschi
Totale
Dirigenti
Medici e Professionisti
Medico II Fascia
Medico I Fascia
Legali II Liv.
Legali I Liv.
Statist. Att.Le II Liv.
Statist. Att.Le I Liv.
Tecnico Ediliz. II Liv.
Tecnico Ediliz. I Liv.
Consulente Informatico II Liv.
15.160
10.219
25.379
14.439
9.559
23.998
15.846
10.866
26.712
15.151
10.193
25.343
Personale delle aree professionali
Insegnanti
Totale
Fonte: CIV Inps – Rendiconto sociale 2024
E’ importante ricordare che “dopo un iter durato due anni, l’INPS ha recentemente conseguito
la Certificazione di Parità di genere, diventando una delle prime Amministrazioni Pubbliche e la più grande
in Europa a raggiungere questo importante traguardo.
Questa certificazione, introdotta dalla legge 162/2021 all’interno del Codice delle Pari opportunità come
requisito per riconoscere e promuovere, a partire dal 1° gennaio 2022, le organizzazioni più virtuose,
attesta la conformità delle politiche aziendali (e la loro effettiva attuazione) agli standard internazionali,
volti a ridurre il divario nelle opportunità tra donne e uomini, a promuovere la parità salariale, a gestire le
differenze di genere e a tutelare la maternità. Considerando l’importanza di questi obiettivi, l’Italia si è
impegnata con l’Unione Europea, nell’ambito dell’attuazione del PNRR, a raggiungere i livelli minimi di
adesione alla certificazione.”3
Portale Inps – L’INPS ottiene la Certificazione di Parità di genere
3.9 Retribuzioni medie giornaliere per genere e settore di attività
Retribuzioni medie giornaliere per settore economico – dipendenti privati
Settore economico
Femmine Maschi
Differenziale
Femmine/Maschi
Estrazione di minerali da cave e miniere
179,3
177,8
-0,9%
Attività manifatturiere
124,4
19,7%
Fornitura di energia
149,1
175,3
14,9%
Forniture di acqua
105,3
108,5
Costruzioni
13,1%
Commercio
101,9
23,6%
Trasporto e magazzinaggio
105,9
Servizi di alloggio e ristorazione
15,7%
Servizi di informazione e comunicazione
114,2
148,6
23,2%
Attività finanziarie e assicurative
154,5
226,2
31,7%
Attività immobiliari
134,3
40,2%
Attività professionali scientifiche e tecniche
137,5
34,2%
Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese
22,3%
Istruzione
12,2%
Sanità e assistenza sociale
23,9%
Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento
110,9
30,6%
Altre attività di servizi
27,4%
Attività di famiglie e convivenze come datore di lavoro per personale domestico
18,7%
Totale
82,63
111,25
25,73%
Fonte: Inps – Coordinamento Generale Statistico Attuariale
In tutti i settori economici esaminati tranne le estrazioni di minerali da cave e miniere, gli uomini
percepiscono redditi medi giornalieri superiori alle donne. Nello specifico in nove settori su diciotto
esaminati le donne percepiscono più del 20% in meno; nelle attività finanziarie e assicurative le donne
percepiscono mediamente il 31,7% in meno, nelle attività professionali scientifiche e tecniche il 34,2% in
meno e in quelle immobiliari il 40,2% in meno. Sul valore delle retribuzioni medie giornaliere incidono, oltre
all’inquadramento contrattuale, anche altri elementi come i trattamenti individuali, il lavoro straordinario
e il part time.
Retribuzioni medie giornaliere per gruppo contrattuale – dipendenti pubblici
Gruppo contrattuale
Differenziale
Femmine
Maschi
Amministrazioni Centrali, Magistratura e Autorità Indipendenti
147,53
156,58
Amministrazioni locali (Regioni, Province, Comuni)
103,47
116,62
11,3%
Forze Armate, Corpi di polizia e Vigili del Fuoco
136,20
156,42
12,9%
Scuola
96,49
96,94
Servizio Sanitario
135,74
169,34
19,8%
Università ed enti di ricerca
158,53
194,20
18,4%
Altro
140,89
163,16
13,7%
113,5
142,7
20,5%
Totale
Femmine/Maschi
Fonte: Inps – Coordinamento Generale Statistico Attuariale
Le retribuzioni medie giornaliere nel settore pubblico soffrono di meno il divario di genere anche se, per
servizio sanitario ed università ed enti di ricerca gli uomini percepiscono il 19.8% in più rispetto alle donne.
