(AGENPARL) - Roma, 23 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Mon 23 February 2026 COMUNICATO STAMPA
Sana: Cia, biologico italiano leader in Ue. Ora tocca alla politica rafforzare il settore
Da “Rivoluzione Bio” il presidente Fini chiede risorse, semplificazione e una Pac forte per consolidare il primato tricolore e rendere il comparto pilastro della transizione verde europea
Bologna, 23 feb – Il biologico italiano accelera, consolida la leadership in Ue e archivia definitivamente l’etichetta di settore di nicchia. Ora, però, serve uno scatto della politica: più risorse, meno burocrazia e una Pac realmente europea. A lanciare il messaggio, evidenziando le priorità per rafforzare il bio tricolore in una fase decisiva per il futuro dell’agricoltura è il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, intervenuto a “Rivoluzione Bio”, evento centrale del Sana Food, insieme ad Anabio, l’associazione dedicata della Confederazione.
I numeri confermano un comparto in piena espansione: lato consumi, le vendite alimentari bio nel 2025 hanno raggiunto 5,5 miliardi e l’export 3,9 miliardi; lato produzione, oltre 2,5 milioni di ettari sono coltivati a biologico (20,2% della superficie agricola nazionale, la quota più alta nell’Ue) con quasi 100mila operatori, di cui il 90% aziende agricole. A rafforzare questo primato anche due fattori in netta controtendenza rispetto al resto dell’agricoltura italiana: quasi il 20% delle aziende bio è guidato da giovani (contro meno del 10% nel complesso del settore) e la superficie media aziendale supera i 29 ettari, più del doppio della media nazionale di circa 12 ettari.
“Si tratta di un comparto dinamico, capace di attrarre nuove generazioni e investimenti, a dimostrazione che sostenibilità e redditività possono andare di pari passo -ha sottolineato Fini-. L’Italia è protagonista della transizione ecologica in Europa. Adesso occorrono scelte politiche coerenti e lungimiranti per consolidare questa leadership”.
Ma la proposta di riforma della Pac post 2027 procede, invece, in direzione opposta. “Non lo possiamo accettare. Frammentare e rinazionalizzare la Pac significherebbe indebolire il mercato unico e mettere a rischio proprio quei settori, come il biologico, che hanno bisogno di una cornice europea forte, stabile e coerente -ha avvertito il presidente di Cia-. Il bio non può diventare una variabile subordinata alle decisioni di bilancio dei singoli Paesi. Continua la nostra battaglia per una Pac autonoma e ben finanziata, capace di garantire continuità agli strumenti di sostegno e di destinare maggiori risorse allo sviluppo del settore, con fondi su ricerca, innovazione e promozione”.
Fondamentale, per il bio, anche la semplificazione amministrativa, che è “una condizione essenziale per crescere”. In quest’ottica, ha detto Fini, “accogliamo con favore la revisione mirata del regolamento Ue 848/2018, che punta a ridurre la complessità normativa, rendere più omogenee le regole tra gli Stati membri e facilitare lo sviluppo della filiera senza abbassare gli standard di qualità e controllo”.
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