(AGENPARL) - Roma, 18 Dicembre 2025 - (AGENPARL) – Thu 18 December 2025 Inaugurazione Gli anni. Capitolo 2
Presentazione vincitore del premio Han Nefkens Foundation
Avvio della seconda edizione del public program de Gli anni
La Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee – museo Madre annuncia l’apertura del secondo capitolo della mostra Gli anni, a cura di Eva Fabbris in collaborazione con Marta Federici e Silvia Salvati. L’inaugurazione si svolge giovedì 18 dicembre 2025 dalle ore 18.00 fino alle 21.00 presso gli spazi espositivi del museo Madre di Napoli in via Luigi Settembrini 79 e prende avvio con la presentazione della Presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee Angela Tecce e l’introduzione al percorso espositivo della Direttrice del museo Madre e curatrice dell’esposizione Eva Fabbris.
Nella stessa serata il museo Madre presenta al pubblico More Spilled Blood Than Drinkable Water di Panos Aprahamian, vincitore del premio Han Nefkens Foundation – Museu Tàpies Video Art Production 2024, che ha reso possibile la produzione di quest’opera, esposta fino al 17 febbraio 2026. Sono presenti l’artista e la Direttrice della Fondazione Hilde Teerlinck.
Nell’ambito dell’inaugurazione si svolge una visita guidata della curatrice Renata Caragliano alla mostra Pietro Lista. In controluce in corso fino al 31 dicembre.
Durante il periodo natalizio, due incontri speciali – il 19 dicembre con Eric Wesley, uno degli artisti in esposti, e il 7 gennaio con Andrea Viliani – anticipano il public program dedicato al secondo capitolo de Gli anni. In particolare l’incontro del 7 gennaio sarà dedicato al racconto della grande retrospettiva di Mimmo Jodice al Madre nel 2016 che includeva la presentazione dell’opera Teatralità quotidiana a Napoli in Sala Madre, ricostruita in occasione de Gli anni. Capitolo 2 ed esposta fino al 7 gennaio 2026: il Direttore e curatore di allora Andrea Viliani ne parlerà in dialogo con Eva Fabbris.
Gli anni: LA MOSTRA
Il formato espositivo in progress Gli anni si sviluppa in capitoli ed è dedicato all’esplorazione di episodi di storia dell’arte dei decenni più recenti a Napoli. La collezione del Madre dialoga con importanti collezioni pubbliche e private, principalmente della città, per evocare, attraverso opere emblematiche, momenti e produzioni artistiche di rilievo avvenute in questo territorio. Il primo capitolo espositivo si è tenuto dal 19 dicembre 2024 al 30 giugno 2025.
Il titolo Gli anni si riferisce all’omonimo romanzo della scrittrice Annie Ernaux, premio Nobel per la letteratura 2022, nel quale la descrizione di fotografie e le memorie di momenti importanti di una singola vita diventano al contempo affresco autobiografico e cronaca collettiva e storiografica. Il romanzo avverte che immagini e ricordi privati sono destinati a scomparire nel flusso della storia: questa esposizione propone di considerare le opere d’arte come un antidoto a questo processo di dissoluzione. Nel corso del tempo, passata l’urgenza del rapporto con l’attualità in cui sono state concepite, le opere sono in grado di raccontare tanto la propria ricerca estetica e linguistica, quanto il contesto in cui sono state prodotte ed esposte. A loro volta, le collezioni nelle quali sono conservate possono essere considerate, da questo punto di vista, depositi di storie, avvenimenti e passaggi che fanno parte di un vissuto comune.
La narrazione costruita, scandita in momenti ed episodi, viene segnalata mediante l’apposizione di poster indicanti gli anni in cui le opere scelte sono state esposte in Campania, offerte alla memoria condivisa che questa mostra celebra.
In continuità con il capitolo precedente, tre opere di straordinaria importanza storico-artistica – di Carlo Alfano, Luciano Fabro e Allan Kaprow – compaiono nuovamente nel percorso.
A completamento di questa traiettoria e a conferma della vitalità della ricerca costantemente condotta dal Madre sul presente, Gli anni include anche artisti che espongono a Napoli per la prima volta: per questo secondo capitolo, Eva Giolo. Inoltre continua la sperimentazione di un modello espositivo in cui viene offerto a un artista del territorio campano, in questo caso Giorgia Garzilli, di curare una sala a partire dalla collezione del Madre, intesa come bacino di riferimento culturale formativo e ideativo.
Il percorso di mostra, come la struttura dei ricordi, non è cronologico e rappresenta anche un’occasione di valorizzazione della collezione del Museo. In questa prospettiva la prima presentazione al pubblico dell’opera di Lorenzo Scotto di Luzio Cool Memories, acquisita da Madre grazie all’edizione 2024 del PAC, Piano per l’Arte Contemporanea della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
Affinché ciascuna opera diventi, oltre che emblema di una ricerca artistica e di un determinato momento sociopolitico, anche antidoto alla sparizione della memoria storica condivisa (un pericolo descritto da Ernaux), la mostra ha nel suo public program un vero e proprio elemento costitutivo. Durante il periodo espositivo, incontri, conversazioni e visite rendono conto della vivacità della scena artistica napoletana nella storia dell’arte recente, contestualizzandola in una prospettiva storiografica più ampia. Le opere esposte diventano così un palinsesto su cui costruire narrazioni storico-artistiche, politiche, antropologiche e sociologiche, in linea con una concezione del museo come luogo di produzione di pensiero trans-disciplinare.
