(AGENPARL) - Roma, 29 Gennaio 2026(AGENPARL) – Thu 29 January 2026 Aosta, 29 gennaio 2026
Comunicato stampa n. 53/SC
Interpellanza sull’attivazione in Valle d’Aosta dei percorsi abilitanti per
docenti
L’attivazione in Valle d’Aosta dei percorsi abilitanti per la formazione
dei docenti è stata al centro di un’interpellanza del gruppo La Renaissance
Valdôtaine discussa nella seduta consiliare del 29 gennaio 2026.
«La frequenza dei percorsi abilitanti è indispensabile per l’accesso ai
concorsi e all’immissione in ruolo dei docenti, ma ad oggi sono attivati
solo da atenei fuori dalla Valle d’Aosta – ha evidenziato la Capogruppo
Eleonora Baccini -. Una volta ammessi a questi percorsi, che richiedono la
frequenza obbligatoria di almeno il 50% delle attività in presenza, gli
insegnanti residenti in Valle sono costretti a spostarsi negli atenei di
altre regioni (ad esempio Piemonte, Lombardia, Marche, Campania), facendo i
conti con una rete di trasporti inadeguata e costosa. Ciò comporta assenze
dal lavoro e, in alcuni casi, trasferimenti temporanei. Per questo,
chiediamo se il Governo intenda attivarsi affinché l’Università della Valle
d’Aosta garantisca i percorsi abilitanti sul territorio – almeno in
relazione al fabbisogno delle scuole della regione – o, in alternativa, se
si intendano adottare misure di sostegno per i docenti costretti a
frequentare la formazione fuori Valle, prevedendo la copertura delle
assenze con delle supplenze temporanee nei giorni di frequenza obbligatoria
in presenza e il pieno reintegro nel proprio posto di lavoro al termine
delle attività formative.»
L’Assessore all’istruzione, Erik Lavevaz, ha ricordato che «il Centro
interregionale per la formazione degli insegnanti secondari (Cifis),
costituito nel novembre 2023 e comprendente le università di Valle d’Aosta,
Torino, Piemonte Orientale, il Politecnico di Torino e le Accademie di
Belle Arti, coordina i percorsi di formazione iniziale e abilitazione degli
insegnanti delle scuole secondarie. Le attività didattiche trasversali
comuni a tutte le classi di abilitazione sono erogate per via telematica,
in sincrono, senza necessità di spostamenti, mentre quelle disciplinari si
svolgono in presenza presso ogni Istituzione del Cifis. Il tirocinio
diretto deve essere svolto in presenza, anche nelle scuole valdostane.»
«Per l’anno accademico 2025-2026 – ha proseguito l’Assessore -,
l’Università della Valle d’Aosta ha proposto l’attivazione del percorso
abilitante per la classe “Lingue e culture straniere – Francese” con 30
posti disponibili. Inoltre, in base al fabbisogno di personale rilevato
dalla Sovrintendenza agli studi, ha richiesto una riserva di posti per i
candidati residenti in Valle d’Aosta nell’ambito dei percorsi che saranno
attivati dalle Istituzioni del Cifis. I vincitori di concorso assunti per
l’anno accademico 2025-2026, tenuti alla frequenza dei percorsi ai fini del
superamento dell’anno di prova, hanno il posto garantito nei percorsi
previsti, con possibilità di frequentare le attività disciplinari presso la
sede universitaria più vicina alla loro scuola, come avvenuto nel
2024-2025. La conferma definitiva dei percorsi abilitanti per l’anno
accademico 2025-2026 dipenderà dal decreto di autorizzazione del Ministero
dell’università, che definirà classi di concorso, numeri di posti e
tempistiche di svolgimento.»
«La gestione delle supplenze temporanee per i docenti che si assentano per
frequentare i percorsi abilitanti è competenza esclusiva del dirigente
scolastico, non degli uffici regionali – ha concluso l’Assessore -. La
legge di bilancio 2026 dello Stato (n. 199/2025) ha introdotto per le
assenze fino a 10 giorni l’obbligo per i dirigenti di utilizzare personale
interno; per motivate esigenze didattiche, è tuttavia consentito il ricorso
a contratti di supplenza brevi e saltuaria per assenze inferiori a 10
giorni, inclusi i casi di sostituzione dei docenti impegnati nei percorsi
abilitanti.»
«Da quanto appreso – ha replicato la Consigliera Baccini – l’intero
fabbisogno non è coperto, visto che è previsto solo il percorso abilitante
per la classe francese. Sarebbe quindi utile che l’UniVdA fungesse da ente
coordinatore tra diversi poli universitari, in modo da garantire,
attraverso apposite convenzioni, la partecipazione di docenti esterni che
possano tenere le lezioni sul territorio. Si tratta di una scelta politica,
che deve partire dalla valutazione del reale fabbisogno di insegnanti.»
