(AGENPARL) - Roma, 4 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Wed 04 February 2026 RAPPORTO SULLE OPERAZIONI
DI PAGAMENTO FRAUDOLENTE
IN ITALIA – I semestre 2025
Febbraio 2026
Indice
Sintesi …………………………………………………………………………………………………………………………………. 2
1. Le operazioni fraudolente per strumento di pagamento ………………………………………………………….. 4
1.1 Le principali evidenze ………………………………………………………………………………………………………. 4
1.2 Bonifici SEPA: istantanei vs. ordinari ………………………………………………………………………………….. 6
1.3 Prospettiva geografica delle operazioni fraudolente ……………………………………………………………. 8
1.4 Le operazioni fraudolente per canale di utilizzo degli strumenti di pagamento ……………………….. 9
2. Le principali tipologie di frode………………………………………………………………………………………………11
2.1 Le tipologie di frode per canale di pagamento ……………………………………………………………………12
3. Il ruolo dell’autenticazione forte del cliente ………………………………………………………………………….13
3.1 Utilizzo della SCA nei pagamenti elettronici ……………………………………………………………………….13
3.2 Sicurezza nelle operazioni con e senza SCA ……………………………………………………………………….15
3.3 Utilizzo delle esenzioni dalla SCA………………………………………………………………………………………16
4. Le perdite da frode per portatore di responsabilità ………………………………………………………………..20
5. L’Italia nel confronto europeo ………………………………………………………………………………………………21
Il rapporto è stato redatto da Guerino Ardizzi, Daniele Figoli, Michele Mascioli, Andrea Nobili e Serena Palazzo del
Servizio Strumenti e servizi di pagamento al dettaglio della Banca d’Italia
Sintesi
Il Rapporto illustra l’aggiornamento dei principali indicatori sulla sicurezza dei pagamenti digitali al dettaglio
in Italia, realizzato sulla base delle segnalazioni semestrali dei prestatori di servizi di pagamento (PSP) relative
alle frodi sui diversi strumenti elettronici. Per frode si intende un’operazione effettuata senza il consenso del
titolare (cd. operazione “non autorizzata” o “disconosciuta”) oppure conseguente a una manipolazione a suo
danno da parte del frodatore (cd. “manipolazione del pagatore”).
Sebbene i casi di frode siano limitati rispetto al totale delle transazioni e le perdite per gli utenti siano in larga
misura mitigate dai meccanismi di tutela previsti dalla normativa, la prevenzione e la riduzione dei rischi
restano priorità per le Autorità di sorveglianza europee, per garantire l’integrità dei sistemi di pagamento al
dettaglio.
Il Rapporto fornisce un’analisi degli andamenti osservati dal primo semestre 2022 al primo semestre 2025 e
illustra le frodi in base a: i diversi strumenti elettronici (bonifici, carte di pagamento, moneta elettronica,
prelievi da ATM), i canali di utilizzo (POS fisico vs e-commerce), la prospettiva geografica (nazionale vs
transfrontaliera), la tipologia del fenomeno (frodi non autorizzate o da manipolazione), la tecnologia di
autenticazione (forte vs altro) e la ripartizione delle perdite tra PSP e loro clienti1.
Le principali evidenze relative al primo semestre 2025 indicano che:
Il tasso di frode, calcolato come rapporto tra operazioni fraudolente e totale delle operazioni di
pagamento, rimane nel complesso molto contenuto: 12 casi fraudolenti ogni centomila operazioni
(ovvero un tasso dello 0,012% in numero) e 3 euro ogni centomila euro transati (corrispondente a
un tasso dello 0,003% in valore).
Si registrano tuttavia differenze significative tra i diversi strumenti di pagamento. In particolare, il
tasso di frode rimane contenuto e stabile per i pagamenti con le carte di debito e di credito (0,018%
in valore; 0,009% in numero) e per i prelievi da ATM (0,01% in valore; 0,005% in numero); i
pagamenti con moneta elettronica (soprattutto carte prepagate) presentano invece tassi di frode
superiori rispetto alle altre carte e in aumento rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente
(0,031% in valore, da 0,027%; 0,027% in numero, da 0,023%). Per il complesso dei bonifici, il tasso
rimane estremamente basso (0,002% in valore; 0,005% in numero).
Il tasso di frode per i bonifici SEPA ordinari rimane sostanzialmente stabile (0,002% sia in valore sia
in numero); quello per i bonifici SEPA istantanei si conferma ben più elevato (0,043% in valore e
0,019% in numero) ma in significativa riduzione rispetto al semestre precedente (0,059% in valore;
0,028% in numero). Alla diminuzione può aver contribuito il rafforzamento delle misure di
prevenzione e di sensibilizzazione della clientela attuate dai PSP con l’entrata in vigore della Instant
Payment Regulation (IPR)2.
Riflettendo le diverse tipologie di operazioni di pagamento, l’importo medio delle frodi è più elevato
per i bonifici SEPA ordinari (€5.046) e istantanei (€1.638), rispetto alle carte (€82), alla moneta
elettronica (€35) e ai prelievi da ATM (€464).
1 Le definizioni degli aggregati contenute nel Rapporto sono in linea con le indicazioni del Regolamento Delegato (UE) 2018/389 della
Commissione Europea che integra la PSD2 per quanto riguarda le norme tecniche di regolamentazione per l’autenticazione forte del
cliente. I dati sono soggetti a possibili rettifiche da parte degli enti segnalanti sottoposti ad analisi di qualità volte a garantire una
maggiore affidabilità nell’interpretazione delle dinamiche osservate.
