
(AGENPARL) – Mon 31 March 2025 Relazione del Governatore
esercizio
anno 2024
centotrentunesiimo esercizio
Assemblea ordinaria dei Partecipanti
Roma, 31 marzo 2025
CXXXI
Relazione del Governatore
Assemblea ordinaria dei Partecipanti
Roma, 31 marzo 2025
Signori Partecipanti,
l’incertezza a livello globale resta elevata, alimentata dalle persistenti
tensioni geopolitiche e commerciali. Questo contesto penalizza gli scambi
internazionali e accentua la frammentazione dell’economia mondiale,
contribuendo al rallentamento dell’attività produttiva.
L’economia europea, già segnata dalla stagnazione del settore
manifatturiero, risente in modo particolare di queste dinamiche a causa della
sua forte esposizione al commercio estero.
Dallo scorso giugno, il Consiglio direttivo della Banca centrale europea
ha avviato una graduale riduzione dei tassi ufficiali, riflettendo i progressi
ottenuti nella lotta all’inflazione. Tuttavia la dinamica del credito risente, con
i consueti ritardi, della restrizione monetaria degli anni precedenti e della
debolezza del ciclo economico.
Guardando al futuro, la lotta all’inflazione non può ancora dirsi conclusa.
Sarà essenziale monitorare con attenzione tutti i fattori che potrebbero
ostacolare il ritorno all’obiettivo del 2 per cento.
Le decisioni di politica monetaria dovranno bilanciare due fattori. Da un
lato, la debolezza dell’economia europea e le tensioni geopolitiche stanno
frenando consumi e investimenti, contribuendo a contenere l’inflazione.
Dall’altro lato, l’aumento dell’incertezza – dovuto soprattutto agli annunci,
talora contraddittori, sulle politiche commerciali degli Stati Uniti – impone
cautela nel percorso di diminuzione dei tassi ufficiali.
Come illustrerò tra poco, l’alto livello dei tassi ufficiali registrato
nell’ultimo anno ha avuto ripercussioni negative sui risultati di bilancio
dell’esercizio 2024, oggi sottoposto alla vostra approvazione.
BANCA D’ITALIA
Relazione del Governatore
Assemblea ordinaria dei partecipanti
La politica monetaria e i riflessi sul bilancio della Banca d’Italia
Nei primi cinque mesi del 2024 i tassi ufficiali sono rimasti invariati.
A partire da giugno, il Consiglio direttivo della BCE ha avviato una graduale
riduzione: tra allora e la fine dell’anno il tasso sui depositi presso l’Eurosistema è
stato abbassato di 100 punti base, al 3 per cento.
Dal 18 settembre 2024, per contenere la variabilità dei tassi di mercato
a breve termine, il differenziale di tasso tra le operazioni di rifinanziamento
principali e i depositi presso l’Eurosistema è stato ridotto da 50 a 15 punti base.
Successivamente, nel corso del 2025, il Consiglio ha ulteriormente
abbassato i tassi ufficiali di 50 punti base.
Parallelamente, nella seconda metà del 2024 sono stati ridotti i
reinvestimenti dei titoli in scadenza nell’ambito del programma di acquisto di
titoli per l’emergenza pandemica (Pandemic Emergency Purchase Programme,
PEPP), con una diminuzione di 7,5 miliardi al mese fino alla cessazione
completa a fine anno. Considerando anche le scadenze dei titoli detenuti
nell’ambito del programma di acquisto di attività finanziarie (Asset Purchase
Programme, APP), l’importo complessivo dei portafogli di titoli detenuti
dall’Eurosistema per fini di politica monetaria è sceso di circa 400 miliardi
rispetto al 2023.
Anche l’ammontare dei fondi erogati dall’Eurosistema alle banche
dell’area dell’euro mediante operazioni di rifinanziamento si è fortemente
ridotto, da 410 a 34 miliardi. Questa contrazione è dovuta principalmente
ai rimborsi delle ultime operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo
termine della terza serie (Targeted Longer-Term Refinancing Operations,
TLTRO3).
