(AGENPARL) - Roma, 10 Giugno 2025 - (AGENPARL) – Tue 10 June 2025 Ad un sì deciso al progetto da parte del comitato ponteggiano: “Opera non
più rinviabile, ci sono tutti i requisiti di sostenibilità”, al no
perentorio dell’altro comitato: “la realizzazione del ‘nodino’, come
scritto nel progetto, non porta a nessuna diminuzione del traffico e deturpa
l’ambiente”
(Acs) Perugia, 10 giugno 2025 – Seduta di audizioni quella della Seconda
commissione, presieduta da Letizia Michelini. Il tema trattato è di estrema
attualità: il ‘Nodo di Perugia’ per il quale sono stati invitati a
Palazzo Cesaroni, per essere ascoltati separatamente, i rappresentanti del
comitato ‘Chi salverà Ponte S. Giovanni?’, favorevoli alla realizzazione
dell’opera e gli altri del comitato ‘Salviamo Collestrada’ che invece
hanno ribadito la loro totale contrarietà al progetto del ‘nodino’
perché, oltre ad una sostanziale “deturpazione del territorio”, non
porterebbe a “nessuna diminuzione del traffico” nel tratto in questione.
Per i rappresentanti del Comitato ‘Chi salverà Ponte S. Giovanni?’
(Luigi Ercolani-presidente, Silvano Natalizi, Giampaolo Tacconi, Claudio
Ricciarelli, Sergio Palazzetti) “quello della mobilità di persone e merci
nell’area di Perugia è un grande tema che riguarda l’intera area
regionale e per molti aspetti l’Italia centrale. Ponte San Giovanni
rappresenta il fulcro di ben 5 direzioni di strade di grande comunicazione
che si concentrano in appena 3 chilometri. Stiamo parlando di una mole di
traffico (90mila veicoli) che il tratto in questione non può sopportare.
Serve capacità di risolvere in maniera complessiva ed organica l’insieme
delle problematiche. Serve separare il traffico di attraversamento da quello
destinato all’area perugina diversificando l’accesso alla città. Il
progetto ha tenuto conto di tutti gli aspetti, compreso quello ambientale per
far sì che l’opera diventasse ampiamente sostenibile. A Ponte San Giovanni
abbiamo preoccupanti dati di inquinamento ambientale ed acustico.
L’esposizione continua al biossido di azoto, elemento tipico del traffico,
porta a malattie anche croniche. Rispetto al tema della sicurezza, è stato
rilevato dalla Polizia stradale che il 75 per cento degli incidenti
sull’intero tratto della E45 avviene nei 5 chilometri dell’area di Ponte
San Giovanni, situazione che contribuisce a creare l’esondazione del
traffico all’interno del centro abitato. Sulla proposta del raddoppio delle
rampe, per diluire le code giornaliere, possiamo anche esprimere, da un punto
di vista tecnico, fiducia, ma dovrebbe essere misurata prima la bontà delle
opere con riscontro su quanto si andrà a fare. Tuttavia le rampe non sono un
elemento che esclude la variante tra Collestrada e Madonna del Piano perché
i volumi di traffico su Ponte San Giovanni sarebbero sempre gli stessi.
Importante, se continuativa, l’integrazione del trasporto su gomma con
quello su rotaia, ma quest’ultimo va considerato complementare e non
alternativo. Oggi abbiamo il primo stralcio del progetto (nodino) che ha
acquisito, rispetto all’impatto ambientale, tutti i pareri da tutti i
Ministeri interessati. Serve da parte di tutti, a partire dai vari livelli
istituzionali, sensibilità e consapevolezza perché c’è in gioco la
viabilità del Centro Italia e l’economia di moltissime attività. La
Regione dovrebbe dar vita quindi, insieme alla Provincia di Perugia, i Comuni
interessati e le parti sociali, ad un tavolo con le altre 4 Regioni
interessate e portare una proposta condivisa ai tavoli ministeriali. Questa
proposta la faremo a breve anche alla presidente della Giunta regionale
Stefania Proietti”.
I rappresentanti del comitato ‘Sciogliamo il nodo di Perugia’ (Pietro
Floris-vice presidente, Alessandro Severi, Raul Segatori e Paolo Procacci)
hanno ribadito la necessità di “valutare attentamente l’impatto
ambientale e socio economico del progetto sui territori interessati tra
Collestrada e Madonna del Piano. Si tratta di un territorio dove esiste un
buon equilibrio tra attività economiche e natura, con la piana del Tevere
che verrebbe fortemente interessata da quest’opera la cui inutilità è
scritta nella stessa relazione del progetto, dove viene spiegato che non ci
sarà nessuna diminuzione del traffico nel tratto in questione. Bisogna
andare alla ricerca di soluzioni realmente efficaci. Con la realizzazione del
progetto in questione, sulla collina di Collestrada verrebbe realizzata una
galleria artificiale di oltre 500 metri con una larghissima trincea. La
morfologia della collina verrebbe cancellata per sempre. Si entrerebbe
inoltre nel bosco di Collestrada che è zona vincolata, fa parte di Rete
natura 2000 con norme che vanno oltre quelle regionali e nazionali”. I
rappresentanti del Comitato hanno anche puntato il dito sulla cantieristica,
sui tempi di realizzazione dell’opera e soprattutto sulla forte
deturpazione del territorio poiché il progetto contrasterebbe con le valenze
paesaggistiche, ambientali ed architettoniche dell’area di Collestrada
riconosciute e tutelate a livello regionale, nazionale ed europeo.
Dopo alcune considerazioni e domande di approfondimento da parte dei
commissari presenti alla riunione, la presidente Michelini ha espresso la
volontà di dare seguito alle audizioni odierne partendo dai Sindaci dei
Comuni interessati per poi allargare le audizioni anche a tutti gli altri
soggetti istituzionali e alle parti sociali interessati alla materia. AS/
link alla notizia: http://consiglio.regione.umbria.it/node/80342
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