L’IPR, Regolamento (UE) 2024/886, è entrata in vigore il 9 gennaio 2025 e ha previsto, tra l’altro, che i PSP adottino un servizio per
garantire la verifica dell’IBAN del beneficiario al quale il pagatore intende inviare un bonifico (cd. Verification Of Payee, VOP); tale
misura è obbligatoria dal 9 ottobre 2025.
Le operazioni “a distanza” (e-commerce) restano più esposte alle frodi rispetto a quelle “non a
distanza” (POS fisico). Il divario è in diminuzione per le carte di pagamento e in aumento per la
moneta elettronica: per le carte, il tasso di frode in valore scende su base annua a 0,065% (da
0,087%) per le operazioni e-commerce e a 0,006% (da 0,007%) per le operazioni al POS fisico; per la
moneta elettronica, invece, il tasso per le operazioni e-commerce sale a 0,053% (da 0,048%) mentre
rimane costante a 0,008% per le operazioni al POS fisico. Dinamiche analoghe si osservano per il tasso
di frode calcolato sul numero di transazioni.
Le operazioni transfrontaliere presentano un’incidenza di frodi molto superiore rispetto a quelle
domestiche, in particolare per le carte di pagamento e la moneta elettronica. Sebbene le operazioni
verso Paesi situati fuori dallo Spazio Economico Europeo (SEE) rappresentino appena il 3% dei
pagamenti con carte e moneta elettronica, esse incidono per una quota rilevante (circa un quinto)
delle frodi perpetrate con gli stessi strumenti.
Le frodi da manipolazione sono in aumento e rimangono la tipologia prevalente nelle operazioni
con bonifico, con un’incidenza del 74% in valore (da 69% dello scorso anno) e del 64% in numero
(da 59%).
I pagamenti con autenticazione forte del cliente (Strong Customer Authentication, SCA) e quelli “in
esenzione” dalla SCA – transazioni che la normativa ritiene poco rischiose come ad esempio quelle
di basso importo, quelle valutate a basso rischio dagli operatori attraverso transaction risk analysis,
quelle ricorrenti (per le quali la SCA si applica solo alla prima operazione), quelle che coinvolgono
beneficiari attendibili come nei casi in cui vi sia un legame commerciale tra imprese – hanno tassi di
frode simili. Entrambi risultano più sicuri delle operazioni non soggette a SCA, soprattutto nella
componente transfrontaliera.
L’incidenza del valore delle perdite da frode sostenute dal cliente è più elevata per i bonifici (91%)
e per i prelievi da ATM (61%), rispetto ai pagamenti con carte (42%) e con moneta elettronica (35%).
La ripartizione delle perdite tra i soggetti coinvolti nel pagamento dipende anche dalla tipologia di
frode: ad esempio, nei casi di “manipolazione del pagatore” non è possibile attivare
automaticamente tutti i meccanismi di rimborso previsti per le “operazioni non autorizzate”,
rendendo più complesso il recupero delle somme3.
A tal proposito, rilevano i negoziati in ambito europeo per la revisione della Direttiva sui Servizi di Pagamento, dalla PSD2 alla PSD3,
che prevedono l’introduzione una nuova ipotesi di responsabilità del PSP nel caso in cui un utente sia stato manipolato al fine di
autorizzare un’operazione di pagamento da una terza parte che finge di essere un dipendente del PSP dell’utente consumatore (cd.
impersonification).
Le operazioni fraudolente per strumento di pagamento
Le principali evidenze
Lo strumento con l’ammontare complessivo più elevato di operazioni fraudolente e in crescita continua a
essere il bonifico, seguito dalle carte di pagamento (Figura 1) che mostrano, tuttavia, un trend decrescente.
Figura 1. Livelli e tassi di frode delle operazioni fraudolente per strumento di pagamento e prospettiva
geografica del PSP del beneficiario
a) Valore delle operazioni fraudolente
(asse di sinistra: milioni di euro; asse di destra: in % del valore totale delle operazioni per strumento di pagamento)
b) Numero di operazioni fraudolente
(asse di sinistra: migliaia; asse di destra: in % del numero totale delle operazioni per strumento di pagamento)
Fonte: Elaborazioni su dati di matrice dei conti forniti dai PSP italiani.
Note: l’insieme dei bonifici non considera quelli effettuati con modalità tradizionali, ovvero allo sportello. Lo Spazio Economico
Europeo (SEE) comprende i 27 Stati membri dell’Unione Europea (UE) e 3 Stati membri dell’Associazione Europea di Libero Scambio
(EFTA), ovvero Islanda, Liechtenstein e Norvegia. Le operazioni effettuate con bonifico o con carta “a distanza” (internet, collegamenti
telematici o telefonici) sono classificate come nazionali, transfrontaliere all’interno del SEE o transfrontaliere al di fuori del SEE (extraSEE) a seconda della localizzazione del PSP del beneficiario. Le operazioni con carta “non a distanza” (pagamenti al punto vendita fisico
e prelievi da ATM) invece sono classificate come nazionali quando sia il PSP del beneficiario che il punto vendita fisico o lo sportello
automatico nel caso dei prelievi sono situati in Italia; sono classificate come transfrontaliere all’interno del SEE o come transfrontaliere
al di fuori del SEE (extra-SEE) sia se il PSP del beneficiario è rispettivamente all’interno o al di fuori del SEE, sia se il PSP del beneficiario
è nazionale ma il punto vendita fisico o lo sportello automatico sono rispettivamente situati in un altro Stato del SEE o al di fuori del
In termini di frequenza, il numero più elevato di operazioni fraudolente riguarda invece le carte di
pagamento (debito e credito), che rappresentano lo strumento più utilizzato per i pagamenti presso i punti
vendita fisici e virtuali (oltre il 60% del totale delle operazioni). Seguono le operazioni effettuate tramite
moneta elettronica (prevalentemente carte prepagate), per le quali si osserva un incremento sia del valore
sia del numero di frodi rispetto ai semestri precedenti.
Nel primo semestre del 2025 il valore dei bonifici fraudolenti (esclusi quelli effettuati allo sportello) disposti
dalla clientela tramite PSP italiani ammonta a circa 81,2 milioni di euro (Figura 1). Il valore delle operazioni
fraudolente con carte di pagamento e con moneta elettronica emesse da PSP italiani ammonta,
rispettivamente, a 33 e a 12 milioni di euro.
Nello stesso periodo, in termini di numero, i bonifici fraudolenti disposti tramite PSP italiani sono pari a
32.501, con una forte prevalenza della componente relativa ai bonifici istantanei (71%); le operazioni
fraudolente effettuate con carte di pagamento e moneta elettronica sono pari, rispettivamente, a 405.971 e
338.581; i prelievi fraudolenti da ATM si attestano a 18.746.
Il valore e il numero di operazioni fraudolente riflettono i casi d’uso prevalenti dei diversi strumenti e la
loro diffusione I bonifici sono impiegati prevalentemente per pagamenti, anche di importo elevato, tra
persone fisiche (P2P) e tra imprese (B2B). Le carte di pagamento e la moneta elettronica, utilizzate
soprattutto per l’acquisto di beni e servizi presso punti vendita fisici o virtuali (P2B), danno luogo a un numero
elevato di transazioni ma di importo mediamente più contenuto.
Il tasso di frode, misurato dal rapporto tra operazioni fraudolente e il totale delle transazioni di pagamento,
è più elevato per la moneta elettronica e le carte di pagamento.
Il tasso di frode per i bonifici si mantiene su livelli molto contenuti, seppur in lieve aumento. Esso si attesta a
0,002% in valore (da 0,001% del primo semestre 2024) e a 0,005% in numero (da 0,003% dello stesso
semestre dell’anno precedente). Per la moneta elettronica, invece, il tasso di frode risulta più elevato e in
crescita, pari a 0,031% in valore (da 0,027% del primo semestre 2024) e a 0,027% in numero (da 0,023% del
medesimo periodo dell’anno precedente). I pagamenti con carte e i prelievi da ATM mostrano una flessione
e si collocano su tassi di frode rispettivamente pari a 0,017% e 0,01% in valore (da 0,022% e da 0,011% del
primo semestre del 2024), e a 0,009% e a 0,005% in numero (da 0,01% e da 0,006%).
Il valore medio delle operazioni fraudolente si conferma più elevato per i bonifici (Figura 2). Nel primo
semestre del 2025 l’importo medio di un’operazione di pagamento fraudolenta per i bonifici si attesta a circa
€2.500, un importo significativamente superiore rispetto a quello delle carte di pagamento, della moneta
elettronica e dei prelievi da ATM, che registrano valori medi rispettivamente pari a €82, €35 e €464.
Nel complesso, le evidenze indicano che il rischio di frode è più elevato nei pagamenti con carte e con moneta
elettronica, ma la perdita potenziale, rappresentata dall’importo medio della frode, risulta significativamente
più elevata nel caso dei bonifici.
Figura 2. Valore medio delle operazioni di pagamento e di quelle fraudolente per strumento di pagamento
(in euro)
Fonte: Elaborazioni su dati di matrice dei conti forniti dai PSP italiani.
Note: Il valore medio delle operazioni fraudolente per ciascuno strumento di pagamento è calcolato come rapporto tra il valore e il
numero di operazioni fraudolente.
Bonifici SEPA: istantanei vs. ordinari
Il tasso di frode per i bonifici SEPA ordinari è sostanzialmente stabile (0,002% sia in valore sia in numero);
si conferma più elevato per i bonifici SEPA istantanei (0,043% in valore e 0,019% in numero). Tuttavia, per
questi ultimi si osserva una significativa riduzione del tasso di frode rispetto al semestre precedente
(0,059% in valore; 0,028% in numero; Figura 3). Alla riduzione della rischiosità dei bonifici SEPA istantanei
può aver contribuito il rafforzamento delle misure di prevenzione e di sensibilizzazione della clientela attuate
dai PSP con l’entrata in vigore della Instant Payment Regulation (IPR); essa prevede l’obbligo per i PSP, a
partire dal 9 ottobre 2025, di adottare un servizio di verifica dell’IBAN del beneficiario al quale il pagatore
intende inviare un bonifico (cd. Verification Of Payee, VOP), per accrescere la sicurezza dei bonifici istantanei.
Figura 3. Livelli e tassi di frode delle operazioni fraudolente: bonifici SEPA istantanei vs. bonifici SEPA
ordinari per prospettiva geografica del PSP del beneficiario
Valore delle operazioni fraudolente
(asse di sinistra: milioni di euro; asse di destra: in % del valore totale delle operazioni di pagamento)
b) Numero di operazioni fraudolente
(asse di sinistra: migliaia; asse di destra: in % del numero totale delle operazioni di pagamento)
Fonte: Elaborazioni su dati di matrice dei conti forniti dai PSP italiani.
Note: l’insieme dei bonifici non considera quelli effettuati con modalità tradizionali, ovvero allo sportello.
Lo Spazio Economico Europeo (SEE) comprende i 27 Stati membri dell’Unione Europea (UE) e 3 Stati membri dell’Associazione
Europea di Libero Scambio (EFTA), ovvero Islanda, Liechtenstein e Norvegia. Le operazioni effettuate con bonifico sono classificate
come nazionali, transfrontaliere all’interno del SEE o transfrontaliere al di fuori del SEE (extra-SEE) a seconda della localizzazione del
PSP del beneficiario.
Il valore medio delle frodi nel primo semestre del 2025 risulta circa tre volte superiore per i bonifici SEPA
ordinari (€5.046, -7% su base annua) rispetto a quelli istantanei (€1.638, -26%; Figura 4).
Figura 4. Importo medio delle operazioni di pagamento e di quelle fraudolente per i bonifici ordinari e
istantanei
(importi in euro)
Fonte: Elaborazioni su dati di matrice dei conti forniti dai PSP italiani.
Note: L’importo medio delle operazioni fraudolente per ciascuno strumento di pagamento è calcolato come rapporto tra il valore e
il volume delle operazioni fraudolente.
Prospettiva geografica delle operazioni fraudolente
Le operazioni fraudolente possono essere analizzate anche in base alla prospettiva geografica del PSP del
beneficiario del pagamento, distinguendo – per ciascuno strumento – le operazioni nazionali da quelle
transfrontaliere, sia all’interno sia all’esterno dello Spazio economico europeo (SEE).
Le operazioni transfrontaliere si confermano essere le più rischiose per tutti gli strumenti di pagamento
(Figure 5a, b, c, d). Per le carte di pagamento e la moneta elettronica, in particolare, le frodi transfrontaliere
rappresentano la maggioranza delle operazioni fraudolente. Nel primo semestre del 2025 il 64% e il 72%
del valore complessivo (72% e 82% del numero) delle operazioni fraudolente, rispettivamente con carte di
pagamento e moneta elettronica, è costituito da transazioni transfrontaliere sia dentro sia fuori lo Spazio
Economico Europeo. Le quote di pagamenti transfrontalieri, invece, rappresentano rispettivamente il 18% e
33% in valore e il 23% e 29% in numero.
Figura 5. Operazioni fraudolente e di pagamento per strumento e prospettiva geografica del PSP del
beneficiario
Valore delle operazioni fraudolente
(quote percentuali)
b. Valore delle operazioni di pagamento
(quote percentuali)
Numero di operazioni fraudolente
(quote percentuali)
d. Numero di operazioni di pagamento
(quote percentuali)
Fonte: Elaborazioni su dati di matrice dei conti forniti dai PSP italiani.
Note: l’insieme dei bonifici non considera quelli effettuati con modalità tradizionali, ovvero allo sportello.
Lo Spazio Economico Europeo (SEE) comprende i 27 Stati membri dell’Unione Europea (UE) e 3 Stati membri dell’Associazione
Europea di Libero Scambio (EFTA), ovvero Islanda, Liechtenstein e Norvegia. Le operazioni effettuate con bonifico o con carta “a
distanza” (internet, collegamenti telematici o telefonici) sono classificate come nazionali, transfrontaliere all’interno del SEE o
transfrontaliere al di fuori del SEE (extra-SEE) a seconda della localizzazione del PSP del beneficiario. Le operazioni con carta “non a
distanza” (pagamenti al punto vendita fisico e prelievi da ATM) invece sono classificate come nazionali quando sia il PSP del
beneficiario che il punto vendita fisico o lo sportello automatico nel caso dei prelievi sono situati in Italia; sono classificate come
transfrontaliere all’interno del SEE o come transfrontaliere al di fuori del SEE (extra-SEE) sia se il PSP del beneficiario è
rispettivamente all’interno o al di fuori del SEE, sia se il PSP del beneficiario è nazionale ma il punto vendita fisico o lo sportello
automatico sono rispettivamente situati in un altro Stato del SEE o al di fuori del SEE.
Le operazioni fraudolente per canale di utilizzo degli strumenti di pagamento
Per le carte di pagamento, le operazioni “a distanza” (pagamenti effettuati via internet) risultano
significativamente più rischiose rispetto a quelle “non a distanza” (pagamenti effettuati presso il punto
vendita fisico; Figura 6). Nel primo semestre del 2025, il tasso di frode per le operazioni “a distanza” (0,065%
in valore; 0,048% in numero) è oltre dieci volte superiore a quello delle operazioni “non a distanza” (0,006%
in valore; 0,003% in numero), sebbene il divario si sia progressivamente ridotto negli ultimi semestri. In
termini di incidenza relativa, le frodi sui pagamenti con carte utilizzate on line (ad esempio, sui siti e9
commerce) rappresentano il 73% del valore e il 77% del numero complessivo delle frodi, pur a fronte di una
quota maggioritaria di operazioni di pagamento effettuate presso punti di vendita fisici (80% in valore e 85%
in numero).
