(AGENPARL) - Roma, 19 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Mon 19 January 2026 Dimensionamento scolastico. Colpite le comunità e i territori più fragili
Il vicesindaco Michele Bianchi: «La scuola non può essere ridotta a
un’operazione contabile. Nelle aree interne è un presidio essenziale di
coesione e diritti»
«Dietro la retorica della “razionalizzazione” si nasconde
un’operazione contabile che nulla ha a che vedere con la qualità
dell’istruzione». Così Michele Bianchi, vicesindaco di Scarlino con
delega alla pubblica istruzione, interviene sul provvedimento del Governo
relativo al dimensionamento della rete scolastica.
«Il commissariamento della Regione Toscana è stato presentato da alcuni
come un atto politico “punitivo” nei confronti di chi difende la scuola
pubblica, ma è corretto ricordare che il dimensionamento rientra tra i
target del Pnrr, definiti dal Governo Draghi e concordati con la Commissione
europea, con l’obiettivo di adeguare la rete scolastica alla popolazione
studentesca. Non si può quindi parlare di un intento punitivo da parte
dell’esecutivo», chiarisce Bianchi.
Il provvedimento ha portato al commissariamento di quattro Regioni –
Toscana, Emilia-Romagna, Sardegna e Umbria – che si erano opposte ai
tagli. «Si tratta formalmente di un accorpamento di natura giuridica –
prosegue il vicesindaco – che, come precisato dal Ministero, non prevede
la chiusura dei plessi né tagli diretti al personale e ai servizi. Tuttavia
le ricadute sui territori rischiano di essere significative».
Secondo Bianchi, infatti, «questa scelta finisce per scaricare sui
territori, in particolare su quelli più fragili, il peso di una decisione
che ignora le specificità sociali e geografiche della nostra regione. A
essere penalizzate sono soprattutto le scuole di collina e delle aree
interne, che già oggi affrontano difficoltà strutturali legate allo
spopolamento, alla complessità dei trasporti e alla carenza di servizi».
«In questi contesti – sottolinea – la scuola non è un semplice
“ufficio” da accorpare, ma rappresenta spesso l’ultimo presidio
essenziale di coesione sociale, di contrasto alle disuguaglianze e di tenuta
delle comunità locali. La riduzione delle autonomie scolastiche rischia di
allontanare i centri decisionali dai territori, aumentando le dimensioni
degli istituti e rendendo più difficile una gestione attenta ai bisogni
specifici degli studenti e delle famiglie. Nelle scuole di collina questo
significa meno presenza, meno ascolto e minore capacità di costruire
risposte educative su misura».
«La scuola – conclude Bianchi – è una comunità di persone e di
relazioni e non può essere governata esclusivamente attraverso parametri
astratti o logiche algoritmiche. Una visione puramente amministrativa,
orientata al contenimento della spesa e al rispetto dei vincoli del Pnrr,
rischia di non cogliere le reali esigenze dei territori. Difendere le scuole
significa difendere il diritto allo studio di tutti, indipendentemente dal
codice postale di residenza».
«Qualsiasi intervento di riorganizzazione della rete scolastica deve quindi
partire da un’analisi approfondita del territorio, da un confronto serio e
strutturato con chi opera quotidianamente nelle scuole e da una
pianificazione responsabile. In assenza di questi presupposti si rischia di
indebolire un servizio essenziale per le comunità locali. Resta aperta una
questione di merito fondamentale: come coniugare razionalità organizzativa,
qualità del servizio e tenuta dei territori».
Comune di Scarlino
COMUNE DI SCARLINO
Via Martiri d’Istia, 1
58020 – Scarlino (GR)
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