
(AGENPARL) – Thu 17 July 2025 LA COMMISSIONE UE TAGLIA I FONDI DELLA PAC DESTINATI AL CLIMA E
ALL’AMBIENTE, GREENPEACE: «COSÌ SI METTE A RISCHIO L’AGRICOLTURA STESSA E
SI INDEBOLISCE LA LOTTA ALLA CRISI CLIMATICA»
proposta di riforma della Politica Agricola Comune (PAC) pubblicata oggi
dalla Commissione europea dopo essere stata annunciata ieri. Il nuovo
regolamento non prevede alcun finanziamento vincolante destinato alle
misure ambientali e climatiche, indispensabili per mitigare l’impatto
devastante del settore agricolo e per preservare le fondamenta della nostra
produzione alimentare.
Attualmente, la PAC destina circa un terzo dei suoi fondi a iniziative
ambientali e di lotta al cambiamento climatico, mentre la nuova proposta
abbandona ogni forma di garanzia su tali investimenti, affidando agli Stati
membri la piena discrezionalità nell’allocazione delle risorse. In
sostanza, potrebbero essere azzerati i contributi destinati all’agricoltura
verde, compromettendo la tutela del nostro territorio, della biodiversità e
la lotta contro lo spopolamento delle campagne.
«Affidare agli Stati membri il potere di decidere quanto investire nelle
misure verdi e chi beneficia degli aiuti è estremamente preoccupante e
mette a rischio l’obiettivo stesso della PAC», dichiara Marco Contiero,
direttore della Politica agricola di Greenpeace Europa. «La discrezionalità
mette a rischio non solo il finanziamento di azioni concrete contro
l’impatto ambientale insostenibile dell’agricoltura industriale, ma rischia
di favorire il perpetuarsi di una distribuzione scandalosamente diseguale
dei sussidi, premiando le aziende più ricche e inquinanti. Senza regole
chiare, controlli severi e una supervisione rigorosa, l’Unione Europea
rischia di accelerare sia la chiusura delle piccole aziende agricole, sia
il deterioramento degli ecosistemi a cui tutti teniamo».
Per l’organizzazione ambientalista, ci sono però alcuni elementi positivi
nella proposta. La Commissione prevede misure significative per modificare
l’attuale sistema di sussidi, basato principalmente sull’estensione di
superficie coltivata, che fa sì che la maggior parte dei fondi agricoli
dell’UE vada a ricchi proprietari terrieri e aziende agricole industriali.
Il nuovo piano fisserebbe un limite massimo all’importo dei fondi pubblici
che ogni azienda agricola può ricevere, i pagamenti basati sugli ettari
coltivati diminuirebbero con l’aumentare delle dimensioni delle aziende
agricole e i fondi dovrebbero essere destinati in modo più mirato agli
agricoltori bisognosi. Greenpeace avverte che dare ai governi nazionali
ampia discrezionalità nel decidere quali aziende agricole hanno bisogno di
un sostegno supplementare rischia di compromettere questo approccio
progressista volto ad affrontare le enormi ingiustizie nell’agricoltura
europea.
Ciò è particolarmente importante per un Paese come l’Italia, con un tessuto
agricolo frammentato e molte famiglie di agricoltori in difficoltà
economica. Inoltre, la Commissione intende introdurre limiti di densità di
animali allevati nelle aree vulnerabili all’inquinamento da azoto, insieme
a incentivi per estensivizzare la produzione zootecnica e per sostenere la
transizione verso sistemi più sostenibili. Si tratta di primi necessari
passi verso una zootecnia a basso impatto.
CONTATTI: