(AGENPARL) - Roma, 10 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Sat 10 January 2026 Sommario
PREMESSA ………………………………………………………………………………………………………………………………….. 9
LA PRIMA DIVISIONE DEL SERVIZIO POLIZIA POSTALE E PER LA SICUREZZA
CIBERNETICA …………………………………………………………………………………………………………………………… 17
IL CASO: ALLARME ALL’ALBA – SALVATO UN MINORE VITTIMA DI ESTORSIONE SESSUALE
ONLINE …………………………………………………………………………………………………………………………………. 21
LA SECONDA DIVISIONE DEL SERVIZIO POLIZIA POSTALE E PER LA SICUREZZA
CIBERNETICA …………………………………………………………………………………………………………………………… 23
IL CENTRO NAZIONALE PER IL CONTRASTO ALLA PEDOPORNOGRAFIA ONLINE ………………………….. 24
ADESCAMENTO ONLINE …………………………………………………………………………………………………………. 30
ESTORSIONE SESSUALE ………………………………………………………………………………………………………….. 32
CYBERBULLISMO…………………………………………………………………………………………………………………… 34
IL CASO: OPERAZIONE ‘STREAM’ ………………………………………………………………………………………… 36
LA SEZIONE OPERATIVA DELLA SECONDA DIVISIONE ………………………………………………………………… 37
STALKING ONLINE …………………………………………………………………………………………………………………. 39
MOLESTIE ONLINE ………………………………………………………………………………………………………………… 41
DIFFUSIONE ILLECITA DI IMMAGINI O VIDEO SESSUALMENTE ESPLICITI, DESTINATI A
RIMANERE PRIVATI, SENZA IL CONSENSO DELLE PERSONE RAPPRESENTATE (REVENGE PORN) ….. 43
ESTORSIONE SESSUALE ONLINE ……………………………………………………………………………………………… 45
MINACCE ONLINE ………………………………………………………………………………………………………………….. 47
CODICE ROSSO ………………………………………………………………………………………………………………………. 49
IL CASO: CONDIVISIONE ILLECITA DI CONTENUTI SESSUALI ONLINE, OSCURATE DUE
PIATTAFORME……………………………………………………………………………………………………………………….. 51
L’UNITÀ DI ANALISI DEL CRIMINE INFORMATICO………………………………………………………………………. 52
LA TERZA DIVISIONE DEL SERVIZIO POLIZIA POSTALE E PER LA SICUREZZA
CIBERNETICA …………………………………………………………………………………………………………………………… 56
CENTRO NAZIONALE ANTICRIMINE INFORMATICO PER LA PROTEZIONE DELLE INFRASTRUTTURE
CRITICHE (C.N.A.I.P.I.C.) ………………………………………………………………………………………………………… 57
GRANDI EVENTI: GIUBILEO DELLA CHIESA CATTOLICA 2025 ………………………………………………….. 62
GRANDI EVENTI: OLIMPIADI E PARAOLIMPIADI INVERNALI MILANO-CORTINA ……………………….. 62
COLLABORAZIONE INTERNAZIONALE …………………………………………………………………………………….. 63
IL CASO: OPERAZIONE “EASTWOOD” …………………………………………………………………………………….. 64
IL CASO: SMANTELLATE “CRACKED” E “NULLED” – MAXI-OPERAZIONE INTERNAZIONALE
CONTRO IL CYBERCRIME ……………………………………………………………………………………………………….. 65
COMITATO DI ANALISI PER LA SICUREZZA CIBERNETICA (CASC) ……………………………………………. 66
INCONTRO SETTORE ENERGETICO ………………………………………………………………………………………….. 66
TAVOLI SETTORIALI ……………………………………………………………………………………………………………… 67
20° ANNIVERSARIO DEL CENTRO NAZIONALE ANTICRIMINE INFORMATICO PER LA
PROTEZIONE DELLE INFRASTRUTTURE CRITICHE …………………………………………………………………… 69
LA SEZIONE CYBERTERRORISMO ………………………………………………………………………………………………. 71
LA QUARTA DIVISIONE DEL SERVIZIO POLIZIA POSTALE E PER LA SICUREZZA
CIBERNETICA …………………………………………………………………………………………………………………………… 75
IL CASO: “ARRESTO SANTONA AI”…………………………………………………………………………………………. 79
IL CASO: “OPERAZIONE GHOTA 2”…………………………………………………………………………………………. 79
PREMIO FAPAV: LA POLIZIA POSTALE PREMIATA PER L’OPERAZIONE “TAKEN DOWN” …………. 80
IL CASO: “OPERAZIONE CAGLIOSTRO” ………………………………………………………………………………….. 81
LA QUINTA DIVISIONE DEL SERVIZIO POLIZIA POSTALE E PER LA SICUREZZA
CIBERNETICA …………………………………………………………………………………………………………………………… 83
Analisi statistica e rielaborazione dati a cura di: Ispettore della Polizia di Stato Gaetano Martucci,
Assistente Capo della Polizia di Stato Luigi Ummaro e Agente della Polizia di Stato Valeria Pettirossi
Raccolta dati statistici a cura di: Ispettore della Polizia Gaetano Martucci, Assistente Capo della
Polizia di Stato Luigi Ummaro e Agente della Polizia di Stato Valeria Pettirossi
Editing & Grafica a cura di: Ispettore della Polizia di Stato Gaetano Martucci
Copertina a cura di: Ispettore della Polizia di Stato Gaetano Martucci
Coordinatori delle attività: Primo Dirigente della Polizia di Stato Barbara Strappato, Vice Questore
della Polizia di Stato Roberta Mestichella, Vice Questore Aggiunto della Polizia di Stato Alessandro
Tundo
PREMESSA
Ivano Gabrielli, Dirigente Superiore della Polizia di Stato, Direttore del Servizio Polizia Postale e
per la sicurezza cibernetica
Nel 2025 il panorama della sicurezza cibernetica ha mostrato una crescente complessità: attacchi
sofisticati alle infrastrutture critiche, campagne ransomware, frodi economico-finanziarie, fenomeni
di sfruttamento dei minori e reati contro la persona commessi online che hanno inciso in modo diretto
sulla vita dei cittadini e sulla continuità dei servizi essenziali. La rapidità di propagazione degli
incidenti e la molteplicità dei vettori d’attacco hanno reso indispensabile un presidio costante, capace
di coniugare innovazione tecnologica, competenze investigative e attenzione alla dimensione umana
delle vittime.
In questo quadro, la Polizia
Postale ha adottato un
approccio
integrato,
articolato su tre direttrici
complementari: prevenzione,
per ridurre i rischi e
diffondere consapevolezza;
contrasto investigativo, per
interrompere
circuiti
criminali e assicurare i
responsabili alla giustizia;
costruzione di competenze,
formare
personale
altamente qualificato e rafforzare la resilienza collettiva. Ogni intervento è stato concepito non solo
per contenere l’emergenza, ma per trasformare l’esperienza operativa in apprendimento e contribuire,
insieme agli altri partner istituzionali, al consolidamento della capacità di risposta del sistema Paese.
Il Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, parte integrante della Direzione Centrale
per la Polizia Scientifica e la Sicurezza Cibernetica del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, è
articolato in cinque Divisioni e coordina le attività degli uffici territoriali, costituiti dai Centri
Operativi per la Sicurezza Cibernetica e dalle Sezioni Operative per la Sicurezza Cibernetica con
competenza provinciale. Accanto alle funzioni di prevenzione, contrasto e supporto
tecnico-scientifico, il Servizio assicura anche il supporto tecnico-logistico, indispensabile per
garantire continuità operativa, gestione delle risorse e tempestività di intervento su tutto il territorio
nazionale.