Anche per la moneta elettronica l’incidenza delle frodi è più elevata nelle operazioni “a distanza”. Dopo la
flessione registrata nei semestri precedenti, nel primo semestre 2025 il tasso di frode torna a crescere
(0,053% in valore, rispetto allo 0,038% del semestre scorso; 0,066% in numero, contro 0,030% del periodo
precedente). Nel primo semestre del 2025, l’86% del valore e il 94% del numero delle frodi riguardano
operazioni “a distanza”, che nel complesso incidono molto meno sul totale delle operazioni di pagamento (il
50% del valore e il 61% del numero).
La rischiosità dei bonifici si mantiene molto contenuta, nonostante la quasi totalità delle operazioni sia
avviata “a distanza”.
Figura 6. Livelli e tassi di frode per strumento di pagamento e canale di utilizzo “a distanza” vs. “non a
distanza”
a) Valore delle operazioni fraudolente
(asse di sinistra: milioni di euro; asse di destra: in % del valore totale delle operazioni per strumento di pagamento e canale di utilizzo)
b) Numero di operazioni fraudolente
(asse di sinistra: migliaia; asse di destra: in % del numero totale delle operazioni per strumento di pagamento e canale di utilizzo)
Fonte: Elaborazioni su dati di matrice dei conti forniti dai PSP italiani.
Note: l’insieme dei bonifici non considera quelli effettuati con modalità tradizionali, ovvero allo sportello.
Le principali tipologie di frode
Le Linee Guida dell’EBA sul fraud reporting ai sensi della PSD2 individuano tre principali categorie di frode:
1. Emissione di un ordine di pagamento da parte di un frodatore: tipologia di frode senza il consenso
del legittimo titolare, in cui il frodatore effettua il pagamento a seguito di appropriazione indebita
dello strumento stesso o di informazioni e dati confidenziali quali numeri di carta di credito, PIN e
credenziali d’accesso (username, password) ai conti bancari on line.
2. Modifica di un ordine di pagamento da parte del frodatore: tipologia di frode senza il consenso del
legittimo titolare, in cui il frodatore intercetta e modifica un ordine di pagamento legittimo durante
la comunicazione elettronica tra il dispositivo dell’utente pagatore e il PSP (es. tramite malware o
attacchi informatici), oppure interviene direttamente nel sistema del PSP prima che l’ordine sia
autorizzato e liquidato.
3. Manipolazione del pagatore: tipologia di frode con il consenso del legittimo titolare, il quale, in
buona fede, viene indotto dal frodatore a impartire un’istruzione di pagamento al proprio PSP a
favore di un conto fraudolento. La manipolazione avviene soprattutto tramite tecniche di social
engineering (phishing, vishing, spoofing), che imitano il comportamento di persone fidate (familiari,
dipendenti del PSP, ecc.).
Queste categorie possono essere raggruppate in due macro-tipologie di frode, a seconda se il pagamento
fraudolento avvenga con il consenso del legittimo titolare indotto ad effettuarlo (“manipolazione del
pagatore”) o senza il suo consenso (cd. “non autorizzate” o “disconosciute”), tramite l’emissione o la
modifica di un ordine di pagamento da parte del frodatore.
I bonifici sono lo strumento di pagamento più esposto alle frodi da manipolazione del pagatore, come già
osservato nei periodi precedenti. Al contrario, per le carte e la moneta elettronica la quota delle frodi da
manipolazioni risulta contenuta e in riduzione negli ultimi sei mesi (Figura 7). Nel primo semestre del 2025
le frodi da manipolazione rappresentano il 74% del valore e il 64% del numero complessivo delle frodi sui
bonifici, mentre per gli strumenti di pagamento su carta la quota si mantiene al di sotto del 10%.
Figura 7. Operazioni fraudolente per tipologia di frode
a) Valore delle operazioni fraudolente
(quote percentuali)
b) Numero di operazioni fraudolente
(quote percentuali)
Fonte: Elaborazioni su dati di matrice dei conti forniti dai PSP italiani.
Note: l’insieme dei bonifici non considera quelli effettuati con modalità tradizionali, ovvero allo sportello.
Le tipologie di frode per canale di pagamento
La tipologia di frode incide diversamente sugli strumenti di pagamento a seconda del canale utilizzato
(Figura 8).
Per le carte di pagamento, nelle operazioni “non a distanza” la maggior parte delle frodi riguarda i casi di
“furto o smarrimento” (61% in valore e 75% nel numero); nelle operazioni “a distanza”, le frodi più frequenti
sono quelle per “furto dati” (33% in valore e 38% in numero) e per “contraffazione” (ad esempio, clonazione
della carta), che incide per il 35% del valore e il 36% del numero complessivo delle frodi.
Figura 8. Valore e numero delle operazioni fraudolente con carte di pagamento per canale di utilizzo e
tipologia di frode nel primo semestre del 2025
(quote percentuali)
Fonte: Elaborazioni su dati di matrice dei conti forniti dai PSP italiani.
Il ruolo dell’autenticazione forte del cliente
In questa sezione viene analizzato il ruolo dell’autenticazione forte del cliente (Strong Customer
Authentication, SCA)4 nei pagamenti elettronici, nel confronto con le operazioni esenti dalla SCA (in quanto
considerate poco rischiose dalla normativa vigente5) e con quelle non soggette a SCA (ad esempio le cd.
