(AGENPARL) - Roma, 23 Dicembre 2025(AGENPARL) – Tue 23 December 2025 Diamante Fiorentino, Toscana apre dialogo per il ritorno del gioiello
Grazie alla digitalizzazione dei documenti di successione, emerge la
volontà inequivocabile dell’Elettrice Palatina: il bene fu legato allo
“Stato della Toscana”.La Toscana chiama Carlo d’Asburgo: primo passo
ufficiale per riportare a casa il Diamante Fiorentino
Si apre una fase inedita nella secolare storia del Diamante Fiorentino. La
Regione Toscana ha avviato ufficialmente un’interlocuzione diretta con
Carlo d’Asburgo-Lorena, Capo della Casa d’Asburgo e attuale proprietario
della leggendaria gemma. Si tratta di un passo storico: la Toscana è
infatti la prima istituzione italiana a intessere un rapporto diretto e
dedicato esclusivamente al futuro del diamante, con l’obiettivo di
riportarlo, almeno temporaneamente, nella sua culla d’origine.
L’iniziativa non nasce da una mera rivendicazione, ma da un solido lavoro
di ricerca e digitalizzazione condotto dalla Regione in sinergia con il
Museo de’ Medici e l’Archivio di Stato di Firenze. Lo studio sistematico di
tutti i documenti di successione tra le dinastie Medici e Lorena ha
riportato alla luce un dettaglio cruciale: nell’allegato al Patto di
famiglia, datato 1740, Anna Maria Luisa de’ Medici volle esplicitamente che
il gioiello restasse “unito allo Stato della Toscana”.
Una volontà che assume oggi un significato profondo: la Toscana attuale è
l’unica tra le Regioni italiane ad aver conservato la medesima
conformazione territoriale che aveva ai tempi di Cosimo I de’ Medici. È
dunque questa specifica terra, con la sua continuità storica e geografica,
che il gioiello è chiamato a rappresentare.
«Non è solo una questione morale, ma storica e documentata – ha
dichiarato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani -.
Nell’allegato del Patto di famiglia del 1740 il Diamante fiorentino è
chiaramente indicato tra le gioie unite allo Stato, destinate a rimanere in
quella Toscana che ha ancora la conformazione del granducato, a ornamento
pubblico e a beneficio dei visitatori. È uno dei lasciti più alti di Anna
Maria Luisa de’ Medici, che appartiene alla storia dell’umanità».
Il dialogo avviato con l’erede Carlo d’Asburgo-Lorena punta,
nell’immediato, a organizzare una mostra evento che possa riportare il
“Fiorentino” a casa. L’auspicio, sottolineato dal Presidente, è quello di
trasformare questa apertura in una concessione permanente, onorando così
le disposizioni dell’Elettrice Palatina.
Sulla stessa linea l’assessora alla cultura Cristina Manetti, che evidenzia
il valore identitario dell’operazione: «È una storia affascinante e
complessa, che sembrava perduta e che oggi torna alla luce. L’Elettrice
Palatina volle che questo bene restasse legato alla Toscana e noi
intendiamo far valere quella volontà. Per questo abbiamo avviato un primo
contatto con l’erede, affinché il diamante possa tornare ad essere
ammirato nella sua terra di appartenenza».
A supporto di questa operazione culturale, è stato presentato un
ritrovamento eccezionale: un ritratto originale e inedito della
Granduchessa Maria Maddalena d’Austria, opera autografa di Orazio Fidani.
Il dipinto, svelato dal direttore del Museo de’ Medici Samuele Lastrucci,
offre un primo piano straordinario della Granduchessa che indossa il
gioiello. Si tratta, ad oggi, della fonte iconografica pittorica più
autorevole e dettagliata mai rinvenuta, che permette di ammirare la gemma
con una precisione finora sconosciuta. «Questo dipinto – ha spiegato
Lastrucci – rappresenta l’ultimo ritrovamento iconografico del Fiorentino e
uno dei più accurati. È una prova ulteriore della centralità simbolica
del gioiello come emblema del potere e della continuità dello Stato
toscano».
Acquistato grezzo nel 1601 da Ferdinando I e tagliato a Firenze sotto
Cosimo II, il diamante scomparve dalla scena pubblica dopo la Seconda
Guerra Mondiale, custodito dall’imperatrice Zita di Borbone-Parma. Oggi,