
(AGENPARL) – Fri 11 July 2025 GUARDIA DI FINANZA
Comando Provinciale Modena
COMUNICATO STAMPA
11/07/2025
GdiF MODENA: ESEGUITO DECRETO DI SEQUESTRO PREVENTIVO PER EQUIVALENTE
NEI CONFRONTI DI UN MEDICO, PROFESSORE UNIVERSITARIO, INDAGATO PER
PECULATO.
Nei giorni scorsi, su delega di questa Procura della Repubblica, militari del Comando Provinciale della Guardia
di finanza di Modena hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo per equivalente finalizzato
alla confisca obbligatoria, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Modena, nei confronti
di un medico, professore universitario associato già Direttore di unità operativa oculistica ospedaliera, indagato
per l’ipotesi di reato ai danni dell’Azienda Ospedaliera Policlinico Universitaria di Modena, per un importo
complessivo pari a oltre 360.000 euro.
Le indagini, condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Modena, consentivano di accertare che il
professionista, autorizzato all’espletamento di attività libero – professionale intramuraria ambulatoriale presso il
proprio studio, effettuava prestazioni specialistiche a favore di privati omettendo la registrazione delle visite e
percependo i relativi compensi prevalentemente in contanti, senza versarli né darne alcuna comunicazione
all’Ente pubblico di appartenenza, in violazione delle convenzioni con lo stesso stipulate.
Le indagini di polizia giudiziaria scaturivano dalle risultanze acquisite nel corso di una verifica fiscale avviata
nei confronti del professionista, nell’ambito della quale veniva acquisita documentazione extracontabile – in
particolare foglietti e agende manoscritti – su cui erano annotate le singole visite mediche effettuate e i compensi
percepiti. L’attenzione degli investigatori si concentrava su alcuni importi che riportavano, di fianco,
un’annotazione con un “carattere speciale”, costituito da un cerchietto contenente un simbolo. Dal raffronto dei
dati comunicati dall’Azienda Ospedaliera Policlinico Universitaria di Modena, emergeva come le prestazioni
corrispondenti non fossero state comunicate alla stessa e fossero avvenute senza il versamento del corrispettivo
nelle casse dell’Azienda in parola.
Veniva così ricostruito come l’indagato, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2018 e il 30 marzo 2020, quando
era legato da un rapporto di esclusività con la citata Azienda Ospedaliera, aveva eseguito in tal modo circa 3.000
visite mediche, percependo compensi per oltre 360.000 euro. Dal 1° aprile 2020, il medico apriva una partita
IVA e richiedeva il passaggio al rapporto non esclusivo (c.d. extramoenia).
Gli approfondimenti svolti consentivano altresì di accertare come parte dei compensi, per un importo pari a circa
120.000 euro, venivano in realtà percepiti attraverso una società in accomandita semplice, di cui il professionista
era amministratore di fatto ed il coniuge era socio accomandante. In particolare, la società stessa era utilizzata
quale “schermo” per l’emissione di fatture nei confronti dei pazienti, riportanti come causale fittizia il noleggio
agli stessi di attrezzature mediche per l’esecuzione di esami strumentali. Questo comportava l’applicazione
dell’aliquota IVA del 22% sull’importo fatturato, in luogo dell’esenzione prevista per le prestazioni sanitarie,
con conseguente aggravio economico in danno dei propri assistiti, i quali, peraltro, erano impossibilitati a
portarsi in detrazione nella propria dichiarazione dei redditi il costo delle visite mediche.
Per le condotte constatate il medico veniva denunciato a questa Procura della Repubblica per il reato di peculato,
in quanto, nella sua qualità di direttore pro tempore di una struttura sanitaria dell’Azienda Ospedaliera
Policlinico di Modena e, quindi incaricato di pubblico servizio, aveva incassato e trattenuto indebitamente
somme destinate al predetto Ente pubblico. Inoltre, il medico e la di lui coniuge venivano altresì denunciati per il
reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti con riferimento alle prestazioni fatturate attraverso la
società in accomandita semplice.
Sulla base del decreto emesso dal G.I.P. del Tribunale di Modena su richiesta di questa Procura della Repubblica,
sono state sequestrate disponibilità finanziarie per oltre 55.000 euro e due unità immobiliari nel centro storico di
Modena, per un ammontare pari all’intero profitto del reato di peculato allo stato contestato, quantificato in oltre
360.000 euro.
Si precisa che i due indagati sono da ritenersi presunti innocenti fino a sentenza irrevocabile di condanna.
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