Merchant Initiated Transaction, MIT)6.
Utilizzo della SCA nei pagamenti elettronici
La maggior parte dei pagamenti elettronici avviene con autenticazione forte del cliente o in esenzione dalla
SCA. Le operazioni non soggette a SCA sono maggiormente rischiose (Figura 9). Nel primo semestre del
2025 i pagamenti con SCA rappresentano il 60%, 70% e 61% del valore totale dei pagamenti rispettivamente
dei bonifici, delle carte di pagamento e della moneta elettronica.
Considerando il numero di operazioni, la quota di transazioni con SCA è particolarmente elevata per i bonifici
(82%), mentre è più contenuta per carte di pagamento e moneta elettronica (42% e 38%, rispettivamente).
Ciò è dovuto al fatto che circa metà delle operazioni avviene in esenzione da SCA, principalmente a causa
degli importi di modico valore.
Figura 9. Operazioni fraudolente e di pagamento per strumento e tecnologia di autenticazione
a) Valore delle operazioni fraudolente
(quote percentuali)
4 La SCA è la principale misura di sicurezza prevista dalla PSD2 e consiste in una procedura per convalidare l’identificazione dell’utente
pagatore basata sull’uso di due o più elementi di autenticazione (cd. “autenticazione a due fattori”), appartenenti ad almeno due
categorie tra le seguenti: a) conoscenza (qualcosa che solo l’utente conosce, come ad esempio la password o un PIN); b) possesso
(qualcosa che solo l’utente possiede, come un token/chiavetta o uno smartphone); c) inerenza (qualcosa che caratterizza l’utente,
come ad esempio l’impronta digitale o il riconoscimento facciale). Queste credenziali di autenticazione devono essere indipendenti
tra loro, in modo che un’eventuale violazione di uno di essi non comprometta l’affidabilità degli altri.
5 Cfr. il Regolamento Delegato (UE) 2018/389 della Commissione Europea che integra la PSD2, in relazione alle norme tecniche per
l’autenticazione forte del cliente.
6 Le MIT sono operazioni di pagamento avviate dall’esercente o dal fornitore di servizi, previo accordo con il cliente pagatore ma
senza l’azione diretta o l’autorizzazione attiva di quest’ultimo al momento della transazione; esse possono essere eseguite con
modalità ricorrente ma il loro importo non è noto a priori, come ad esempio nel caso di pagamenti a fronte di “servizi di car o bike
sharing” o di “pubblica utilità” (utenze telefoniche).
b) Valore delle operazioni di pagamento
(quote percentuali)
c) Numero di operazioni fraudolente
(quote percentuali)
d) Numero di operazioni di pagamento
(quote percentuali)
Fonte: Elaborazioni su dati di matrice dei conti forniti dai PSP italiani.
Note: l’insieme dei bonifici non considera quelli effettuati con modalità tradizionali, ovvero allo sportello.
Nel primo semestre del 2025 i pagamenti con SCA rappresentano il 60%, 70% e 61% del valore totale dei
pagamenti rispettivamente dei bonifici, delle carte di pagamento e della moneta elettronica. Considerando
il numero di operazioni, la quota di transazioni con SCA è particolarmente elevata per i bonifici (82%), mentre
risulta più contenuta per carte di pagamento e moneta elettronica (42% e 38%, rispettivamente). Ciò è
dovuto al fatto che circa metà delle operazioni avviene in esenzione da SCA, principalmente a causa degli
importi di modico valore.
Sicurezza nelle operazioni con e senza SCA
I tassi di frode delle operazioni con SCA risultano generalmente inferiori rispetto a quelli delle operazioni
non soggette a SCA (Figura 10). Per la moneta elettronica e le carte di pagamento, la minore rischiosità delle
operazioni con SCA è particolarmente evidente nelle operazioni transfrontaliere extra-SEE. Nel primo
semestre 2025, si registra un notevole aumento della rischiosità delle operazioni transfrontaliere extra-SEE
in esenzione dalla SCA ed effettuate con moneta elettronica.
Figura 10. Tassi di frode per strumento di pagamento, tecnologia di autenticazione e prospettiva geografica
del PSP del beneficiario
a) Valore delle operazioni
(punti percentuali)
b) Numero di operazioni
(punti percentuali)
Fonte: Elaborazioni su dati di matrice dei conti forniti dai PSP italiani.
Note: l’insieme dei bonifici non considera quelli effettuati con modalità tradizionali, ovvero allo sportello.
Utilizzo delle esenzioni dalla SCA
Le esenzioni dalla SCA sono state introdotte per garantire un equilibrato trade-off tra livello di sicurezza e
facilità d’uso dello strumento di pagamento. Esse sono definite in base al livello di rischio, all’importo, alla
frequenza e al canale di utilizzo del pagamento. In particolare, i PSP possono disapplicare la SCA nei seguenti
casi:
a) Transazioni di “modico valore”, sia a distanza sia non a distanza, fino a un certo numero massimo di
operazioni consecutive effettuate senza autenticazione forte del cliente.