La Prima Divisione svolge un ruolo di governance strategica e di raccordo, coordinando linee
operative, programmi formativi e funzioni di presidio. Al suo interno è incardinato il Commissariato
di P.S. Online, punto di contatto diretto con i cittadini per segnalazioni, orientamento delle vittime e
diffusione di alert. La Divisione si avvale del Settore personale, del Settore rapporti con gli uffici
territoriali della specialità, Settore Formazione del Personale, del Settore Affari Giuridici, del Settore
Relazioni Internazionali e del Settore Analisi e Pianificazione Strategica. Anche nel 2025 ha
promosso campagne di sensibilizzazione, rafforzato la cooperazione con enti pubblici e privati e
sviluppato strumenti di analisi strategica a supporto delle decisioni operative.
La Seconda Divisione, attraverso il Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online
(C.N.C.P.O.), ha mantenuto un impegno costante nella tutela dei minori e delle persone vulnerabili.
Il Settore dedicato ai reati contro la persona commessi online ha intensificato il monitoraggio delle
piattaforme digitali e consolidato protocolli di collaborazione con procure e servizi sociali, mentre
l’Unità di Analisi del Crimine Informatico ha integrato competenze psicologiche e tecniche per
fornire valutazioni di rischio e supporto alle indagini per un’efficace azione di contrasto strategico.
La Terza Divisione ha garantito un presidio essenziale per la sicurezza degli asset nazionali. Il Centro
Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (C.N.A.I.P.I.C.), di
cui quest’anno si è celebrato il ventennale dalla sua istituzione, ha operato per assicurare la resilienza
delle infrastrutture critiche e la protezione dei grandi eventi, mentre la Sezione Cyberterrorismo ha
fronteggiato le sfide poste dalle moderne minacce ibride: in un contesto segnato da forti tensioni
geopolitiche, l’attività di intelligence ha permesso di intercettare le derive del radicalismo digitale e
dell’hacktivismo ideologico attraverso un lavoro di anticipazione che ha consentito di individuare
percorsi eversivi e neutralizzare campagne ostili prima che potessero tradursi in azioni violente.
La Quarta Divisione ha presidiato le minacce economico-finanziarie, sviluppando competenze di
analisi dei flussi e investigazione su cripto-asset. Nel 2025 ha condotto indagini su circuiti di frode e
schemi di monetizzazione illecita, supportando procure e proteggendo imprese e cittadini.
La Quinta Divisione ha garantito il supporto tecnico e forense indispensabile per rendere le indagini
efficaci e utilizzabili in sede giudiziaria. Nel 2025 ha orientato la propria attività verso la
programmazione e la progettazione di soluzioni innovative, con particolare attenzione alle tecnologie
di intelligenza artificiale, rafforzando gli strumenti di analisi e di supporto alle indagini in
collaborazione con centri di ricerca e partner industriali.
Un ulteriore tassello strategico nel 2025 è stato l’avvio del corso di formazione tecnico-professionale
per la nomina alla qualifica di Vice Ispettore Tecnico della Polizia di Stato – settore sicurezza
cibernetica, inaugurato a settembre presso il Centro Addestramento della Polizia di Stato di Cesena
alla presenza del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza. Il percorso, che si
concluderà nel giugno 2026, rappresenta un momento qualificante per la formazione specialistica del
personale, fornendo competenze avanzate in materia di investigazioni digitali, analisi forense e
protezione delle infrastrutture critiche. L’investimento nella formazione degli ispettori tecnici cyber
contribuisce a consolidare il presidio istituzionale e a garantire un livello elevato di professionalità
nelle attività di prevenzione e contrasto, favorendo al contempo uniformità di metodo e coerenza
operativa su tutto il territorio nazionale.
La rete territoriale,
composta dai 18
Centri Operativi
per la Sicurezza
Cibernetica e dalle
82 Sezioni ——–Operative per la
Sicurezza
Cibernetica, ha –assicurato
prossimità e ——rapidità
d’intervento.
Anche nel 2025 gli
uffici territoriali
hanno intercettato
segnali
deboli,
intesi come indicatori precoci e frammentari di possibili minacce informatiche – accessi anomali,
comportamenti sospetti o variazioni nei flussi di rete – che hanno permesso di anticipare l’evoluzione
degli attacchi e attivato la prima risposta agli incidenti, trasformando le strategie nazionali in
interventi concreti e tempestivi.
La cooperazione internazionale e il partenariato pubblico–privato hanno ampliato la capacità di
prevenire, contenere e ripristinare, attraverso lo scambio di indicatori e la conduzione di operazioni
congiunte, gli eventi cyber ostili.
Nel 2025, con riferimento ai dati consolidati al 21 dicembre, l’attività della Polizia Postale e per la
Sicurezza Cibernetica si è sviluppata su scala nazionale con un impegno operativo continuo e ad alta
intensità. Nel periodo di riferimento sono stati trattati 51.560 casi, con 293 arresti, 7.590 persone
denunciate e 2.157 perquisizioni, delineando un’azione investigativa strutturata, capillare e
costantemente orientata alla gestione di fenomeni complessi.
Il cybercrime di matrice economico-finanziaria ha confermato il proprio ruolo centrale in termini di
volumi operativi, con 27.085 procedimenti trattati e somme sottratte superiori a 269 milioni di euro,
evidenziando la capacità delle organizzazioni criminali di operare attraverso ecosistemi digitali
articolati e dinamiche transnazionali. In parallelo, sono stati gestiti 9.250 eventi di computer crime
rivolti a infrastrutture critiche, soggetti pubblici, aziende e privati, a testimonianza di una pressione
costante sul perimetro cibernetico nazionale.
Resta elevata l’attenzione verso i reati contro la persona commessi online, che hanno fatto registrare
9.564 casi, così come l’impegno nel contrasto alla pedopornografia e all’adescamento di minori,
ambito nel quale sono stati trattati 2.574 procedimenti, con un numero particolarmente significativo
di arresti e perquisizioni.
Le attività condotte nel corso dell’anno hanno prodotto risultati rilevanti in termini di contrasto
operativo e tutela delle vittime: indagini complesse su reti criminali transnazionali, interventi mirati
su fenomeni di frode e monetizzazione illecita, azioni di rimozione e oscuramento di contenuti
illegali. Ogni intervento ha richiesto l’integrazione di competenze investigative, capacità
tecnico-forensi e cooperazione internazionale, confermando la centralità di un approccio
multidisciplinare nella gestione delle minacce cibernetiche.
Accanto alle attività di contrasto, il Servizio ha rafforzato il proprio ruolo sul versante preventivo e
formativo, promuovendo iniziative di sensibilizzazione che hanno coinvolto migliaia di istituti
scolastici e centinaia di migliaia di studenti, docenti e genitori, confermando la prevenzione come
leva strategica per accrescere la consapevolezza digitale della collettività.
Per il futuro le priorità restano il rafforzamento della formazione specialistica, lo studio di quadri
normativi anche in chiave di presidio di pubblica sicurezza, il potenziamento delle capacità di analisi
e l’uso efficace e responsabile delle potenzialità offerte dall’intelligenza artificiale. Consolidare le
alleanze internazionali e investire in ricerca e sviluppo sono condizioni necessarie per anticipare le
evoluzioni della minaccia e garantire la tutela dei diritti fondamentali.
LA PRIMA DIVISIONE DEL SERVIZIO POLIZIA POSTALE E PER LA SICUREZZA
CIBERNETICA
Barbara Strappato, Primo Dirigente della Polizia di Stato, Direttore
Il 2025 ha confermato la Prima Divisione come cuore strategico della Specialità, orientando le risorse
per rendere l’azione della Polizia Postale incisiva e coerente su tutto il territorio nazionale. La linea
di indirizzo seguita ha avuto risultati tangibili, rafforzando allo stesso tempo la continuità di visione
strategica e la capacità di risposta delle articolazioni territoriali.