3.10 Istruzione e formazione – Partecipazione alla formazione continua
La tavola riportata di seguito illustra la quota di persone di età compresa tra i 25 e i 64 anni che hanno
preso parte ad attività di istruzione e formazione nelle quattro settimane antecedenti l’intervista, sul
totale della popolazione appartenente alla stessa fascia d’età. Il dato è ricavato da un campione
rappresentativo della popolazione italiana, utilizzato ai fini della misurazione degli indicatori di Benessere
Equo e Sostenibile (BES) elaborati da ISTAT. Tale indicatore consente di valutare il livello di partecipazione
degli adulti ai percorsi di apprendimento permanente, elemento considerato fondamentale per analizzare
le dinamiche di aggiornamento professionale e di crescita delle competenze nel Paese.
anagrafica
Partecipazione alla formazione continua
Fascia d’età
Femmine
Maschi
Femmine
Maschi
Femmine
Maschi
25-34
35-44
45-54
55-59
60-64
Totale
Fonte: Istat – BES
3.11 Lavoro e conciliazione dei tempi di vita
La tavola seguente presenta la percentuale di occupati che possiedono un titolo di studio superiore
rispetto a quello mediamente richiesto per lo svolgimento della professione esercitata, rapportata al totale
degli occupati. Si tratta di un indicatore elaborato sulla base di un campione rappresentativo della
popolazione, utilizzato da ISTAT nell’ambito della misurazione del Benessere Equo e Sostenibile (BES).
I dati evidenziano come la quota di persone sovraistruite risulti più elevata tra le donne rispetto agli uomini,
fenomeno coerente con la maggiore incidenza di laureate di genere femminile nel complesso della
popolazione. Tale disparità suggerisce una presenza più marcata, tra le donne, di percorsi di carriera che
non riflettono pienamente il livello di istruzione conseguito.
Si segnala inoltre che l’indicatore relativo agli occupati sovraistruiti non è stato incluso da ISTAT
nell’aggiornamento 2024 degli indicatori BES, poiché non rientra nel set dei dodici indicatori selezionati
per la diffusione nell’ambito della Relazione Annuale.
Occupati sovra istruiti
Fascia d’età
Femmine
Maschi
Femmine
Maschi
Femmine
Maschi
15-24
25-34
35-44
45-54
55-59
60-64
65-89
Totale
Nota 1) I dati relativi agli occupati sovraistruiti per il 2024 non sono disponibili
Fonte: Istat – BES
Part time lavoratori dipendenti del settore privato e pubblico
Fascia
d’età
Femmine
Maschi
Femmine
Maschi
Femmine
Maschi
15-24
200.328
185.963
215.647
196.126
226.274
206.654
25-34
517.324
334.674
518.770
330.667
520.848
335.163
35-44
651.373
281.569
656.094
278.122
659.478
278.715
45-54
778.591
264.430
793.679
263.590
800.213
262.495
55-64
433.033
184.900
472.652
197.787
515.620
211.737
65-89
43.533
45.900
48.655
51.320
56.125
58.755
Totale
Fonte: Inps – Osservatorio sui lavoratori dipendenti del settore privato non agricolo
La tavola di seguito riporta la percentuale di occupati che dichiarano di svolgere un lavoro a tempo parziale
perché non ne hanno trovato uno a tempo pieno sul totale degli occupati. È interessante vedere come
siano le donne a subirne maggiormente gli effetti, dato calcolato su un campione di popolazione analizzato
per il calcolo dei BES (indicatori di Benessere Equo e sostenibile) ISTAT.
Part time involontario
Fascia d’età
Femmine
Maschi
Femmine
Maschi
Femmine
Maschi
15-24
25-34
35-44
45-54
55-64
65-89
Totale
Fonte: Istat – BES
3.12 Ammortizzatori sociali
Nel complesso del triennio considerato, la NASpI – l’indennità mensile di disoccupazione destinata ai
lavoratori subordinati che perdono involontariamente l’occupazione – risulta utilizzata in misura maggiore
dalle donne. Tale prevalenza suggerisce una più elevata incidenza di interruzioni dei rapporti di lavoro o di
condizioni occupazionali instabili tra la componente femminile della forza lavoro. Per quanto riguarda
invece la disoccupazione agricola, i beneficiari risultano prevalentemente uomini. Questa evidenza può
essere attribuita principalmente alla maggiore presenza maschile tra i lavoratori del settore agricolo, che
incide sulla distribuzione di coloro che hanno accesso alla relativa indennità. Nel complesso, le differenze
osservate appaiono quindi riconducibili sia alle caratteristiche settoriali del mercato del lavoro sia alle
diverse dinamiche occupazionali che interessano uomini e donne.
