(AGENPARL) - Roma, 10 Ottobre 2025 - (AGENPARL) – Fri 10 October 2025 Mercati, infrastrutture, sistemi di pagamento
(Markets, Infrastructures, Payment Systems)
Rapporto sull’Open Banking in Italia
Numero
Ottobre 2025
di Carlo Cafarotti, Ravenio Parrini
Mercati, infrastrutture, sistemi di pagamento
(Markets, Infrastructures, Payment Systems)
Rapporto sull’Open Banking in Italia
di Carlo Cafarotti, Ravenio Parrini
Numero 67 – Ottobre 2025
I lavori pubblicati nella collana “Mercati, infrastrutture, sistemi di pagamento”
presentano documentazioni e studi su aspetti rilevanti per i compiti istituzionali
della Banca d’Italia in tema di monitoraggio dei mercati finanziari e del sistema dei
pagamenti, nonché di sviluppo e gestione delle relative infrastrutture. L’intento è quello
di contribuire alla diffusione della conoscenza su questi argomenti e di favorire il
dibattito tra le istituzioni, gli operatori economici, i cittadini.
I lavori pubblicati riflettono le opinioni degli autori, senza impegnare la responsabilità
dell’Istituto.
La serie è disponibile online sul sito www.bancaditalia.it.
Copie a stampa possono essere richieste alla casella della Biblioteca Paolo Baffi:
Comitato di redazione: Stefano Siviero, Paolo Del Giovane, Massimo Doria,
Giuseppe Zingrillo, Paolo Libri, Guerino Ardizzi, Paolo Bramini, Francesco Columba,
Luca Filidi, Tiziana Pietraforte, Alfonso Puorro, Antonio Sparacino.
Segreteria: Yi Teresa Wu.
ISSN 2724-6418 (online)
ISSN 2724-640X (stampa)
Banca d’Italia
Via Nazionale, 91 – 00184 Roma – Italia
Grafica e stampa a cura della Divisione Editoria e stampa della Banca d’Italia
RAPPORTO SULL’OPEN BANKING IN ITALIA
di Carlo Cafarotti*, Ravenio Parrini*
Sintesi
Il lavoro analizza lo sviluppo dell’Open Banking in Italia, concentrando l’attenzione sull’evoluzione
dei soggetti autorizzati, le dinamiche competitive e la distribuzione geografica degli operatori.
L’indagine, che si avvale di informazioni statistiche raccolte dalla Banca d’Italia a partire dal
2020, combina tecniche descrittive e strumenti quantitativi per offrire una visione dettagliata dei
servizi erogati, evidenziando trend, concentrazioni e segmentazioni del mercato. L’Open Banking
in Italia, sebbene mostri una crescita significativa, ha ancora un utilizzo marginale, coinvolgendo
solo lo 0,13% dei bonifici online e concentrandosi prevalentemente nel segmento B2B, dove le
imprese sfruttano l’integrazione con sistemi ERP (Enterprise Resource Planning). Il segmento retail
sembra faticare, forse ostacolato dalla concorrenza di strumenti consolidati (carte e digital wallet),
da prestazioni tecniche non ottimali e dall’assenza di una proposta di valore chiara per l’utente
finale. Un limite degli operatori domestici è rappresentato anche dalla loro scarsa propensione
all’internazionalizzazione: solo una minima parte opera oltreconfine, a differenza dei competitor
europei.
Classificazione JEL: E42, G28, L86, O33.
Parole chiave: Open Banking, Servizi di pagamento, Terze parti, API, PSD2, Innovazione digitale,
Fintech, Interfacce di accesso ai conti.
Abstract
The study analyses the development of Open Banking in Italy, focusing on the evolution of authorized
entities, competitive dynamics, and the geographical distribution of operators. Drawing on statistical
data collected by Banca d’Italia since 2020, the research combines descriptive techniques with
quantitative tools to provide a detailed overview of the services offered, highlighting market trends,
concentration, and segmentation. Although Open Banking in Italy is experiencing significant
growth, its adoption remains marginal, accounting for only 0.13% of online credit transfers, mainly
concentrated in the B2B segment, where firms leverage integration with ERP (Enterprise Resource
Planning) systems. The retail segment appears to be struggling, possibly hindered by competition
from established instruments (such as cards and digital wallets), technical limitations, and the lack
of a clear value proposition for end users. A further limitation of domestic operators is their low
propensity internationalization: only a small share operates across borders, unlike their European
competitors.
Banca d’Italia, Dipartimento Pagamenti e infrastrutture di mercato.
INDICE
1. Introduzione
2. Operatività e segnalazioni delle interfacce di Open Banking
3. Distribuzione geografica e provenienza delle TPP
4. Errori e performance delle interfacce di accesso
5. Conclusioni
Glossario
1. Introduzione
Il lavoro offre una panoramica sull’evoluzione dei servizi legati all’Open Banking in Italia, coprendo
il periodo dal 2020 al primo semestre del 2024. Introdotto con la seconda Direttiva sui Servizi di
Pagamento nel 2015 (Payment Services Directive 2, PSD2), l’Open Banking ha creato nuove
opportunità nel settore finanziario, consentendo alle terze parti autorizzate (Third Party Provider,
TPP) di accedere, con il consenso dell’utente, ai dati dei conti correnti di consumatori e imprese. Ciò
ha stimolato nuove forme di innovazione e competitività, mettendo il cliente al centro di un
ecosistema finanziario sempre più dinamico e integrato. In Italia, come nel resto dell’Unione
europea, l’Open Banking ha favorito la nascita di nuovi servizi e modelli di business, generando
benefici concreti per i consumatori di prodotti finanziari e creando opportunità per le imprese1.
