(AGENPARL) - Roma, 15 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Thu 15 January 2026 Nota dei gruppi di maggioranza all’Assemblea legislativa: “Fake
news sulla Tari. I cittadini pagano oggi per le conseguenze
dell’aumento di 50 mila tonnellate deciso dal centrodestra”
(Acs) Perugia, 15 gennaio 2026 – “È quasi commovente osservare la
Lega tornare ciclicamente a parlare di rifiuti e Tari con lo stesso
spartito da anni: sciorinando numeri a caso senza conoscere davvero la
materia e proponendo soluzioni vintage e negazioniste a sfide moderne.
È singolare, per non dire bizzarro, che proprio chi ha governato
Comuni e Regione per decenni, lasciando in eredità aumenti
esponenziali delle tariffe, oggi provi a travestirsi da paladino delle
famiglie umbre. Indicare nell’assenza di un inceneritore la causa
dei rincari non è solo un errore tecnico, è una vera e propria
operazione di presa in giro dei cittadini volta a nascondere la
realtà dei fatti”. Lo dichiarano i consiglieri regionali di
maggioranza all’Assemblea legislativa dell’Umbria.
“Parliamoci chiaramente, lontano dalla propaganda: i calcoli della
Tari – evidenziano – non si inventano la mattina al bar, ma si
basano sui Piani Economico Finanziari (PEF) redatti dai gestori. Per
il PEF 2025, ad esempio, ci si basa sui costi reali e certificati del
2023, controllati e validati da Arera. In sintesi, per chi avesse
problemi di memoria, gli aumenti che i cittadini pagano oggi e
pagheranno il prossimo anno sono l’effetto chiaro e diretto, la
responsabilità consequenziale e il timbro indelebile della gestione
Tesei. È la loro eredità che bussa alle tasche degli umbri. E mentre
oggi gridano allo scandalo, è bene ricordare che il dinamico duo
Melasecche-Tesei non si è fatto troppi scrupoli nel permettere che le
discariche umbre fossero riempite con 50 mila tonnellate di rifiuti
provenienti da fuori regione, in barba a ogni logica di tutela del
territorio e andando contro il Piano dei Rifiuti votato da loro
stessi. Hanno trasformato l’Umbria in una pattumiera d’Italia e oggi
hanno pure il coraggio di dare lezioni di efficienza. Ci spieghino
Tesei e Melasecche con quale logica hanno svenduto le riserve
strategiche della regione aumentando i flussi contro le decisioni
dell’Assemblea legislativa, per i fabbisogni di aziende
extra-regionali”.
“Puntare oggi su un termovalorizzatore per risolvere il problema dei
rifiuti – aggiungono – è come pretendere di affrontare la sfida
dell’intelligenza artificiale con un Commodore 64. È una scelta
tecnologicamente superata, rigida e totalmente incompatibile con i
modelli di economia circolare che l’Europa ci chiede. I soldi per un
inceneritore dal costo di oltre duecento milioni e che sarebbe entrato
a regime tra almeno 10 anni, non piovono dal cielo, ma finiscono
dritti nella Tari per i prossimi decenni. L’impianto va ripagato,
mantenuto e, soprattutto, alimentato. Ecco dove cade il castello di
carte della Lega: l’inceneritore non riduce la Tari, la aumenta
ulteriormente. Per essere economicamente sostenibile deve bruciare
quantità enormi di rifiuti per anni, rendendo di fatto inutile e
sconveniente la loro gestione virtuosa. Non dobbiamo dimenticare, tra
l’altro, che l’incenerimento, probabilmente, sarà inserito nelle
Emission Trading, che vuol dire in soldoni che si dovrà pagare per
emettere CO2. Inevitabilmente costi che saranno caricati sui
cittadini”.
“In una regione piccola come l’Umbria, un mostro del genere
potrebbe stare in piedi solo smantellando il modello del riciclo e
importando ancora più rifiuti da fuori, trasformandoci
definitivamente in un hub di smaltimento nazionale. Il vero nodo della
Tari – concludono – non è la mancanza di un camino che fuma, ma il
ritardo strutturale accumulato da chi ci ha preceduto su impianti di
riciclo, trattamento dell’organico e tariffazione puntuale che premi
i virtuosi. Continuare a vendere l’inceneritore come la pozione
magica è la strada più facile per la propaganda, ma la più costosa
per i cittadini. L’Umbria merita un sistema moderno ed europeo, non
un salto all’indietro che condannerebbe un’intera generazione a
pagare i debiti di un modello già fallito. La Lega si rassegni: il
futuro non si costruisce con le fiamme, ma con l’innovazione che loro
non hanno saputo (o voluto) vedere”. RED/mp
link alla notizia: http://consiglio.regione.umbria.it/node/81824
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