(AGENPARL) - Roma, 12 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Mon 12 January 2026 Ufficio Stampa / Press Office
PressRelease/ComunicatoStampa
CAMPI FLEGREI | Presentato un nuovo modello a lungo termine
dell’evoluzione del bradisismo
Nuove analisi definiscono la possibile evoluzione del bradisismo nell’area flegrea nei prossimi
decenni, precisando che le condizioni attuali del vulcano non sarebbero in grado di generare
un’eruzione
[Roma, 12 gennaio 2026]
Grazie all’utilizzo di modelli termici e petrologici, uno studio appena pubblicato
sulla rivista “Communications Earth and Environment” di Nature ha proposto uno
scenario di riferimento per determinare se i Campi Flegrei potrebbero o meno
dar luogo a un’eruzione. Il lavoro, curato da un team di ricercatori dell’Istituto
Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dell’Università di Ginevra
(Svizzera), ha permesso di elaborare un modello basato su quello che la
letteratura anglosassone definisce “the worst case”, il caso peggiore.
Lo studio, dal titolo “Scenario-based forecast of the evolution of 75 years of
unrest at Campi Flegrei caldera (Italy)”, si basa sull’assunzione che il
bradisismo odierno in atto dal 2005, così come quello registrato negli anni 1950,
1970-1972 e 1982-1984, sia determinato da successive intrusioni di magma a
profondità di circa 4 chilometri.
“Si è scelto di partire da questa assunzione poiché è quella più cautelativa per gli
abitanti dell’area flegrea soggetti alla pericolosità vulcanica e permette,
quantomeno, di definire un possibile scenario evolutivo”, spiega Stefano Carlino,
ricercatore dell’INGV e co-autore dello studio.
“I calcoli da noi eseguiti suggeriscono che, nonostante potrebbe essere presente
magma potenzialmente eruttabile a circa 4 chilometri di profondità e la
sovrappressione interna al serbatoio magmatico potrebbe essere sufficiente per
fratturare la crosta che lo circonda, un’eruzione sarebbe ostacolata dalla
combinazione di diversi fattori, tra cui il ridotto volume del serbatoio magmatico e
la deformazione viscosa della crosta circostante”, aggiunge Luca Caricchi,
professore ordinario all’Università di Ginevra e co-autore del lavoro.
“Il ridotto volume del serbatoio magmatico, in particolare, rappresenta
attualmente uno degli ostacoli maggiori all’eruzione, poiché un’eventuale
fuoriuscita di magma da esso determinerebbe un repentino abbassamento della
pressione interna che, a sua volta, non fornirebbe al magma energia sufficiente per
arrivare in superficie”, proseguono Charline Lormand e Guy Simpson
dell’Università di Ginevra, co-autori dello studio.
Se la dinamica attuale di sollevamento del suolo nell’area flegrea dovesse
proseguire in futuro con tassi simili a quelli odierni, la sorgente magmatica che
genera il sollevamento potrebbe raggiungere, in alcune decine di anni, una
dimensione idonea a generare un’eruzione, con un accumulo di volumi di magma
comparabile a quello che alimentò l’ultimo evento eruttivo dei Campi Flegrei nel
1538.
Ufficio Stampa
Press Office
www.ingv.it
INGV Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
INGV – Ist. Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
INGV_press
ingv_press
INGV_press
ingv_press
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
PressRelease/ComunicatoStampa
“Tuttavia, come detto, i risultati del nostro studio derivano dall’assunzione che il
bradisismo degli ultimi 75 anni, dunque il sollevamento del suolo, sia stato
alimentato dal magma profondo in risalita e, in parte, dai fluidi da questo
fuoriusciti: si tratta di una condizione possibile, ma non facile da verificare,
ribadisce Carlino. “Inoltre, è importante sottolineare che nonostante anche
precedenti lavori abbiano evidenziato numerose fratture nella crosta dei Campi
Flegrei, le condizioni attuali non risultano idonee a un evento eruttivo”, precisa
Tommaso Pivetta, ricercatore dell’INGV e co-autore dell’articolo.
Per cercare di mitigare la difficoltà nel prevedere come potrà comportarsi il
vulcano in futuro, gli sforzi della ricerca scientifica in questo campo restano quelli
di determinare, attraverso misure geofisiche, geochimiche e geodetiche e
mediante lo studio e l’elaborazione congiunta dei dati, la natura reale della
sorgente del bradisismo, attualmente ancora oggetto di dibattito scientifico.
Link allo studio
Link utili:
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)
Università di Ginevra
Ufficio Stampa
Press Office
www.ingv.it
INGV Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
INGV – Ist. Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
INGV_press
ingv_press
INGV_press
ingv_press
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
PressRelease/ComunicatoStampa
Figura: Evoluzione temporale del volume di magma e dei fluidi in eccesso a diverse
temperature. La figura riporta i risultati per iniezioni di magma di uno spessore pari a 25
m, nonché i volumi massimo e minimo degli eventi di iniezione di magma. Il limite
inferiore di ciascuna regione colorata si riferisce ai calcoli eseguiti considerando il
volume minimo di magma iniettato in ciascun evento. I numeri vicino alle linee
tratteggiate indicano il volume minimo e massimo di magma iniettato in ogni episodio.
Le bande di colore differente rappresentano i volumi dei fluidi in eccesso (in blu e
associati all’asse y destro) e del magma a diverse temperature presenti nel serbatoio
magmatico nel tempo.
—-MC/SaSt
—–
Ufficio Stampa
Press Office
www.ingv.it
INGV Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
INGV – Ist. Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
INGV_press
ingv_press
INGV_press
ingv_press
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Trending
- Agenzia nr. 1583 – Gatta (FdI): “Buon lavoro al nuovo prefetto di Foggia Antonio Giannelli
- OSPFE – AUSLFE – Comunicato stampa congiunto NELLA GIORNATA DEGLI INSEGNATI SI RICORDA IL RUOLO DELLA “SCUOLA IN OSPEDALE
- Commercio, tavolo di confronto in Comune il 22 ottobre . Saranno illustrate anche le linee guida per i dehors
- DIFESA: RAUTI ALL’ACCADEMIA MILITARE AUSTRIACA “FORMAZIONE INTERFORZE VERSO IL MODELLO DUALE TOTAL DEFENCE
- Berlusconi: Ronzulli (FI), inaccettabile si continui a trascinare suo nome in teoremi privi di riscontro
- Egitto, Sisi rafforza il dialogo con Eritrea, Somalia e Burundi: al centro Mar Rosso, Corno d’Africa e acque del Nilo
- Ucraina, Mosca rivendica una settimana di attacchi contro ponti, centri logistici ed energia
- ENERGIA. LUCA MERCALLI (SOCIETA’ METEREOLOGICA ITALIANA) A “L’ELEFANTE” (RAI 3): “BOLLETTE ALTE E CLIMA, SERVONO PIÙ RINNOVABILI E AUTOSUFFICIENZA ENERGETICA”
- Ucraina, gli attacchi ai ponti di Kiev rischiano di provocare un «incubo logistico»: l’allarme riportato dal NYT
- Legge forense : Sisto, approvazione decreto legislativo è passo epocale
![[INGV Comunicato stampa] CAMPI FLEGREI | Presentato un nuovo modello a lungo termine dell’evoluzione del bradisismo](https://agenparl.eu/wp-content/uploads/2026/01/image.jpeg)