Tuttavia, il suo potenziale non si è completamente espresso, dato il numero di accessi che, benché
in crescita, rimane complessivamente limitato.
L’Open Banking può contribuire alla crescita dell’economia digitale e all’innovazione nel settore
finanziario. Il suo futuro sviluppo dipenderà non solo dall’evoluzione della tecnologia e dalle
dinamiche di mercato, ma anche dall’implementazione di nuove normative attualmente in fase di
discussione, tra cui in particolare la terza Direttiva sui Servizi di Pagamento (Payment Services
Directive 3, PSD3).
Nel mercato italiano, per semplificare e standardizzare l’interazione con le terze parti, molti
intermediari adottano piattaforme di sistema2 (Piattaforme di Open Banking, POB). Queste
infrastrutture tecniche fungono da punto di accesso unico, offrendo un’interfaccia dedicata che
facilita la connessione tra le terze parti e diverse banche. In questo modo, favoriscono l’adozione
dell’Open Banking migliorandone l’efficienza operativa.
Le informazioni a disposizione della Banca d’Italia per il monitoraggio dell’Open Banking, che
rappresentano la base di questa analisi e coprono l’intero mercato, derivano da: (i) il framework
segnaletico di sorveglianza relativo alle piattaforme di sistema; (ii) la Matrice dei Conti; (iii) le
segnalazioni di vigilanza ad hoc per gli intermediari non aderenti alle piattaforme.
La gamma di servizi innovativi generati riguardano sia i consumatori sia le imprese. Tra i principali casi d’uso, per i
consumatori, vi sono i servizi di personal finance management (PFM), che consentono di aggregare conti e carte in
un’unica interfaccia per ottenere una visione integrata della propria situazione finanziaria; inoltre, l’accesso al credito
può beneficiare di valutazioni più rapide e accurate grazie all’utilizzo di dati transazionali aggiornati per finalità di
credit scoring. Per le imprese, l’interconnessione tra software gestionali e conti bancari facilita l’automazione della
riconciliazione contabile e della tesoreria, oltre a semplificare la gestione integrata di incassi e pagamenti lungo
l’intero ciclo di fatturazione.
In Italia le cd. piattaforme di sistema, che fungono da collettore unico per tutti gli intermediari aderenti ed espongono
una interfaccia dedicata aggregata, sono CBI-Globe, CEDACRI, Fabrick e NEXI-Sia.
Questo lavoro prosegue le precedenti analisi3 e si focalizza sugli aspetti quantitativi dell’utilizzo delle
interfacce di accesso ai conti. L’analisi si basa principalmente sul numero e la tipologia delle
chiamate effettuate con le Application Programming Interface (API), sul volume delle operazioni
dispositive e informative, nonché sull’andamento del numero di utenti e delle TPP attive. L’analisi
esamina inoltre le prestazioni dei servizi di Open Banking, valutando parametri chiave come i tempi
di risposta, le percentuali di errore delle operazioni e la distribuzione geografica delle TPP in base
alla tipologia di servizio.
La nota è suddivisa come segue. La Sezione 2 presenta l’evoluzione delle interfacce di Open Banking;
la Sezione 3 presenta la distribuzione geografica dei TPP; la Sezione 4 analizza gli errori e la
prestazione dei servizi; la Sezione 5 conclude.
2. Operatività e segnalazioni delle interfacce di Open Banking
Dal 2020, la Banca d’Italia ha introdotto un framework di segnalazione semestrale per monitorare
l’operatività delle interfacce di accesso delle TPP su scala nazionale. Nel marzo 2023, in risposta
all’evoluzione del mercato e in seguito all’adozione della Guida operativa dei controlli4, allegata al
Provvedimento della Banca d’Italia del 9 novembre 20215, il framework applicato alle POB è stato
aggiornato. Le nuove specifiche, caratterizzate da una maggiore granularità dei dati, permettono
un’analisi più approfondita della distribuzione dei flussi nel sistema, facilitando l’identificazione di
eventuali criticità e consentendo una valutazione più completa dell’efficienza e dell’affidabilità delle
infrastrutture dedicate alle interfacce degli operatori.
I dati rilevati confermano la continua crescita delle chiamate API legate ai servizi di Open Banking
(cfr. Figura 1). Nel 2023, il volume di chiamate è aumentato del 52,3% rispetto al 2022, proseguendo
una tendenza già evidenziata nelle precedenti analisi. In particolare, si osserva l’aumento costante
delle chiamate sia Account Information Service (AIS), che riflette il persistente interesse del mercato
per i servizi informativi, sia Payment Initiation Service (PIS). Questo andamento si mantiene in linea
con quello degli anni precedenti, con un rapporto stabile tra chiamate AIS e PIS attorno a una
proporzione di 7 a 1 negli ultimi anni.
Banca d’Italia, collana “Mercati, infrastrutture, sistemi di pagamento” – Numero 31 “L’Open Banking nel sistema dei
pagamenti: evoluzione infrastrutturale, innovazione e sicurezza, prassi di vigilanza e sorveglianza”
(https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/mercati-infrastrutture-e-sistemi-di-pagamento/questioniistituzionali/2023-031/N.31-MISP.pdf)
“Guida Operativa dei Controlli – Allegato del Provvedimento della Banca d’Italia del 9 novembre 2021”
https://www.bancaditalia.it/compiti/sispaga-mercati/normativa-sorveglianza/Guida_operativa_dei_controlli.pdf
“Disposizioni in materia di sorveglianza sui sistemi di pagamento e sulle infrastrutture strumentali tecnologiche o di
rete” https://www.bancaditalia.it/compiti/sispaga-mercati/normativasorveglianza/Provvedimento_della_Banca_d_Italia_del_9_novembre_2021.pdf
NUMERO CHIAMATE API (MLN)
II° sem
I° sem
II° sem
I° sem
API per servizi AIS
I° sem
II° sem
I° sem
II° sem
I° sem
API per servizi PIS
Figura 1 – Traffico API
I servizi di disposizione di pagamento hanno registrato una continua espansione, in linea con le
tendenze già emerse nelle analisi precedenti (cfr. Figura 2). L’aumento sia del numero di operazioni
dispositive sia del valore totale transato evidenzia il progressivo consolidamento di questo canale di
pagamento. Un elemento significativo è la crescita del valore medio delle transazioni, che nel primo
semestre del 2024 supera i 2.200€, mentre nel medesimo semestre del 2023 era circa 1400€. Questa
tendenza mostra una caratterizzazione sempre più evidente nell’utilizzo dei servizi Open Banking da
parte dei consumatori e delle imprese: sebbene il modello sia stato concepito per essere aperto a
tutti, con un approccio neutro, la sua applicazione pratica sta riscuotendo maggiore successo nel
segmento corporate. La crescita delle operazioni di importo più elevato suggerisce infatti una
espansione più marcata verso il B2B, con un crescente impiego per operazioni come pagamenti tra
imprese, gestione della liquidità (attività di tesoreria e pianificazione dei flussi finanziari) e soluzioni
di incasso, piuttosto che per il settore e-commerce o per l’uso diffuso da parte dei consumatori.
Il valore totale delle transazioni è aumentato tra il 2022 e il 2023 del 196%, a fronte di un aumento
del 9% delle operazioni dispositive, determinando l’incremento del valore medio delle transazioni.
1.400
NUMERO DISPOSIZIONI (MIGLIAIA)
1.326
1.200
1.218
1.000
I° sem
II° sem
I° sem
II° sem
I° sem
II° sem
I° sem
II° sem
Numero operazioni dispositive
IMPORTO TOTALE PAGAMENTI (MILIONI)
I° sem
Importo totale
Figura 2 – Operazioni dispositive (PISP)
Anche gli accessi informativi tramite servizi Account Information Service Provider (AISP) sono
aumentati in misura significativa, confermando l’interesse del mercato per questo tipo di servizi (cfr.
Figura 3). L’incremento nel primo semestre del 2024 rispetto al semestre precedente è stato pari al
31,4%, portando il numero degli accessi a 168 milioni.
ACCESSI INFORMATIVI (MLN)
II° sem
I° sem
II° sem
I° sem
II° sem
I° sem
I° sem
II° sem
I° sem
Figura 3 – Numero di accessi informativi (AIS)
La crescita degli utenti nel comparto AISP e in quello Payment Initiation Service Provider (PISP) è
stata marcata fino al 2023, nella fase iniziale di crescita del mercato (cfr. Figura 4). Tale tendenza si
è interrotta nella prima parte del 2024, in particolare nel comparto PISP. Il calo degli utenti a fronte
dell’aumento del numero di chiamate e dell’aumento del valore delle transazioni suggerisce che il
mercato è perlopiù utilizzato da utenti specialisti, che utilizzano i servizi di Open Banking in modo
più frequente e mirato, spesso per esigenze specifiche di attività imprenditoriale, come
l’integrazione con i sistemi gestionali aziendali (ERP) per automatizzare riconciliazioni, pagamenti e
monitoraggio della liquidità. Il calo potrebbe riflettere altresì la presenza di barriere alla diffusione
di applicazioni più generaliste. In particolare, il segmento PISP, che registra un rallentamento
nell’acquisizione di nuovi utenti, mostra un aumento del valore medio delle transazioni,
confermando la focalizzazione sui pagamenti B2B e la diminuzione delle operazioni nel segmento
NUMERO UTENTI ATTIVI (MIGLIAIA)
I° sem
II°sem
I° sem
II°sem
I° sem
341.821
348.880
379.652
436.134
404.097
65.498
171.262
193.720
II°sem
29.234
98.016
131.998
305.810
15.109
31.337
48.108
I° sem
II°sem
125.937
I° sem
217.612
Figura 4 – Numero di utenti attivi per tipologia di servizio
3. Distribuzione geografica e provenienza delle TPP
L’offerta Open Banking nel contesto nazionale si fonda sulle API messe a disposizione da circa 400
intermediari (Account Servicing Payment Service Providers, ASPSP) responsabili del radicamento dei
conti degli utenti nonché sui servizi di accesso ai conti forniti dalle TPP che si collegano a queste API.
In particolare, grazie alla natura online dei servizi e al riconoscimento europeo delle licenze rilasciate
secondo la PSD2, gli ASPSP nazionali possono interfacciarsi con TPP sia italiane sia estere, e in
maniera simile le TPP autorizzate in Italia hanno la possibilità di collegarsi anche a ASPSP esteri
(cosiddetto passporting delle licenze).