Al 21 dicembre 2025, l’attività del Commissariato di P.S. online ha confermato il suo ruolo
fondamentale quale presidio quotidiano della rete, agendo come uno dei punti di contatto privilegiato
tra istituzioni e cittadinanza. La dimensione dell’impegno profuso emerge con chiarezza dai dati
raccolti tramite il portale istituzionale www.commissariatodips.it, che ha gestito un flusso di oltre
trentaduemila segnalazioni di phishing e un volume pressoché identico di denunce relative all’area
dei social network, affiancate da più di trentamila segnalazioni di attacchi informatici. In ambiti di
estrema criticità per la sicurezza pubblica, l’azione del Commissariato ha permesso di istruire oltre
duemilacinquecento casi legati alla pedopornografia online e più di mille segnalazioni riconducibili
all’area antiterrorismo. Ogni istanza pervenuta è stata sottoposta a un processo di analisi che ha
consentito di gestire le emergenze o di inoltrare le pratiche verso i settori investigativi competenti,
garantendo una risposta tempestiva e un raccordo costante con le articolazioni specializzate della
Specialità. A questa attività di analisi si affianca un’importante presenza digitale, testimoniata da 5,2
milioni di visite al sito con quasi 76 milioni di pagine consultate, che hanno generato oltre
venticinquemila richieste di informazioni e reso necessari 232 interventi diretti di soccorso pubblico.
L’efficacia della prevenzione è stata inoltre supportata dalla diramazione di 26 alert a tutela della
collettività, trasformando il dialogo continuo con l’utenza in un patrimonio di informazioni operative
essenziale per intercettare tempestivamente le nuove tendenze del cybercrime e consolidare il legame
di fiducia con il cittadino.
La gestione del capitale umano, curata dal settore personale e servizi, ha rappresentato un elemento
essenziale per la tenuta organizzativa dell’intera struttura, consentendo di valorizzare competenze e
garantire equilibrio tra stabilità e flessibilità operativa.
Su un piano complementare, il settore archivio ha assicurato la conservazione e la valorizzazione
della memoria documentale: la digitalizzazione progressiva e l’aggiornamento degli archivi hanno
trasformato un patrimonio di atti e informazioni in un supporto concreto alle attività investigative e
alla pianificazione strategica.
In un’ottica di costante aggiornamento professionale, il settore formazione ha proseguito nella
predisposizione di corsi specialistici in ambito OSINT, cyber security e tutela dei minori online,
contribuendo in modo significativo all’elevazione del livello tecnico-operativo del personale. In
particolare, sono attivi i percorsi “Analista di fonti aperte (OSINT e SOCMINT)”, “Incident
Responder” e “Child Sexual Exploitation Operator”, strutturati per rispondere alle esigenze emergenti
del contrasto al crimine informatico e alla protezione dei minori in rete. Particolarmente significativo
è stato l’avvio, a settembre 2025, del corso per vice ispettori tecnici nel settore d’impiego della
sicurezza cibernetica, che si completerà a giugno 2026. Un momento storico, che ha segnato l’ingresso
di nuove figure professionali nella Polizia di Stato, capaci di sviluppare competenze specialistiche e
di lavorare in squadra su indagini digitali sempre più complesse.
Il settore affari giuridici ha accompagnato ogni scelta operativa con pareri puntuali, assicurando la
piena conformità alle normative nazionali ed europee e consolidando la credibilità istituzionale del
Servizio. Sul piano internazionale, i rapporti con Europol e con le altre forze di polizia estere si sono
ulteriormente rafforzati. La partecipazione a progetti innovativi, come STARLIGHT, dedicati al ruolo
dell’intelligenza artificiale nella prevenzione e nel contrasto del crimine informatico, ha dato nuova
linfa alla cooperazione. A questo si sono aggiunti momenti di confronto con delegazioni straniere
incontrate presso gli uffici centrali e territoriali della Specialità, che hanno sancito il riconoscimento
del modello italiano come punto di riferimento nella lotta al cybercrime.
La prevenzione ha trovato voce attraverso campagne di sensibilizzazione di vasta portata, coordinate
dal settore Relazioni Esterne e capaci di raggiungere minori e adulti con iniziative diversificate. Tra
queste, “Una Vita da Social”, giunta alla tredicesima edizione, ha portato il messaggio della sicurezza
digitale nelle scuole e a bordo del truck istituzionale, affiancata dalla versione boomer edition che ha
coinvolto genitori, insegnanti e adulti.
All’iniziativa #Cuoriconnessi, che dal 2016 affronta il tema del cyberbullismo con contenuti dedicati
e riflessioni sul valore delle parole online, si è aggiunta Cybersummer, in cui gli operatori hanno
incontrato i bambini nei centri estivi, preparandoli a navigare in sicurezza. Nel 2025 è proseguito
anche il viaggio della mostra fotografica “Supereroi – Proteggiamo i bambini insieme”, con tappe a
Sanremo, Pavia e Napoli, arricchite da momenti di approfondimento per studenti e visitatori.
A conferma dell’impegno, la Polizia Postale ha ottenuto due importanti riconoscimenti: al World
Police Summit di Dubai per il progetto editoriale “Sulle tracce dell’hacker”, realizzato con la
Fondazione Geronimo Stilton, e il Premio Nazionale per le Competenze Digitali nella categoria
“Inclusione digitale” con il progetto “Sicurezza Cibernetica per tutti”.
Complessivamente, le attività di prevenzione hanno coinvolto 4.309 scuole, 324.702 studenti, 25.838
docenti, 17.085 genitori e altri 31.858 partecipanti in incontri scolastici, seminari e convegni dedicati
alla cultura della sicurezza online.
Parallelamente, il settore analisi e pianificazione strategica ha elaborato indicatori e scenari
previsionali che hanno guidato le priorità investigative, trasformando i dati in insight capaci di
anticipare minacce emergenti.
L’azione del settore rapporti con le articolazioni territoriali della Polizia Postale, sostenuta dalla
storica ed efficace collaborazione con Poste Italiane, ha assicurato un legame costante con le realtà
locali. Questo collegamento diretto ha permesso di cogliere tempestivamente i bisogni quotidiani,
dalle risorse umane alle infrastrutture, e di trasformarli in interventi concreti, fondamentali per
garantire la continuità e la solidità dell’azione della Specialità su scala nazionale.
In questo quadro, il settore automezzi ha assicurato la piena efficienza delle autovetture in dotazione,
curando manutenzione e rinnovo dei veicoli. Questo presidio logistico ha consentito agli operatori di
raggiungere con tempestività ogni realtà locale, rafforzando la continuità operativa e garantendo una
risposta pronta e adeguata alle esigenze del territorio.
Il bilancio del 2025 dimostra come la Prima Divisione abbia saputo integrare competenze
diversificate in un sistema coeso. Ogni settore è riuscito a operare, in perfetta complementarità con
gli altri, conservando la propria specificità. Le analisi strategiche hanno fornito la mappa per orientare
gli interventi; la formazione ha preparato le persone a leggerla e tradurla in azione; la comunicazione
ne ha amplificato il messaggio preventivo; il supporto giuridico ne ha consolidato le fondamenta. Il
Commissariato online e i rapporti territoriali hanno fatto confluire le diverse segnalazioni nel circuito
dell’analisi, implementando nuovi cicli di formazione e prevenzione. La dimensione internazionale
ha arricchito questo ecosistema, importando ed esportando best practices che hanno costantemente
raffinato il modello operativo.