Alla fine del 2024 l’esposizione complessiva dell’Eurosistema nei
confronti delle controparti di politica monetaria era composta esclusivamente
da operazioni di rifinanziamento principali con scadenza settimanale e da
operazioni a più lungo termine con scadenza trimestrale.
Nel complesso, l’andamento delle operazioni di politica monetaria ha
comportato una significativa diminuzione del surplus di liquidità dell’area
dell’euro, ossia dell’eccesso di depositi detenuti dalle banche presso
l’Eurosistema rispetto all’obbligo di riserva. Alla fine del 2024, tale surplus
era pari a 2.827 miliardi, in calo di 519 miliardi rispetto all’anno precedente.
Relazione del Governatore
Assemblea ordinaria dei partecipanti
BANCA D’ITALIA
La situazione patrimoniale
Nel 2024 la dimensione del bilancio della Banca d’Italia – in linea con
quanto osservato per l’intero Eurosistema – si è ridotta per il terzo anno
consecutivo, di 149 miliardi di euro. Dal 2021 la contrazione complessiva è
stata del 28 cento, da 1.538 a 1.104 miliardi.
Il calo dell’attivo è riconducibile principalmente alla riduzione delle
operazioni di rifinanziamento, scese da 150 a 23 miliardi, e alla diminuzione
dei titoli detenuti a fini di politica monetaria, passati da 657 a 591 miliardi.
Di questi, 544 miliardi erano costituiti da titoli di Stato italiani.
Quanto al passivo, si è registrata una riduzione sia nei depositi delle
istituzioni creditizie – diminuiti di 66 miliardi – sia nel saldo debitorio
della Banca d’Italia nel sistema TARGET, sceso da 521 a 416 miliardi.
La contrazione di quest’ultima voce è riconducibile in larga parte all’aumento
degli investimenti esteri in titoli italiani, in particolare titoli pubblici.
Un ulteriore contributo è venuto dal pagamento della quinta e della sesta
rata dei fondi del Dispositivo per la ripresa e la resilienza, erogati allo Stato
italiano attraverso il sistema TARGET.
Nei primi mesi del 2025 il saldo debitorio ha continuato a diminuire,
attestandosi in marzo su una media di circa 400 miliardi.
Principali determinanti del risultato economico del 2024
e prospettive future
Nel 2024 il risultato lordo della Banca d’Italia è stato negativo per 7,3
miliardi di euro, con un peggioramento di 0,2 miliardi rispetto all’anno
precedente.
Già nel bilancio 2022 era stato anticipato che, nei due esercizi successivi,
l’Istituto avrebbe registrato perdite lorde prima dell’utilizzo del fondo rischi
generali. Questa previsione era legata principalmente alla forte contrazione
del margine di interesse. Come ricordato lo scorso anno, il rialzo dei tassi di
riferimento avviato nel 2022 ha determinato un aumento della remunerazione
delle passività di bilancio – costituite soprattutto dai depositi delle banche –
senza un corrispondente miglioramento del rendimento delle attività di
politica monetaria. Queste ultime, infatti, sono meno sensibili alle variazioni
dei tassi, essendo composte prevalentemente da titoli a tasso fisso e con
scadenze più lunghe.
BANCA D’ITALIA
Relazione del Governatore
Assemblea ordinaria dei partecipanti
Nel 2024, sebbene i tassi ufficiali siano gradualmente diminuiti,
il loro livello medio è rimasto superiore a quello dell’anno precedente.
Di conseguenza, il conto economico ha continuato a risentire sia del valore
negativo del margine di interesse, per 4,2 miliardi, sia del risultato netto della
ridistribuzione del reddito monetario, pari a -1,9 miliardi.
Negli anni precedenti al 2023, la Banca d’Italia aveva rafforzato i propri
fondi patrimoniali in previsione di potenziali perdite future, grazie ai profitti
particolarmente elevati registrati in quel periodo.