L’analisi della distribuzione geografica delle TPP autorizzate6 a prestare servizi di Open Banking in
Italia, ottenuta dall’analisi del Payment Institutions Register della European Banking Authority (EBA)7
evidenzia il ruolo centrale dei player francesi (cfr. Figura 5). L’elevato numero di TPP in Francia (26
in totale) sottolinea la dinamicità del mercato e l’ampia adozione dei servizi di pagamento innovativi
in quel paese. A distanza, Lituania e Irlanda presentano un numero significativo di TPP, in particolare
quelle che offrono servizi sia informativo (AISP) sia dispositivi (PISP).
AT BE BG CY CZ DE DK EE ES FI FR GR HR HU IE IS LT LU MT NL NO PL RO SE SK
1 2 3
AISP+PISP 3
3 16 1
1 14 1
Figura 5 – Numero di TPP estere autorizzate a prestare servizi O.B. in Italia
Nonostante la possibilità di operare in Italia in regime di libera prestazione dei servizi, grazie al
passporting delle licenze PSD2 rilasciate in altri paesi dell’Unione, i flussi Open Banking generati da
TPP estere, in termini di chiamate API, non si riflettono pienamente in un volume significativo di
operazioni sui conti di pagamento nazionali. Infatti, solo una parte delle TPP straniere, pur essendo
Nell’analisi per TPP autorizzate si intendono le Terze Parti che, in conformità alla normativa vigente, risultano
autorizzate a operare come Istituti di Pagamento (IP), Istituti di Moneta Elettronica (IMEL) o come fornitori di servizi di
informazione sui conti (Account Information Service Provider – AISP).
https://euclid.eba.europa.eu/register/ aggiornato al 12 novembre 2024.
abilitate ad operare in Italia, origina effettivamente traffico Open Banking verso il nostro mercato.
In generale, la distribuzione geografica delle TPP abilitate ad operare sul proprio mercato nazionale
o su quello internazionale è molto eterogenea e concentrata nei paesi del nord Europa e in quelli
scandinavi e baltici (cfr. Figura 6).
DE SE PL FR FI LT NL IT IE BE ES DK EE NO CY HU GR CZ AT BG HR MT LU SK IS RO SI LI PT LV
Passportati
Figura 6 -TPP autorizzati ad operare sui rispettivi mercati nazionali e TPP passaportati verso altri paesi EU.
Si osserva, in diversi Stati membri, una generale propensione delle TPP a operare anche oltre
confine, con licenza PSD2 passaportata verso gli altri stati dell’Unione. Oltre la metà delle TPP
autorizzate nell’UE opera in LPS in almeno uno stato estero; particolare è di contro il caso dell’Italia,
dove su 20 TPP abilitate solo una offre all’estero i propri servizi di Open Banking, a riprova di una
vocazione prettamente domestica dell’offerta dei soggetti TPP nazionali.
Un ulteriore approfondimento sulle nazionalità di provenienza è stato condotto analizzando la
ripartizione geografica del traffico italiano di Open Banking, erogato tramite le quattro piattaforme
di sistema nazionali.
Limitatamente al perimetro delle POB, che nel primo semestre del 2024 hanno gestito il 78% del
traffico API dell’Open Banking domestico, l’analisi della nazionalità degli operatori8 evidenzia un
quadro ben definito (cfr. Figura 7), in cui hanno particolare rilievo gli operatori italiani (44 soggetti
che interagiscono con le interfacce PSD2, su un totale di 106 TPP attive a livello nazionale). È
importante precisare tuttavia che questi operatori italiani includono sia TPP con licenza IP/IMEL sia
banche che operano come TPP integrando i servizi di Open Banking nelle proprie piattaforme. La
presenza degli operatori esteri risulta sostanzialmente proporzionata al numero delle TPP
autorizzate; tuttavia, si nota che solo un terzo delle TPP estere abilitate genera effettivamente
traffico verso i conti italiani.
La nazionalità di provenienza della TPP è rilevata dalle caratteristiche del certificato e-IDAS presentato alle interfacce
FR 12
IT 44
Figura 7 – Nazionalità degli operatori attivi nei servizi di Open Banking
I dati degli ultimi semestri mostrano una certa stabilità del numero di TPP attivi sulle API PSD2 e
intermediari che hanno integrato servizi di Open Banking (cfr. Figura 8). Di contro, la presenza di
singoli operatori con quote di mercato rilevanti può influenzare significativamente la distribuzione
percentuale per paese, rispetto al semplice conteggio di operatori attivi o autorizzati (cfr. Figura 9).
12,9%
sem. I°
sem. II°
sem. I°
Figura 8 – Numero TPP attive
sem. II°
sem. I°
sem. II°
sem. I°
66,2%
Figura 9 – Traffico API generato per nazione
L’analisi del traffico generato dalle TPP per nazionalità, suddiviso per servizi informativi (cfr. Figura
10) e servizi dispositivi (cfr. Figura 11 – Numero di pagamenti per nazione di origine della TPP chiamante),
rivela una significativa concentrazione italiana per entrambi i tipi di servizi. Le TPP italiane
detengono infatti il 59,7% del totale degli accessi informativi (AISP) e il 79,15% del totale dei
pagamenti (PISP).
Nonostante gli operatori italiani prevalgano in entrambi i segmenti, si evidenziano differenze
significative nella distribuzione geografica dei servizi. Ad esempio, la Repubblica Ceca si posiziona al
secondo posto per gli AISP (16,7%), mentre nel segmento dei pagamenti (PISP) la sua presenza è
quasi assente. Al contrario, il Belgio, con una quota del 7,3% nel comparto PISP, pur avendo una
presenza quasi trascurabile negli AISP (0,2%). Queste dinamiche sono riconducibili a operatori
specifici che hanno una quota di mercato rilevante nei rispettivi servizi.