Gli anni. Capitolo 2 presenta le opere di quindici artisti italiani ed esteri: Carlo Alfano (Napoli, 1932 – 1990), Thomas Bayrle (Berlino, 1937), Luciano Fabro (Torino, 1936 – Milano, 2007), Simone Fattal (Damasco, 1942), Giorgia Garzilli (Napoli, 1992), Eva Giolo (Bruxelles, 1991), Piero Golia (Napoli, 1974), Mimmo Jodice (Napoli, 1934 – 2025), Rashid Johnson (Chicago, 1977), Allan Kaprow (Atlantic City, 1927 – Encinitas, 2006), Rosa Panaro (Casal di Principe, 1935 – Napoli, 2022), Lorenzo Scotto di Luzio (Pozzuoli, 1972), Cindy Sherman (New Jersey, 1954), Frances Stark (Newport Beach, 1967), Eric Wesley (Los Angeles, 1973).
La scomparsa delle immagini evocata nelle prime poetiche pagine del libro è stata punto di partenza per l’elaborazione del progetto che ha portato alla definizione del logo di mostra da parte dello studio grafico Left Loft.
Gli anni: IL PUBLIC PROGRAM
La seconda edizione del programma pubblico dedicato a Gli anni nasce come un campo d’ascolto: un luogo in cui le opere si trasformano in stimoli per innescare memorie, traiettorie e risonanze che attraversino la città di Napoli nello spazio e nel tempo.
Più che raccontare la mostra, il programma indaga ciò che la mostra suscita: gesti, storie di comunità temporanee, memorie personali, relazioni inaspettate, sedimentazioni affettive, intrecci tra pratiche artistiche e vissuti urbani.
Napoli non è sfondo, ma forza che attraversa e riconfigura i lavori, dando loro una densità specifica. Ogni appuntamento esplora come le opere dialoghino con la città durante il loro passaggio: quali frammenti di esperienza hanno raccolto, quali storie hanno intersecato, quali domande lasciano aperte.
A partire dal 19 dicembre alle 18.00 il Madre avvia il public program con una conversazione tra l’artista Eric Wesley, nella Biblioteca del museo, e Gigiotto Del Vecchio moderata da Giulia Pollicita. L’evento si terrà in italiano e in inglese.
Il 7 gennaio 2026, in occasione del finissage dell’opera Teatralità quotidiana a Napoli di Mimmo Jodice, si svolge un incontro con Eva Fabbris e Andrea Viliani in omaggio alla carriera dell’artista. Teatralità quotidiana a Napoli è uno slideshow nel formato di grande proiezione cinematografica, realizzato in occasione della mostra retrospettiva Attese, a cura di Andrea Viliani, che il museo Madre ha dedicato a Mimmo Jodice nel 2016.
Gli anni: LA DIDATTICA
Giovedì 18 dicembre dalle 18.30 alle ore 20.00, in occasione dell’inaugurazione della mostra Gli anni. Capitolo 2, il Madre offre a tutte le famiglie un programma speciale di laboratori e intrattenimento. Mentre i genitori partecipano all’inaugurazione, i bambini, accompagnati dagli educatori, possono seguire gratuitamente due laboratori per conoscere e approfondire, divertendosi, i temi della mostra.
Laboratori:
I MIEI ANNI (PREFERITI)
Partendo dal libro Gli Anni di Annie Ernaux che ha ispirato la mostra che occupa il secondo piano del museo, i bambini, dopo un’attenta visita guidata all’esposizione, saranno invitati a tracciare una linea temporale che si snodi attraverso le memorie della loro infanzia, ripercorrendo quelli che sono stati, per loro, i momenti più importanti. Costruendo una piccola autobiografia, fatta di memorie personali e di immaginari collettivi, i bambini potranno prima costruire una narrazione lineare e poi modificare l’ordine delle singole memorie per generare nuovi e unici racconti.
CADUTA LIBERA
L’opera di Luciano Fabro Nord, Sud, Est, Ovest giocano a Shangai progettata nel 1989 racconta con un escamotage semplice e ludico la distruzione dei punti cardinali in favore di una prospettiva libera e soggettiva. L’artista rompe così i confini spaziali, geometrici e logici e invita i visitatori a fare lo stesso con la loro immaginazione. I bambini che partecipano a questo laboratorio saranno prima invitati a delimitare con cura uno spazio ordinato, e successivamente, a romperne i confini e le rigidità scoprendo tutte le potenzialità del caso e della libertà espressiva.
