(AGENPARL) - Roma, 23 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Fri 23 January 2026 Conferenza stampa della presidente Sarah Bistocchi e dei capigruppo di
maggioranza sulla mozione approvata ieri in Aula all’unanimità
(Acs) Perugia, 23 gennaio 2026 – Conferenza stampa stamani a Palazzo
Cesaroni per illustrare la mozione approvata ieri in Aula e proposta
dalla presidente dell’Assemblea legislativa, Sarah Bistocchi, e dai
capigruppo della maggioranza in Consiglio (Pd, Avs, M5s, Umbria
domani-Proietti presidente). Un atto che impegna la Giunta regionale a
riconoscere al personale delle aziende sanitarie e ospedaliere
dell’Umbria servizi di welfare integrativo, una remunerazione non
monetaria ma finalizzata a migliorare la vita personale, familiare e
lavorativa costituita da una serie di beni, servizi e prestazioni noti
come ‘flexible benefits’. In Aula è stata raggiunta
l’unanimità dei consensi grazie a una convergenza su questo tema
anche da parte delle opposizioni, che hanno ottenuto di inserire nel
testo predisposta dalla maggioranza la precisazione che eventuali
risorse destinate al welfare dovranno essere individuate come risorse
aggiuntive rispetto ai fondi destinati alla produttività del
personale e non potranno derivare da una riduzione dei medesimi.
La presidente Bistocchi ha ricordato come gli operatori sanitari siano
stati definiti, soprattutto nei difficili momenti della pandemia da
covid 19, come “eroi” o “angeli” ma, “come sempre hanno
detto loro stessi, non sono né gli uni né gli altri, ma persone che
indubbiamente vanno messe nelle condizioni di poter svolgere al meglio
il loro lavoro. Questa maggioranza – ha detto Bistocchi – tiene al
benessere delle persone sul posto di lavoro, tiene al benessere delle
lavoratrici e dei lavoratori che siano dipendenti del settore privato,
del settore pubblico e non di meno del sistema sanitario regionale. E
siccome in politica l’autorevolezza passa per la credibilità, le cose
vanno dette e poi però vanno anche fatte. Il Servizio sanitario
regionale rappresenta uno degli ambiti più complessi e strategici
dell’organizzazione pubblica regionale, sia per l’ampiezza delle
funzioni svolte che per l’impatto diretto sulla qualità della vita
degli operatori sanitari e dei cittadini. Il personale sanitario opera
in contesti caratterizzati da elevata intensità lavorativa,
complessità organizzativa e rilevanti responsabilità professionali,
elementi che rendono particolarmente rilevante l’attenzione al
benessere lavorativo e alla sostenibilità delle condizioni di lavoro.
La promozione di politiche di benessere organizzativo e di supporto al
personale costituisce un fattore di prevenzione delle criticità
legate allo stress lavoro correlato e contribuisce alla stabilità e
all’efficienza dei servizi. Il servizio sanitario regionale è,
inoltre, chiamato a confrontarsi con una crescente esigenza di
attrattività e capacità di trattenere professionalità qualificate,
in un contesto caratterizzato da mobilità professionale e difficoltà
di reperimento di figure specialistiche, rendendo strategico
l’utilizzo di strumenti organizzativi e di welfare capaci di
rafforzare il valore del lavoro pubblico sanitario. L’esperienza
avviata dalla Regione Umbria in materia di welfare integrativo per i
dipendenti regionali può costituire un riferimento metodologico,
ferma restando la necessità di valutazioni specifiche, per il
comparto sanitario, tenuto conto delle peculiarità normative,
contrattuali e organizzative delle Aziende sanitarie e ospedaliere.
Bisogna anche attivare l’Osservatorio regionale sul welfare
aziendale, previsto con legge 12 del 2022 dalla precedente
amministrazione regionale che non risulta, ad oggi, attivo”.
Fabrizio Ricci (AVS): “È un tema che si ricollega alla grande
questione salariale, che negli ultimi anni è stata acuita dalla
pandemia e dalla impennata inflazionistica. In Italia abbiamo una
continua discesa dei redditi da lavoro annuali, mentre negli altri
Paesi si registra un +30%. In sanità il potere di acquisto dei salari
fa il paio con turni di lavoro massacranti, ferie e riposi che
saltano, senza contare che mancano in Italia dai 30mila ai 50mila
infermieri. Necessario aprire una stagione di contrattazione nazionale
per riportare i salari al passo della crescita del costo della vita e
tutelare la qualità del lavoro e la soddisfazione delle persone che
lavorano in sanità”.
Luca Simonetti (M5s): “Insieme stiamo affrontando questioni
importanti con molta unità. Come presidente della Terza commissione
(sanità e servizi sociali) ritengo fondamentale difendere il capitale
umano della sanità pubblica. Ancora oggi lavorano in sofferenza e
sono professionisti che hanno fatto la scelta di campo importante di
lavorare per il servizio pubblico, quando ci sono lavori più
remunerativi nel settore, quindi occorre tutelare queste persone che
vivono e lavorano al fianco dei cittadini in momenti difficili. La
sanità pubblica si regge sulle persone e non sulle strutture,
vogliamo attrarre personale sanitario e questo è un passo in questa
direzione”.
Bianca Maria Tagliaferri (Umbria domani-Proietti presidente): “È
una misura di grande civiltà democratica, sembrerebbe scontato ma non
lo è. Denota la grande attenzione verso i lavoratori della sanità.
Negli ultimi cinque anni sono stati sottoposti a un lavoro
massacrante. Si sono verificate tensioni che hanno scoraggiato i
medici ad avvicinarsi al mondo della sanità. Per questo la Regione si
è fatta carico di un’attenzione dedicata ai lavoratori della
sanità. Anche allo sviluppo di un fondamentale senso di appartenenza.
È stata scritta una buona pagina, cui ne seguiranno altre, con la
pubblicazione del nuovo Piano sociosanitario”. PG
link alla notizia: http://consiglio.regione.umbria.it/node/81888
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