“Terminali incustoditi per le tariffe di trasporto e le tariffe di parcheggio”, ovvero le operazioni in
cui la SCA non risulta facilmente applicabile per motivi operativi (ad esempio, per evitare code o
potenziali incidenti presso caselli o altri rischi per la sicurezza).
c) “Beneficiari di fiducia” e “operazioni ricorrenti”, entrambe relative a operazioni periodiche
successive a un’iniziale autenticazione forte del cliente: nel primo caso il beneficiario appartiene a
una lista di persone di fiducia precedentemente creata dal pagatore; nel secondo, il pagamento si
ripete a favore dello stesso beneficiario con parametri invariati (ad esempio, registrazione presso
una piattaforma online per acquisti o abbonamenti periodici).
d) “Processi e protocolli di pagamento sicuri per le imprese”, nei casi in cui il pagamento avviene tra
persone giuridiche tramite canali dedicati che garantiscono livelli di sicurezza equivalenti a quelli
della SCA.
e) “Transaction risk analysis” (TRA), per operazioni a distanza valutate a basso rischio sulla base di
analisi “real time” delle informazioni sul comportamento del cliente e sulle caratteristiche del
pagamento.
“Pagamento a sé medesimo”, ossia i bonifici in cui il pagatore e il beneficiario coincidono (stessa
persona fisica o giuridica) e i conti di pagamento sono detenuti presso lo stesso PSP.
Le tipologie di esenzione dalla SCA vengono utilizzate in misura diversa a seconda dello strumento e del
canale di pagamento.
Nel caso dei bonifici, le esenzioni più frequenti nelle operazioni “a distanza” riguardano i “processi sicuri”
e i “beneficiari di fiducia” (Figura 11), mentre nelle operazioni “non a distanza” (ovvero effettuate presso
gli ATM) prevalgono le esenzioni relative ai “beneficiari di fiducia” e alle “operazioni ricorrenti”. Nel primo
semestre del 2025, il 69% dei bonifici “a distanza” esenti da SCA è stato effettuato tramite processi e
protocolli dedicati alle imprese; il 23% ha riguardato i “beneficiari di fiducia”, categoria che prevale anche
nelle operazioni “non a distanza” (65%). Il restante 35% delle esenzioni in questa categoria è associato alle
“operazioni ricorrenti”.
Figura 11. Composizione del numero di bonifici in esenzione dalla SCA
(quote percentuali)
Fonte: Elaborazioni su dati di matrice dei conti forniti dai PSP italiani.
Note: l’insieme dei bonifici non considera quelli effettuati con modalità tradizionali, ovvero allo sportello.
Per le “operazioni a distanza”, i tassi di frode più elevati per i bonifici effettuati in esenzione dalla SCA si
riscontrano per i pagamenti in “operazioni ricorrenti” e per quelli verso “beneficiari di fiducia” (Figura 12).
Figura 12. Tassi di frode sul valore dei bonifici in esenzione dalla SCA nelle operazioni “a distanza”
(punti percentuali)
Fonte: Elaborazioni su dati di matrice dei conti forniti dai PSP italiani.
Nel caso delle carte di pagamento e della moneta elettronica, la tipologia di esenzione dalla SCA più
frequente nelle operazioni “non a distanza” è quella per “modico valore” (81% e 94% rispettivamente),
mentre nelle operazioni “a distanza” prevale l’esenzione associata alla Transaction Risk Analysis, (TRA)
(41% per le carte e 21% per la moneta elettronica) (Figure 13 e 14). Si rileva, inoltre, una quota significativa
di operazioni non soggette a SCA (cd. MIT) nelle operazioni “a distanza” con carte di pagamento (32%) e con
moneta elettronica (23%).
Nel primo semestre del 2025, i tassi di frode sulle operazioni di “modico valore” effettuate “a distanza”
con carte di pagamento o con moneta elettronica risultano in crescita. Nel caso di esenzioni dalla SCA sulla
base di TRA, i tassi di frode sono stabili sulle operazioni con carte di pagamento e in aumento su quelle con
moneta elettronica (Figure 15 e 16).
Figura 13. Composizione del numero di operazioni con carte di pagamento senza SCA
(quote percentuali)
Fonte: Elaborazioni su dati di matrice dei conti forniti dai PSP italiani.
Figura 14. Composizione del numero di operazioni con moneta elettronica senza SCA
(quote percentuali)
Fonte: Elaborazioni su dati di matrice dei conti forniti dai PSP italiani.
Figura 15. Tassi di frode sul valore delle operazioni con carte senza SCA per canale di utilizzo e tipologia di
esenzione o esclusione
(punti percentuali)
Fonte: Elaborazioni su dati di matrice dei conti forniti dai PSP italiani.
Figura 16. Valore dei tassi di frode della moneta elettronica senza SCA per canale di utilizzo e tipologia di
esenzione o esclusione
(punti percentuali)
Fonte: Elaborazioni su dati di matrice dei conti forniti dai PSP italiani.
Le perdite da frode per portatore di responsabilità
Le informazioni disponibili sulle frodi permettono di analizzare anche la ripartizione del valore delle perdite
da frode tra i soggetti coinvolti nell’operazione di pagamento, distinguendo tra: importi a carico del PSP del
cliente ordinante, dell’utente del servizio di pagamento (USP) o di altri intermediari (quali il PSP del
beneficiario).
