(AGENPARL) - Roma, 14 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Wed 14 January 2026 Enrico Melasecche (capogruppo Lega) annuncia interrogazione
(Acs) Perugia, 14 gennaio 2026 – Il capogruppo della Lega
all’Assemblea legislativa dell’Umbria, Enrico Melasecche, annuncia
di aver presentato un’interrogazione rispetto ad “una questione
che tocca direttamente il diritto costituzionale alla salute dei
cittadini umbri: la corretta applicazione della normativa sulla presa
in carico delle prescrizioni sanitarie, l’attivazione effettiva dei
percorsi di tutela, il rispetto della territorialità
nell’erogazione delle prestazioni e la trasparenza dei dati sulle
liste d’attesa”.
“Si tratta di un atto – spiega Melasecche – che nasce da
segnalazioni concrete e da criticità riscontrate sul territorio.
Colpisce che, dopo qualche ora dalla protocollazione del mio atto, la
presidente della Regione abbia diffuso un comunicato stampa che
interviene esattamente sugli stessi temi. Un tempismo che
difficilmente può essere liquidato come casuale e che pone anche una
questione sulla dubbia correttezza istituzionale di anticipare a mezzo
stampa risposte dovute al Consiglio regionale, considerato che al mio
atto ispettivo la presidente sarà chiamata a rispondere nella seduta
del 22 gennaio prossimo”.
“Quanto al merito di ciò che Proietti ha scritto – osserva
Melasecche -, le sue rassicurazioni sono del tutto scollegate dalla
realtà. I cittadini stanno denunciando con sempre maggiore
insistenza, come ho riportato anche nell’atto depositato, che viene
loro impedito perfino di entrare nelle liste d’attesa, attraverso il
rifiuto della presa in carico delle prescrizioni, in violazione della
normativa e con un’evidente alterazione dei dati sulla domanda reale
di prestazioni sanitarie. La prassi amministrativa che viene segnalata
con crescente frequenza presso le farmacie convenzionate è il mancato
inserimento delle prescrizioni nel sistema quando non vi è una
disponibilità immediata di appuntamenti. Ed è qui che si consuma la
vera lesione dei diritti. La normativa nazionale e regionale è
chiara: ogni prescrizione – spiega il capogruppo leghista – deve
essere presa in carico e registrata, indipendentemente dalla
disponibilità immediata di slot. Solo a partire da questa presa in
carico può essere attivato il percorso di tutela, che rappresenta
l’unico strumento in grado di garantire comunque l’erogazione
della prestazione nei tempi previsti dalla classe di priorità, anche
attraverso soluzioni alternative, senza oneri per il cittadino. Quando
però la prescrizione non viene presa in carico, tutto questo
semplicemente non accade. Il cittadino resta privo di tutele,
costretto a tentativi ripetuti e infruttuosi, mentre il suo bisogno
sanitario scompare dai sistemi informativi”.
“Tra le segnalazioni che hanno motivato l’interrogazione – fa
sapere Enrico Melasecche – vi è il caso emblematico di una
prescrizione di un medico di famiglia risalente al 21 novembre 2025,
con indicazione di erogazione entro 30 giorni. Non solo la prestazione
non è stata garantita entro il termine previsto del 21 dicembre, ma
la prescrizione non è stata nemmeno presa in carico, neppure ai fini
dell’inserimento in un percorso di tutela che avrebbe potuto
programmare l’erogazione, anche dopo un anno come continua ad
avvenire, ma almeno il paziente ha un orizzonte davanti a sé. Nessuna
registrazione, nessun tracciamento, nessuna tutela. È questo il nodo:
non solo il ritardo sulle prestazioni, ma la cancellazione
amministrativa della domanda con la mancata presa in carico. Quando
accade questo, le liste d’attesa non rappresentano più la realtà.
Le richieste non registrate non vengono conteggiate, il fabbisogno
assistenziale risulta falsato e la programmazione sanitaria si basa su
dati incompleti”.
“In questo modo – continua Melasecche – si ottiene un risultato
che è solo apparente: liste d’attesa formalmente più leggere, ma
cittadini sempre più soli di fronte al sistema. È una distorsione
grave, che compromette la credibilità dell’intero governo della
sanità regionale. Le conseguenze sono evidenti e ricadono tutte sui
cittadini: chi può permetterselo si rivolge al privato, chi non può
rinuncia addirittura alle cure. A questo si aggiungono i disagi legati
alla mancata prossimità territoriale delle prestazioni prese in
carico, con appuntamenti assegnati lontano dal luogo di residenza,
costi di spostamento, permessi lavorativi e difficoltà che colpiscono
in modo particolare anziani e persone fragili. Il risultato è anche
un aumento della mobilità sanitaria passiva, con un ulteriore
aggravio per i conti regionali”.
“Nella serata di ieri, 13 gennaio, ho verificato personalmente, alle
ore 18 presso una farmacia di Terni, di fronte a testimoni, il caso
che mi era stato segnalato, e ho riscontrato quanto non sia veritiera
la narrazione della presidente Proietti, tant’è che come gruppo
consiliare Lega in Regione, stiamo valutando anche azioni nel merito,
poiché la mancanza di presa in carico delle richieste risulta
illegale. Sarà chi di dovere a stabilire se il mancato rispetto della
legge dipenda da disfunzioni del sistema, comunque addebitabili a chi
detiene la delega alla Sanità, oppure ad una scelta politica, visto
che le nostre richieste di accesso agli atti vengono sistematicamente
disattese su tutte le vicende che mettono in difficoltà la presidente
stessa, dalle liste di attesa, alla vicenda del contributo ottenuto
per l’albergo di famiglia, al viaggio in Giappone in occasione di
Expo 2025 con un cospicuo numero di invitati a spese delle casse
regionali”.
“Il 22 gennaio – conclude Melasecche – la presidente sarà
chiamata a rispondere in Consiglio regionale ed è in quella sede che
dovranno essere chiariti i fatti, spiegate le prassi adottate e
assunte le responsabilità politiche e amministrative di quanto sta
accadendo”. RED/as
link alla notizia: http://consiglio.regione.umbria.it/node/81816
————– parte successiva ————–
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