Il vero valore aggiunto del 2025 è stata la collaborazione tra i settori che ha permesso di trasformare
le differenze in ricchezza operativa, dimostrando come la forza di un’organizzazione complessa
risieda nella capacità di unire le diverse componenti attraverso una visione condivisa e una
responsabilità diffusa, consentendo la creazione di un presidio di sicurezza nazionale capace di
trasformare le sfide in opportunità.
IL CASO: ALLARME ALL’ALBA – SALVATO UN MINORE VITTIMA DI ESTORSIONE SESSUALE ONLINE
All’alba di una mattina di novembre 2025, una richiesta di aiuto arrivata sul portale del
Commissariato di PS Online ha fatto scattare un intervento urgente per soccorrere un minore vittima
di estorsione sessuale online. Il giovane, in forte agitazione, riferiva che un soggetto lo minacciava di
diffondere le sue immagini intime in cambio di denaro. Il tono dei messaggi e la crescente
disperazione del minore hanno immediatamente fatto temere agli operatori la possibilità di un gesto
che potesse mettere a rischio la sua incolumità. Il personale del Commissariato ha stabilito un contatto
diretto e continuativo con il giovane, attivando l’Unità di Analisi del Crimine Informatico per
garantire il supporto specialistico nella gestione emotiva e operativa del caso. Le comunicazioni,
mantenute senza interruzioni, hanno permesso di monitorare lo stato d’animo del minore e valutare
l’urgenza della situazione. Quando il minore ha riferito di volersi spostare verso una struttura
pubblica, gli operatori hanno avviato una rapida attività di analisi su fonti aperte per individuare il
luogo indicato e predisporre l’invio di personale. L’intervento, coordinato dal Commissariato di PS
Online, si è svolto con particolare attenzione alla salvaguardia del giovane, che è stato raggiunto e
messo in sicurezza. Poco dopo un familiare giunto sul posto, ha contribuito a rasserenarlo e riportarlo
in un contesto protetto. L’episodio, gestito fino al primo pomeriggio, conferma l’impegno quotidiano
del Commissariato di PS Online nella tutela delle persone più vulnerabili e nella gestione dei reati
digitali, rappresentando solo uno dei tantissimi casi che ogni giorno l’ufficio si trova ad affrontare e
gestire con professionalità e tempestività.
LA SECONDA DIVISIONE DEL SERVIZIO POLIZIA POSTALE E PER LA SICUREZZA
CIBERNETICA
Maria Rosaria Romano, Primo Dirigente della Polizia di Stato, Direttore
La Seconda Divisione costituisce il fulcro strategico della Polizia Postale dedicato alla protezione
delle vittime più vulnerabili e alla salvaguardia dei diritti fondamentali nel cyberspazio. In uno
scenario in cui l’evoluzione tecnologica ridefinisce costantemente le modalità di interazione sociale,
la Divisione adotta un approccio olistico che non si limita alla repressione, ma integra investigazione
tecnologica, cooperazione internazionale e analisi criminologica. La missione di garantire una
risposta istituzionale adeguata alla complessità delle minacce online si realizza attraverso la sinergia
di tre articolazioni specialistiche.
Il C.N.C.P.O. rappresenta l’anima istituzionale e di coordinamento nella lotta globale allo
sfruttamento sessuale dei minori, mentre la Sezione Operativa funge da presidio investigativo
trasversale per l’intero spettro dei reati contro la persona; quest’ultima non si limita a singole
fattispecie, ma interviene su ogni forma di aggressione alla sfera individuale, dal cyberstalking alla
sostituzione di persona, fino alle minacce e alla diffusione illecita di immagini intime. A completare
il quadro interviene l’U.A.C.I., che fornisce il supporto scientifico, psicologico e analitico
indispensabile per tutelare le vittime e gli operatori coinvolti in indagini ad alto impatto emotivo,
coniugando così l’elevata specializzazione tecnica con una profonda attenzione al fattore umano.
IL CENTRO NAZIONALE PER IL CONTRASTO ALLA PEDOPORNOGRAFIA ONLINE
Il contrasto allo sfruttamento online dei minori in tutte le sue forme costituisce una priorità strategica
per la Polizia di Stato e impone una costante analisi delle nuove minacce, l’adozione di strumenti
tecnologici avanzati e un approccio operativo coerente con l’evoluzione dei mezzi di comunicazione,
al fine di favorire nuove modalità di conoscenza e di interazione sociale.
Nel tempo, le competenze della Specialità in materia di protezione dei minori si sono
progressivamente ampliate grazie all’introduzione di specifiche disposizioni normative volte a
rafforzare il sistema di tutela, estendendo l’azione anche a nuovi ambienti digitali e servizi online,
nei quali si registra una presenza sempre più precoce di minori, spesso in assenza di un’adeguata
supervisione adulta.
Il Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, quale articolazione del Ministero
dell’Interno, esercita competenze istituzionali esclusive sancite dalla normativa istitutiva del Centro
Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (CNCPO), organismo deputato alla
prevenzione e repressione dei reati connessi allo sfruttamento sessuale dei minori in rete (legge 6
febbraio 2006, n. 38). Tali attribuzioni sono state ulteriormente estese dal decreto del Ministro
dell’Interno del 15 agosto 2017, recante la Direttiva sui comparti di specialità delle Forze di Polizia
e sulla razionalizzazione dei presidi di polizia. In un’ottica di prevenzione e contrasto alle molteplici
forme di abuso online, il legislatore è intervenuto con ulteriori provvedimenti a tutela dei minori
(come la legge 29 maggio 2017, n. 71 sul cyberbullismo, successivamente modificata dalla legge 17
maggio 2024, n. 70), finalizzati alla creazione di una rete coordinata di interventi in grado di offrire
un sostegno rapido ed efficace alle vittime.
Per l’espletamento di tali funzioni, il Servizio si avvale di sofisticate metodologie investigative,
assicurando al contempo il coordinamento internazionale con le polizie straniere, oltre al supporto
operativo e al coordinamento dei 18 Centri Operativi per la Sicurezza Cibernetica (C.O.S.C.) e delle
82 Sezioni Operative (S.O.S.C.) presenti sul territorio nazionale. In attuazione dell’art. 19 della legge
n. 38/2006, che attribuisce al CNCPO la competenza esclusiva nella raccolta di tutte le segnalazioni
– provenienti anche da autorità estere e da soggetti pubblici e privati – relative alla presenza di
contenuti pedopornografici online, nel corso del 2025 sono state rafforzate le collaborazioni con
numerose associazioni impegnate nella tutela dei minori, secondo una logica di partenariato pubblicoprivato. Tra queste figurano Telefono Azzurro, Save The Children, Terres Des Hommes, Operation
Underground Railroad Rescue, National Centre for Missing and Exploited Children, Child Rescue
Coalition (C.R.C.), l’Associazione Meter di don Fortunato Di Noto e la Comunità di Sant’Egidio.
La Polizia Postale partecipa inoltre a numerosi tavoli interistituzionali dedicati alla protezione
dell’infanzia, tra cui l’Osservatorio Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza e l’Osservatorio per il
Contrasto della Pedofilia e della Pornografia Minorile, presso il Dipartimento per le politiche della
Famiglia, il Comitato Interministeriale per l’Alfabetizzazione Mediatica e Digitale, presso il
Ministero delle Imprese e Made in Italy nonché al Tavolo Tecnico per la prevenzione e il contrasto
del bullismo e del cyberbullismo ai sensi della legge 29 maggio 2017, n. 71 sul cyberbullismo,
successivamente modificata dalla legge 17 maggio 2024, n. 70 confermando la necessità di un
approccio integrato per affrontare fenomeni caratterizzati da elevata complessità.