16,7%
79,2%
59,8%
Figura 10 – Accessi informativi per nazione di origine della TPP
chiamante
Figura 11 – Numero di pagamenti per nazione di origine della
TPP chiamante
4. Errori e performance delle interfacce di accesso
Il tasso di errore, che misura l’affidabilità delle interfacce come rapporto tra le chiamate API non
andate a buon fine e il totale delle chiamate effettuate, evidenzia una tendenza nel complesso
positiva. Escludendo il 2021 – anno in cui il limitato traffico API rende la misurazione poco
significativa – e nonostante un lieve aumento del tasso d’errore nel secondo semestre del 2022, si è
registrata una netta riduzione nei semestri successivi, con valori stabilmente inferiori al 5%. Tale
evoluzione conferma l’impegno e gli investimenti degli intermediari per migliorare continuamente
l’affidabilità e funzionalità delle API, nonché l’adozione di implementazioni più accurate da parte
delle TPP, dimostrando un costante miglioramento nella qualità delle integrazioni tra i sistemi.
chiamate API in errore
Tasso d’errore
25.000
16,0%
14,0%
20.000
12,0%
11,6%
21.014
15.000
10,0%
10.000
5.000
3.846
15.481
14.668
5.111
TASSO DI ERRORE (%)
NUMERO DI CHIAMATE API IN ERRORE (MIGLIAIA)
13,4%
9.822
9.510
I° sem
II° sem
I° sem
II° sem
I° sem
II° sem
I° sem
Figura 12 – Errori sulle interfacce PSD2
I dati relativi alla velocità di risposta delle API rivelano un quadro alquanto complesso. Sebbene nel
tempo si osservi una stabilizzazione complessiva delle prestazioni medie, che negli ultimi due anni
si attestano tra i 600 e i 700 millisecondi, i dati medi per singolo operatore sono molto eterogenei.
Questo andamento suggerisce che variabili quali il carico di lavoro, il dimensionamento delle
infrastrutture e la qualità delle connessioni di rete possono influenzare le prestazioni istantanee,
soprattutto in un contesto in cui il numero di richieste API è in crescita. Il fatto che il tempo di
risposta del migliore operatore (best in class) continui a ridursi, attestandosi al di sotto dei 100
millisecondi, testimonia l’impegno costante di tali operatori nell’ottimizzazione delle proprie
infrastrutture e sottolinea la necessità per gli altri di monitorare attentamente i picchi di carico e di
implementare meccanismi per aumentare il volume di operazioni in modo adeguato.
5. Conclusioni
L’analisi condotta, insieme al puntuale confronto e dialogo con il mercato – anche attraverso le
attività svolte nell’ambito del Tavolo Open Banking Italia (TOBI) del Comitato Pagamenti Italia –
evidenzia i progressi realizzati dall’Open Banking in Italia tra il 2020 e il 2024 e presenta le sfide che
il settore deve affrontare per una ulteriore crescita, tra cui il continuo miglioramento delle
prestazioni delle interfacce, la migliore gestione dei ticket di supporto, nonché la capacità di
internazionalizzazione delle TPP nazionali. L’utilizzo crescente delle API PSD2 e l’evoluzione delle
operazioni AISP e PISP delineano una traiettoria di crescita eterogenea, con segnali di maggiore
maturazione nel segmento AISP e nell’ambito corporate.
Nel complesso, dopo cinque anni dall’introduzione in Italia della PSD2, l’utilizzo dei servizi di Open
Banking è contenuto e coinvolge solo lo 0,13% dei bonifici nazionali eseguiti on-line. La contrazione
degli utenti italiani nel primo semestre del 2024 potrebbe essere un segnale di difficoltà alla
diffusione di questo mercato. Tale contrazione ha caratterizzato anche il mercato europeo.
Come evidenziato nelle premesse della proposta di direttiva PSD3 e nel relativo impact assessment9,
la diffusione dell’Open Banking nell’UE incontra ancora significative criticità e risulta inferiore alle
attese. Tali difficoltà sono imputabili, da un lato, alla scarsa conoscenza del servizio da parte degli
utenti e, dall’altra, alle basse prestazioni delle applicazioni, che si traducono in una esperienza poco
fluida da parte degli utilizzatori. Nel segmento consumer, la crescita è frenata dalla concorrenza di
strumenti consolidati come carte di pagamento e, ora, digital wallet: gli utenti sono poco propensi
a cambiare le proprie abitudini di pagamento, anche perché l’Open Banking fatica a evidenziare
benefici pratici rispetto ai metodi tradizionali. L’assenza di una “reason why” chiara e convincente,
che funga da incentivo e come valore distintivo per le soluzioni Open Banking e che possa giustificare
il cambiamento delle abitudini di pagamento, rappresenta un ostacolo significativo in tal senso.
Questi aspetti sono poi esacerbati dalla riluttanza dei merchant ad utilizzare l’Open Banking per gli
incassi, data l’assenza di servizi complementari consolidati, tipici del settore e-commerce (preautorizzazione, rimborso, etc.). La scarsa penetrazione di mercato e le prestazioni non ottimali dei
servizi sono state sottolineate anche dalla European Court of Auditors10 nella sua valutazione sullo
stato dei pagamenti digitali nell’UE; la Corte ha raccomandato di rafforzare i sistemi di monitoraggio
a presidio delle buone prestazioni dei servizi stessi.