La maggior parte del valore delle perdite è sostenuta dagli utenti nel caso dei bonifici e dei prelievi da ATM,
mentre grava principalmente sui PSP – dell’ordinante o del beneficiario –nel caso delle carte di pagamento
e della moneta elettronica (fig. 17). Nel primo semestre del 2025 la quota delle perdite a carico dell’utente
risulta pari al 91% per i bonifici (in aumento dell’87% di un anno prima), al 35% per la moneta elettronica (da
31%), al 61% per i prelievi da ATM (da 51%) e al 42% per le carte di pagamento (pressoché invariata). Per le
carte di pagamento e la moneta elettronica, comunque, rimane prevalente l’onere a carico dei PSP e altri
intermediari finanziari.
La ripartizione degli oneri tra i soggetti coinvolti nel pagamento è influenzata dalle caratteristiche dello
strumento utilizzato e dalla tipologia di frode prevalente. Nel caso dei bonifici, ad esempio, in cui è più
frequente la frode da “manipolazione del pagatore”, dove il pagamento è effettuato interamente dall’utente
con regolare inserimento della SCA, viene meno la responsabilità del PSP e le perdite sono sostenute
prevalentemente dell’utente (cfr. paragrafo 2 “Le principali tipologie di frode”).
Figura 17. Composizione delle perdite per strumento di pagamento e portatore di responsabilità
(quote percentuali)
Fonte: Elaborazioni su dati di matrice dei conti forniti dai PSP italiani.
Note: l’insieme dei bonifici considera anche i bonifici allo sportello, in quanto non è possibile scorporare la ripartizione delle perdite
per canale di utilizzo del bonifico.
L’Italia nel confronto europeo
I tassi di frode sui diversi strumenti di pagamento in Italia sono pressoché in linea con quelli delle principali
giurisdizioni europee. Le tabelle 1 e 2 mostrano un confronto del valore e del volume totale delle frodi e del
corrispondente tasso di frode nei principali Paesi europei nel 2024, che costituisce l’ultimo dato disponibile
per il confronto europeo nel Rapporto EBA-BCE (2025)7.
Per quanto riguarda i bonifici, i tassi di frode rimangono generalmente contenuti nei diversi Paesi (intorno
allo 0,01% e 0,02%, rispettivamente, per il valore e il numero di operazioni).
Per le carte di pagamento, l’Italia riporta un tasso di frode inferiore a quello medio dell’Unione Europea (UE)
sia in valore che in numero, e pari, rispettivamente a 0,021% e 0,012% (contro 0,033% e 0,015%).
Nel caso della moneta elettronica, che nel nostro Paese ricomprende in larga parte le carte prepagate
tradizionali8 e per le quali è maggiore l’incidenza delle operazioni a distanza, il tasso di frode risulta più
elevato in Italia sia in valore sia in numero (0,024% e 0,018%, rispettivamente) rispetto a quello osservato
nella media UE (0,018% e 0,011%, rispettivamente).
I prelievi da ATM mostrano, invece, tassi di frode contenuti in Italia e in linea con il dato medio europeo, sia
in valore sia in numero (0,01% e 0,005%, rispettivamente).
Tabella 1. Valore delle operazioni fraudolente e tasso di frode
nei principali paesi dell’Unione Europea nel 2024
Bonifici
Moneta elettronica
Prelievi da ATM
Valore delle
operazioni
fraudolente
(€)
Tasso di
frode (%)
Valore delle
operazioni
fraudolente
(€)
Tasso di
frode (%)
Valore delle
operazioni
fraudolente
(€)
Tasso di
frode (%)
Valore delle
operazioni
fraudolente
(€)
Tasso di
frode (%)
0,002%
0,021%
0,024%
0,010%
0,001%
0,022%
54.673
0,008%
0,008%
0,001%
0,038%
0,019%
0,014%
0,001%
0,057%
95.876
0,008%
0,033%
0,000%
0,019%
0,016%
0,001%
0,033%
0,018%
0,010%
Paese
Carte di pagamento
Il Rapporto è disponibile al link: https://www.ecb.europa.eu/press/intro/publications/pdf/ecb.ebaecb202512.it.pdf.
8 In Italia la moneta elettronica si è diffusa in larga parte attraverso strumenti di pagamento prepagati basati su schema di carta “a
quattro parti”, mentre in altri paesi, soprattutto dell’Europa continentale, prevalentemente nell’ambito di schemi di pagamento cd.
“closed loop”. In tali schemi, gli utenti effettuano e ricevono pagamenti presso conti (o wallet digitali) radicati all’interno di una rete
autonoma rispetto a quella bancaria, in cui il gestore dell’infrastruttura, l’emittente dello strumento e l’acquirer che ne garantisce
l’accettazione sono generalmente la stessa entità (es. PayPal).
Tabella 2. Numero di operazioni fraudolente e tasso di frode
nei principali paesi dell’Unione Europea nel 2024
Bonifici
Carte di pagamento
Moneta elettronica
Prelievi da ATM
Paese
Numero di
operazioni
fraudolente
Tasso di
frode (%)
Numero di
operazioni
fraudolente
Tasso di
frode (%)
Numero di
operazioni
fraudolente
Tasso di
frode (%)
Numero di
operazioni
fraudolente
Tasso di
frode (%)
121.218
0,005%
988.473
0,012%
447.039
0,018%
40.329
0,005%
153.909
0,002%
0,010%
0,002%
82.332
0,006%
86.382
0,003%
0,022%
58.738
0,021%
53.999
0,009%
132.298
0,002%
0,034%
3.232
0,003%
126.078
0,012%
95.096
0,002%
410.947
0,006%
11.837
0,007%
0,002%
0,015%
968.945
0,011%
373.554
0,005%
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