(AGENPARL) - Roma, 29 Gennaio 2026 - È stato presentato oggi, giovedì 29 gennaio, presso il Circolo del Tennis del Foro Italico, il Rapporto Sport 2025, giunto alla sua terza edizione. Il documento prosegue la collaborazione ormai consolidata tra Sport e Salute e l’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale (ICSC), offrendo un’analisi aggiornata e sistemica del ruolo dello sport nel contesto economico e sociale italiano.
L’edizione 2025 amplia in modo significativo la prospettiva di analisi, rafforzando l’inquadramento economico e sociale del sistema sportivo nazionale e registrando segnali rilevanti di crescita e trasformazione. I dati confermano lo sport come uno dei pilastri nella promozione del benessere collettivo, dello sviluppo economico e della rigenerazione dei territori.
Il Rapporto si articola in tre capitoli principali. Il primo presenta una stima del contributo dello sport al PIL nazionale e all’occupazione, includendo un focus sull’export dei prodotti manufatturieri del settore e sulla loro distribuzione a livello globale. Il secondo capitolo analizza la domanda e l’offerta di sport, approfondendo i dati relativi alla pratica sportiva e alla sedentarietà della popolazione italiana, grazie anche alle informazioni del Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche (RASD) e al Censimento Nazionale degli Impianti Sportivi. Il terzo capitolo è dedicato alla dinamica degli investimenti in infrastrutture sportive negli ultimi cinque anni, evidenziandone l’impatto sociale e il ruolo crescente degli impianti come strutture polifunzionali, anche alla luce della digitalizzazione e dell’evoluzione del mercato degli eventi sportivi.
Secondo i dati del Rapporto, il settore sportivo genera 32 miliardi di euro di valore aggiunto, pari all’1,5% del PIL, in crescita rispetto all’anno precedente, e garantisce occupazione a 421mila persone. Un comparto in espansione, sostenuto in particolare dai servizi e da una filiera sempre più orientata ai mercati internazionali: l’export dei beni sportivi raggiunge infatti 4,7 miliardi di euro, con Stati Uniti, Francia e Germania come principali destinazioni.
Il cambiamento più significativo riguarda gli stili di vita degli italiani. Sono 38 milioni le persone che praticano attività sportiva o fisica, con due italiani su tre che adottano uno stile di vita attivo. Rispetto al 2023, un milione di persone in più ha scelto di muoversi, portando la sedentarietà al minimo storico del 33,2%. Cresce la pratica continuativa, che interessa il 28,6% della popolazione, pari a 16,4 milioni di persone, con incrementi rilevanti tra bambini e over 65. I tesserati presso un organismo sportivo sono 12,3 milioni, attivi all’interno di 107.804 enti sportivi dilettantistici.
A fronte di questa domanda crescente, il sistema può contare su oltre 78mila impianti e 114mila spazi sportivi, per il 70% di proprietà pubblica, con i Comuni in prima linea nella gestione. Tuttavia, emerge una criticità strutturale: oltre il 40% degli impianti risale agli anni Settanta e Ottanta, rendendo necessaria una profonda azione di riqualificazione e rigenerazione.
Il Rapporto evidenzia inoltre il forte valore sociale dello sport. I progetti infrastrutturali finanziati dall’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale registrano uno SROI superiore a 4,8, mentre gli investimenti in progetti sociali e in alcune aree del Paese arrivano a generare un ritorno pari a 8,42 euro per ogni euro investito, confermando lo sport come leva di inclusione, salute e coesione sociale.
Tra le novità di questa edizione figurano le Schede Regionali, che offrono per la prima volta una fotografia omogenea e comparabile della pratica sportiva e delle infrastrutture sui territori. Uno strumento pensato non per stilare classifiche, ma per supportare le politiche pubbliche e orientare investimenti più efficaci.
