(AGENPARL) - Roma, 10 Febbraio 2026 - 12 milioni di italiani con sindrome cardio‑reno‑metabolica, ma il Paese non dispone ancora di un programma nazionale di screening integrato capace di intercettare i soggetti a rischio
Eppure investire nella prevenzione e nella diagnosi precoce – pilastri del Safe Hearts Plan – permetterebbe di evitare fino a 3 decessi cardiovascolari su 4
Questa mattina a Roma, presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica si è tenuta la Conferenza stampa “Screening cardio-nefro-metabolico: conoscere il rischio per agire tempestivamente”, promossa dalla Senatrice Elena Murelli, Promotrice dell’Intergruppo Parlamentare per le malattie cardio, cerebro e vascolari, in collaborazione con Meridiano Cardio, la piattaforma di TEHA sulle malattie cardiovascolari.
«Con l’incontro di oggi, l’Intergruppo vuole rimettere al centro del dibattito pubblico la prevenzione cardiovascolare e l’importanza della diagnosi precoce, due pilastri del Safe Hearts Plan lanciato a dicembre» – ha dichiarato la Senatrice Elena Murelli. «Le prime indicazioni provenienti dall’Europa sono molto rilevanti e ora siamo in attesa di conoscere il Piano in tutti i suoi contenuti, per comprenderne appieno le strategie e individuare gli interventi che potranno essere implementati nel nostro sistema. Si tratta di un passaggio cruciale se si considera che, in Italia, le malattie cardiovascolari sono l’unico grande gruppo di patologie a non disporre ancora di un Piano nazionale».
Le malattie cardiovascolari, con oltre 200.000 decessi e circa 600.000 ricoveri ogni anno, si confermano la prima causa di mortalità e ospedalizzazione nel nostro Paese, nonché una delle principali cause di disabilità, con impatti crescenti sul sistema sanitario e di welfare. Tuttavia, tre decessi cardiovascolari su quattro sono attribuibili a fattori di rischio largamente modificabili e/o controllabili attraverso stili di vita sani e programmi di screening.
Oggi il 98% degli italiani presenta almeno un fattore di rischio cardiovascolare, mentre il 40% ne ha tre o più, e i numeri aumentano con l’età. I dati preliminari dell’Health Examination Survey (HES) 2023-2025 del Progetto Cuore, condotto dall’Istituto Superiore di Sanità, delineano un quadro preoccupante: quasi metà della popolazione (45%) conduce uno stile di vita sedentario, un cittadino su quattro (23%) fuma, con valori più alti nel Mezzogiorno. Stili di vita scorretti incidono direttamente sui fattori di rischio metabolici – ipercolesterolemia, ipertensione ed eccesso ponderale – responsabili, da soli o in combinazione, del 90% dei decessi dovuti ai fattori di rischio.
A ostacolare l’attività di prevenzione è poi la mancata percezione del rischio da parte dei pazienti ma anche dei professionisti. Secondo i dati dell’HES, più del 30% degli ipertesi non è consapevole della sua condizione, e una parte di essi, pur consapevole, non è trattata o non è trattata adeguatamente; percentuali più basse ma altrettanto significative si registrano per i pazienti con ipercolesterolemia elevata e con diabete.
Negli ultimi anni, in Italia e in Europa è aumentata la sensibilità dell’opinione pubblica e delle Istituzioni sulla prevenzione cardio-metabolica, con numerosi progetti virtuosi. A livello europeo, il programma quadriennale JACARDI (Joint Action on CARdiovascular diseases and Diabetes), coerente con il Safe Hearts Plan di dicembre, ha avviato 19 progetti pilota sullo screening delle malattie cardiovascolari e del diabete. In Italia, il progetto CV-Prevital, finanziato dal Ministero della Salute e realizzato dagli IRCCS della Rete Cardiologica insieme a farmacie, medicina generale e aziende private, rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione pubblico-privata nell’ambito della prevenzione primaria.
«Lo screening è il modo più costo-efficace per affrontare il carico delle malattie cardiovascolari, in grado non solo di ridurre l’incidenza di eventi maggiori, ma anche di generare un ritorno economico positivo per il Servizio Sanitario Nazionale e per il Paese» – ha sottolineato Rossana Bubbico, Senior Consultant di TEHA Group. «Le iniziative sul territorio, frutto della collaborazione tra istituzioni e cittadini, sono un segnale molto positivo. Il problema è che spesso si tratta di esperienze isolate.
Secondo le stime più recenti, in Italia, la sindrome cardio-nefro-metabolica colpisce quasi 11,6 milioni di persone, con costi sanitari diretti pari a 37 miliardi di euro: l’attivazione di un programma di screening integrato e strutturato su scala nazionale, che superi la frammentazione attuale, non è più rimandabile».
La letteratura scientifica e la pratica clinica evidenziano come malattia cardiovascolare, diabete e malattia renale cronica siano ormai inscindibili, tanto da portare l’American Heart Association a parlare nel 2023 di sindrome cardio-nefro-metabolica. Le società scientifiche, intervenute nel dibattito, concordano sulla necessità di adottare un approccio diagnostico integrato, basato su pochi esami semplici e a basso costo (dalla misurazione della pressione arteriosa, al prelievo di sangue, alla raccolta delle urine): il costo pro capite dello screening cardio-nefro-metabolico potrebbe variare tra 40 e 60 euro in base al setting organizzativo.
Questo approccio non solo consentirà di individuare precocemente i soggetti a rischio, migliorando gli outcome di salute della popolazione, ma renderà la prevenzione più accessibile e sostenibile, sul piano economico e organizzativo, per il sistema sanitario.
Alla Conferenza Stampa sono intervenuti anche Sergio Iavicoli (Direttore Generale della Prevenzione, Ministero della Salute), Pasquale Perrone Filardi (Past President, Società Italiana di Cardiologia – SIC), Raffaella Buzzetti (Presidente, Società Italiana di Diabetologia – SID), Loreto Gesualdo (Presidente, Federazione delle Società Medico-Scientifiche Italiane – FISM; già Presidente, Società Italiana di Nefrologia – SIN), Roberta Baetta (Project Manager, Cardiovascular Disease Prevention Program, Centro Cardiologico Monzino IRCCS), Luigi Palmieri (Responsabile e Coordinatore, Progetto Cuore, Istituto Superiore di Sanità – ISS; Leader, Work Package 8 – Screening, JACARDI), Anna Patrizia Jesi (Presidente, CardioSalus; Membro del Comitato Scientifico, Conacuore) e Maria Rosaria Di Somma (Consigliere delegato, Associazione Italiana Scompensati Cardiaci – AISC).
L’iniziativa rientra nelle attività di Meridiano Cardio, la piattaforma di TEHA Group – società di The European House – Ambrosetti – sulle patologie cardiovascolari, sostenuta dal contributo non condizionante di Sanofi.