Ciononostante, emergono segnali positivi, in particolare nel segmento B2B, dove l’Open Banking sta
dimostrando il suo potenziale nella gestione finanziaria aziendale. L’aumento del valore medio delle
transazioni suggerisce una crescente adozione dei pagamenti corporate tramite PISP. Le imprese,
più sensibili ai costi e alla flessibilità degli strumenti di pagamento, richiedono soluzioni di Open
Banking integrate nei sistemi ERP per ottimizzare pagamenti e incassi, migliorando l’efficienza
operativa e riducendo così le commissioni applicate dai fornitori di servizi di pagamento, con un
maggior controllo sulla liquidità. L’automazione dei flussi finanziari e la semplificazione della
riconciliazione contabile sono vantaggi chiave, soprattutto per chi gestisce volumi elevati di
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX:52023SC0231
ECA – European Court of Auditors: “Digital payments in the EU – Progress towards making them safer, faster, and less
expensive, despite remaining gaps.” (https://www.eca.europa.eu/ECAPublications/SR-2025-01/SR-2025-01_EN.pdf)
operazioni. Il mercato risulta altamente concentrato, con larga parte del traffico dominato da un
numero ristretto di operatori, specialmente nei servizi PIS.
L’analisi della distribuzione geografica dei TPP mostra la prevalenza di operatori nazionali e una
crescita moderata dei TPP esteri. Nel complesso emerge che l’Italia sta progressivamente adottando
un mercato competitivo e aperto, in cui operatori locali e internazionali partecipano allo sviluppo
del mercato, promuovendo l’innovazione e l’integrazione con i servizi finanziari tradizionali. Le TPP
italiane dimostrano una crescente specializzazione nei servizi B2B, mentre quelle estere si
focalizzano maggiormente su offerte rivolte ai consumatori, sebbene questo segmento resti finora
marginale.
Si riscontra un netto miglioramento della qualità delle API, con una riduzione del tasso d’errore e
una stabilizzazione dei tempi di risposta medi, pur con alcune fluttuazioni dovute al carico di lavoro.
Questi progressi sono frutto sia degli investimenti infrastrutturali sia dell’esperienza accumulata dai
TPP nel migliorare le proprie integrazioni.
Infine, occorre osservare che l’assenza di remunerazione prevista per i servizi che gli ASPSP sono
tenuti a offrire ai sensi della PSD2, hanno in parte limitato gli incentivi dell’industria bancaria a
investire in modo proattivo nello sviluppo dell’Open Banking. Questa criticità è stata affrontata con
la nascita di nuovi schemi privati – come il SEPA Payment Account Access (SPAA) – finalizzati a
definire condizioni di accesso più equilibrate e incentivanti per le parti coinvolte, almeno per i servizi
“non obbligatori” previsti dalla normativa. Tali evoluzioni potranno contribuire a rimodellare
ulteriormente il panorama dell’Open Banking, anche nella prospettiva dei futuri sviluppi in tema di
Open Finance. In questo contesto, sarà cruciale cogliere le opportunità di crescita, garantendo al
contempo sicurezza e qualità nei servizi di pagamento erogati.
Glossario
AISP (Account Information Service Provider) Fornitore di servizi di informazione sui conti che può
accedere ai dati del conto del cliente, previa autorizzazione, per fornire servizi come l’aggregazione
di conti. Gli AISP hanno una funzione informativa e non possono disporre pagamenti.
API (Application Programming Interface) Metodologia di sviluppo di applicazioni che consentono a
diversi software di comunicare tra loro e condividere informazioni in modo sicuro. Le API sono
fondamentali per l’Open Banking, in quanto permettono alle TPP di accedere ai dati e servizi delle
banche.
ASPSP (Account Servicing Payment Service Provider) Prestatore di servizi di pagamento presso cui è
radicato il conto corrente del cliente, come banche o istituti di pagamento. Gli ASPSP sono tenuti a
consentire l’accesso ai dati da parte delle TPP tramite API.
Fall-back exemption Esonero dall’obbligo di predisporre una soluzione di emergenza (cd. fall-back)
nel caso di malfunzionamenti dell’interfaccia dedicata, che può essere concesso se quest’ultima
rispetta i requisiti di performance e robustezza.
FIDAR (Financial Data Access Regulation) Regolamento europeo per l’accesso ai dati del settore
finanziario, che mira a creare un quadro normativo armonizzato per l’accesso e la condivisione dei
dati finanziari, andando oltre i soli dati relativi ai conti di pagamento, verso futuri servizi di Open
Finance.
Framework Segnaletico Sistema di raccolta di dati statistici, e relativi modelli, al fine di acquisire
evidenze necessarie a monitorare il mercato dell’Open Banking e valutarne l’efficienza, l’affidabilità
e la sicurezza.
Interfaccia dedicata Infrastruttura tecnica messa a disposizione dagli ASPSP per consentire l’accesso
delle TPP ai conti dei clienti, garantendo sicurezza e conformità alla normativa PSD2.
Matrice dei Conti Base di dati che raccoglie informazioni segnalate dagli intermediari finanziari,
utilizzata per analisi statistiche, di vigilanza e di sorveglianza.
OB (Open Banking) Si riferisce alla pratica di consentire a terze parti di accedere ai dati e alle
informazioni dei conti correnti dei clienti presso le banche, con il consenso di questi ultimi, per
offrire nuovi servizi e applicazioni. L’Open Banking si basa sulla condivisione di dati e servizi tra
istituti finanziari e terze parti.
