
(AGENPARL) – Wed 20 August 2025 Nota di Luca Simonetti (M5S)
(Acs) Perugia, 20 agosto 2025 – “La risposta del centrodestra alla
nota della Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, e della
Direttrice regionale alla Salute, Daniela Donetti, lascia perplessi.
Da una parte mostra la superficialità politica di chi trova il tempo
di alimentare polemiche strumentalizzando una prassi di 15 anni,
dall’altra finge di non vedere che oggi si sta lavorando senza
tregua al nuovo Piano Socio-Sanitario regionale, alle assunzioni e
alla riorganizzazione complessiva del sistema. Cosa avremmo dovuto
fare nel frattempo? Lasciare che gli ospedali andassero al collasso,
chiedere al personale sanitario già provato di raddoppiare i turni,
privare i cittadini del diritto alla cura?”, così, in una nota il
capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Luca Simonetti per il
quale “i cittadini umbri hanno oggi tre certezze. La prima è che
pretendono e meritano di vedere garantito il diritto alla cura. La
seconda è che, nonostante l’impegno straordinario del personale
sanitario, il sistema è stato lasciato in affanno dalla precedente
gestione. La terza è che la responsabilità di questa condizione non
può ricadere su chi, in soli nove mesi di governo, ha rimesso la
sanità pubblica al centro delle priorità regionali. È un percorso
che richiede tempo, lucidità e scelte nette, non slogan”.
“Va ricordato – spiega Simonetti – che da quindici anni le risorse
destinate al privato accreditato sono rimaste sostanzialmente le
stesse, così come confermato dagli stessi consiglieri di minoranza.
La vera novità introdotta dalla Giunta Proietti è che, per la prima
volta, queste risorse non vengono affidate indistintamente, ma
orientate a prestazioni che rispondono ai bisogni reali dei cittadini.
Non è più consentito al privato di concentrarsi solo sulle attività
a più alto margine di guadagno: oggi deve concorrere a rafforzare la
sanità pubblica e a garantire il diritto alla cura, in particolare
nei settori che hanno generato una mobilità passiva sempre più
pesante per l’Umbria, come l’ortopedia di alta complessità”.
“Ed è proprio la mobilità passiva – osserva Simonetti – a
rappresentare un’altra vera emergenza per il nostro sistema lasciata
in eredità dalla Giunta precedente. Nel periodo 2019-2024, abbiamo
registrato un saldo negativo complessivo della mobilità sanitaria di
110 milioni di euro, posizionandoci come la peggiore regione d’Italia
per variazione dei costi legati alla mobilità sanitaria. Per
invertire la rotta e affrontare questa situazione critica, è
fondamentale concentrarsi sul recupero di questo saldo negativo”.
“Questa – continua il capogruppo pentastellato – è la vera
discontinuità: non la mera conferma dei tetti di spesa, ma la loro
trasformazione in uno strumento di programmazione, con vincoli,
monitoraggi e standard rigorosi che subordinano il privato agli
obiettivi fissati dal Servizio sanitario pubblico. Parallelamente, la
Regione ha avviato il più importante investimento possibile: 711
nuove assunzioni entro la fine dell’anno, perché il cuore della
sanità sono le persone che ogni giorno, con professionalità e
sacrificio, tengono in piedi il sistema”.
“Il centrodestra – conclude Simonetti – può continuare a
inseguire visibilità con dichiarazioni di comodo, ma i cittadini
sanno distinguere tra chi si limita a parlare e chi sta costruendo,
con serietà e trasparenza, un modello di sanità pubblica più forte,
equo ed efficiente, capace di garantire a tutti gli umbri il diritto
universale alla salute”. RED/as
link alla notizia: http://consiglio.regione.umbria.it/node/80669
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