Panos Aprahamian, More Spilled Blood Than Drinkable Water
More Spilled Blood Than Drinkable Water (2025) di Panos Aprahamian, vincitore del premio Han Nefkens Foundation – Museu Tàpies Video Art Production 2024, è il terzo e ultimo capitolo del trittico tematico conosciuto informalmente come Trilogia di Karantina. Tutti e tre i cortometraggi si svolgono dentro o nei dintorni di Karantina, l’antico distretto di quarantena di Beirut, una delle aree più inquinate della città, per la sua vicinanza al porto, a un impianto di smistamento dei rifiuti e a un famigerato mattatoio oggi chiuso.
Nel film, la voce narrante, un’investigatrice del paranormale, racconta il suo percorso contemplativo lungo il corso del fiume come una discesa nel mondo sotterraneo, rivolgendosi ai composti chimici, agli echi spettrali, ai cattivi odori e alle presenze invisibili che abitano un paesaggio distopico fatto di flussi e stagnazioni. Mentre la camera segue le emersioni e le immersioni dell’acqua fluviale, coglie scorci di ecologie in deterioramento e le riflessioni tremolanti delle infrastrutture industriali, la narrazione intreccia cronologie storiche in una sequenza non lineare.
Fondendo realismo documentario, sequenze astratte e generi di finzione, l’opera scava lentamente negli strati profondi di dolore di un paesaggio ferito, abitato dagli spiriti di innumerevoli entità, umane e non umane, che vi hanno perso la vita. Trasformando il corpo d’acqua in un portale verso mondi intangibili e in uno specchio inquieto del presente, il lavoro di Aprahamian riflette e testimonia le conseguenze della violenza, del trauma storico e del degrado ambientale.
Han Nefkens Foundation – Museu Tàpies Video Art Production Grant costituisce un importante strumento di sostegno per la produzione artistica contemporanea nel campo della videoarte ed è assegnato annualmente a un artista visivo emergente dell’Asia centrale o occidentale. Oltre al supporto finanziario, il grant mette l’artista in contatto con una rete internazionale di istituzioni impegnate a presentare la nuova opera prodotta. In questo modo, i vincitori hanno l’opportunità di dialogare con professionisti del settore in ciascuna istituzione e di presentare il proprio lavoro in differenti contesti sociali, culturali e politici. I partner dello Han Nefkens Foundation – Museu Tàpies Video Art Production Grant 2024 sono: NTU Centre for Contemporary Art Singapore; WIELS (Bruxelles, Belgio); Museum of Contemporary Art and Design (Manila, Filippine); Jameel Arts Centre (Dubai, EAU) e Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee – museo Madre (Napoli, Italia). NTU CCA Singapore è partner dello Han Nefkens Foundation – Museu Tàpies Video Art Production Grant dal 2019.
Sempre il 18 dicembre alle 17.00 inaugurano alla vicina Fondazione Morra Greco due personali: All that fall di Martin Kersels e Frustration of Utopia di Maria Papadimitriou. La concomitanza degli eventi si inserisce nel dialogo che lega il museo alle altre realtà e istituzioni culturali cittadine, offrendo l’opportunità di vivere un itinerario di arte contemporanea nel cuore di Napoli.
LE PROSSIME MOSTRE DEL MUSEO
Il 22 gennaio 2026 inaugura la mostra Santa do pau oco a cura di Gabriella Rebello Kolandra con Anna Maria Maiolino, Clarissa Baldassarri e Maria Luce Cacciaguerra. La mostra, che sarà aperta fino al 6 aprile, è uno dei due progetti espositivi risultati vincitori della prima edizione del Premio Meridiana promosso dalla Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee – museo Madre e dagli Amici del Madre. Un’iniziativa a sostegno del talento artistico emergente del Sud Italia a cura di Mario Francesco Simeone.
Il 12 febbraio 2026 inaugura la grande retrospettiva di Uri Aran, Untitled, I love you a cura di Eva Fabbris. L’artista già noto al pubblico italiano per le mostre a Sant’Andrea de Scaphis, Roma (2015) e a Peep-Hole, Milano (2014) ha inoltre partecipato a importanti rassegne internazionali, tra cui la Whitney Biennial (2014), la Biennale di Liverpool (2014) e la 55. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Tra le sue più importanti mostre personali presso istituzioni museali: The Douglas Hyde Gallery, Dublino (2023), South London Gallery, Londra (2013) e Kunsthalle Zürich, Zurigo (2013). Il progetto di per il Madre diventa una grande opera in sé stessa e testimonia in modo poetico e completo un percorso artistico che, da oltre vent’anni, esplora i modi in cui comunichiamo, ci comportiamo, percepiamo e costruiamo relazioni con il mondo e con gli altri. Al centro del suo lavoro c’è spesso il linguaggio non solo come strumento di comunicazione, ma come spazio in cui si manifestano differenze culturali, memorie personali e forme di identità.
Informazioni
museo Madre
80139 Napoli
Periodo:
Orari:
Lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 10.00 – 19.30
Domenica ore 10.00 – 20.00
Martedì Chiusura settimanale
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