Open Finance Evoluzione dell’Open Banking, che include l’accesso e la condivisione di dati relativi a
prodotti finanziari diversi dai conti di pagamento. L’Open Finance è un concetto più ampio rispetto
all’Open Banking e può includere una gamma più ampia di dati finanziari.
PISP (Payment Initiation Service Provider) Fornitore di servizi di disposizione di ordine di pagamento
che può avviare pagamenti per conto del cliente. I PISP hanno una funzione dispositiva e non
possono visualizzare i dati del conto durante l’operazione.
POB (Piattaforme di Open Banking o di Sistema) Infrastrutture tecniche centralizzate che offrono un
unico punto di accesso per le TPP a più ASPSP, semplificando l’interazione e riducendo i costi di
implementazione per le TPP. Le piattaforme di sistema fungono da gateway PSD2.
PSD2 (Payment Services Directive 2) La seconda direttiva europea sui servizi di pagamento che ha
introdotto il concetto di Open Banking, stabilendo un quadro normativo per l’accesso ai dati dei
conti da parte di terze parti autorizzate.
PSD3 La revisione della direttiva PSD2, volta a migliorare la qualità e le prestazioni dei servizi di Open
Banking, e il negoziato a supporto della sua implementazione.
PSR Regolamento sui servizi di pagamento proposto in parallelo alla PSD3.
SPAA (SEPA Payment Account Access) Schema volontario sviluppato dall’European Payment Council
come evoluzione dell’Open Banking, che introduce un modello a pagamento per le TPP e
funzionalità aggiuntive rispetto alla PSD2, in linea con le previsioni del regolamento FIDAR. Prevede
un canale alternativo alle API-PSD2, con l’obiettivo di migliorare qualità e prestazioni
dell’ecosistema.
TPP (Third Party Provider) Fornitori di servizi di pagamento terzi autorizzati ad accedere ai dati dei
conti dei clienti tramite API, con il consenso del cliente. Le TPP possono essere società fintech o altri
operatori che offrono servizi finanziari innovativi.
Ultime pubblicazioni della collana
Mercati, infrastrutture, sistemi di pagamento
n. 30
The security of retail payment instruments: evidence from supervisory data, di Massimiliano
Cologgi (Approfondimenti)
n. 31
Open Banking in the payment system: infrastructural evolution, innovation and security,
supervisory and oversight practices, di Roberto Pellitteri, Ravenio Parrini, Carlo Cafarotti,
Benedetto Andrea De Vendictis (Questioni istituzionali)
n. 32
Banks’ liquidity transformation rate: determinants and impact on lending, di Raffaele Lenzi,
Stefano Nobili, Filippo Perazzoli, Rosario Romeo (Approfondimenti)
n. 33
Investor behavior under market stress: evidence from the Italian sovereign bond market,
di Onofrio Panzarino (Approfondimenti)
n. 34
Reti neurali siamesi per la rilevazione dei difetti di stampa delle banconote,
di Katia Boria, Andrea Luciani, Sabina Marchetti, Marco Viticoli (Approfondimenti)
n. 35
Quantum safe payment systems, di Elena Bucciol, Pietro Tiberi
n. 36
Investigating the determinants of corporate bond credit spreads in the euro area, di Simone
Letta, Pasquale Mirante
n. 37
Smart Derivative Contracts in DatalogMTL, di Andrea Colombo, Luigi Bellomarini,
Stefano Ceri, Eleonora Laurenza
n. 38
Making it through the (crypto) winter: facts, figures and policy issues, di Guerino Ardizzi,
Marco Bevilacqua, Emanuela Cerrato, Alberto Di Iorio
n. 39
Il sistema per lo scambio delle quote di emissione dell’UE (ETS UE), di Mauro Bufano,
Fabio Capasso, Johnny Di Giampaolo, Nicola Pellegrini
n. 40
La migrazione delle banconote e la stima della circolazione nei paesi dell’area dell’euro:
il caso italiano, di Claudio Doria, Gianluca Maddaloni, Giuseppina Marocchi, Ferdinando
Sasso, Luca Serrai, Simonetta Zappa
n. 41
Assessing credit risk sensitivity to climate and energy shocks, di Stefano Di Virgilio, Ivan
Faiella, Alessandro Mistretta, Simone Narizzano
n. 42
Report on the payment attitudes of consumers in italy: results from the ECB SPACE 2022
survey, di Gabriele Coletti, Alberto Di Iorio, Emanuele Pimpini, Giorgia Rocco
n. 43
A service architecture for an enhanced Cyber Threat Intelligence capability and its value
for the cyber resilience of Financial Market Infrastructures, di Giuseppe Amato, Simone
Ciccarone, Pasquale Digregorio, Giuseppe Natalucci
n. 44
Fine-tuning large language models for financial markets via ontological reasoning, di
Teodoro Baldazzi, Luigi Bellomarini, Stefano Ceri, Andrea Colombo, Andrea Gentili,
Emanuel Sallinger
n. 45
La sostenibilità nelle assemblee societarie in Francia, Germania e Italia, di Tiziana
De Stefano, Giuseppe Buscemi, Marco Fanari
n. 46