NASpI
Regione
Femmine Maschi
Totale
Femmine Maschi
Totale
Femmine
Maschi
Totale
Abruzzo
29.291
23.627
52.918
30.040
24.886
54.926
31.589
26.733
58.322
Basilicata
10.320
10.748
21.068
10.066
10.769
20.835
10.470
11.581
22.051
Calabria
37.463
36.322
73.785
37.309
39.174
76.483
40.237
41.976
82.213
Campania
106.042
107.974
214.016
109.512
117.858
227.370
116.924
127.570
244.494
Emilia-Romagna
92.650
61.143
153.793
96.094
69.227
165.321
99.179
75.257
174.436
Friuli-Venezia Giulia
23.180
15.367
38.547
23.450
16.765
40.215
23.883
18.117
42.000
Lazio
94.280
72.640
166.920
97.480
80.732
178.212
101.976
86.879
188.855
Liguria
30.406
22.857
53.263
31.691
25.964
57.655
32.887
28.523
61.410
Lombardia
138.858
106.214
245.072
146.870
121.601
268.471
154.452
133.910
288.362
Marche
34.057
24.080
58.137
33.697
26.306
60.003
35.034
28.601
63.635
Molise
5.386
5.158
10.544
5.893
5.692
11.585
6.034
6.115
12.149
Piemonte
68.401
46.945
115.346
71.032
52.816
123.848
74.984
58.785
133.769
Puglia
75.298
73.024
148.322
78.333
79.815
158.148
84.648
84.976
169.624
Sardegna
47.566
42.215
89.781
49.895
45.876
95.771
51.750
47.445
99.195
Sicilia
86.969
95.228
182.197
89.136
102.706
191.842
97.350
112.389
209.739
Toscana
78.954
51.496
130.450
81.660
57.369
139.029
84.367
61.383
145.750
Trentino-Alto Adige
38.151
24.451
62.602
39.339
26.254
65.593
39.162
27.807
66.969
Umbria
16.162
9.150
25.312
16.149
10.124
26.273
16.578
10.806
27.384
Valle d’Aosta
3.854
3.018
6.872
3.662
2.988
6.650
3.760
3.115
6.875
Veneto
91.205
61.845
153.050
94.108
69.222
163.330
96.433
73.547
169.980
Italia
Fonte: CIV Inps – Rendiconto sociale 2024
Disoccupazione agricola
Femmine
Maschi
Totale
209.760
346.811
556.571
203.588
334.184
537.772
196.785
322.616
519.401
191.812
320.497
512.309
Femmine
Maschi
Totale
11.148
5.077
16.225
13.803
6.533
20.336
13.812
6.539
20.351
15.324
7.305
22.629
Fonte: Inps – Osservatorio Politiche occupazionale e del lavoro
DIS-COLL
Fonte: Inps – Osservatorio Politiche occupazionale e del lavoro
CAPITOLO 4
Famiglie
4. Famiglie
Il capitolo dedicato alle famiglie approfondisce il ruolo centrale delle politiche sociali e assistenziali nel
favorire l’equilibrio tra vita lavorativa e vita privata. L’analisi prende in esame i dati relativi all’utilizzo dei
congedi parentali, alla disponibilità e alla qualità dei servizi per la prima infanzia, nonché alle principali
misure economiche di sostegno rivolte ai nuclei familiari.
L’approfondimento mette in luce le persistenti differenze di genere nella ripartizione dei carichi di cura e
nelle modalità di accesso ai servizi, evidenziando come tali disparità influenzino le dinamiche familiari e le
opportunità di partecipazione al mercato del lavoro. Nel complesso, il capitolo offre una panoramica
articolata dell’attuale configurazione dei modelli familiari in Italia, mettendo in relazione comportamenti,
esigenze e strumenti di supporto disponibili.
