(AGENPARL) - Roma, 12 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Mon 12 January 2026 Federico Marini
EXPORT SARDEGNA-USA – Mercato a due velocità per le imprese
sarde negli Stati Uniti: cresce quello delle piccole, crolla quello delle
manifatturiere. Situazioni condizionate dazi e futuro. Giacomo Meloni
(Presidente Confartigianato Sardegna): “L’Isola deve continuare a lavorare
nel mercato del food e degli altri settori dove rappresentiamo l’eccellenza”.
Associazioni E’ un mercato che viaggia a due velocità differenti quello delle esportazioni dalla
Territoriali Sardegna verso gli USA. Se sono solide le vendite delle micro, medie e piccole
Sud Sardegna
imprese, al contrario crollano quelle del manifatturiero.
Cagliari Nel primo semestre di quest’anno, infatti, le vendite di beni e prodotti delle MPI e
Via Riva Villasanta 241
stesso periodo del 2024, arrivando a toccare 138milioni di controvalore, e
Oristano
Via Campanelli, 41 rappresentando lo 0,36% del PIL regionale. Nel 2024, al contrario, si era registrata una
Nuoro alimentari, prodotti in legno e metallo, pelletteria, abbigliamento e tessile, mobili e
Via Brig.Sassari, 37 ceramiche ma anche semilavorati lapidei, prodotti chimici, macchinari e attrezzature, ha
retto alle politiche economiche trumpiane,
Sassari All’opposto, crolla l’export delle imprese manifatturiere, comprese quella
Via Alghero, 30
Su queste attività si è fatto sentire l’influsso dei dazi, le limitazioni, la burocrazia, le
Gallura Olbia
Via Sangallo 67 “turbolenze” politiche ma anche l’importante concorrenza di altri Paesi del resto del
E’ questo ciò che emerge dal dossier elaborato dall’Ufficio Studi di
Confartigianato Imprese Sardegna su dati Istat, che ha analizzato i flussi commerciali
delle imprese isolane, dalla Sardegna verso il Paese americano.
Per le vendite delle piccole imprese, la classifica nazionale, come incremento
percentuale, è aperta dal +21,8% della Sicilia, con vendite del 208 milioni di euro,
contro la media nazionale del -1,6%, per oltre 17miliardi di controvalore. In termini
assoluti, da segnalare i 4miliardi e 300 milioni della Lombardia e i quasi 3 miliardi di
euro di fatti segnare da Toscana e Veneto.
Sempre per le MPI, i dati provinciali dicono che l’area Sassari-Gallura ha
esportato negli USA ben 83milioni di euro di prodotti, con un incremento dello 0,6%.
Confartigianato Imprese Sardegna
Segue Nuoro con 35 (+2,7%), il Sud Sardegna con 9 (+46,2%), Cagliari e Oristano
con 6 (+50,6 e + 26,4%)
“Per l’export delle piccole imprese sarde sono numeri assolutamente positivi –
commenta Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Sardegna – perché
dimostrano che negli Stati Uniti apprezzano le nostre piccole ma ricercate produzioni,
soprattutto alimentari”. “Però – aggiunge Meloni – dobbiamo essere sinceri dicendo che
l’incremento è anche il frutto dell’anticipazione degli acquisti da parte degli importatori
statunitensi per evitare l’applicazione dei dazi e questa situazione non ci fa stare sereni
in vista del futuro”.
“L’agroalimentare e le altre produzioni artigiane sarde di qualità sono
particolarmente sensibili agli scambi commerciali verso gli USA – analizza la situazione
il Presidente di Confartigianato Sardegna – l’Isola, per questo, ha bisogno di
continuare a lavorare nel mercato del food e degli altri settori eccellenza che hanno
ampi margini di crescita se teniamo in considerazione che l’export dei prodotti sardi
delle MPI rappresenta solo lo 0,8% del valore complessivo delle totale delle esportazioni
alimentari made in Italy”. “Gli Americani riconoscono il valore dei nostri prodotti e
restano un partner chiave per lo sviluppo economico territoriale – prosegue il Meloni- è
essenziale mantenere e rafforzare i rapporti commerciali con uno dei principali motori
dell’economia globale, il cui contributo favorisce il benessere della comunità”. “Per
questo – continua – auspichiamo che presto si possa tornare al dialogo e al
multilateralismo. Occorre sorpassare l’incubo dazi doganali e ampliare, invece, le
opportunità di creare ricchezza attraverso l’export, prima di tutto quello
agroalimentare”. “Al di là di tutto, come ripetiamo da sempre, per le nostre imprese è
necessario, fondamentale e improrogabile guardare fuori i nostri confini per fare affari –
conclude Meloni – è necessario continuare l’impegno per dare immediato impulso alla
crescita, valorizzare le eccellenze del territorio e sostenere gli sforzi imprenditoriali,
attraverso un mix di iniziative di incoming ed export e di formazione”.
L’analisi nazionale – Il made in Italy sul mercato USA.
Dopo aver superato la Francia nel 2022, gli Stati Uniti sono il secondo mercato del
made in Italy, dietro alla Germania, con un valore dell’export che nel 2025 (ultimi dodici
mesi ad agosto) vale 67.753 milioni di euro, pari al 10,7% dei 634.112 milioni di export
totale nel mondo.
I dazi colpiscono le vendite sul mercato con il maggiore dinamismo dell’export
negli ultimi cinque anni. Tra il 2020 e il 2025 (ultimi dodici mesi ad agosto) la maggiore
crescita dell’export si registra proprio per gli Stati Uniti d’America con un aumento di
25,3 miliardi di euro, pari al +59,6%, avanti a Francia con un aumento di 18,3 miliardi,
Confartigianato Imprese Sardegna
pari al +40,5%, Spagna con un aumento di 16,2 miliardi, pari al +77,8%, Germania con
un aumento di 15,7 miliardi, pari al +28,0%, Turchia con un aumento di 8,0 miliardi, pari
al +103,3%, Paesi Bassi con un aumento di 7,9 miliardi, pari al +69,1%, Svizzera con un
aumento di 7,3 miliardi, pari al +28,8%, Polonia con un aumento di 7,0 miliardi, pari al
+53,4%, Regno Unito con un aumento di 5,3 miliardi, pari al +23,4% e Emirati arabi
uniti con un aumento di 4,9 miliardi, pari al +126,8%.
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