Money market rate stabilization systems over the last 20 years: the role of the minimum
reserve requirement, di Patrizia Ceccacci, Barbara Mazzetta, Stefano Nobili, Filippo
Perazzoli, Mattia Persico
n. 47
I fornitori di tecnologia nel sistema dei pagamenti: evoluzione di mercato e quadro
normativo, di Emanuela Cerrato, Enrica Detto, Daniele Natalizi, Federico Semorile, Fabio
Zuffranieri
n. 48
The fundamental role of the repo market and central clearing, di Cristina Di Luigi, Antonio
Perrella, Alessio Ruggieri
n. 49
From Public to Internal Capital Markets: The Effects of Affiliated IPOs on Group Firms,
di Luana Zaccaria, Simone Narizzano, Francesco Savino, Antonio Scalia
n. 50
Byzantine Fault Tolerant consensus with confidential quorum certificate for a Central Bank
DLT, di Marco Benedetti, Francesco De Sclavis, Marco Favorito, Giuseppe Galano, Sara
Giammusso, Antonio Muci, Matteo Nardelli
n. 51
Environmental data and scores: lost in translation, di Enrico Bernardini, Marco Fanari, Enrico
Foscolo, Francesco Ruggiero
n. 52
How important are ESG factors for banks’ cost of debt? An empirical investigation,
di Stefano Nobili, Mattia Persico, Rosario Romeo
n. 53
The Bank of Italy’s statistical model for the credit assessment of non-financial firms,
di Simone Narizzano, Marco Orlandi, Antonio Scalia
n. 54
The revision of PSD2 and the interplay with MiCAR in the rules governing payment services:
evolution or revolution?, di Mattia Suardi
n. 55
Rating the Raters. A Central Bank Perspective, di Francesco Columba, Federica Orsini,
Stefano Tranquillo
n. 56
A general framework to assess the smooth implementation of monetary policy: an application
to the introduction of the digital euro, di Annalisa De Nicola, Michelina Lo Russo
n. 57
The German and Italian Government Bond Markets: The Role of Banks versus Non-Banks.
A joint study by Banca d’Italia and Bundesbank, di Puriya Abbassi, Michele Leonardo Bianchi,
Daniela Della Gatta, Raffaele Gallo, Hanna Gohlke, Daniel Krause, Arianna Miglietta, Luca
Moller, Jens Orben, Onofrio Panzarino, Dario Ruzzi, Willy Scherrieble, Michael Schmidt
n. 58
Chat Bankman-Fried? An Exploration of LLM Alignment in Finance, di Claudia Biancotti,
Carolina Camassa, Andrea Coletta, Oliver Giudice, Aldo Glielmo
n. 59
Modelling transition risk-adjusted probability of default, di Manuel Cugliari, Alessandra
Iannamorelli, Federica Vassalli
n. 60
The use of Banca d’Italia’s credit assessment system for Italian non-financial firms within
the Eurosystem’s collateral framework, di Stefano Di Virgilio, Alessandra Iannamorelli,
Francesco Monterisi, Simone Narizzano
n. 61
Metodologia di classificazione del Fintech, di Alessandro Lentini, Daniela Elena Munteanu,
Fabrizio Zennaro
n. 62
The Rise of Climate Risks: Evidence from Expected Default Frequencies for Firms, di Matilde
Faralli, Francesco Ruggiero
n. 63
Exploratory survey of the Italian market for cybersecurity testing services, di Anna Barcheri,
Luca Bastianelli, Tommaso Curcio, Luca De Angelis, Paolo De Joannon, Gianluca Ralli e
Diego Ruggeri
n. 64
A practical implementation of a quantum-safe PKI in a payment systems environment,
di Luca Buccella e Stefano Massi
n. 65
Stewardship Policies. A Survey of the Main Issues, di Marco Fanari, Enrico Bernardini,
Elisabetta Cecchet, Francesco Columba, Johnny Di Giampaolo, Gabriele Fraboni, Donatella
La Licata, Simone Letta, Gianluca Mango e Roberta Occhilupo
n. 66
Is there an equity greenium in the euro area?, di Marco Fanari, Marianna Caccavaio, Davide
Di Zio, Simone Letta e Ciriaco Milano
Trending
- Carburanti. Pandolfo (PD): da governo solo minacce a chi lavora, subito tetto a prezzi e tassa su speculazioni energetiche
- Gli Stai Uniti tornano in Asia centrale: la sfida a Cina e Russia passa da Samarcanda
- Barelli, Forza Italia: dal Governo risorse record per giovani, studenti e università
- MANOVRA, CATTANEO (FI): SUI GIOVANI FORZA ITALIA HA GIÀ INDICATO LA STRADA, ORA SI PASSI AI FATTI
- Agenzia regionale 1119.26 Piemontese Manta Group
- Cultura, Costa: “Regole chiare per collaborazione tra pubblico e privato
- COMUNIICATO – Agricoltura, assessori di Basilicata, Lazio, Lombardia, Molise, Piemonte e Veneto: «Bene i 60 milioni di euro dal Governo per gasolio agricolo». Mercoledì 28 riunione al Ministero
- CARBURANTI, SANTILLO (M5S): UTILI ENI INCREDIBILI, TASSA EXTRAPROFITTI SACROSANTA
- SALVINI, BARBERA (PRC): “GARANTISTI CON I POTENTI, FORCAIOLI CON I POVERI. AI GIOVANI SOLO CARCERE
- CULTURA, ROSSELLO (FI): ART PROFIT, COLLABORAZIONE PUBBLICO-PRIVATO PER VALORIZZARE PATRIMONIO CULTURALE ITALIANO