4.1 Numero bambini 0-2 anni
I dati riportati nella seguente tavola evidenziano una maggioranza di bambini nella popolazione italiana, in
età compresa tra 0 e 2 anni.
Bambini 0-2 anni – 2024
Femmine
Maschi
Totale
0 anni
184.942
195.688
380.630
1 anno
192.455
204.738
397.193
2 anni
198.642
213.459
407.572
Bambini 0-2 anni – 2025
Femmine
Maschi
Totale
0 anni
180.121
190.323
370.444
1 anno
186.695
197.611
384.306
2 anni
194.040
206.419
400.459
Fonte: Istat
Numero di posti nido, capienza totale, costo medio mensile
Nel grafico sottostante è rappresentata la serie storica, dal 2013 al 2023, in merito ai posti autorizzati nei
nidi, Nelle sezioni primavera e nei servizi integrativi pubblici e privati per 100 bambini in età 0-2 anni. Nella
serie storica in esame, si registra un aumento graduale dei posti autorizzati; ciò nonostante, nell’ultimo
anno preso in considerazione, la media italiana dei posti autorizzati arriva a soddisfare poco più del 30%
delle richieste.
Fonte: Report – “I servizi educativi per l’infanzia in Italia” Istat in collaborazione con Università Ca’ Foscari di Venezia
Servizi integrativi per la prima infanzia
Sezioni primavera
Nidi aziendali
Nel grafico che segue vengono riportati i posti autorizzati nei servizi educativi per la prima infanzia per 100
bambini di 0-2 anni, per regione. In questo ambito l’obiettivo stabilito dall’Unione Europea nel 2010 era di
33 posti, successivamente è stato rivisto e portato a 45. L’Umbria è l’unica regione ad aver raggiunto
questo traguardo, con una media di 46,5 posti. All’estremo opposto troviamo la Campania, con 13,2 posti,
e la Sicilia, con 13,9.
Posti autorizzati servizi educativi per la prima infanzia
33,8 36
Nuovo obiettivo UE
Obiettivo UE 2010
15,7 13,9
Fonte: Report – “I servizi educativi per l’infanzia in Italia” Istat in collaborazione con Università Ca’ Foscari di Venezia
Di seguito viene analizzata la spesa media per utente di nidi e sezioni primavera, per tipo di gestione del
servizio e il totale del nostro Paese. I valori indicati sono da intendersi in euro. Dall’analisi è possibile notare
come la spesa media nei nidi comunali a gestione diretta sia quasi il doppio di quelli a gestione
indiretta.
Spesa media per utente di nidi e sezione primavera
9.370
6.532
5.470
3.851
2.599
Nidi comunali a
gestione diretta
Nidi comunali a
gestione affidata a
terzi
Nidi privati con
riserva di posti
Contributi alle
famiglia per la
frequenza di nidi
(compresi voucher)
Totale
Fonte: Report – “I servizi educativi per l’infanzia in Italia” Istat in collaborazione con Università Ca’ Foscari di Venezia
4.3 Congedi per genere
Congedi di maternità – Lavoratrici dipendenti del settore privato e agricolo
Regione
Abruzzo
3.015
3.082
2.975
Basilicata
1.014
1.072
Calabria
2.895
1.926
2.984
1.774
3.056
1.598
Campania
11.211
1.714
11.333
1.834
11.512
1.818
Emilia-Romagna
13.474
1.814
13.621
1.635
13.290
1.476
Friuli-Venezia Giulia
3.285
3.205
3.172
Lazio
15.533
1.775
15.684
1.756
15.274
1.638
Liguria
3.275
3.363
3.233
Lombardia
33.897
2.181
33.681
2.024
33.023
1.855
Marche
3.890
4.001
3.754
Molise
Piemonte
11.367
11.613
10.880
Puglia
8.435
2.505
8.782
2.415
8.450
2.199
Sardegna
2.583
2.641
2.556
Sicilia
8.066
1.779
8.359
1.817
8.430
1.836
Toscana
9.630
9.774
9.729
Trentino Alto-Adige
3.976
4.007
3.899
Umbria
1.975
1.973
2.014
Valle d’Aosta
Veneto
16.136
1.285
15.983
1.079
15.594
1.047
Totale
154.505
19.480
1.380 156.004
18.968
1.470
152.751
17.563
1.384
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