(AGENPARL) - Roma, 13 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Fri 13 February 2026 *Terzo settore**, i Giovani Commercialisti: riconoscere le **competenze
della categoria, serve coerenza nelle deleghe*
L’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili
esprime preoccupazione per le notizie, apprese dagli organi di stampa,
relative al conferimento ai tributaristi della delega per il terzo
settore, con la conseguente possibilità di operare sul portale del
Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (Runts) per il deposito degli
atti. Secondo le stesse informazioni, inoltre, potrebbe essere estesa la
facoltà di operare nel Runts, tramite delega del legale rappresentante
dell’ente, a qualunque soggetto di sua fiducia.
“Ci preme ribadire che la consulenza e l’assistenza specialistica agli
enti del Terzo Settore costituiscono attività che rientrano nel
perimetro professionale del dottore commercialista ed esperto contabile
e che vengono svolte quotidianamente dai colleghi. Per questo chiediamo
che, nell’ambito della Delega al Governo per la riforma dell’ordinamento
professionale, tali attività siano comprese in modo espresso tra le
competenze tipiche della professione”, spiega *Francesco Cataldi*,
presidente dell’Unione giovani commercialisti.
In tale prospettiva, il presidente dell’Ungdcec richiama “l’urgenza di
concludere l’iter di aggiornamento e modifica del d.lgs. 139/2005. Serve
una ridefinizione delle competenze professionali più aderente alle
esigenze del mercato e alle attività effettivamente svolte dai giovani
professionisti, includendo in modo organico adempimenti e consulenza sul
terzo settore”.
*Francesca Tomada*, consigliera dell’Unione giovani commercialisti,
sottolinea: “Ad oggi l’operatività nel Runts è consentita al legale
rappresentante dell’ente, a un soggetto che ricopra una carica sociale
già registrata nel sistema, al notaio limitatamente agli atti da lui
ricevuti e al professionista iscritto all’Albo dei dottori
commercialisti ed esperti contabili, ma esclusivamente per il deposito
del bilancio. Ne deriva un assetto non coerente con le esigenze
operative degli enti, perché limita la possibilità dei professionisti di
agire per conto del legale rappresentante negli adempimenti diversi dal
bilancio, rallentando l’assistenza e costringendo gli enti a procedure
meno efficienti”.
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