Tenuto conto della dimensione transnazionale dei reati in esame, è stato potenziato lo scambio
informativo attraverso i canali di Europol e Interpol, al fine di favorire un’azione coordinata a livello
nazionale tra gli Uffici della Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica volta all’individuazione
degli autori dei reati e alla protezione delle vittime.
Nel corso del 2025, il Centro ha fornito un contributo attivo, per conto del Ministero dell’Interno, alla
definizione della proposta di Regolamento europeo in materia di prevenzione e contrasto dell’abuso
sessuale sui minori, che prevede, tra l’altro, un rafforzamento delle misure nell’attività di rilevazione
dei contenuti per i fornitori di servizi di connettività nella rilevazione dei contenuti pedopornografici.
Il CNCPO ha fornito contributi tecnici fondati anche sull’esperienza operativa maturata nella gestione
delle attività operative al fine di orientare la predisposizione di un testo normativo adeguato al
raggiungimento degli obiettivi di prevenzione e contrasto in un’ottica di equilibrio tra la tutela della
riservatezza delle comunicazioni e le esigenze investigative delle forze dell’ordine.
Il Centro ha inoltre preso parte a molteplici tavoli di lavoro di carattere internazionale, tra cui il gruppo
G7 per il contrasto alla pedopornografia nell’ambito dell’High Tech Crimes Sub-Group e il
sottogruppo G7 Law Enforcement Practitioners, promuovendo iniziative volte al rafforzamento dei
canali di cooperazione di polizia per la protezione dei minori.
Nell’ambito della cooperazione operativa internazionale, il CNCPO ha partecipato a rilevanti meeting
e task force, quali la Victim Identification Task Force, finalizzata all’identificazione delle vittime e
degli autori di abusi, la High Value Targets Task Force, orientata alla deanonimizzazione delle
comunità pedofile attive nel dark web e il Global Covert Internet Investigations Meeting, occasione
di confronto tra investigatori di diversi Paesi sulle tecniche investigative sotto copertura e sulle
migliori prassi operative.
Nel 2025, l’azione di contrasto alla diffusione di contenuti illeciti online si è concentrata sul
rafforzamento delle attività di monitoraggio dei siti web che veicolano materiale CSAM, tramite
l’Area Operativa “Black List” del CNCPO. Tale attività ha consentito la sorveglianza di 16.549 siti
segnalati e l’inserimento di 2.876 di essi nella relativa lista di blocco.
L’individuazione delle vittime rappresenta un obiettivo prioritario ed è affidata a una specifica unità
investigativa che, in conformità agli standard internazionali, analizza e gestisce i file multimediali
illeciti mediante l’accesso alla banca dati I.C.S.E. (International Child Sexual Exploitation Database)
di Interpol, alimentata dalle segnalazioni delle forze di polizia di tutto il mondo.
A tale comparto confluiscono anche le informazioni trasmesse dall’Unità di Informazione Finanziaria
(U.I.F.) della Banca d’Italia, relative a operazioni sospette riconducibili al commercio di materiale
pedopornografico online, utili per finalità di approfondimento investigativo.
Grazie agli strumenti normativi che consentono lo svolgimento di attività sotto copertura sul web,
sono state realizzate operazioni nel Deep Web e nel Dark Web per contrastare lo sfruttamento sessuale
dei minori attraverso i sistemi informatici. Gli uffici territoriali hanno beneficiato del supporto
tecnico-investigativo del CNCPO, che ha operato in stretta collaborazione con le agenzie estere per
lo scambio di informazioni, buone prassi e la gestione di operazioni internazionali sotto copertura.
Il contrasto ai reati di pedopornografia e di adescamento di minorenni online si colloca in un contesto
caratterizzato da una costante evoluzione delle modalità di commissione dei reati, favorita dalla
diffusione capillare delle piattaforme digitali, dei sistemi di messaggistica istantanea e, in taluni casi,
dall’utilizzo di ambienti tecnologici più opachi, quali le darknet. In tale scenario, l’azione della
Polizia Postale è chiamata a coniugare capacità di prevenzione, attività di intelligence e incisività
repressiva.
Alla data del 21 dicembre 2025, l’attività di contrasto ai reati informatici a danno di minori si inserisce
in un contesto digitale caratterizzato da elevata complessità operativa e da modalità criminali sempre
più strutturate, che richiedono interventi specialistici e mirati.
Nel periodo considerato, i casi trattati in materia di pedopornografia e adescamento online risultano
pari a 2.574. L’azione repressiva ha condotto all’arresto di 222 soggetti, nell’ambito di procedimenti
investigativi che hanno previsto anche numerose perquisizioni e la denuncia di ulteriori persone
coinvolte.
L’attività di monitoraggio dei contenuti illeciti ha interessato circa 16.500 siti presenti nel web in
chiaro. Le indagini si sono inoltre concentrate su ambienti digitali complessi, comprendenti aree della
rete non indicizzate e piattaforme caratterizzate dall’utilizzo di sistemi di cifratura, che richiedono
specifiche competenze tecniche e investigative.
Nel complesso, i dati rilevati al 21 dicembre 2025 delineano un quadro operativo in cui l’azione di
prevenzione e contrasto si sviluppa attraverso interventi mirati, fondati su attività investigative
specialistiche e su un costante adattamento alle caratteristiche del contesto digitale.
ADESCAMENTO ONLINE
Nell’anno 2025, l’adescamento online si conferma un fenomeno di preoccupante vitalità, con un totale
di 428 casi trattati.
L’analisi demografica delle vittime delinea uno scenario netto: il rischio si concentra in modo
massiccio sulla fascia adolescenziale. I dati indicano che i predatori digitali focalizzano i propri sforzi
principalmente sui minori di età compresa tra i 14 e i 16 anni, che con 237 casi rappresentano la
maggioranza assoluta delle vittime (55% del totale).
Adescamento Online: Vittime per fascia d’età (2025)
Totale casi: 428
Numero di vittime
237 (55%)
174 (41%)
17 (4%)
0 – 9 ANNI
10 – 13 ANNI
Fascia d’età
14 – 16 ANNI
© Polizia Postale – Report annuale 2025 – Aggiornamento 21/12/2025
Seguono i preadolescenti (10-13 anni) con 174 casi, mentre la fascia dei più piccoli (0-9 anni) registra
17 episodi. Questo quadro evidenzia come gli adolescenti, sebbene spesso considerati più autonomi
nell’uso della rete, si rivelino il target primario di manipolazioni emotive complesse da parte degli
adescatori
ESTORSIONE SESSUALE
Nel 2025, l’estorsione sessuale online con vittime minorenni si è imposta come una delle minacce
più gravi nel panorama dei reati digitali contro i minori, con 220 casi trattati. Il fenomeno si manifesta
attraverso dinamiche di ricatto emotivo e coercizione, spesso innescate dalla condivisione di contenuti
intimi in ambienti digitali apparentemente protetti.
La fascia d’età più colpita è quella degli adolescenti tra i 14 e i 17 anni, che rappresentano 192 vittime,
pari all’87% del totale. Questo dato evidenzia una vulnerabilità specifica legata all’autonomia
digitale, alla ricerca di relazioni online e alla difficoltà nel riconoscere situazioni manipolatorie.
Anche i minori più giovani non sono immuni: si registrano 23 casi tra i preadolescenti (10–13 anni)
e 5 casi nella fascia 0–9 anni. Questi numeri, pur contenuti, indicano un abbassamento della soglia di
età del rischio, che impone una vigilanza costante e interventi educativi precoci.
