(AGENPARL) - Roma, 29 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Thu 29 January 2026 /Università di Pavia – Fondazione Mondino IRCCS/*
Nati per essere in sincronia? *
/Uno studio italiano pubblicato su Scientific Reports –
Nature mostra
come funzionano insieme i cervelli di genitori e bambini/
PAVIA. *Un nuovo studio italiano, pubblicato sulla rivista
internazionale */Scientific Reports/* del gruppo /*Nature*/,
ha osservato cosa accade nel cervello di madri e bambini di
9 mesi quando l’interazione viene improvvisamente interrotta
e poi riparata. La risposta è sorprendente: dopo la
disconnessione, la relazione non torna semplicemente a
funzionare “come prima”, ma si riorganizza a livello neurale.
I ricercatori hanno utilizzato una tecnica avanzata chiamata
*EEG hyperscanning*, che permette di registrare
contemporaneamente l’attività cerebrale di due persone che
interagiscono. In laboratorio, 66 diadi madre–bambino hanno
partecipato alla procedura del “volto immobile”, un
paradigma ben noto nella psicologia dello sviluppo: prima si
gioca insieme, poi la madre interrompe per breve tempo ogni
risposta, infine l’interazione riprende.
Il risultato chiave è che quando l’interazione tra madre e
bambino si interrompe e poi riparte, i loro cervelli
cambiano modo di “lavorare insieme”. *Dopo la rottura, madre
e bambino tendono a sintonizzarsi su un ritmo più calmo e
organizzato, tipico delle onde alfa, mentre diminuisce un
ritmo più legato all’esplorazione e all’attivazione emotiva
(le onde theta), soprattutto nelle bambine.* In altre
parole, dopo il momento di interruzione dello scambio, il
bambino si affida di più alla madre per ritrovare
equilibrio. È come se, nella fase di riparazione, fosse il
genitore a “tenere il tempo” della relazione, aiutando il
bambino a regolarsi e a sentirsi di nuovo al sicuro.
Lo studio mostra inoltre che prima della disconnessione
esiste una stretta relazione tra sguardo condiviso e
sincronizzazione cerebrale, mentre dopo la rottura questo
legame si attenua: segno che entrano in gioco altri
meccanismi, come il contenimento, la guida e la regolazione
emotiva. *Secondo gli autori, questi risultati aiutano a
superare l’idea, ancora molto diffusa, che una buona
genitorialità significhi essere sempre perfettamente
sintonizzati.* Al contrario, la resilienza relazionale nasce
proprio dalla capacità di attraversare la discontinuità.
Il progetto da cui deriva questo studio, intitolato
“2-BRAINED”, è finanziato tramite programma Giovani
Ricercatori della Ricerca Finalizzata del Ministero della
Salute ed è guidato dal professor Livio Provenzi, psicologo
e direttore del *Laboratorio di Psicobiologia dello Sviluppo
dell’Università di Pavia e della Fondazione IRCCS Mondino*.
«/Le interazioni quotidiane sono fatte di continui
micro-errori, silenzi, distrazioni/ – spiega Provenzi -.
/Quello che conta non è evitarli, ma come si ripara la
relazione dopo una disconnessione. I nostri dati mostrano
che anche il cervello “cambia ritmo” per adattarsi a questa
riparazione. In altre parole: non esisterebbe una relazione
perfettamente sintonizzata. Nemmeno tra una madre e il suo
bambino di pochi mesi. E forse è proprio questo il segreto
della crescita./».
Le ricadute sono importanti anche sul piano clinico e
sociale: il gruppo di ricerca, in collaborazione con la
dottoressa Valentina Riva (IRCCS Eugenio Medea) e la
dottoressa Lucia Billeci (CNR, Pisa) sta raccogliendo dati
che consentiranno di comprendere come questi processi di
sintonizzazione e regolazione precoce tra cervelli
funzionano anche in condizioni di rischio per lo sviluppo,
come nel caso della nascita pretermine. La direzione è
quella di innovare le neuroscienze avvicinandole sempre di
più alla realtà dello sviluppo umano, che non prevede una
crescita dell’individuo nel vuoto, ma traiettorie di
crescita che beneficiano e interagiscono senza soluzione di
continuità con l’ambiente di cura prossimale, prima di tutto
i genitori.
Link all’articolo: Capelli, E., Provenzi, L., Pili, M.P. et
al. /Inter-neural co-regulation before and after an
interactive perturbation in mother-infant dyads./ Sci Rep
(2026). https://doi.org/10.1038/s41598-026-36750-5
Citazione dell’articolo:
https://www.nature.com/articles/s41598-026-36750-5
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Ufficio Stampa Università di Pavia
Epoché- Agenzia Giornalistica Culturale
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