Nel bilancio del 2024 l’utilizzo del fondo rischi generali per 5,8 miliardi,
unitamente al contributo positivo per circa 2,4 miliardi derivante dal recupero
fiscale della perdita lorda, permette di chiudere l’esercizio con un risultato
netto positivo pari a 0,8 miliardi.
L’utilizzo del fondo rischi generali è coerente con la minore esposizione
della Banca a rischi finanziari, dovuta al ridimensionamento del bilancio.
I rischi continueranno a diminuire nei prossimi esercizi, grazie alla cessazione
dei reinvestimenti del capitale rimborsato sull’intero portafoglio di titoli
detenuti per finalità di politica monetaria.
Nonostante la contrazione complessiva del fondo rischi generali di 11,4
miliardi negli ultimi due anni, il grado di copertura dei rischi rimane adeguato
sia nel breve sia nel medio periodo. Inoltre, alla luce delle attuali previsioni di
mercato sull’evoluzione dei tassi di interesse, si conferma l’aspettativa di un
ritorno a un utile lordo dal 2025.
È importante sottolineare che l’obiettivo primario dell’Eurosistema
è il mantenimento della stabilità dei prezzi, non la massimizzazione del
profitto. Le decisioni di politica monetaria vengono adottate esclusivamente
in funzione di questo mandato, anche quando comportano un temporaneo
peggioramento dei risultati economici delle banche centrali.
Sebbene queste ultime possano adempiere efficacemente al proprio
mandato anche in presenza di perdite, l’indipendenza finanziaria resta
essenziale per il corretto esercizio delle loro funzioni. Per tale motivo,
riteniamo fondamentale valutare positivamente ogni strumento e iniziativa
utile a rafforzarla. In questa prospettiva si è orientata la nostra politica di
bilancio nel passato, e così continuerà a essere in futuro.
Anche il progetto dell’euro digitale – volto a salvaguardare la sovranità
monetaria nell’area dell’euro e a generare benefici per famiglie e imprese –
potrà contribuire alla solidità di bilancio delle banche centrali, preservando
il signoraggio. Questo aspetto assumerebbe un’importanza ancora maggiore
Relazione del Governatore
Assemblea ordinaria dei partecipanti
BANCA D’ITALIA
qualora la crescita delle banconote in circolazione dovesse rallentare, in
conseguenza della diffusione di mezzi di pagamento digitali privati.
Interventi organizzativi e trasformazione digitale
Un anno fa, in questa stessa occasione, sottolineavo l’impegno della
Banca d’Italia nel processo di modernizzazione, finalizzato ad adeguare
gli assetti organizzativi all’evoluzione del contesto esterno e a conferire
efficienza ai processi di lavoro, cogliendo appieno le opportunità offerte dalla
trasformazione digitale.
L’evoluzione del sistema dei pagamenti ha aumentato la complessità delle
responsabilità e dei compiti affidati alla Banca, chiamata a garantirne il corretto
ed efficiente funzionamento. In risposta a questa crescente complessità,
lo scorso anno abbiamo riorganizzato il Dipartimento Mercati e sistemi
di pagamento, suddividendolo in due strutture distinte: il Dipartimento
Mercati e operazioni di politica monetaria e il Dipartimento Pagamenti e
infrastrutture di mercato. Tale scelta risponde all’esigenza di rafforzare
l’efficacia e la specializzazione della nostra organizzazione in questi settori.
Abbiamo inoltre istituito l’Unità Euro digitale, alle dirette dipendenze del
Direttorio, con l’obiettivo di concentrare in un unico centro di competenza le
attività che l’Istituto svolge all’interno del progetto dell’Eurosistema.
Parallelamente, nell’ambito della funzione di tesoriere dello Stato svolta
dalla Banca d’Italia, all’inizio di quest’anno è divenuto operativo il sistema
ReTes, un ampio programma di reingegnerizzazione delle procedure di