Estorsione sessuale Online: Vittime per fascia d’età
(2025)
Totale casi: 220
Numero di vittime
192 (87%)
5 (2%)
23 (10%)
0 – 9 ANNI
10 – 13 ANNI
Fascia d’età
14 – 17 ANNI
© Polizia Postale – Report annuale 2025 – Aggiornamento 21/12/2025
L’estorsione sessuale online non è solo un reato: è una forma di violenza invisibile che agisce nel
silenzio delle relazioni digitali, sfruttando fragilità emotive e meccanismi di fiducia.
CYBERBULLISMO
Nel 2025, il cyberbullismo ha rappresentato una componente rilevante delle condotte illecite
commesse in ambiente digitale da e contro minori, con 361 casi trattati.
Il fenomeno comprende una varietà di comportamenti ostili veicolati attraverso piattaforme online,
caratterizzati da continuità, ripetitività e impatto sulla sfera relazionale dei giovani utenti.
L’analisi delle fasce d’età coinvolte mostra una prevalenza significativa tra gli adolescenti tra i 14 e
i 17 anni, che risultano maggiormente esposti a dinamiche di conflitto, imitazione e pressione del
gruppo dei pari. Una quota rilevante di episodi riguarda anche i preadolescenti tra i 10 e i 13 anni,
fascia in cui le interazioni digitali si intrecciano con dinamiche scolastiche e di gruppo.
Più contenuti, ma comunque presenti, i casi che coinvolgono minori sotto i 10 anni, indicativi di
un’esposizione precoce agli ambienti digitali e della necessità di un accompagnamento educativo
adeguato. Un elemento di rilievo riguarda il ruolo attivo dei minori come autori delle condotte: nel
2025 sono state registrate 124 denunce a carico di minorenni per episodi di cyberbullismo. Questo
dato conferma la natura relazionale del fenomeno, che si sviluppa all’interno dei gruppi dei pari e
richiede interventi educativi mirati alla responsabilità digitale.
Il quadro complessivo evidenzia un fenomeno articolato, che intreccia dinamiche emotive, sociali e
tecnologiche. La tutela dei minori nello spazio digitale richiede un approccio integrato, fondato sulla
protezione delle vittime, sulla responsabilizzazione degli autori e sulla promozione di una cultura
della cittadinanza digitale consapevole.
IL CASO: OPERAZIONE ‘STREAM’
Procura
Distrettuale di
Napoli
coordinato una
vasta operazione
nazionale contro
lo sfruttamento
sessuale
minori
online
avviata
CNCPO con la
collaborazione
Campania. Sono
state tratte in
arresto
persone
indagate 15 per detenzione di ingente materiale pedopornografico, con il sequestro di numerosi wallet
di criptovalute, nonché dispositivi informatici contenenti decine di migliaia di file illegali.
L’operazione ha visto il coinvolgimento nella fase esecutiva dei C.O.S.C. della Lombardia, Lazio,
Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna, Puglia, Veneto e Sardegna nell’esecuzione di 15 decreti di
perquisizione delegati dalla Procura della Repubblica di Napoli. La cooperazione con il collaterale
tedesco nell’ambito di una più ampia operazione coordinata da Europol e le complesse analisi delle
blockchain hanno permesso di identificare i soggetti che hanno effettuato diversi pagamenti in
criptovaluta per accedere alla piattaforma nel Dark web denominata “KidFlix” – nome che si ispira
alla nota piattaforma di contenuti on-demand Netflix – utilizzata per la riproduzione on-demand di
contenuti multimediali a carattere pedopornografico raggruppati per categorie. Grazie al
coordinamento di Europol, l’operazione ha potuto garantire un’efficace cooperazione transfrontaliera
tra le forze dell’ordine di oltre 35 Paesi tra cui Germania, Italia, Stati Uniti, Regno Unito, Francia,
Spagna, Canada con la chiusura della piattaforma e l’identificazione di quasi 1.400 sospettati a livello
globale.
LA SEZIONE OPERATIVA DELLA SECONDA DIVISIONE
Negli ultimi anni, la rivoluzione digitale ha profondamente trasformato la morfologia dei reati contro
la persona. Lo spazio virtuale non è più soltanto un mezzo di comunicazione: è diventato un vero e
proprio teatro di conflittualità, dove la violenza fisica cede il passo a forme di aggressione psicologica
e sociale altrettanto pervasive e devastanti.
Il fenomeno dei cosiddetti “reati spia” e della violenza di genere ha trovato nel web un pericoloso
moltiplicatore. Condotte come lo stalking, le molestie, la diffusione non consensuale di materiale
intimo si sono evolute in pratiche di violenza digitale organizzata, spesso reiterata e amplificata da
dinamiche collettive. In risposta a questa escalation, l’ordinamento italiano ha introdotto il “Codice
Rosso” (Legge 69/2019), che prevede corsie accelerate per la tutela delle vittime e nuove fattispecie
di reato, come l’art. 612-ter c.p. sul cosiddetto revenge porn. La sfida per le forze di polizia, oggi,
non è più soltanto quantitativa: è qualitativa. Occorre agire con tempestività e precisione chirurgica,
per interrompere la catena della vittimizzazione prima che la viralità della rete renda il danno
irreversibile.
In questo scenario, la Sezione Operativa della Seconda Divisione ha affrontato mesi di intensa attività,
gestendo migliaia di segnalazioni relative alla diffusione illecita di contenuti sessualmente espliciti.
Tali condotte si manifestano prevalentemente su forum e piattaforme multimediali, dove l’illecito
iniziale viene spesso rilanciato da terzi attraverso linguaggi denigratori e sessualizzati. Si configura
così una forma di violenza digitale che impone un’applicazione rigorosa delle tutele previste dal
Codice Rosso, per salvaguardare la dignità e la riservatezza delle vittime.
Questi numeri non sono solo statistiche: sono il riflesso di una società che cambia, di nuove forme di
violenza che si insinuano nei linguaggi digitali, nei rapporti affettivi, negli spazi della quotidianità
online. È nella varietà dei fenomeni – dalle molestie online al cyberstalking, dalla sextortion alla
diffamazione digitale – che si coglie la portata del mutamento nei comportamenti umani mediati dalle
tecnologie dell’informazione.
L’azione della Divisione si è tradotta in 1.298 persone indagate e 245 perquisizioni, a testimonianza
di un impegno operativo costante, multidisciplinare e orientato alla tutela concreta delle persone. In
un contesto in cui la violenza assume forme sempre più sofisticate e pervasive, la risposta istituzionale
deve essere altrettanto evoluta, fondata su competenze tecniche, sensibilità investigativa e una
profonda consapevolezza del valore della persona.
Proprio l’estrema delicatezza di questi reati ha richiesto l’introduzione di una cornice normativa
dedicata, concepita per garantire una corsia preferenziale di protezione a chi subisce le forme più
odiose di violenza digitale.
STALKING ONLINE
Il reato di stalking (dall’inglese to stalk, letteralmente “fare la posta”) è stato introdotto
nell’ordinamento penale italiano con il d.l. n. 11/2009 (convertito, con modificazioni, dalla l. n.
38/2009) che ha inserito all’art. 612-bis c.p., il reato di “atti persecutori”. Tale disposizione punisce
chiunque “con condotte
reiterate, minaccia o molesta
taluno in modo da cagionare
un perdurante e grave stato
di ansia o di paura ovvero da
ingenerare un fondato timore
per l’incolumità propria o di
un prossimo congiunto o di
persona al medesimo legata
da relazione affettiva ovvero
da costringere lo stesso ad
alterare le proprie abitudini
di vita.