Andrea Abodi, Ministro per lo Sport e i Giovani: «Il lavoro che stiamo facendo come Governo da oltre tre anni è l’espressione di una visione sul ruolo e sulla funzione dello sport nella società italiana e il contributo che forniamo per l’affermazione del suo valore come descritto nel comma 7 dell’articolo 33 della Costituzione. Il Rapporto Sport è la rappresentazione fedele di questo impegno e gli effetti che si determinano, anno per anno, con una scomposizione e un’articolazione dei dati che consentono di andare sempre più in profondità e di orientare la strategia e la sua attuazione, a livello nazionale e territoriale. Grazie all’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale e alla nostra società Sport e Salute, restituiamo alla comunità e agli attori del sistema una rappresentazione puntuale di una serie di elementi essenziali che permettono di indirizzare le politiche pubbliche dedicate allo sport, ormai non più un settore accessorio, ma parte integrante, qualificato e quotidiano dell’impegno di Governo, finalizzato al miglioramento della qualità della vita e del benessere delle persone e delle comunità. Dal PIL sportivo alla domanda-offerta di sport in Italia, passando per gli investimenti pubblici nel settore e la relativa valutazione d’impatto socioeconomico, sono e saranno a disposizione numeri che ci aiutano a comprendere la realtà, anche nei fattori di forza-debolezza, ai quali quest’anno aggiungiamo il censimento nazionale degli impianti sportivi che ci permette di mappare le infrastrutture esistenti su tutto il territorio nazionale. Questo permetterà di alimentare una banca dati capace di guidare le politiche pubbliche, giungendo a un piano regolatore nazionale dell’impiantistica sportiva, che sia in grado di contribuire alla sostenibilità ad ampio spettro dei modelli gestionali degli impianti. Quanto è emerso oggi conferma che siamo sulla buona strada, il “modello Italia” dello sport cresce e si trasforma modulandosi in una dimensione di innovazione e rigenerazione che anno dopo anno raggiunge un traguardo che è al contempo una nuova linea di partenza proiettata a nuovi progetti»
Beniamino Quintieri, Presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale: «Il Rapporto Sport 2025 conferma l’importanza di disporre di un quadro informativo aggiornato e sistematico, capace di orientare in modo efficace le politiche pubbliche di sviluppo del settore sportivo. La lettura integrata dei dati economici, occupazionali e sociali consente di valutare l’impatto degli investimenti e di programmare interventi sempre più mirati e sostenibili sui territori. In questo percorso, la collaborazione istituzionale tra soggetti pubblici e operatori del sistema sportivo rappresenta un elemento essenziale per costruire politiche basate su evidenze e obiettivi condivisi. Come Istituto per il Credito Sportivo e Culturale continueremo a sostenere questo processo, affiancando amministrazioni e stakeholder attraverso strumenti finanziari e di analisi a supporto di una crescita equilibrata, innovativa e inclusiva del settore».
Marco Mezzaroma, Presidente di Sport e Salute: «Questi numeri sono la fotografia di un Paese che sta riscoprendo nello sport un motore di salute, inclusione e socialità. Il milione di italiani che in un anno ha abbandonato il divano evidenzia una realtà che sta cambiando in profondità. Lo sport è infatti sempre più percepito come un investimento personale e collettivo sul benessere e sulla qualità della vita. Lo dicono i 38milioni di italiani che hanno scelto uno stile di vita attivo e che rappresentano una domanda alla quale serve saper adeguare l’offerta. È per questo che Sport e Salute opera su tutto il territorio per dare opportunità immediate a questa voglia di sport, intervenendo per rendere l’attività fisica sempre più accessibile e supportando le istituzioni e gli organismi sportivi, anche attraverso strumenti come il Rapporto Sport e le Schede Regionali che diventano bussole per gli investimenti e per lo sviluppo di un settore che capace di trasformare l’Italia in un Paese più sano e più attivo».












Rapporto Sport 2025 al link https://www.sportesalute.eu/images/studi-e-dati-dello-sport/Rapporto_Sport_2025.pdf