(AGENPARL) - Roma, 16 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Mon 16 February 2026 Melasecche (capogruppo Lega): “La rinuncia al servizio costituisce
l’ennesimo gravissimo affronto della Regione nei confronti di Terni,
stanca di marginalizzazioni”
(Acs) Perugia, 16 febbraio 2026 – “Il progetto regionale per il
mantenimento in servizio della intera FCU da Sansepolcro a Terni
prevedeva in parallelo due servizi specifici per le due città
capoluogo di provincia, la valorizzazione della tratta Perugia-Ponte
San Giovanni quale metropolitana di superficie del capoluogo di
regione e, in linea, il servizio analogo Cesi-Terni i cui lavori per
la realizzazione delle relative stazioni ed i necessari scambi
iniziarono con importanti opere civili ed i relativi espropri a fine
anni ‘90 del secolo scorso quando ero assessore ai lavori pubblici
della Giunta Ciaurro”. Così, in una nota il capogruppo regionale
della Lega, Enrico Melasecche.
“Nel primo ventennio del secolo – ricorda – è poi accaduto di
tutto sul fronte del trasporto locale, sia per la gomma che per il
ferro, a causa anche di decisioni improvvide, gestioni dissennate che,
nel totale caos amministrativo di quegli anni, con costi crescenti,
con un riformismo declamato nei convegni, ma mai praticato, ha portato
al de profundis di Umbria Mobilità e della FCU, alla privatizzazione
della gomma e del ferro regionale, anche per la montante necessità di
sicurezza imposta dalle nuove normative che costrinse alla chiusura
della intera linea su cui non veniva più effettuata neanche la
manutenzione necessaria con le traversine di legno fradicie ed i treni
che deragliavano”.
“Ebbene – continua Melasecche -, tale ricostruzione, operazione di
forte complessità, ha avuto nella precedente legislatura un impulso
determinante per cui quanto sta oggi avvenendo costituisce solo e
soltanto la materiale esecuzione di quanto deciso, progettato e già
finanziato con un impegno di tutto rilievo. Gran parte della sinistra
con esponenti del PD remavano addirittura contro nella logica del
tanto peggio tanto meglio. L’aspetto singolare che intendo
sottolineare è però quello relativo alla entrata in funzione della
metropolitana di superficie Ponte San Giovanni-Sant’Anna, da noi
aperta e inaugurata il 13 settembre 2022 mentre la realizzazione della
analoga tratta in linea Terni-Cesi, era necessariamente legata alla
ricostruzione della intera ferrovia”.
“Nelle relazioni con RFI e Trenitalia – osserva Melasecche – mai
nessuno ha minimamente messo in dubbio la conferma del vecchio
progetto se non nella rivisitazione del numero delle stazioni che
sarebbe stato opportuno ridurre, migliorando i numeri trasportistici
ed allungando in contemporanea il servizio metropolitano fino a
Sangemini e Acquasparta. Ricordo bene che con il dirigente del
Servizio Infrastrutture e Trasporti interloquii anche con l’allora
direttrice del Servizio Stazioni di RFI raccogliendo la proposta di
attivare una stazione a Cardeto per raccogliere gli utenti che si
recano in centro”.
“L’assessore De Rebotti – ricorda il capogruppo regionale della
Lega -, nel dicembre scorso, ha risposto ad una mia prima
interrogazione giustificando genericamente la soppressione di quel
servizio con non meglio precisate difficoltà tecniche. Non avendo
avuto ulteriori notizie presento una seconda interrogazione e, se
sarà necessario una mozione, perché ritengo questa situazione
inaccettabile. Obiettivi di tale portata politica e sociale non può
deciderli autonomamente RFI, ammesso che siano stati decisi in quella
azienda. L’accordo che feci ai massimi vertici era proprio quello di
ottenere dal Governo prima 163 milioni PNRR poi altri 150 milioni per
ridare piena funzionalità e sicurezza all’intera linea ed oggi
appare incredibile che proprio i tre comuni del Ternano vengano
penalizzati in modo inaccettabile. Delle due l’una, o l’assessore
De Rebotti non si rende conto delle conseguenze di tale scelta oppure,
sarebbe ancor più grave, se l’avesse accettata supinamente
penalizzando ancora una volta l’Umbria del Sud”.
“Invito tutti e tre i Sindaci – continua Melasecche – ad attivarsi
immediatamente perchè costituirebbe l’ennesimo scippo di una
Regione che vuol apparire ancora una volta matrigna. Mentre fa
affluire risorse milionarie quasi esclusivamente verso la città del
poverello e il capoluogo di regione, ricorre al TAR contro la città
dell’acciaio per impedire la realizzazione del progetto
stadio/clinica, un progetto geniale per la realizzazione gratuita
dello stadio pubblico da parte di privati e dell’unica clinica
privata in provincia di Terni. Per non parlare dell’ospedale di
Terni”.
“Chiedere equità nella gestione delle risorse regionali di
spettanza della seconda provincia nella proporzione – commenta
Melasecche – è cosa buona e giusta. Basta cuoricini e profluvi di
parole. Chiediamo serietà e, nella ricostruzione completa della FCU
pretendiamo quanto era stato stabilito da un accordo quadro dalle
stesse amministrazioni regionali di venticinque anni fa. Poichè la
mancata realizzazione di un’opera per la quale sono state spese
risorse particolarmente ingenti costituisce un danno rilevante per le
casse pubbliche – conclude il capogruppo della Lega – presento alla
Corte dei Conti un esposto circostanziato affinché verifichi cosa sta
accadendo e le ragioni di tale retromarcia”. RED/As
link alla notizia: http://consiglio.regione.umbria.it/node/82042
————– parte successiva ————–
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