Nel 2025, lo stalking online si è confermato come una delle forme più insidiose di violenza relazionale
e digitale, con 201 casi trattati nel corso dell’anno. Si tratta di un fenomeno trasversale, che si
manifesta soprattutto attraverso piattaforme di messaggistica, social network e ambienti digitali
scarsamente regolamentati, dove i confini tra pubblico e privato si fanno sempre più labili.
La distribuzione delle vittime evidenzia un marcato squilibrio di genere: il 75% è costituito da donne
(151 casi), mentre il restante 25% riguarda uomini (50 casi). Questa asimmetria riflette dinamiche di
controllo e intimidazione che si inseriscono nel più ampio contesto della violenza di genere, spesso
agita attraverso strumenti digitali con modalità reiterate e pervasive.
Sul fronte operativo, la risposta investigativa è stata tempestiva e mirata: 90 persone sono state
indagate per questo reato, grazie a un’attività di analisi e intervento che ha saputo coniugare
competenze tecnologiche, ascolto delle vittime e capacità di lettura dei contesti digitali. L’esperienza
maturata negli ultimi anni ha permesso di affinare gli strumenti di tracciamento e attribuzione, anche
in ambienti dove l’anonimato e la volatilità delle prove rappresentano una sfida costante.
I dati del 2025 confermano la necessità di mantenere alta l’attenzione su questo tipo di condotte,
rafforzando un approccio integrato che unisca prevenzione, educazione digitale, protezione delle
vittime e azione investigativa specializzata. Lo stalking online non è un episodio isolato, ma una
forma di violenza che si nutre di silenzi e invisibilità.
MOLESTIE ONLINE
Il reato di molestie realizzato mediante l’utilizzo della rete Internet, e in particolare attraverso i social
network, si inquadra nella più ampia fattispecie astratta prevista dall’art.660 del Codice Penale,
rubricato “Molestia o disturbo alle persone”. Ai sensi di tale disposizione, chiunque, in un luogo
pubblico o aperto al pubblico, ovvero per mezzo del telefono, reca a taluno molestia o disturbo, è
punito con la pena dell’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a 516 euro.
Nel 2025, le molestie
online hanno rappresentato
una delle forme più
frequenti di aggressione
digitale, con 552 casi
trattati
corso
dell’anno. Il dato conferma
persistenza
fenomeno, che si manifesta
attraverso comportamenti
reiterati
disturbo,
intimidazione o invasione
della sfera privata, spesso
veicolati da piattaforme digitali che amplificano la portata e la durata dell’offesa.
Anche in questo ambito, la distribuzione delle vittime evidenzia un marcato squilibrio di genere: il
66% delle vittime è di sesso femminile (366 donne), mentre il 34% riguarda uomini (186 casi).
Questa asimmetria riflette dinamiche relazionali in cui la rete viene utilizzata come strumento di
pressione psicologica, controllo o umiliazione, con effetti che possono protrarsi nel tempo e
compromettere il benessere psico-sociale delle persone coinvolte.
Dal punto di vista operativo, l’attività investigativa ha portato all’identificazione e all’iscrizione nel
registro degli indagati di 75 persone, a testimonianza di un’azione costante e mirata da parte delle
forze dell’ordine. L’approccio adottato ha privilegiato l’intervento tempestivo, la raccolta strutturata
delle evidenze digitali e il supporto diretto alle vittime, in un’ottica di tutela integrata e
multidisciplinare.
I dati del 2025 confermano che le molestie online non sono episodi isolati, ma parte di un fenomeno
più ampio che richiede attenzione, competenze aggiornate e una rete di protezione efficace.
DIFFUSIONE ILLECITA DI IMMAGINI O VIDEO SESSUALMENTE ESPLICITI, DESTINATI A RIMANERE
PRIVATI, SENZA IL CONSENSO DELLE PERSONE RAPPRESENTATE (REVENGE PORN)
Il reato di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, destinati a rimanere privati
(c.d. revenge porn) consiste nella divulgazione, senza il consenso delle persone rappresentate, di
contenuti a carattere sessualmente esplicito, spesso effettuata con finalità ritorsive nei confronti di un
ex partner o di un soggetto con cui si è intrattenuta una relazione sentimentale o sessuale.
Tale fattispecie è disciplinata dall’art 612-ter del Codice Penale, rubricato “Diffusione illecita di
immagini o video sessualmente espliciti”. La norma prevede una pena che va da un anno a sei anni
di reclusione e multe che variano in base alla gravità del reato. L’articolo mira a tutelare la privacy e
la dignità delle persone, prevedendo anche specifiche circostanze aggravanti in caso di diffusione su
larga scala o qualora i fatti riguardino minori o persone in condizioni di inferiorità fisica o psichica.
Nel 2025, la diffusione non
consensuale di contenuti
intimi – conosciuta come
revenge
continuato a rappresentare
una delle forme più crudeli e
invasive di violenza digitale.
In 255 casi trattati, la rete si
è trasformata in un’arma,
capace di colpire la sfera più
privata
delle
persone,
esponendole a umiliazioni
pubbliche, isolamento e
danni psicologici profondi.
Le vittime sono in larga
parte donne: 188 su 255, pari
al 74%. Una prevalenza netta, che conferma quanto questo reato sia spesso l’esito di dinamiche di
potere, vendetta o controllo esercitate in modo mirato e sistematico. Ma non si tratta solo di numeri:
dietro ogni caso c’è una storia di fiducia tradita, di intimità violata, di identità esposta senza consenso.
L’attività investigativa ha portato all’individuazione di 106 autori, grazie a un lavoro meticoloso che
ha combinato competenze digitali, tempestività operativa e ascolto attento delle vittime. La risposta
della Seconda Divisione si è articolata in interventi rapidi, sequestri mirati e un dialogo costante con
le piattaforme online, per fermare la circolazione dei contenuti e contenere il danno.
Il revenge porn non è un episodio isolato, ma un fenomeno che si alimenta del silenzio, della velocità
della rete e della difficoltà di rimuovere ciò che è già stato condiviso. Per questo, accanto all’azione
repressiva, è fondamentale continuare a investire in educazione affettiva, consapevolezza digitale e
protezione attiva delle vittime, affinché nessuno si senta più solo di fronte a questa forma di violenza.
ESTORSIONE SESSUALE ONLINE
L’estorsione sessuale (c.d. sextortion) consiste nel ricattare una persona mediante la minaccia di
divulgare immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, ottenuti senza il consenso della
vittima o tramite manipolazione, al fine di ottenere denaro, prestazioni di natura sessuale, favori o
altri vantaggi. Tale condotta si manifesta prevalentemente in ambito digitale, sfruttando la
vulnerabilità psicologica della vittima, la quale teme la diffusione di contenuti intimi.
In Italia, la sextortion trova
inquadramento nell’ambito
dell’art.629 del Codice
penale, che disciplina il
delitto di estorsione, punito
con la reclusione da tre a
dieci anni e con la multa da
516 a 2.065 euro. La norma
prevede
circostanze
aggravanti
qualora
minaccia comporti un danno
alla persona, alla sua libertà
o alla reputazione.
Nel 2025, l’estorsione
sessuale online si è confermata come una delle minacce digitali più aggressive e strutturate, con 1.225
casi trattati su tutto il territorio nazionale. Questo reato si manifesta attraverso la richiesta di denaro
o altre utilità in cambio della non diffusione di immagini intime, spesso ottenute con l’inganno o
attraverso relazioni simulate. La dinamica è rapida, predatoria e quasi sempre seriale.
