(AGENPARL) - Roma, 12 Dicembre 2025 - (AGENPARL) – Fri 12 December 2025 Università degli Studi “G. d’Annunzio” Chieti-Pescara
Chieti, 12 dicembre 2025
COMUNICATO STAMPA
La “d’Annunzio” mapperà i casi di linfedema secondario
dovuti ad interventi chirurgici oncologici
Una mappatura dei ricoveri ospedalieri e nelle strutture riabilitative negli anni 2018-2024 relativi alla
diagnosi di linfedema secondario è l’obiettivo di un progetto di collaborazione tra l’Università degli Studi
“Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, la Regione Abruzzo e l’Associazione nazionale “Resilia”.
L’indagine epidemiologica sulla diffusione della patologia cronica invalidante, derivante da complicanze
che insorgono a seguito di interventi chirurgici oncologici sugli arti superiori e inferiori per asportazione
dei linfonodi, è stata illustrata nel corso di una conferenza stampa che si è svolta stamattina presso l’Aula
multimediale del Rettorato, nel Campus di Chieti della “d’Annunzio”, alla quale hanno partecipato
Tommaso Staniscia, docente di Igiene generale ed applicata presso il Dipartimento di Medicina e Scienze
dell’Invecchiamento della “d’Annunzio”, Antonietta La Porta, consigliera regionale, Maria Antonietta
Tonci Salmé e Chiara Buldrini, rispettivamente presidente e membro dello Comitato scientifico
dell’Associazione “Resilia”. I dati abruzzesi saranno utilizzati dall’Istituto Superiore di Sanità per una
proiezione a livello nazionale del numero dei pazienti colpiti dal linfedema secondario, atteso che al
momento si parla solo di casi stimati in Italia pari a 240 mila, con il sesso femminile più colpito nella
fascia di età compresa tra i 20 e i 40 anni. Tra l’altro, secondo l’Organizzazione Mondiale di Sanità oltre
l’8% dei pazienti necessita di giorni di malattia, il 9% subisce un demansionamento a causa dei limiti
funzionali e addirittura il 2% incorre nel licenziamento. Gli effetti psicologici della malattia sono,
dunque, altrettanto significativi. I fattori di rischio del linfedema secondario sono rappresentati dagli
interventi chirurgici alla testa e collo (40-50%), alla mammella (40%), alla prostata (14%),
all’endometrio (13%), al melanoma (45%): percentuali destinate ad aumentare sia per effetto della
radioterapia e sia dopo la biopsia del linfonodo sentinella.
“La metodologia che utilizzeremo – ha spiegato Tommaso Staniscia, docente di Igiene, generale ed
applicata presso il Dipartimento di Medicina e Scienze dell’Invecchiamento della “d’Annunzio” – è
analizzare la banca dati delle schede di dimissioni ospedaliere negli ultimi sei anni, utilizzando una
corretta identificazione delle diagnosi, distinguendo i tassi di ricoveri per età e genere in modo da
valutare l’impatto epidemiologico clinico ed economico del linfedema secondario in Abruzzo e
supportare una programmazione sanitaria mirata di interventi efficaci di prevenzione ed assistenza”.
La consigliera regionale, Antonietta La Porta, ha testimoniato “la immediata volontà della Regione
Abruzzo e dell’assessore Roberto Santangelo a sostenere le attività di studio dell’Università
“d’Annunzio” per mappare l’incidenza di una malattia che cambia la vita delle persone”.
“Si tratta di un progetto unico in Italia – ha sottolineato la presidente dell’Associazione “Resilia”, Maria
Antonietta Tonci Salmé – che segna un momento storico nella conoscenza di una patologia invalidante”.
Il Responsabile dei Rapporti con la Stampa
Maurizio Adezio
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SR/MA
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