(AGENPARL) - Roma, 12 Febbraio 2026(AGENPARL) – Thu 12 February 2026 (ACON) Trieste, 12 feb – “Il disegno di legge 71 sulla
disciplina urbanistica degli insediamenti logistici affronta un
tema strategico per l’economia del Friuli Venezia Giulia, ma non
pu? limitarsi a facilitare lo sviluppo senza rafforzare in modo
altrettanto chiaro le tutele per l’ambiente e per le comunit?
locali”. Cos? in una nota Serena Pellegrino, consigliera
regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, intervenendo sul
provvedimento approvato in IV Commissione.
“Servono garanzie pubbliche pi? solide. Per interventi di grandi
dimensioni – prosegue Pellegrino – devono essere previste
fideiussioni realmente efficaci e immediatamente realizzabili,
perch? non possiamo correre il rischio che eventuali blocchi dei
cantieri o fallimenti degli operatori ricadano sui cittadini o
sulle amministrazioni, i quali invece devono poter avere
trasparenza sui progetti, prevedendo un piano industriale
dettagliato e verificabile, con indicazione di tempi, costi e
occupazione prevista. La Regione pu? avere funzione regolatrice
sulla posizione di questi impianti, affinch? zone che sono gi?
compromesse da forti cementificazioni e traffico pesante non
subiscano ulteriori azioni di consumo di suolo, soprattutto se i
poli logistici gi? realizzati non vengono utilizzati al meglio e
nella loro massima disponibilit?”.
“Un grande polo logistico modifica profondamente i flussi di
traffico e l’equilibrio della viabilit?. Gli effetti devono
essere analizzati in modo rigoroso e preventivo, su scala locale
e sovracomunale. E’ per questo – dettaglia la consigliera – che
chiederemo di attuare misure di mitigazione definite prima delle
autorizzazioni e analizzando le emissioni climalteranti lungo
tutta la filiera logistica, comprese quelle indirette, come
definito dalla ISO 14064-1 che indicano di quali regole e quali
norme dotarsi per il buon costruire, cos? da avere una reale
misura dell’impatto ambientale dei nuovi poli logistici”.
“Infine chiediamo che le opere di mitigazione e compensazioni
siano reali, di carattere ambientale, urbanistico, ma anche
sociale, concordate con tutti i Comuni coinvolti, e che non
ricadano esclusivamente in quello in cui viene insediato
l’impianto. Troppe volte ci siamo trovati di fronte a dover
accogliere delle mitigazioni e compensazioni che non hanno
prodotto alcun beneficio per le popolazioni, ove gravano queste
grandi opere”, aggiunge la rosso-verde.
“Sebbene il nostro punto di vista sia quello delle Opposizioni,
ci poniamo l’obiettivo di votare una legge scritta in maniera
tale che non ci siano essere delle pieghe in cui alcuni
proponenti spregiudicati possano insinuarsi. Aver avuto un
esempio concreto, come il progetto di Porpetto – sottolinea
ancora Pellegegrino -, ci permette di confrontarci con una
situazione reale, analizzando a subito sia i limiti che i