Il profilo delle vittime mostra una prevalenza marcata di soggetti maschili, che rappresentano l’89%
dei casi (1.092 uomini), a fronte di 133 donne (11%). Questo dato, in controtendenza rispetto ad altri
reati digitali, evidenzia una strategia criminale mirata, che sfrutta la vulnerabilità emotiva e
l’esposizione online, in particolare tra adolescenti e giovani adulti.
L’azione investigativa ha portato all’identificazione di 107 persone indagate, grazie a un lavoro
congiunto tra la Seconda Divisione e le articolazioni territoriali della Specialità della Polizia Postale,
che hanno operato in stretta sinergia. L’attività si è articolata attraverso operazioni di intelligence
digitale, tracciamento delle transazioni, cooperazione internazionale e interventi tempestivi per
interrompere le richieste estorsive, sequestrare i dispositivi utilizzati e oscurare i contenuti illeciti.
L’estorsione sessuale online è un reato che si alimenta della fiducia mal riposta, della solitudine e
della pressione sociale. Per questo, oltre all’intervento repressivo, è fondamentale rafforzare le attività
di prevenzione, educazione digitale e sensibilizzazione, soprattutto tra i più giovani.
MINACCE ONLINE
Il reato di minaccia è disciplinato dall’art. 612 del codice penale, che punisce chiunque “minaccia ad
altri un ingiusto danno” con la multa fino a 1.032 euro, salvo che il fatto costituisca un reato più grave.
La norma tutela la libertà morale della persona, intesa come diritto a non subire pressioni o
intimidazioni che possano condizionare le proprie scelte o generare timore per sé o per altri.
Nel contesto digitale, la minaccia può realizzarsi anche attraverso mezzi telematici, come messaggi
su social network, e-mail, app di messaggistica o commenti online. La giurisprudenza ha chiarito che
la forma virtuale non esclude la rilevanza penale della condotta, purché la minaccia sia percepita
come seria e idonea a incutere timore nella vittima.
Nel 2025, le minacce online
hanno
continuato
insinuarsi nei canali digitali
con modalità sempre più
fluide e pervasive. Con 633
casi trattati, il fenomeno si
conferma come una forma
di pressione psicologica che
si manifesta spesso in modo
diretto, altre volte sotto
forma
allusione,
intimidazione o ricatto
emotivo. Il mezzo cambia,
ma l’effetto resta: generare
paura, silenziare, condizionare.
A colpire è l’equilibrio numerico tra i generi: 314 vittime di sesso maschile, 319 di sesso femminile.
Una simmetria che racconta un reato trasversale, capace di insinuarsi in contesti relazionali, familiari,
scolastici o professionali, senza distinzione. La minaccia digitale non ha un volto unico: può arrivare
da uno sconosciuto, da un ex partner, da un coetaneo o da un collega. E spesso si mimetizza dietro
uno schermo, ma lascia segni profondi.
L’attività investigativa ha portato all’individuazione di 126 persone indagate, grazie a un’azione
congiunta tra la Seconda Divisione e le articolazioni territoriali della Specialità della Polizia Postale.
L’intervento si è fondato su un ascolto attento delle vittime, sull’analisi dei contenuti digitali e su una
risposta operativa calibrata, capace di agire con tempestività e discrezione.
Le minacce online non sono solo parole: sono atti che incidono sulla libertà interiore, sulla possibilità
di esprimersi, di esporsi, di vivere con serenità. Per questo, la risposta istituzionale non si limita alla
repressione, ma si nutre di prossimità, competenza e consapevolezza culturale, per riconoscere il peso
delle parole e restituire alle vittime uno spazio sicuro, anche nel mondo digitale.
CODICE ROSSO
Il Codice Rosso rappresenta il complesso di disposizioni normative introdotte con la Legge n. 69 del
19 luglio 2019, recante “Modifiche al Codice penale, al codice di procedura penale e ad altre
disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere”. La riforma è
finalizzata a rafforzare la tutela delle vittime di maltrattamenti, violenze sessuali, atti persecutori
(stalking) e altri reati connessi, assicurando interventi più rapidi, coordinati e incisivi da parte delle
autorità di polizia e dell’autorità giudiziaria.
In particolare, il Codice Rosso prevede che la notizia di reato relativa a una delle fattispecie indicate
venga immediatamente comunicata al Pubblico Ministero, il quale è tenuto a procedere all’audizione
della persona offesa entro tre giorni. Tale previsione garantisce un canale prioritario nella gestione
dei casi di violenza domestica e di genere, promuovendo un approccio integrato fondato sulla
tempestività dell’intervento, la protezione delle vittime e la prevenzione della recidiva.
Nel quadro di tale normativa, le attività riportate nella seguente analisi fanno riferimento all’operato
delle articolazioni territoriali dei Centri Operativi per la Sicurezza Cibernetica e delle Sezioni
Operative per la Sicurezza Cibernetica, impegnate nel contrasto ai reati digitali e nella tutela delle
vittime attraverso l’applicazione delle disposizioni previste dal Codice Rosso.
I dati analizzati illustrano l’insieme delle iniziative e deleghe svolte nel corso dell’anno a livello
regionale, con particolare riferimento ai reati di atti persecutori (art. 612 bis c.p.), diffusione illecita
di immagini o video sessualmente espliciti (art. 612 ter c.p.) e violenza sessuale (art. 609 bis c.p.).
Nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 21 dicembre 2025 sono state registrate 477 richieste di
attivazione del Codice Rosso. Di queste, 387 hanno riguardato vittime di sesso femminile, pari a circa
l’81% del totale, mentre 90 hanno interessato vittime di sesso maschile (19%). Il dato conferma la
marcata incidenza del fenomeno sulla popolazione femminile, pur evidenziando una presenza non
trascurabile di uomini tra le persone offese, elemento che contribuisce a restituire una
rappresentazione più articolata delle dinamiche di violenza intercettate.
Attivazione Codice Rosso
Stalking (Art. 612 Bis)
Revenge Porn (Art. 612 Ter)
Maltrattamenti contro familiari o conviventi (Art. 572)
Atti sessuali con minorenne (Art. 609 quater)
Adescamento di minorenni (Art. 609 undecies)
Minaccia (Art. 612)
Lesione personale (Art. 582)
Violenza sessuale (Art. 609 bis)
Prostituzione minorile (Art. 600 bis)
Pornografia minorile (Art. 600 ter)
Totali per genere
TOTALI
Dal 1° gennaio al
21 dicembre 2025
Donne
Uomini
L’analisi delle attivazioni per tipologia di reato mostra una netta prevalenza delle fattispecie
riconducibili allo stalking e alla diffusione illecita di immagini o video a contenuto sessualmente
esplicito (revenge porn), che complessivamente rappresentano oltre i tre quarti delle segnalazioni. In
particolare, lo stalking ha determinato 189 attivazioni, con 159 vittime di sesso femminile e 30 di
sesso maschile, mentre il revenge porn ha fatto registrare 240 richieste, di cui 183 riferite a donne e
57 a uomini, confermandosi come una delle forme di violenza più ricorrenti e trasversali.
Le restanti attivazioni, numericamente più contenute, riguardano reati quali i maltrattamenti contro
familiari o conviventi, la violenza sessuale, le minacce e le diverse fattispecie a danno di minori. Nel
loro insieme, tali dati delineano un quadro complesso e di particolare gravità, che evidenzia il ruolo
centrale del Codice Rosso quale strumento di tutela tempestiva e di risposta immediata alle situazioni
di maggiore vulnerabilità.
IL CASO: CONDIVISIONE ILLECITA DI CONTENUTI SESSUALI ONLINE, OSCURATE DUE PIATTAFORME
In tale quadro si collocano episodi specifici che hanno suscitato particolare clamore mediatico. È il
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